Specchio Magico

Home     Chi siamo     Scrivici     Mappa del sito
Lo Scrittore Esordiente     Agenda     Nuovi Autori     Interviste
 I nostri scrittori     Pubblica con noi     Spaziofatato     Archivio     Link

I Tarocchi

Introduzione/
Il Bagatto
La Papessa
L'Imperatrice
L'Imperatore
Il Papa
L'Innamorato
Il Carro
La Giustizia
L'Eremita
La Ruota della Fortuna
La Forza
L'Appeso
La Morte
La Temperanza
Il Diavolo
La Torre
Le Stelle
La Luna
Il Sole
Il Giudizio
Il Mondo
Il Matto

 

 

 

 

I TAROCCHI
di Emanuela Cella Ferrari

IL DIAVOLO

L’arcano numero 15 è collegato astrologicamente a PLUTONE.
La lettera ebraica che corrisponde al Diavolo è SAMECH; rappresenta qualsiasi tipo di arma, una freccia che compie un movimento circolare.
Il valore numerico del Diavolo è 15; 1+5= 6. Ci rimanda, quindi, all’arcano numero 6, l’Innamorato, il “passaggio tra due cose”. Non dimentichiamo che il numero sei, nell’Apocalisse, è il numero del peccato, e che il numero dell’Anticristo è 666.
Il numero sei propone una scelta tra due vie: una porta alla città di Dio, l’altra alla città del Diavolo.
L’immagine del Diavolo evoca l’idea di caduta dello spirito, la comparsa delle tenebre, dalle quali dobbiamo uscire vittoriosi.
 Egli è anche il simbolo delle forze che alloggiano nell’uomo, che offuscano la sua coscienza, conducendola verso regressioni negative e distruttive. E’ anche il simbolo dell’apparenza che l’iniziato deve necessariamente incontrare sulla sua strada. Se il diavolo è un nemico, non esiste peggior nemico di noi stessi.
L’incontro è necessario perché è combattendo una lotta morale, spietata e dolorosa che l’uomo potrà fuggire alle minacce del quindicesimo arcano, riuscendo a raggiungere, trasformato, le rive dell’arcano sedicesimo.



 

Il Diavolo simboleggia la natura dell’uomo, i suoi istinti, ma anche le passioni a cui è incatenato indissolubilmente.
Come il Bagatto il Diavolo dispone dei quattro elementi. Le ali che gli permettono di spiccare il volo, simboleggiano l’aria. La sua testa di capro, sormontata da corna simboleggia il fuoco. Le gambe, ricoperte di scaglie, rappresentano l’acqua, gli zoccoli la terra.
L’adepto non ignora che il diavolo è il grande agente magico, grazie al quale si compiono miracoli nei quali è in causa il corpo. E’ il diavolo a farci vivere materialmente. Egli ci arma per le necessità di questa vita di lotta perpetua; da questo derivano gli impulsi che non sono di per se stessi malvagi, ma che devono essere mantenuti in armonia tra di loro.

Nei tarocchi il diavolo appare sotto l’aspetto di BAPHOMET; ha testa e zampe da capro, seni e braccia da donna.
Se si possiede una volontà ferma, si può agire sul diavolo senza la minima difficoltà: lo assicura il pentagramma bianco che orna la fronte di Baphomet.
Tutto è gerarchizzato nella natura, dove le forze inconsce si sottomettono alla direzione di ciò che è superiore a loro. Ma è pericoloso attribuirsi una superiorità fittizia per esercitare un dominio ingiustificato. Il maligno non si lascia ingannare e s’incarica di punire crudelmente i presuntuosi che hanno di se stessi un’opinione troppo buona. Per obbedire, egli esige che il pentagramma sia di una bianchezza perfetta; in altre parole esige che la volontà sia pura, non macchiata di egoismo, e che gli ordini impartiti siano legittimi.

L’energia intelligente umana, rappresentata dal piccolo pentagramma centrale bianco, è racchiusa nel pentagramma rovesciato nero, raffigurato dalla testa del capro, con le corna, le orecchie e la barba, solo per esteriorizzare, con la propria azione magica, il grande pentagramma, simbolo della potenza magica benefica della quale può disporre l’uomo che sa domare la bestia che è in lui.
La scintilla divina che è in noi deve vincere l’istinto grossolano, e da questa vittoria risulta una gloria, cioè un’atmosfera, un’aureola (aura), strumento della nostra potenza occulta.
La tensione vibratoria di quest’aura dipende dalla veemenza del fuoco infernale che brucia in noi (la testa rossa di Baphomet).
Senza ardore diabolico, noi rimaniamo freddi e impotenti; dobbiamo avere” il diavolo in corpo” per influenzare gli altri e per agire in questo modo al di fuori di noi stessi.
Questa azione è esercitata dagli arti del diavolo e specialmente dalle sue braccia, che non per nulla recano scritte le parole: ”COAGULA-SOLVE”.
Il procedimento magico consiste, infatti, nel coagulare la luce astrale, cioè l’atmosfera fosforescente che avvolge il pianeta grazie all’azione del suo fuoco centrale. I vivi bruciano entro questo chiarore diffuso che illumina la loro istintività.

Prendendo in prestito il braccio sinistro di Baphomet, possiamo attirare a noi l’attività ambientale, che è un vapore invisibile, e coagularla in una nebbia più o meno opaca della sua fluorescenza. E’ la COAGULAZIONE che si compie con il favore del polo genitale, come indica il simbolo indù dell’unione dei sessi che il diavolo regge nella mano sinistra.
Il fuoco coagulato carica l’operatore come una pila elettrica; ma non si produce alcun effetto fino a quando non vi è una scarica, detta anche SOLUZIONE.
Qui interviene il braccio destro di Baphomet, che regge la torcia incendiaria, immagine di terribili deflagrazioni.
Per evitare l’esplosione che tutto sovverte, sconvolge e rischia di provocare la demenza, bisogna captare la corrente che determina lo scorrere graduale del fluido accumulato. Un abile magnetizzatore usa questa corrente mettendo in pratica, con intelligenza, la formula “COAGULA, SOLVE”.

Egli utilizza alternativamente il diavoletto rosso e la diavoletta verde, che una corda lega all’anello d’oro fissato all’altare cubico su cui si erge Baphomet. Il piccolo satiro e la giovane faunessa rappresentano le polarizzazioni positiva e negativa del fluido universale neutro, o più esattamente androgino che caratterizza la sessualità del diavolo.
Questi si sdoppia, a seconda dei sessi, in un figlio o in una figlia; entrambi fanno il segno dell’esoterismo, ripiegando le ultime due dita della mano protesa.
Il diavoletto alza così la mano sinistra, sfiorando la coscia destra di Satana, per travasare da lui il fluido positivo, che trasmette alla diavoletta di sinistra attraverso il legame che li unisce.
Questa faunessa verde ( colore di Venere) tocca con la destra lo zoccolo sinistro del diavolo, per restituirgli il fluido ricevuto in eccesso.
Questo contatto stabilisce il circuito della schiavitù magica i cui agenti sono, da una parte l’orgoglio maschile, e, dall’altra la lascivia femminile.
Le corna e gli zoccoli biforcuti del diavolo sono dorati, perché ciò che emana dal diavolo è prezioso.

Sotto il profilo divinatorio la quindicesima lama dei tarocchi rappresenta l’anima del mondo, vista come serbatoio della vitalità di tutti gli esseri. Simboleggia la luce astrale degli occultisti. Le forze occulte legate all’animalità. Istinto, inconscio inferiore, subcosciente, impulsività. Arti magiche, stregoneria, incantesimo, fascino.
E’ la suggestione, l’influenza esercitata occultamente.Azione sull’inconscio altrui, dominazione delle masse, incanti, istinti grossolani e passioni vili, demagogia, rivoluzione.
Significa turbamento, disordine, panico, smarrimento, lussuria, intrighi, macchinazioni, perversione, abuso, cupidigia e smoderatezza in tutte le sue forme.

Ora meditiamo con il Diavolo:
“LA PREDESTINAZIONE DIVINA HA DECISO PER TE: IL TUO DESTINO
E’ TRACCIATO, CERCA DI COMPRENDERLO E DI SEGUIRLO NEL MIGLIORE DEI MODI”.
Nel cammino della vita ogni lama ci indica una verità; ogni numero ha un suo preciso significato e noi dobbiamo imparare a comprenderlo.
Il giovane si trova davanti al Diavolo la sua nuova guida, dall’aspetto un po’ inquietante.
Egli sa che la predestinazione fa parte della sua vita, ma sa anche spetta solo a lui decidere il percorso da compiere; il libero arbitrio è la componente essenziale dell’individuo, il motore delle sue azioni.
La sua nuova guida gli parla: ”Non pensare di essere stato abbandonato; non è così. Il tuo Dio non lascia soli i Suoi figli: Egli è il tuo scudo nel cammino verso la verità. Ti parla, ti dà forza, coraggio, energia; tu devi imparare ad ascoltarlo, a vedere i suoi messaggi, a leggerli nella vita di tutti i giorni, perché è lì che li troverai: nei gesti semplici e quotidiani, nelle persone che fanno parte della tua vita.
Le risposte alle tue domande sono semplici e lineari: apri gli occhi, guardati intorno e capirai! Il tuo destino è davanti a te; può essere luminoso o buio. Devi essere tu a decidere come diventerà; quindi ha un’altra scelta da compiere. Se decidi la luce, la luce sia! Ma, sappi, troverai davanti a te ancora numerosi ostacoli : saranno gli altri a frapporli tra te e il tuo avvenire luminoso; e tu dovrai combatterli a vincerli! Ti saranno utili, a questo punto, le virtù che hai raggiunto. Ma io voglio darti un altro consiglio; gli ostacoli sono l’unità di misura della tua crescita, ricorda: per vincerli è necessario un buon equilibrio e questo rappresenta un banco di prova per le tue capacità interiori. Questa è la vera saggezza e ti aiuterà a realizzare ciò che ritieni giusto per te stesso!”

La sua guida fa sembrare tutto facile, ma l’iniziato si sente quanto mai confuso. Arrivato a questo punto del cammino, si sente indeciso, pieno di dubbi. Gli manca, in questo momento, la chiarezza interiore, ed è come se la sua luce si fosse spenta.Ha la sgradevole sensazione di brancolare nel buio più fitto. Il Diavolo comprende tutto questo e gli parla ancora: ”Rivolgiti al tuo Dio con una preghiera; riaccendi la luce della fede che, in questo momento, si è spenta. La fede muove le montagne, ricorda. Tu diventerai un essere di luce, ma solo se vorrai! Cancella la paura dal tuo cuore e prosegui”.
Il giovane si rende conto d’un  tratto che niente sarà più come prima: un grande cambiamento è avvenuto in lui e la consapevolezza di questo mutamento fa ormai parte della sua anima. Credere in quello che si sta facendo! Questo è veramente importante per non perdere mai di vista l’obiettivo prefissato.
Avere fede in se stessi, nella vita; possedere dei valori reali, duraturi, acquistare la capacità di andare al di là delle apparenze, arrivare al profondo degli avvenimenti della vita, comprendere che in ogni azione, in ogni avvenimento c’è sempre lo stesso messaggio: occorre evolversi, crescere, maturare.

Il significato più profondo del piano è questo: non perdere mai di vista l’uomo, non tradire mai se stessi, la propria integrità, la propria individualità.
Niente nella vita giunge per caso e di questo l’iniziato è consapevole. Nessun talento viene donato perché noi lo seppelliamo nella sabbia, bensì perché ne facciamo tesoro. Far fruttare i doni è il compito della nostra vita e comportarci da ignavi è il più grande peccato che possiamo commettere nei confronti della vita e di noi stessi.
Questa lama ci aiuta a comprendere quali sono questi nostri talenti, insegna come scoprirli, svilupparli e farli diventare grandi.
Con questa nuova consapevolezza il giovane si rende conto di quante volte questo personaggio sia stato associato al male, al peccato, a tutto ciò che deve essere evitato! Questa volta il suo ruolo, però, è ben diverso. Il Diavolo è colui che spinge ognuno di noi a riconoscere il proprio valore e a saperlo sfruttare in modo giusto per la propria crescita (file aggiornato nel Maggio 2006).

                                                        Emanuela Cella Ferrari

 

Le immagini sono tratte da "I Tarocchi dell'Iniziazione", pubblicati nella Collana "L'Arte dei Tarocchi", Gruppo Lo Scarabeo, edizioni Fabbri, 2001, Milano.
Si ringraziano le Edizioni Fabbri, ed in particolare Fabrizio Costantini, per averci concesso di riprodurre le immagini dei "Tarocchi dell'Iniziazione" in questa rubrica.