La
facilità del farsi un sito e la possibilità di metterlo on line anche
a costo zero, ha
fatto proliferare una miriade di siti amatoriali i cui webmaster non sanno cosa
dire, per cui lo dicono con le parole degli altri.
E'
capitato a noi, più volte, di scoprire casualmente nostri file in giro
per siti e forum. Nella gran parte dei casi lasciamo perdere: si
tratta di persone che intervengono su domande fatte nei Forum e che
rispondono con testi di altri, oppure che inseriscono pezzi di articoli
tolti dal nostro sito senza citare l'autore e la fonte, anzi, firmando
col proprio nome.
E' il caso di Aurora: i suoi articoli sulla
divinazione sono presenti su
decine di Forum e siti, senza che venga mai citata l'autrice. Chi chiede:
"Per favore, sapete che cosa è la coracomanzia?" trova risposta in qualcuno che
copia e incolla il testo di Aurora e si prende i complimenti
per le sue conoscenze in materia. Anzi, i nostri autori più copiati affermano di
non avere mai ricevuto
tanti elogi diretti quanto per interposta persona: quelli fatti agli
scopiazzatori dei loro file.
Alcuni casi,
invece, sono stati talmente macroscopici da costringerci ad agire,
quando ci hanno clonato decine di testi e immagini, addirittura
senza cambiare nemmeno l'impaginazione, col "copia e incolla",
però fermandosi (casualmente quasi sempre) prima del nome dell'autore e senza
citare (mai e poi mai) il nostro sito, da cui era stato prelevato il
materiale senza autorizzazione.
Devon Scott si è addirittura scoperta a sorpresa autrice di una
dispensa, fatta abusivamente da ignoti copiando l'intera sua rubrica del
Libro delle Ombre, stampata e
messa in commercio a carissimo prezzo come "edizione privata".
E non è l'unico caso: anche Janar,
esperto di folklore e stregoneria italiana, si è visto copiare il
contenuto di un suo intero sito per farne una dispensa abusiva. Potete leggere
il Manifesto
antiplagio, in cui racconta la sua esperienza.
La
tutela del diritto d'autore su Internet
Per difendere la creazione artistica ci sono due articoli del Codice
Civile e una legge da poco modificata. Vediamoli.
"Tutte le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono
alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative,
all'architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il
modo o l'espressione, formano oggetto del diritto d'autore" (art. 2575
del Codice Civile).
"Il diritto d'autore si acquista originariamente con la creazione
dell'opera (tranne i casi specifici in cui questa creazione sia avvenuta
nell'ambito di un contratto di prestazione d'opera), quindi l'opera
appartiene, come primo titolare, a chi ne è l'autore" (art. 2576
del Codice Civile).
La legge 248/00, che ha in parte modificato la precedente 633/41,
è stata fatta proprio per i problemi sorti a causa della circolazione
di opere su Internet. Se ne può leggere il testo integrale su www.dirittodautore.it
e www.interlex.it,
due ottimi siti documentatissimi e sempre aggiornati.
Chi crea qualcosa ha almeno il diritto morale di
vedersene attribuita la paternità per sempre e, se ci riesce..., il diritto di
sfruttamento economico della propria opera nel tempo, secondo le leggi
vigenti.
E se un autore
decidesse di mettere la propria opera a
disposizione di chiunque gratuitamente? Nessuno potrebbe comunque togliergli il
diritto (e anche il dovere) di essere riconosciuto come autore di
quell'opera. La creazione riguarda articoli di quotidiani e periodici
(sia cartacei che on line), articoli presenti su Internet in qualunque
sito, libri, pezzi
teatrali, musica, fotografie, perfino le e-mail. Sono invece permessi il riassunto e la citazione a scopi di studio,
documentazione o insegnamento, ma sempre previa citazione dell'autore,
dell'editore e anche del sito, nel caso fossero stati prelevati da
Internet.
In caso di violazioni
Violare le norme sul diritto d'autore comporta sanzioni civili e anche
penali, in particolare se questo viene fatto a fini di lucro.
Se vi trovate ad essere cooptati, vostro malgrado, come collaboratori di
siti dei quali magari neppure conoscete l'esistenza, o ancora peggio, se
trovate sul web qualche vostra opera scopiazzata e firmata da un altro,
chiedete al webmaster l'immediata cancellazione del file in
oggetto: è una soluzione amichevole e di buon senso.
Nel caso il webmaster rifiutasse, potete ricorrere alla magistratura,
oppure... chiedere il pagamento di una certa cifra come compenso per la vostra
prestazione d'opera. Chi ha l'abitudine di sfruttare senza autorizzazione le altrui fatiche
potrebbe dover quindi tirare fuori il denaro e pagare, una volta tanto, il
conto della propria scorrettezza.
E pensare che chi scrive gratuitamente è ben felice di vedere che il
suo lavoro viene apprezzato; basterebbe, nella maggior parte dei casi,
una richiesta diretta per ottenere il materiale da ripubblicare su di un
altro sito e, in molti casi, anche un nuovo collaboratore.
La Redazione