Le due anfore,
simboleggiano, quindi, la vita; il vaso che sta in basso, quello che
riceve il liquido prezioso, è l’essere umano pieno di fede pronto a
ricevere la luce dello Spirito che proviene dall’alto e lo inonda. Il genio della Temperanza è alato, come l’Imperatrice, poiché è
analogo alla Regina del Cielo: ma a differenza di questa, non si isola
nelle altezze di un ideale inaccessibile e preferisce abbassarsi fino
ai viventi, che gli devono la propria esistenza fisica e spirituale.
Tuttavia, la Temperanza si limita a mantenere la vita, senza farla
nascere, come il Bagatto, e senza intensificarla come fa
l’Imperatore.
L’Acquario
svolge il ruolo di Indra, il dio delle piogge fertilizzanti che, nel
pantheon caldeo, corrisponde ad Ea, il signore sovraceleste dove si
diffonde la saggezza suprema; la saggezza che si ripartisce fra gli
uomini attraverso il veicolo dell’acqua che cade dall’alto. Ne
deriva il carattere sacro dell’acqua ed il suo ruolo nelle
purificazioni iniziatiche.
I cristiani si sono ispirati agli antichi misteri quando costringevano
il catecumeno ad immergersi nell’acqua battesimale, per uscirne
purificato e rigenerato, cioè nato alla vita cristiana, dopo essere
morto, attraverso l’immersione, all’esistenza pagana.
Si riconosce l’Arcangelo Raffaele, nel genio della Temperanza, che
reca sulla fronte il segno solare già osservato nella Giustizia e che
riapparirà sulla fronte dell’Angelo del Giudizio.
Questo ideogramma indica il discernimento, tanto applicato alla
ragione coordinatrice delle energie costruttive ( arcano VIII), alla
ripartizione lucida delle forze vitali ( arcano XIV), quanto
all’azione illuminata dello spirito rigeneratore che soffia dove
vuole ( arcano XX).
Non
dimentichiamo che l’arcano 14 sintetizza il secondo settenario dei
tarocchi, di cui occupa il centro. Poiché
i tre settenari nel loro complesso, riguardano rispettivamente lo
Spirito, l’Anima, e il Corpo, il secondo è animico: il suo termine
sintetico (14), fa allusione ai misteri dell’anima universale,
misteri che bisogna penetrare per praticare l’alta medicina degli iniziati.
Quando gli arcani
dei tarocchi vengono allineati su due file, l’Eremita che
personifica la Prudenza, diventa compagno della Temperanza.
Uomo d’esperienza e di studi, il nostro saggio si tiene lontano
dalle suggestioni subite dalle folle; cerca la verità senza fretta,
limitando il campo delle esplorazioni, poiché è ansioso di
mantenersi nello stretto dominio del sapere umano. La sua
riservatezza, attraverso la Temperanza, si traduce in moderazione. L’adepto che si è bagnato nel fluido travasato dall’Angelo solare
non è più pervaso dalla febbre che assilla i comuni mortali. Morto
alle ambizioni meschine, alle passioni egoistiche, indifferente alle
miserie che lo minacciano, vive sereno nella dolce saggezza,
indulgente alle debolezze altrui.
Sotto il profilo
divinatorio la Temperanza rappresenta la vita universale; il suo
movimento incessante, la sua circolazione attraverso gli esseri. E’
il fluido rianimatore che rende le forze disperse.
E’ l’agente riparatore e ricostituente di ciò che si consuma o
declina. Rappresenta l’energia medicatrice della natura; è la
taumaturgia curativa basata sulla captazione e sul dominio delle
correnti vitali. E’ trasfusione di forza vitale, magnetismo
curativo, medicina occulta o mistica. Rappresenta delle trasformazioni di ordine vitale, alchimia psichica,
rigenerazione, misteri dell’acqua e del freddo. E’ la fontana
della giovinezza; significa serenità di spirito che solleva al di
sopra delle miserie umane.
Rappresenta un umore costante, calma, salute, buona circolazione,
regolarità di scambi, condizioni favorevoli al prolungamento della
vita, disinteresse, impassibilità, rassegnazione. Facilità di
adattamento, elasticità, docilità, sensibilità alle influenze
esteriori.
Al negativo significa freddezza, apatia, mobilità, natura
instabile,cambiamento, abbandono, dispersione, mancanza di ritegno,
passività, pigrizia, spese sconsiderate, prodigalità.
Meditiamo con la Temperanza:
“CERCA IL TUO SPIRITO GUIDA: TI
PORTERA’ ALLE PORTE DELLA SAGGEZZA E FARA’
IN MODO CHE ESSA DIVENTI PER TE COMPAGNA,
AMICA, SORELLA”.
Una luce rosata, tanto azzurro e bianco: tutto parla di gioia,
serenità, equilibrio ed armonia.
L’iniziato si incammina e dopo pochi passi si trova davanti un lago
dall’acqua blu, limpido e pulito. L’acqua è sorgente di vita e
questa fonte parla di vita spirituale.
Il giovane si guarda intorno, affascinato dalla purezza cristallina
che traspare dal paesaggio. Scorge, vicino al laghetto, due figure:
una di esse è una giovane donna che tiene in mano un’anfora;
l’altra è un angelo che versa un liquido azzurro e trasparente nel
contenitore della fanciulla.
L’iniziato si avvicina, la giovane lo sente arrivare ed alza lo
sguardo su di lui, con un sorriso.
“Vieni, ti stavo aspettando- lei gli dice- Vedi? Egli è il mio
Angelo Custode e mi sta facendo un dono: mi sta versando il liquido più
prezioso che esista; quello del sapere e della conoscenza pura.
Essa è il bene prezioso che tutti cerchiamo, di cui sentiamo sempre
la mancanza.
Quante volte, nella vita, avremmo voluto conoscere la verità su noi
stessi e quante volte l’abbiamo cercata invano, senza mai trovarla!
A volte, forse troppe, essa ci appare lontana ed irraggiungibile e
quando ci illudiamo di averla raggiunta, essa invece, ci sfugge. Ecco
la verità; è presente ora davanti a te: è questo liquido prezioso.
Non è facile trovare la verità, spesso è nascosta e non
riusciamo a vederla; a volte, invece, quando l’abbiamo trovata ci
accorgiamo che non è così limpida e pura come dovrebbe; viene
sporcata dalle menzogne e dalle falsità degli uomini che non la
comprendono. E tu, hai un cuore puro? Sappi che solo attraverso di lui
puoi trovarla e conservarla intatta, dentro di te! Non vergognarti
della tua ignoranza; sii costante nella ricerca: questo è ciò che
conta! Cerca
sempre la vera saggezza: ella è amica degli uomini. Ad essa si giunge
attraverso la sofferenza , ma, quando l’hai trovata, il premio è
grande; sei libero e possiedi la conoscenza dei puri! Sei pronto per
tutto ciò?”.
L’iniziato annuisce, in silenzio. Egli si rende conto che la
giovinetta ha detto la verità. La Temperanza, così si chiama la
fanciulla, lo osserva attentamente in silenzio. Ella
aspetta di vedere se il giovane è in grado di comprendere il
messaggio, di capire il nuovo compito al quale viene chiamato e cioè
di andare alla ricerca del proprio Angelo, trovarlo ed imparare ad
ascoltarlo.
Troppo spesso noi dimentichiamo la presenza di questa guida
spirituale, preferiamo ignorarla e non ascoltiamo i suoi messaggi ed i
suoi consigli. Essa, invece, è molto utile per noi, perché ci guida,
ci sostiene e con i suoi rimproveri preziosi ci sprona; ma noi
dobbiamo imparare ad ascoltarla.
Quante volte abbiamo percepito accanto a noi la sua presenza, eppure
l’abbiamo ignorata, perfino disprezzata. L a Temperanza, invece, è
sempre lì, più che mai presente nella nostra vita, pronta a
riportarci alla realtà, a ridurre a dimensione umana i problemi che
abbiamo trasformato in tragedie; a costringerci a riflettere sulle
nostre azioni.Sopratutto ci insegna l’equilibrio della verità,
affinché impariamo a perseguirla sempre e comunque, nonostante tutto
e tutti.
E’ simile ad una delicata pianticella, la verità, per farla
crescere forte e sicura bisogna nutrirla, accudirla ed amarla,
altrimenti essa appassirà e, con essa morirà anche l’anima stessa
dell’iniziato.
L’Angelo si rivolge al giovane:
”Sappi avere fede; essa sarà la tua guida migliore. Con questa luce
interiore vedrai anche al buio e saprai affrontare meglio la tua vita.
Donerai più amore, seminerai bene e raccoglierai ancora meglio.
I tuoi frutti
saranno succosi, i tuoi raccolti abbondanti. L’eternità appartiene
agli uomini, anche se essi non lo sanno! La vita eterna della tua
anima dovrà essere il tuo obiettivo”.
L’iniziato sa che ciò che ha udito è vero: la sua anima conosce la
verità ed il modo per raggiungerla, egli deve solo imparare a
seguirla.
Accanto al laghetto l’albero della vita brilla e la sua luce
illumina il paesaggio intorno. Il
giovane non vuole più indugiare, perché ha compreso e freme per
continuare il cammino.
Ha quasi fretta, ora, vuole conoscere quello che lo aspetta: percorre
l’ultimo tratto del sentiero quasi correndo. Il nuovo lo attende
(file aggiornato nel Maggio 2006).
Emanuela Cella Ferrari
Le immagini sono tratte da "I Tarocchi dell'Iniziazione",
pubblicati nella Collana "L'Arte dei Tarocchi", Gruppo Lo
Scarabeo, edizioni Fabbri, 2001, Milano.
Si ringraziano le Edizioni Fabbri, ed in particolare Fabrizio
Costantini, per averci concesso di riprodurre le
immagini dei "Tarocchi dell'Iniziazione" in questa rubrica.