La falce, che lo scheletro ha in mano possiede una valore positivo
poiché permette di tagliare il legame che tratteneva il Bagatto e gli
impediva di crescere spiritualmente. La falce è l'arma del sacrificio
psicologico a cui deve sottostare l'iniziato per passare
dall'esistenza all'essenza. Lasciando il mondo dell'apparire egli
penetra in quello dell'essere, la cui pace e serenità sono visibili
sui volti nel terreno. Non dimentichiamo che ogni rinascita non può
compiersi che nel dolore. La rinuncia
annunciata dall'impiccato qui è in pieno svolgimento, senza che la si
possa fermare in nessun modo. Ciò che è cambia aspetto ma non viene
mai distrutto: tutto persiste modificandosi sotto l'azione del grande
Trasformatore, al quale gli esseri individuali devono la loro origine.
Quindi noi dobbiamo la nostra esistenza effimera a ciò che chiamiamo
Morte; essa, infatti, ci permette di nascere e può condurci soltanto
ad una rinascita. Il profano deve morire per rinascere ad una vita
superiore conferita dall'iniziazione. Se non muore al suo stato di
imperfezione non può compiere nessun progresso iniziatico.
SAPER MORIRE è quindi il grande segreto dell'iniziato, perché
morendo, egli si libera da ciò che è inferiore, per elevarsi
sublimandosi: morire in una prigione oscura per rinascere ad una vita
indipendente e di chiarore.
La nuova vita
così conquistata non è un'esistenza di trionfale riposo: impone
fatiche incessanti ma feconde e gloriose, la cui ricompensa è la
seconda morte. Non contento di liberarsi dagli involucri più
grossolani, l'adepto muore nei confronti di se stesso, della propria
passionalità, del proprio egoismo. La sua rinuncia tuttavia non è
quella dell'asceta divenuto indifferente alla propria e altrui sorte.
L'adepto, morto due volte, non può disdegnare gli umani, poiché
risuscita soltanto per vivere per loro. Il saggio ideale si distingue
perché sa amare con fervore, fino all'oblio di se stesso. Colui che
giunge a tale disinteresse generoso dispone di una potenza immensa e
possiede la pietra filosofale; ma soltanto una duplice morte
iniziatica ha potuto condurlo a ciò.
La falce sembra risparmiare le teste, le mani e i piedi. Le teste
conservano le loro espressioni come se rimanessero vive. Quella di
destra porta una corona, simbolo della sovranità, dell'intelligenza e
della volontà che non abdicano morendo. I lineamenti del volto di
sinistra non hanno perduto il loro fascino femminile, perché gli
affetti non muoiono e l'anima ama anche oltre la morte fisica. Le mani
che spuntano dalla terra, pronte all'azione, annunciano che l'opera
non potrà venire interrotta, ed i piedi che appaiono tra i germogli
si offrono per far avanzare le idee in marcia. La scomparsa degli
individui non arreca pregiudizio al compito che essi hanno svolto:
nulla cessa di esistere, tutto continua. L'iniziato riconosce nel
Falciatore l'indispensabile agente del progresso: perciò non prova
alcun timore al suo avvicinarsi.
Per vivere da
iniziati, accettiamo di morire. La morte è la liberazione suprema. Il
saggio si avvia alla tomba senza rimpiangere il passato: accetta la
vecchiaia serena, lieto di beneficiare dell'allentarsi dei legami che
tengono prigioniero lo spirito nella materia. Il placarsi delle
passioni dà all'intelletto una libertà più completa, che si può
tradurre in lucidità geniale e addirittura in chiaroveggenza
profetica.
I privilegi della condizione di maestro sono d'altronde riservati al
vecchio che ha saputo rimanere giovane nel cuore: Egli non ha più
altra forza che quella dell'affetto: ma sa amare con abnegazione.
Vibrando di tutte le energie della sua anima, dispone della
"Forza forte di tutte le forze" e possiede la vera pietra
filosofale, capace di compiere dei prodigi. Lieto di non subire alcuna
attrazione inferiore, brucia tuttavia di un intenso ardore generoso.
E' morto per entrare in una Vita Superiore, più alta, pura e bella.
Sotto il profilo
divinatorio la Morte è il principio trasformatore che rinnova tutte
le cose. E' la necessità ineluttabile, il cammino fatale
dell'evoluzione. E' il movimento eterno che si oppone ad ogni arresto
e a tutto ciò che sarebbe veramente morto. Simboleggia la
liberazione, spiritualizzazione. Significa disillusione, percezione
della realtà spogliata da ogni ornamento che colpisce i sensi.
Lucidità assoluta di giudizio, morte iniziatica. Distacco, ascetismo,
potere trasformatore capace di rigenerare un ambiente corrotto.
Rappresenta la fatalità, una fine necessaria. E'un insuccesso di cui
la vittima non è responsabile. Trasformazione radicale, rinnovamento.
Al negativo malinconia, lutti, tristezza, vecchiaia, decomposizione,
corruzione, dissoluzione.
Ora meditiamo
con la lama numero tredici.
"LA TRASFORMAZIONE E'IN ATTO: MUORI ESSERE TERRENO E RINASCI
ESSERE DI LUCE".
Verde e marrone scuro: colori forti ed intensi, quasi violenti. Ciò
che si trova davanti lascia perplesso il giovane. In questo luogo
tutto ha colori molto cupi e quasi tristi. Il percorso che si trova
davanti è di color rosa scuro; intorno vi sono rocce, in mezzo
all'erba pochi fiori color bordeaux. Il cielo è blu intenso, sembra
quasi notte e all'improvviso capisce che sta vedendo la notte
dell'anima: sta soffrendo, si sta disgregando in mille pezzi, sta
morendo lentamente.
Il dolore è forte, acuto e lo dilania. Sta morendo alla vita
presente, la sua anima viene distrutta per poter rinascere a vita
nuova: questa è la sua morte iniziatica. Deve viverla fino in fondo,
deve soffrire intensamente, perché attraverso il dolore avverrà la
sua purificazione.
Ed ecco che
quasi dal nulla, compare uno strano personaggio: uno scheletro!
L'iniziato indietreggia spaventato, ma lo scheletro gli parla:
"No, non fuggire! Non devi spaventarti, non c'è nulla da temere,
io non sono tuo nemico, anzi! Sono qui per aiutarti a comprendere
meglio quello che ti sta accadendo. Questa è la tua trasformazione:
il vecchio te stesso sta morendo lentamente per poter dare spazio al
nuovo te stesso. Devi morire e poi rinascere; questo passo è molto
doloroso, ma necessario, e ti condurrà alla vera vita. Ricordi, vero?
E' un brano del Vangelo che te lo spiega: "Felice l'uomo che ha
messo alla prova se stesso, perché ha trovato la vita".
E' nelle prove, negli ostacoli spirituali che trovi dinnanzi a te che
comprendi l'essenza della vita stessa; il seme divino che il tuo
Creatore ha posto nella tua anima! Ti renderai conto di quanto questo
sia importante per te. Ascolta la tua anima: il suo dolore si sta
placando, sta nascendo a nuova vita!"
Ed il giovane
comprende che non è la morte quella che vede intorno a sé, ma il
sonno; il sonno purificatore, il sonno del giusto, da cui risvegliarsi
riposati e nuovi: per un reale e cosciente nuovo inizio. Sul terreno
vi sono delle ossa! Sono le sue. Il superfluo è stato eliminato, è
rimasto solo l'essenziale. Non c'è più traccia del dolore, della
lotta interiore: tutto è già avvenuto. Il vecchio essere ha cercato
di ribellarsi, non voleva morire, ma ha dovuto cedere al nuovo. Il
dolore è stato intenso, il calice della sofferenza gli è parso
troppo amaro, ma è stato bevuto fino in fondo. La sua anima ha pianto
lacrime di sangue, ma esse si sono trasformate in gocce d'amore puro,
che egli donerà a coloro che incontrerà sul suo cammino.
L'essere di luce
è ora presente in lui: nato dalle sue ceneri, forte e vivo più che
mai; è sorto guerriero della pace e della luce. Ha conquistato la
fede. Fede, speranza e carità: le nuove virtù che appartengono al
giovane. La fede gli giunge dall'essere nuovo che è in lui e gli fa
credere in modo diverso da prima, più maturo, vero e reale. L'amore
per gli altri non è fatto di parole, ma d'azioni concrete;
condividere le sofferenze altrui: questo è ciò che il giovane ha
interiorizzato.
Ma non solo; si rende conto che grazie all'amore e solo per amore, la
vita è! L'iniziato si accorge di aver illuminato il sentiero per chi
è disposto a percorrerlo dopo di lui; un percorso tracciato passo
dopo passo, attraverso e grazie alla sua trasformazione interiore. Ora
egli disegna l'ultimo tratto di sentiero terreno necessario per
percorrere il sentiero spirituale. Giunto a questo punto egli capisce
che un'altra trasformazione è avvenuta in lui: una nuova speranza è
nel suo cuore, cioè che tutto ciò che si desidera di buono e di
giusto nella vita è realizzabile grazie alla nostra volontà. Dipende
da noi renderla abbastanza forte e temprata per poter realizzare la
nostra nuova vita. L'iniziato osserva lo scheletro che si allontana;
la sua anima è pronta e non teme più nulla. Il paesaggio intorno a
lui sta cambiando: spariscono le rocce, non vi sono più colori tetri
e bui; appare, ora, un sentiero luminoso ed il giovane si accorge di
essere giunto al termine del proprio cammino; sorride, sereno, perché
sa che lo attende un nuovo inizio (file aggiornato nel Maggio 2006).
Emanuela Cella Ferrari
Le immagini sono tratte da "I Tarocchi dell'Iniziazione",
pubblicati nella Collana "L'Arte dei Tarocchi", Gruppo Lo
Scarabeo, edizioni Fabbri, 2001, Milano.
Si ringraziano le Edizioni Fabbri, ed in particolare Fabrizio
Costantini, per averci concesso di riprodurre le
immagini dei "Tarocchi dell'Iniziazione" in questa rubrica.