Il suo turbante è rosso, verde, bianco e
giallo; ma il colore rosso tende all’arancio, il colore del fuoco
che distrugge e che suggerisce idee pericolose. Nella mano destra il Matto ha un bastone. Ma esso lo intralcia,
perché egli non lo usa
come appoggio e non lo usa neanche come l’Eremita, per tastare il
terreno su cui avanza.
Il suo sguardo è perso tra le nuvole; è un insensato che percorre la
strada senza chiedersi dove va, spinto soltanto dai propri impulsi.
Con la mano sinistra tiene un bastone appoggiato alla sua spalla; ad
esso è appesa una bisaccia, della quale non si conosce il contenuto.
Possiamo immaginare che essa contenga un poco della saggezza che egli
ha acquisito nel suo cammino. Ma non dimentichiamoci che egli è il
Folle, quindi la sua ricchezza è fatta soltanto di sciocchezze e
stravaganze.
Le calze gialle del Matto pendono mettendo in mostra ciò che
dovrebbero nascondere. Una lince bianca morde il polpaccio sinistro
del Matto. E’ il simbolo della lucidità cosciente e dei rimorsi
legati agli errori commessi, la lince fermerebbe un essere capace di
discernimento. Nel caso del Matto, invece, il suo morso affretta la
marcia del folle verso il suo destino ineluttabile.
Non è detto, però, che egli non possa recuperare il buon senso;
infatti sul terreno vi è un tulipano rosso, indice di spiritualità
attiva. Questo fiore è ancora vivo, ciò significa che lo spirito non
abbandona gli irresponsabili, i quali sono esseri innocenti. Il Matto
porta una preziosa cintura d’oro. Essa è composta da dodici
piastre; queste rappresentano i segni zodiacali.
Questo arcano, privo di numero, ricorda ciò che non conta, il
fantasma irreale che noi evochiamo con il nome di Nulla, in
opposizione al Tutto-Uno.
Il saggio non si lascia ingannare dalle parole; egli cerca il Matto in
sé stesso, prendendo coscienza della ristretta personalità umana,
che ha un
posto tanto grande nelle nostre preoccupazioni.
Impariamo, allora, che noi non siamo nulla; ed i Tarocchi ci avranno
confidato il loro ultimo segreto.
Dal punto vista divinatorio il Matto rappresenta l’irrazionale,
il vuoto, il nulla; la sostanza primordiale, la notte del cosmo.
Significa passività, impulsività, abbandono agli istinti cechi, alle
passioni; irresponsabilità, alienazione. follia.
E’ l’incapacità dell’essere umano di resistere alle influenze
negative; simboleggia mediocrità, perdita del libero arbitrio,
schiavitù. Nullità, squilibrio, incoscienza. E’ un cieco
trascinato dalla propria perdita; un folle. Significa insensibilità,
indifferenza. Incapacità di riconoscere i propri torti e di provare
dei rimorsi.
Ora meditiamo con la Lama zero.
“MANTIENI LA MENTE FERMA NELLA LUCE:
SII TE STESSO SEMPRE E COMUNQUE”
Zero: il cerchio si chiude e ciò che era all’inizio ora è alla
fine. L’iniziato comprende il significato di questa lama: assoluta
libertà interiore, priva di ogni inibizione. Si ritrova davanti il
giovane adepto, quello che prima aveva visto correre via, ed egli gli
parla:
“Lo vedi? Hai compreso bene: io sono te e tu sei me. Siamo
partiti insieme con le nostre potenzialità, abbiamo percorso molta
strada ed ora ci ritroviamo alla fine del sentiero; oltre questa porta
non ve ne sono altre. Ma è davvero la fine o è un nuovo inizio? E
cosa troverai dopo quella porta, il nulla? Tu sai cosa ti aspetta, sai
bene che questa non è la fine. Da questo momento la tua vita
cambierà radicalmente: il vecchio te stesso non esiste più ed al suo
posto è nato l’essere di luce, vivo e forte, pronto per la sua
nuova vita. Un nuovo guerriero della pace è sorto: l’UOMO per
eccellenza che darà inizio ad una nuova stirpe. Ora sei libero, va’!”
Ora il giovane si rende conto che il ragazzo di prima e l’uomo di
ora sono la stessa persona. Il nuovo essere è il risultato della loro
unione e del loro equilibrio, la liberazione totale di entrambi dalle
inibizioni e dai condizionamenti della vita.
L’iniziato guarda il giovane che si allontana: egli capisce che le
sue rivelazioni corrispondono alla verità. Si sente davvero diverso:
nuovo, forte, pieno di vitalità, di desideri e slanci. Ora egli è un
guerriero dello spirito: ciò che doveva acquisire ha imparato, ciò
che doveva conoscere, ora sa. Tra poco partirà un’altra volta:
altri sentieri, altre strade lo aspettano, altri compagni terreni e
non più spirituali, ora lo attendono.
Ma egli è consapevole del fatto che non deve tenere per sé ciò
che ha imparato; sarebbe un errore enorme, tale da vanificare tutte le
sue fatiche. Il messaggio che ha interiorizzato deve essere passato ad
altri: la
saggezza, l’umiltà, l’amore appena acquisito devono essere messi
al servizio del prossimo.
Altri partiranno dopo di lui, egli lo sa molto bene. Gli sembra quasi
di vederli, quei viandanti dello spirito che partono senza conoscere
la strada, armati soltanto dal desiderio di conoscenza. Egli desidera
aiutarli, incoraggiarli e sostenerli, l’esigenza di diventare guida
per gli altri, sostegno e messaggero è molto forte in lui.
Ma come fare? Ed ecco che, quasi in risposta ai suoi pensieri,
ricompare il giovane di prima.
“Vieni con me- gli dice- dobbiamo oltrepassare questa porta”.
Lo prende per mano
e lo trascina via. Ma il giovane iniziato oppone resistenza.
“Aspetta- esclama- voglio farti una domanda”.
“Va bene, ti ascolto”- risponde il giovane.
“Come posso essere guida per gli altri, io che ho appena costruito
me stesso?”-chiede.
“Ascolta la tua anima, sarà il tuo cuore a suggerirti come
comportarti- il giovane sorride- ora, però, guardati intorno”.
Davanti a loro vi è una porta luminosa: sopra di essa un arco
intrecciato di foglie e fiori. La sua guida spinge la porta ed essi
entrano in un grande giardino. Il ragazzo lo saluta e si allontana.
E’ tranquillo, l’iniziato:
ora sa, ora è consapevole. I Guardiani della Luce non lo
abbandoneranno mai, ne è certo.Si volta a guardare dietro di sé il
sentiero che ha percorso con stati d’animo tanto diversi. Ora è
giunto alla fine e si trova davanti ad un cancello. Sull’arco dorato
che lo incornicia vi è una scritta luminosa: VITA.
Sorride l’iniziato, ha compreso: ora è davvero pronto, spinge il
cancello e lo oltrepassa. Adesso anch’egli è uno degli ESSERI DI
LUCE.
Per concludere la rubrica dei Tarocchi vi propongo la “Poesia
del Tarocco” tratta dal libro di Oswald Wirth.
Tutto annuncia una causa attiva, intelligente.
Il numero è la prova dell’unità vivente.
Nulla può limitare colui che contien tutto.
Prima d’ogni principio, appare dappertutto.
E’ l’unico signore, è il solo da adorare.
Ed il suo dogma ai puri si degna rivelare.
L’opere della fede un solo capo regge,
E abbiamo un solo altare ed un’unica legge.
Giammai, giammai l’Eterno cambierà la sua base.
E dei cieli e dei giorni Ei regola ogni fase.
Ricco in misericordia, potente nel punire,
Al popolo promette un re nell’avvenire.
Per ogni terra nuova ogni tomba è un’uscita,
Solo la morte muore, immortale è la vita.
Son questi i dogmi puri, eterni e consacrati;
Completiamo la serie dei numeri onorati.
Il buon angelo è quello che tempera
E dà amore,
Mentre il malvagio è spirito d’orgoglio e di furore.
Dio comanda alla folgore ed il fuoco governa.
Espero e la rugiada gli debbon fede eterna.
Egli pone su noi la luna sentinella,
Il suo sole è la fonte che tutto rinnovella.
Al suo soffio la polvere risorge dalle tombe
Dove incessantemente l’umanità procombe.
Ora la sua corona ricopre il supplicante,
Sui cherubini scende la sua gloria brillante.
Emanuela Cella Ferrari
File aggiornato nel Maggio 2006.
Bibliografia
1) I Tarocchi di Oswald Wirth, Edizioni Mediterranee, 1966.
2) La Torre mistica dei Tarocchi di John Blakeley, Edizioni
Astrolabio, 1976.
3) Meditazioni sui Tarocchi (2 volumi) di Autore anonimo, Edizioni
Estrella de Oriente, 1999.
4) Il linguaggio segreto dei Tarocchi di L. Tuan, Edizioni DVE
Italia S.P.A, 2004.
5) Vie di Luce di E. Cella Ferrari, Edizioni Lunaris,
2001.
6) I Tarocchi esoterici di F. Mocco, Ed:izioni F. Capone, 1994.
7) Simbologia dei Tarocchi di C. H. Silvestre, Edizioni Hobby
& Work, 1996.
8) La via dei Tarocchi di A. Jodorowsky- M. Costa, Edizioni
Feltrinelli, 2005.
Le immagini sono tratte da "I Tarocchi dell'Iniziazione",
pubblicati nella Collana "L'Arte dei Tarocchi", Gruppo Lo
Scarabeo, edizioni Fabbri, 2001, Milano.
Si ringraziano le Edizioni Fabbri, ed in particolare Fabrizio
Costantini, per averci concesso di riprodurre le
immagini dei "Tarocchi dell'Iniziazione" in questa rubrica.