Il Saggio rispetta tutte le energie; anche quelle pericolose, perché
pensa che esse esistono per essere captate ed utilizzate in modo
giusto. Non bisogna disprezzare ciò che è inferiore; anche gli
istinti meno nobili sono utili perché rappresentano lo stimolo
necessario di ogni azione. La padronanza vitale esige che le forze
tendenti al male vengano modificate in energie benefiche. Ciò che è
vile non deve essere distrutto, ma reso nobile trasformandolo, come il
piombo che bisogna saper elevare alla dignità di oro. Tale regola è
applicabile in tutti i campi.
E' inutile pretendere da tutti gli uomini il bene, la virtù, il
disinteresse, il compimento del dovere. L'egoismo, in tutte le sue
forme, rimane il principio di questo mondo; il saggio comprende tutto
ciò, ne trae profitto, e tiene conto del Diavolo per costringerlo a
collaborare, sia pure controvoglia, alla Grande Opera.
Questo è l'insegnamento dell'arcano XI.
La maga che
realizza in questo modo il suo programma di iniziazione, si chiama
INTELLIGENZA. E' la Fata alla quale dobbiamo le conquiste della
scienza e i progressi della civiltà. Senza l'intervento della Forza,
nella quale si fondono l'Imperatrice e la Giustizia, gli egoismi
individuali si opporrebbero ad ogni vita collettiva.
Quando ognuno pensa solo a se stesso, la nazione è in pericolo; se
resiste all'attacco degli appetiti individuali, è grazie
all'intervento dell'Anima razionale, simboleggiata nei Tarocchi dalla
Donna che vince la Bestia. La Regina, che domina le energie in
rivolta, è vestita dei colori della Papessa: abito azzurro e mantello
rosso. Ma l'azzurro della Forza è l'azzurro chiaro dell'Imperatrice.
Il verde appare nelle maniche come in quelle della Giustizia , ma si
associa al color giallo. La domatrice del leone, infatti, s'ispira
all'idealità più alta (arcano III) e regge la vitalità (verde),
attraverso la mediazione della luce coagulata (giallo), conformemente
all'ordine universale (arcano VIII).
Analoga a quella
del Bagatto, l'acconciatura della Forza ha la forma di un otto
coricato, il simbolo dell'infinito. Il cappello del Bagatto è più
semplice di quello della Forza: non ostenta né la corona, né
pennacchio cangiante, perché il potere spirituale (corona) si
acquista soltanto esercitandolo, ed il sapere pratico non è innato.
Il Bagatto ha la capacità di acquisire tutto, ma può disporre delle
sue potenzialità soltanto dopo essersi istruito nella sua carriera
iniziatica. A questo punto l'arcano undici rappresenta l'ideale che è
possibile raggiungere. L'uomo saggio può disporre di una forza
immensa, se pensa giudiziosamente e se il suo valore individuale si
identifica con la Verità Suprema.
Domerà la violenza con la dolcezza; nessuna brutalità potrà
resistergli, purché egli sappia esercitare la potenza magica cui deve
aspirare ogni vero adepto.
Impariamo a
dominare in noi stessi il leone delle passioni dominatrici e degli
istinti egoistici, se aspiriamo alla Forza veramente unica e superiore
a tutte le forze! Sotto il profilo divinatorio la Forza rappresenta
l'energia psichica: ragione e sentimento uniti per sottomettere
l'istinto. Verbo individuale, irradiazione del pensiero. Volontà che
proviene dall'individuo. Simboleggia il trionfo dell'Intelligenza
sulla brutalità. Significa virtù, coraggio, calma. Forza morale che
si impone alla forza brutale ed alle passioni egoistiche. Padronanza
assoluta di se stessi. Anima forte. Natura energica, attiva. Lavoro,
attività intelligente. E' un carattere vivo, ardente. Al negativo
significa impazienza, collera, temerarietà. Vanteria, fanfaronate,
sgarberia, crudeltà, furore.
Ora meditiamo
con la Forza:
"SIA LA COSTANZA LA TUA VERA FORZA: NON CEDERE MAI SE CIO' CHE
FAI E' GIUSTO PER TE! IN QUESTO MODO VINCERAI GLI OSTACOLI".
L'iniziato ha varcato un'altra porta ed ora è in un nuovo giardino,
dove tutto sembra ancora più luminoso. Luce, forza, potenza. E
proprio il desiderio di forza e potenza sono le virtù da acquistare.
La nuova lama, la Forza, gli parla:
" Rinnova la tua energia, la tua forza; devi rendere te stesso più
resistente, più potente. Devi fare del tuo nuovo io qualcosa di molto
grande, di immenso, che niente e nessuno possa distruggere. Chiuditi
nella tua fortezza interiore, vi troverai energia e vitalità immense.
Il tuo coraggio aumenterà nelle prove della vita: esse ti vengono
date per verificare la tua forza interiore, per accrescerla.
Acquisterai la capacità di vedere e percepire ciò che agli altri è
negato e la tua nuova energia, resa più luminosa, sarà una fonte di
aiuto per chi ti vive accanto. E' presente in te il leone ruggente:
non devi distruggerlo, ma farlo tuo schiavo, dominarlo, usare la sua
forza a tuo vantaggio, renderlo sensibile al tuo richiamo. Sappi che
tu puoi".
TU PUOI:
queste parole rimangono nel cuore dell'iniziato; sono parole forti,
piene di energia, hanno il potere dentro: il fuoco della volontà
creatrice, per lui qualcosa di nuovo che non conosceva. Qualcosa di
grande, che lo attira come una calamita e di cui non può più fare a
meno.
Due nuove virtù nascono in lui: si chiamano determinazione e
dolcezza. La fanciulla della lama è la Vergine pura e creatrice:
donna, amica, madre, sorella compagna, amante; racchiude in sé tutti
questi personaggi, equilibra tutte queste figure unendole in una sola:
ciò che si chiama IDEALE.
La giovane non è fragile. Nonostante le apparenze doma il leone, è
forte e tenera insieme. Trasmette al giovane le sue virtù: sensibilità,
tolleranza, comprensione, percezione istintiva, coraggio, audacia,
forza e capacità di domare la belva ai suoi piedi. Il leone davanti a
lei non è aggressivo, la conosce; noi non dobbiamo temerlo, ma
renderci conto che egli rappresenta una parte fondamentale di noi
stessi: la nostra forza interiore, la nostra capacità di affrontare
gli ostacoli, la nostra aggressività.
Il Leone parla
all'iniziato:
"Io ti sono amico, sono con te; sono la parte sconosciuta di te
stesso, il lato oscuro della tua personalità, ma sono anche una parte
molto importante: il tuo lato aggressivo, che ti sarà indispensabile
per affrontare le difficoltà della vita. Per questo non devi temermi:
insieme io ti dono l'energia necessaria per lottare e per raggiungere
i tuoi obiettivi".
Udite queste parole l'iniziato si rende conto che deve imparare ad
equilibrare le forze negative e positive della sua personalità e ad
esse deve aggiungere un'altra dote che ancora gli manca: la semplicità
d'animo, che nel mondo non pare avere importanza, non sembra mai
venire considerato molto. Ma è la forza del puro, che non si cura
molto di ciò che gli altri pensano di lui, segue la sua anima, il suo
istinto e il mondo non può nulla contro di lui. Tutto diventerà più
facile per lui; imparerà ad essere se stesso, non avrà timore
dell'ignoto, delle novità, non avrà paura di rischiare, vorrà osare
nella vita, perché conosce le proprie capacità e le pone al servizio
degli obiettivi da raggiungere: egli saprà essere un vero guerriero.
Per diventare tale dovrà, però, anche comprendere che non siamo
un'isola, non possiamo essere niente senza il nostro prossimo; il
confronto con gli altri ci aiuta a maturare e a crescere, a vedere
chiaro in noi stessi e fa diventare la nostra mente più aperta.
Capire che non dobbiamo porre a noi stessi limiti assurdi: impariamo a
diventare dei possibilisti, senza temere nulla, neppure il dolore che
ci viene da esperienze sbagliate. Capire che la dignità è la base
del rispetto verso noi stessi, ed è una delle cose che ci distinguono
dalle bestie. Provare la tensione verso la conoscenza, ammettere che
ben poco sappiamo, imparando l'umiltà e con essa accettando di
conoscere la verità e di accostarci ad essa.
Il giovane guarda il viso della fanciulla; quegli occhi limpidi gli
fanno ricordare di essere solo, di non avere nessun compagno con sé,
nessuno con cui condividere gioie, dolori, difficoltà. Gli pesa, ora,
questa solitudine e si rende conto che dovrà porvi rimedio. Non ora,
però, in un momento più propizio. Si guarda intorno, si sente un
poco perso. Poi la vergine gli sorride, perché sa benissimo che sarà
la nuova guida a rivelargli nuove verità; essa lo spinge sul
sentiero, ma egli si attarda. Indugia ancora, perché non vuole
abbandonare quel paesaggio così sereno, tranquillo, luminoso; sembra
presagire che all'apertura della nuova porta troverà qualcosa di
completamente diverso. Ma è obbligato a continuare. L'iniziato si
guarda intorno un'ultima volta; questa pace lo commuove, lo fa sentire
sicuro, ma sa che non può fermarsi. Alla fine del sentiero rivolge un
ultimo saluto alla fanciulla e spinge la dodicesima porta (file aggiornato nel
Maggio 2006).
Emanuela Cella Ferrari
Le immagini sono tratte da "I Tarocchi dell'Iniziazione",
pubblicati nella Collana "L'Arte dei Tarocchi", Gruppo Lo
Scarabeo, edizioni Fabbri, 2001, Milano.
Si ringraziano le Edizioni Fabbri, ed in particolare Fabrizio
Costantini, per averci concesso di riprodurre le
immagini dei "Tarocchi dell'Iniziazione" in questa rubrica.