Per esprimere l'immutabilità
delle cose, l'Imperatrice si mostra di fronte, in un atteggiamento improntato ad
una certa rigidità ieratica. Ma il suo volto è sorridente, inquadrato da
una chioma bionda; una corona leggerissima è posata sul suo capo, quasi senza
peso, ed intorno gravitano dodici stelle, delle quali nove sono visibili. Esse
ricordano lo zodiaco che regola la vita e il periodo di gestazione imposto
dalla generazione. Come la Vergine dello zodiaco, l'Imperatrice è alata ma i
suoi attributi sono ben diversi. Lei è la Regina del Cielo, regge lo scettro
di una dominazione universale e irresistibile, poiché l'ideale si impone,
l'idea comanda e gli archetipi determinano ogni produzione.
Il suo blasone è l'Aquila d'argento sulla porpora, emblema, dell'anima sublimata in seno
alla spiritualità. Il giglio che fiorisce alla sinistra dell'Imperatrice
simboleggia il fascino esercitato dalla purezza, dalla dolcezza e dalla
bellezza.
L'Imperatrice è vestita di azzurro e di porpora come la Papessa; la
l'azzurro della veste sacerdotale della Papessa è scuro, per ricordare le
profondità in cui si perde il pensiero, mentre il manto dell'Imperatrice è di
un azzurro luminoso. La sua tunica è rossa per esprimere l'attività interiore
da cui nasce l'intelligenza e la comprensione, in opposizione al manto esterno
azzurro (che allude alla placidità ricettiva che raccoglie fedelmente le
impressioni ricevute dall'esterno). Il suo mantello azzurro capta il pensiero
vivo e lo rende percettivo; lei manifesta l'occulto che la Papessa mette in
vibrazione, senza dargli corpo neppure spiritualmente.
Nell'Uno tutto è nel
tutto, confuso, senza distinzione; nel Due si concepiscono Agente e Paziente,
l'occulto si rivela soltanto dal punto di vista mistico. Bisogna arrivare al
Tre, l'Imperatrice, perché la Luce appaia nello spirito, specchio colpito
dalla vibrazione impercettibile, che si riflette condensandosi per diventare
manifesto.
Lo scettro che l'Imperatrice ha in mano rappresenta le forze
spirituali che dominano il mondo sul quale essa regna. Lo scettro è sormontato
dal globo e dalla croce, segno alchimistico dell'antimonio che simboleggia
l'anima intellettuale e lo spirito che si libera mediante l'evoluzione e la
redenzione. L'Imperatrice è la Madre Cosmica, l'eterno femminino, la fecondità
universale.
Rappresenta tutte le ricchezze della femminilità pura: ideale,
dolcezza, persuasione, ma anche la sua fragilità.
Sotto il profilo della
divinazione questo arcano significa discernimento, riflessione, intuito,
osservazione, scienza induttiva. Istruzione, sapere, erudizione. Affabilità, grazia, potenza dell'anima, impero esercitato con la dolcezza,
gentilezza, generosità, abbondanza e ricchezza. Al negativo significa vanità,
frivolezza, lusso, prodigalità, civetteria, seduzioni, nozioni superficiali,
posa, affettazione.
Ed ora meditiamo con l'Imperatrice:
"MODIFICA IL TUO
CARATTERE, CONDUCILO VERSO IL BENE, PERFEZIONATI OGNI GIORNO DI PIU', E CIO' CHE
AVRAI OTTENUTO SARA' TUO PER SEMPRE.
Dolci colline sotto un cielo azzurro e
terso , macchiato solo da poche nuvole bianche. Le colline hanno mille colori;
dal verde tenero al bruno più cupo; sentieri dorati le attraversano.
L'iniziato si incammina per uno di questi sentieri: esso va diritto, senza
tortuosità, lineare come dovrà diventare la sua anima. Il paesaggio lo
affascina e lo incanta; è piacevole, sereno, e tranquillo, gli dona forza
interiore e calma.
Mentre passeggia egli riflette: "Sono alla ricerca di
qualcosa, ma non so neppure io di cosa". E' consapevole che solo la calma e
la tranquillità potranno donargli un poco di saggezza; si rende conto che il
suo passato gli è utile perché gli permette di comprendere il nuovo che lo
attende. Attraverso le sue esperienze precedenti, grazie ad esse, egli ora
possiede una mente aperta e ricettiva. Il
giovane, in questo momento, percepisce nuove verità fino a quel momento
sconosciute e si rende conto che esse, unite alla vera conoscenza, daranno uno
scopo nuovo alla sua vita e faranno sì che egli impari a viverla in modo
diverso.
Sotto l'impulso dei mondi superiori, che ora egli ha imparato a conoscere, la sua anima si trasforma e nuove
capacità gli si rivelano. Ma
ecco che il sentiero, che sembrava continuare all'infinito, all'improvviso
finisce sul punto più alto della collina. Egli alza gli occhi al cielo e tra
le nuvole bianche scorge un trono dorato, circondato da una ghirlanda di fiori
viola, con una giovane donna seduta. E' l'Imperatrice, la signora del cuore,
dell'anima e della volontà.
"La vita è dura e difficile- ella
ammonisce- fatta di lotte interiori, rinunce e sacrifici. Questo paesaggio è pieno di colori, ma sei tu il pittore di questo quadro, se tu che scegli i
colori della tua vita, tenui o vivaci che siano. Sappi che per raggiungere il
tuo scopo finale devi migliorare te stesso, il tuo carattere, devi rendere la
tua volontà più forte, il tuo cuore puro. Devi orientarti verso il vero bene
della vita, comprendere te stesso per aiutare nel modo migliore il tuo
prossimo. Dagli altri puoi sempre imparare qualcosa, basta sapersene accorgere.
In questo modo ciò che avrai ottenuto ti apparterrà per sempre!".
L'Imperatrice racchiude in sé i valori del Bagatto e della Papessa, ma vi
aggiunge il bisogno di perfezione. Ed ella stessa corrisponde al tre, il numero
perfetto per eccellenza. L'iniziato ha percorso i primi due passi, ha acquisito
la spiritualità,la saggezza, la ragione, la capacità di vedere chiaro in se
stesso; adesso deve compiere il terzo passo e capire le sue potenzialità, i
suoi talenti nascosti, ciò che deve essere portato alla luce e sviluppato.
L'Imperatrice, che domina il proprio sé interiore, che sa partire dall'umano
per arrivare al divino, gli insegna ad aggiungere alla dolcezza femminile
della Papessa anche la fierezza di sapersi una persona imperfetta, che ha, però, la
capacità di diventare sempre migliore, facendo tesoro
di tutto quello che ha acquisito dal Bagatto e dalla Papessa e di ciò che potrà
acquisire in futuro dalla altre guide, senza mai dimenticare le sue umanissime
debolezze.
Questa donna, che in sé riunisce tutte le donne del mondo, gli fa
capire quanta umiltà deve essere presente in ognuno di noi e quanta volontà
serve per continuare il cammino.
Con poche semplici parole ella gli ha donato un altro
pezzetto per arrivare alla conoscenza di se stesso.
Donna- gnosi- conoscenza. E la vera conoscenza significa essere consapevoli di
noi stessi, conoscere il nostro obbiettivo finale e trovare, con il nostro
intuito, la strada giusta per arrivarci (file
aggiornato nel Maggio 2006).
Emanuela Cella Ferrari
Le immagini sono tratte da "I Tarocchi dell'Iniziazione",
pubblicati nella Collana "L'Arte dei Tarocchi", Gruppo Lo
Scarabeo, edizioni Fabbri, 2001, Milano.
Si ringraziano le Edizioni Fabbri, ed in particolare Fabrizio Costantini,
per averci concesso di riprodurre le immagini dei
"Tarocchi dell'Iniziazione" in questa rubrica.