Il Diavolo
simboleggia la natura dell’uomo, i suoi istinti, ma anche le
passioni a cui è incatenato indissolubilmente.
Come il Bagatto il Diavolo dispone dei quattro elementi. Le ali che
gli permettono di spiccare il volo, simboleggiano l’aria. La sua
testa di capro, sormontata da corna simboleggia il fuoco. Le gambe,
ricoperte di scaglie, rappresentano l’acqua, gli zoccoli la terra.
L’adepto non ignora che il diavolo è il grande agente magico,
grazie al quale si compiono miracoli nei quali è in causa il corpo.
E’ il diavolo a farci vivere materialmente. Egli ci arma per le
necessità di questa vita di lotta perpetua; da questo derivano gli
impulsi che non sono di per se stessi malvagi, ma che devono essere
mantenuti in armonia tra di loro.
Nei tarocchi il
diavolo appare sotto l’aspetto di BAPHOMET; ha testa e zampe da
capro, seni e braccia da donna.
Se si possiede una volontà ferma, si può agire sul diavolo senza la
minima difficoltà: lo assicura il pentagramma bianco che orna la
fronte di Baphomet.
Tutto è gerarchizzato nella natura, dove le forze inconsce si
sottomettono alla direzione di ciò che è superiore a loro. Ma è
pericoloso attribuirsi una superiorità fittizia per esercitare un
dominio ingiustificato. Il maligno non si lascia ingannare e
s’incarica di punire crudelmente i presuntuosi che hanno di se
stessi un’opinione troppo buona. Per obbedire, egli esige che il
pentagramma sia di una bianchezza perfetta; in altre parole esige che
la volontà sia pura, non macchiata di egoismo, e che gli ordini
impartiti siano legittimi.
L’energia
intelligente umana, rappresentata dal piccolo pentagramma centrale
bianco, è racchiusa nel pentagramma rovesciato nero, raffigurato
dalla testa del capro, con le corna, le orecchie e la barba, solo per
esteriorizzare, con la propria azione magica, il grande pentagramma,
simbolo della potenza magica benefica della quale può disporre
l’uomo che sa domare la bestia che è in lui.
La scintilla divina che è in noi deve vincere l’istinto grossolano,
e da questa vittoria risulta una gloria, cioè un’atmosfera,
un’aureola (aura), strumento della nostra potenza occulta.
La tensione vibratoria di quest’aura dipende dalla veemenza del
fuoco infernale che brucia in noi (la testa rossa di Baphomet).
Senza ardore diabolico, noi rimaniamo freddi e impotenti; dobbiamo
avere” il diavolo in corpo” per influenzare gli altri e per agire
in questo modo al di fuori di noi stessi.
Questa azione è esercitata dagli arti del diavolo e specialmente
dalle sue braccia, che non per nulla recano scritte le parole: ”COAGULA-SOLVE”.
Il procedimento magico consiste, infatti, nel coagulare la luce
astrale, cioè l’atmosfera fosforescente che avvolge il pianeta
grazie all’azione del suo fuoco centrale. I vivi bruciano entro
questo chiarore diffuso che illumina la loro istintività.
Prendendo in
prestito il braccio sinistro di Baphomet, possiamo attirare a noi
l’attività ambientale, che è un vapore invisibile, e coagularla in
una nebbia più o meno opaca della sua fluorescenza. E’ la
COAGULAZIONE che si compie con il favore del polo genitale, come
indica il simbolo indù dell’unione dei sessi che il diavolo regge
nella mano sinistra.
Il fuoco coagulato carica l’operatore come una pila elettrica; ma
non si produce alcun effetto fino a quando non vi è una scarica,
detta anche SOLUZIONE.
Qui interviene il braccio destro di Baphomet, che regge la torcia
incendiaria, immagine di terribili deflagrazioni.
Per evitare l’esplosione che tutto sovverte, sconvolge e rischia di
provocare la demenza, bisogna captare la corrente che determina lo
scorrere graduale del fluido accumulato. Un abile magnetizzatore usa
questa corrente mettendo in pratica, con intelligenza, la formula
“COAGULA, SOLVE”.
Egli utilizza
alternativamente il diavoletto rosso e la diavoletta verde, che una
corda lega all’anello d’oro fissato all’altare cubico su cui si
erge Baphomet. Il
piccolo satiro e la giovane faunessa rappresentano le polarizzazioni
positiva e negativa del fluido universale neutro, o più esattamente
androgino che caratterizza la sessualità del diavolo.
Questi si sdoppia, a seconda dei sessi, in un figlio o in una figlia;
entrambi fanno il segno dell’esoterismo, ripiegando le ultime due
dita della mano protesa.
Il diavoletto alza così la mano sinistra, sfiorando la coscia destra
di Satana, per travasare da lui il fluido positivo, che trasmette alla
diavoletta di sinistra attraverso il legame che li unisce.
Questa faunessa verde ( colore di Venere) tocca con la destra lo
zoccolo sinistro del diavolo, per restituirgli il fluido ricevuto in
eccesso.
Questo contatto stabilisce il circuito della schiavitù magica i cui
agenti sono, da una parte l’orgoglio maschile, e, dall’altra la
lascivia femminile. Le
corna e gli zoccoli biforcuti del diavolo sono dorati, perché ciò
che emana dal diavolo è prezioso.
Sotto il profilo
divinatorio la quindicesima lama dei tarocchi rappresenta l’anima
del mondo, vista come serbatoio della vitalità di tutti gli esseri.
Simboleggia la luce
astrale degli occultisti. Le forze occulte legate all’animalità.
Istinto, inconscio inferiore, subcosciente, impulsività. Arti
magiche, stregoneria, incantesimo, fascino.
E’ la suggestione, l’influenza esercitata occultamente.Azione
sull’inconscio altrui, dominazione delle masse, incanti, istinti
grossolani e passioni vili, demagogia, rivoluzione. Significa
turbamento, disordine, panico, smarrimento, lussuria, intrighi,
macchinazioni, perversione, abuso, cupidigia e smoderatezza in tutte
le sue forme.
Ora meditiamo
con il Diavolo:
“LA PREDESTINAZIONE DIVINA HA DECISO PER TE: IL TUO DESTINO E’
TRACCIATO, CERCA DI COMPRENDERLO E DI SEGUIRLO NEL MIGLIORE DEI
MODI”.
Nel cammino della vita ogni lama ci indica una verità; ogni numero ha
un suo preciso significato e noi dobbiamo imparare a comprenderlo.
Il giovane si trova davanti al Diavolo la sua nuova guida,
dall’aspetto un po’ inquietante. Egli
sa che la predestinazione fa parte della sua vita, ma sa anche spetta
solo a lui decidere il percorso da compiere; il libero arbitrio è la
componente essenziale dell’individuo, il motore delle sue azioni.
La sua nuova guida gli parla: ”Non pensare di essere stato
abbandonato; non è così. Il tuo Dio non lascia soli i Suoi figli:
Egli è il tuo scudo nel cammino verso la verità. Ti parla, ti dà
forza, coraggio, energia; tu devi imparare ad ascoltarlo, a vedere i
suoi messaggi, a leggerli nella vita di tutti i giorni, perché è lì
che li troverai: nei gesti semplici e quotidiani, nelle persone che
fanno parte della tua vita. Le
risposte alle tue domande sono semplici e lineari: apri gli occhi,
guardati intorno e capirai! Il tuo destino è davanti a te; può
essere luminoso o buio. Devi essere tu a decidere come diventerà;
quindi ha un’altra scelta da compiere. Se decidi la luce, la luce
sia! Ma, sappi, troverai davanti a te ancora numerosi ostacoli :
saranno gli altri a frapporli tra te e il tuo avvenire luminoso; e tu
dovrai combatterli a vincerli! Ti saranno utili, a questo punto, le
virtù che hai raggiunto. Ma io voglio darti un altro consiglio; gli
ostacoli sono l’unità di misura della tua crescita, ricorda: per
vincerli è necessario un buon equilibrio e questo rappresenta un
banco di prova per le tue capacità interiori. Questa è la vera
saggezza e ti aiuterà a realizzare ciò che ritieni giusto per te
stesso!”
La sua guida fa
sembrare tutto facile, ma l’iniziato si sente quanto mai confuso.
Arrivato a questo
punto del cammino, si sente indeciso, pieno di dubbi. Gli manca, in
questo momento, la chiarezza interiore, ed è come se la sua luce si
fosse spenta.Ha la sgradevole sensazione di brancolare nel buio più
fitto. Il
Diavolo comprende tutto questo e gli parla ancora: ”Rivolgiti al tuo
Dio con una preghiera; riaccendi la luce della fede che, in questo
momento, si è spenta. La fede muove le montagne, ricorda. Tu
diventerai un essere di luce, ma solo se vorrai! Cancella la paura dal
tuo cuore e prosegui”.
Il giovane si rende conto d’un tratto che niente sarà più
come prima: un grande cambiamento è avvenuto in lui e la
consapevolezza di questo mutamento fa ormai parte della sua anima.
Credere in quello che si sta facendo! Questo è veramente importante
per non perdere mai di vista l’obiettivo prefissato.
Avere fede in se stessi, nella vita; possedere dei valori reali,
duraturi, acquistare la capacità di andare al di là delle apparenze,
arrivare al profondo degli avvenimenti della vita, comprendere che in
ogni azione, in ogni avvenimento c’è sempre lo stesso messaggio:
occorre evolversi, crescere, maturare.
Il significato
più profondo del piano è questo: non perdere mai di vista l’uomo,
non tradire mai se stessi, la propria integrità, la propria
individualità.
Niente nella vita giunge per caso e di questo l’iniziato è
consapevole. Nessun talento viene donato perché noi lo seppelliamo
nella sabbia, bensì perché ne facciamo tesoro. Far fruttare i doni
è il compito della nostra vita e comportarci da ignavi è il più
grande peccato che possiamo commettere nei confronti della vita e di
noi stessi. Questa
lama ci aiuta a comprendere quali sono questi nostri talenti, insegna
come scoprirli, svilupparli e farli diventare grandi.
Con questa nuova consapevolezza il giovane si rende conto di quante
volte questo personaggio sia stato associato al male, al peccato, a
tutto ciò che deve essere evitato! Questa volta il suo ruolo, però,
è ben diverso. Il Diavolo è colui che spinge ognuno di noi a
riconoscere il proprio valore e a saperlo sfruttare in modo giusto per
la propria crescita (file aggiornato nel Maggio 2006).
Emanuela Cella Ferrari
Le immagini sono tratte da "I Tarocchi dell'Iniziazione",
pubblicati nella Collana "L'Arte dei Tarocchi", Gruppo Lo
Scarabeo, edizioni Fabbri, 2001, Milano.
Si ringraziano le Edizioni Fabbri, ed in particolare Fabrizio
Costantini, per averci concesso di riprodurre le
immagini dei "Tarocchi dell'Iniziazione" in questa rubrica.