L’Angelo e i tre animali sacri sono rappresentati nel cielo dalle
stelle più grandi situate ai quattro punti cardinali: ALDEBARAN,
l’occhio del Toro, REGOLO, il cuore del Leone, ALTAIR, luce
dell’Aquila, FOMALHAUT, del Pesce che assorbe l’acqua sparsa
dall’Acquario. Questi astri segnano le estremità di una croce il
cui centro è la Stella Polare che, nella sua immobilità nel bel
mezzo della rotazione celeste, corrisponde nell’arcano XXI alla
giovane donna inquadrata da un’ovale di foglie che raffigurano la
zona dell’eclittica.
In un mazzo di Tarocchi stampato a Parigi nel 1500, il Mondo è
raffigurato da un globo analogo a quello che l’Imperatore tiene
nella mano sinistra. Le braccia della croce inclinata, che sovrasta
questo globo, sono altrettanti scettri che permettono il dominio sui
quattro elementi. La doppia opposizione delle potenze generatrici
della materia non è raffigurata dai simboli zodiacali degli equinozi
e solstizi, qui il Mondo è sostenuto dal soffio dei quattro venti
dello Spirito.
Al di sopra della sfera del Mondo vi è una donna nuda che solleva
con la mano destra una tenda immensa, di cui raccoglie l’estremità
con la mano sinistra. E’ la Verità che si manifesta senza riserve,
e scosta il velo delle apparenze per comunicare il segreto
dell’essenza delle cose. Possedere questo segreto significa disporre
della Scienza universale e della potenza illimitata che ne deriva:
significa realizzare l’ideale dell’adepto perfetto. Il Saggio si
distingue perché non si fa illusioni sulla falsa realtà che ricade
sotto il dominio dei sensi. Davanti alla sua vista spirituale tutto
diventa Spirito. Il Mondo gli appare come il miracolo della COSA UNICA
degli Ermetisti. Conservando l’Unità di ciò che è, noi ci
innalziamo alla Gnosi, ricompensa suprema degli sforzi dedicati alla
ricerca della verità. Questa Gnosi si traduce in estasi
intellettuale, provocata dalla contemplazione del santuario di cui la
Papessa tiene le chiavi. Nessuno può penetrare nel Tempio dove
risplende la luce pura dello Spirito; ma quando la materia svanisce
davanti alla nostra percezione mentale, nessun ostacolo si oppone più
alla nostra completa illuminazione. Compenetrato dalla Luce Divina,
l’uomo risollevato dalla sua caduta, diviene luminoso e conclude così
il ciclo della sua reintegrazione.
Sotto il profilo divinatorio la Lama XXI simboleggia il Cosmo,
l’Universo coordinato, il Regno di Dio. E’ il Tempio ideale
conquistato. Rappresenta totalità, reintegrazione, perfezione. E’
la Scienza integrale, la sovrana potenza spirituale. Significa estasi,
apoteosi, ricompensa, incorruttibilità, integrità assoluta.
Simboleggia la riuscita completa, il coronamento dell’opera
intrapresa. Ambiente favorevole al risultato decisivo: tutto o nulla.
Rappresenta un uomo di stato, ministro, funzionario, superiore ostile.
Al negativo, quindi, rappresenta ostacoli esteriori insormontabili.
Meditare con la Lama XXI
“IMPARA IL DOMINIO DI TE STESSO, DELLA TUA VITA.
ACQUISTA IL CONTROLLO DELLE TUE EMOZIONI.
§PER
OTTENERE CIO’ FERMATI E RIFLETTI.”
Un turbine di colori: verde chiaro, blu, viola un sentiero bianco
e, in lontananza, un Tempio luminoso. L’iniziato si guarda intorno,
quasi alla ricerca di qualcosa, senza però sapere cosa.
All’improvviso davanti a lui appare un giovane, gli passa accanto
correndo, non si ferma ed in pochi attimi scompare. L’iniziato è
piuttosto sconcertato, e rimane immobile a guardare verso il punto
dove il ragazzo si è allontanato. Poi, un fulmine a ciel sereno, un
pensiero subitaneo gli si forma nella mente: è lui! Il giovane in
corsa è l’iniziato stesso: preso com’è dal mondo, non si
riconosce, se non a fatica: per lui non esiste il tempo per fermarsi,
perché la sua vita è una gara continua contro il tempo. Ed è
proprio questo che egli deve comprendere, apprezzare la qualità delle
esperienze che vive, imparando a sapersi dosare.
Egli vive ogni cosa come un forsennato, eppure è così facile
fermarsi, andare nel Tempio della pace, chiudersi nel silenzio
interiore e meditare. Comportandosi così egli giungerà ad un
controllo delle proprie emozioni, comprenderà che deve imparare a
raggiungere il dominio su se stesso, sul proprio carattere, e così
potrà dare il via ad un nuovo inizio. Da qui, da questo momento, avrà
vita un nuovo essere che saprà affrontare in modo completamente
diverso la vita: possiederà nuovi valori e avrà nuove conoscenze. Il
mondo rappresenta, per lui, il riassunto del tutto in tutto; il
risultato delle esperienze precedenti riviste e rivissute alla luce
della maturità raggiunta.
Ora il giovane comprende ciò che deve fare, come comportarsi, come
agire; la padronanza, il controllo di sé che ha raggiunto sono molto
importanti per lui. L’iniziato si avvia verso il Tempio: non si
preoccupa di rincorrere il giovane sé stesso, sa che lo ritroverà più
tardi e allora potrà parlargli. Entra nel tempio e si siede per terra
con lo sguardo rivolto verso l’alto, verso il cielo blu. Tutta la
sua vita gli scorre davanti; come in una pellicola cinematografica
egli vede sé stesso nei momenti più decisivi e cruciali. Si rende
conto delle mille opportunità che gli ha offerto la vita, rivede le
situazioni in cui si è trovato e comprende, come, tante volte,
troppe, non ha avuto il coraggio di agire ed osare, cambiando il corso
degli avvenimenti.
Molte situazioni sarebbero diverse ora, forse anche migliori. Il
giovane iniziato comprende di essersi lasciato sfuggire ottime
occasioni per migliorarsi. In questo momento trovarsi di fronte sé
stesso gli è molto utile: è come trovarsi di fronte ad uno specchio
di verità che gli rimanda l’immagine, reale e non illusoria, di sé
stesso. Non il sé stesso che egli amerebbe vedere, ma come è in
realtà. Ed è per questo motivo che il giovane adepto, il ragazzo che
correva poco prima, è fuggito: l’immagine che si è trovato davanti
era troppo aderente alla realtà ed egli non era pronto per
accettarla, come ugualmente succede, ora, all’iniziato. Egli però,
ha qualche vantaggio in più rispetto al ragazzo di prima: è più
maturo, più consapevole delle proprie opportunità.
Egli non fugge, ma osserva la propria immagine con sguardo fermo e
sicuro: non teme la verità, anzi, egli la cerca. Sa che la sua
personalità non esiste più: l’adolescente è diventato uomo, la
sua visione del mondo e della vita si è modificata. La chiave di
tutto, il segreto stesso della vita è proprio questo: avere il
coraggio, tanto coraggio e tanta forza di essere sé stessi e non
avere paura di rischiare, perché soltanto così si riesce ad avere in
mano le redini del proprio destino. In caso contrario, si rinuncia a
vivere.
L’iniziato riflette. Si rende conto di questa profonda verità ma,
purtroppo, tante volte viene dimenticata e la paura blocca le nostre
azioni, facendoci perdere buone occasioni di crescita.
Il giovane si alza: ha capito molte cose di sé stesso, anche qualche
verità scomoda.
Ora è pronto per ripartire; esce dal Tempio e ha l’impressione di
vedere tutto intorno a sé con occhi nuovi. Cammina lungo il sentiero
splendente, in direzione dell’ultima porta. Ecco, ora gli sta
davanti: ha il numero zero. La spinge ed entra (file aggiornato nel Maggio 2006).
Emanuela Cella Ferrari
Le immagini sono tratte da "I Tarocchi dell'Iniziazione",
pubblicati nella Collana "L'Arte dei Tarocchi", Gruppo Lo
Scarabeo, edizioni Fabbri, 2001, Milano.
Si ringraziano le Edizioni Fabbri, ed in particolare Fabrizio
Costantini, per averci concesso di riprodurre le
immagini dei "Tarocchi dell'Iniziazione" in questa rubrica.