I due pilastri che lo fiancheggiano sono ornati di mezzelune bianche e
verdi. Per analogia con le colonne Jakin e Boaz del tempio di
Salomone, i pilastri del trono della Giustizia segnano i limiti della
vita fisica. L'azione della Giustizia si esercita nel duplice campo del sentimento
e della vitalità; questo spiega l'azzurro e il verde del mantello del
suo abito. Il numero 8 è quello del Sole-Ragione, luce degli uomini. Da un punto
centrale si irradia un duplice raggio quaternario che rappresenta la
luce e il calore. Nella mano
destra la Giustizia stringe una spada; è la spada della fatalità,
poiché nessuna violazione della legge rimane impunita. Lo strumento riparatore degli errori commessi è la bilancia, le cui
oscillazioni riportano l'equilibrio. Ogni azione, ogni sentimento
influiscono sulla sua vita; ne derivano accumulazioni equivalenti che
avranno ripercussioni fatali, in bene e in male.
Le energie messe in gioco si catalizzano; quelle che procedono da una
bontà generosa arricchiscono l'animo, poiché colui che ama si rende
degno di essere amato. Le simpatie sono più preziose di tutte le
ricchezze materiali; nessuno è più povero dell'egoista che rifiuta
di donarsi. Perché a ciascuno venga chiesto soltanto ciò che rientra
nei suoi mezzi, i destini vengono pesati. Le gioie e i dolori sono
distribuiti con equità, e sono proporzionati gli uni agli altri,
perché noi possiamo apprezzare una cosa solo attraverso i contrasti;
per essere felici bisogna aver sofferto.
Astronomicamente
la Giustizia è ASTREA, la Vergine zodiacale, che regge la bilancia
dell'equinozio d'autunno. Le colonne del suo trono rappresentano,
sotto questo punto di vista, i due solstizi. Gli astrologi fanno della
Bilancia un segno d'aria e le assegnano come domicilio diurno a
Venere. Sotto il profilo divinatorio la Giustizia è splendore, gloria, la
divinità manifestata attraverso l'ordine e l'armonia della natura, la
potenza conservatrice delle cose. Legge, equilibrio, stabilità viva,
concatenazione logica e necessaria delle idee, dei sentimenti e degli
atti, fatalità che deriva dal fatto compiuto. Giustizia immanente,
conseguenza ineluttabile di ogni azione.
Simboleggia la logica, la sicurezza di giudizio, imparzialità,
indipendenza di spirito, onestà; integrità morale, disciplina,
rispetto della gerarchia, decisione, risoluzione presa, fermo
proposito, regola di condotta. Rappresenta un amministratore, un ministro, un dirigente, un giudice,
un uomo di legge o un agente incaricato di mantenere l'ordine. Un
subalterno che sa obbedire ma che è incapace di iniziativa.
Meditiamo con la
Giustizia:
"FAI DELLA
GIUSTIZIA IL BALUARDO DELLA TUA VITA. CERCALA E DIFENDILA SEMPRE E
COMUNQUE"
La giustizia. Una figura alta, snella, vestita di bianco con una
bilancia in mano e una spada nell'altra. L'iniziato, appena varcata la
porta, la trova di fronte a sé.
Lo stava aspettando, è evidente. Come lui le si avvicina, si incammina al suo fianco e gli rivolge la
parola dicendogli:
"Sei tu il giudice della tua vita; prima di tutto devi
comprendere completamente il significato di questa parola. Cosa
rappresento io per te? Non sono una giustizia terrena: la giustizia
degli uomini conta ben poco, non ha valore, perché nei loro giudizi
essi mancano di amore e comprensione verso gli altri. La giustizia di
cui ti parlo, e che io rappresento, è un atto divino! La giustizia
divina significa comprensione, misericordia e, soprattutto amore. Sui
due piatti della bilancia, che porto sempre con me, sono presenti due
momenti della tua vita: ciò che eri prima di partire e quello a cui
sei arrivato ora. E' il primo vero bilancio del tuo percorso. Pensi di
avere fatto bene fino ad ora?".
Ciò che chiede
la Giustizia è molto importante, l'analisi a cui l'iniziato viene
chiamato è veramente profonda e lui lo sa. E da questa analisi
scaturisce una verità inconfutabile! Ora comprende che, fino a questo momento le sue azioni sono state
guidate dal destino, ha agito spinto da qualcosa di ineluttabile,
quasi senza poter pensare, o poter intervenire in prima persona su ciò
che stava avvenendo nella sua vita. L'evoluzione della sua anima, del suo spirito stava avvenendo al di là
della sua volontà. Ora l'iniziato ha compreso che non deve essere così.
Si rende conto che la situazione è cambiata: le redini del suo
destino sono in suo possesso perché deve possedere in sé la
Giustizia Divina alla luce della quale interpretare ogni sua azione.
La Giustizia rappresenta il simbolo di quello che egli deve fare suo,
cioè l'equilibrio. Il libero arbitrio, la libertà di giudizio non
sono la sola cosa che deve conquistare: deve acquisire con essi la
capacità di analizzare meglio gli avvenimenti della sua vita,
conquistare la consapevolezza di se stesso, rendersi conto degli
errori che ha commesso, far si che questi errori non siano stati
inutili, trasformarli, facendoli divenire un punto di partenza verso
mete superiori.
La Giustizia che
nella sua veste candida sembra un angelo, continua a parlargli.
"Rifletti su ciò che fa parte della tua vita: i valori morali
che contano per te devono essere l'imparzialità verso gli altri,
l'accettazione del tuo prossimo con tutte le sue manchevolezze, la
comprensione nei loro confronti, l'accettazione dei limiti di tutti
gli esseri viventi".
Imparare ad essere imparziale! Il giovane deve amaramente constatare che questa virtù non gli
appartiene ancora. Troppe volte, in passato, ha commesso degli errori,
a volte imperdonabili, proprio a causa della sua parzialità e della
sua intransigenza verso gli sbagli degli altri e mai verso se stesso. Acquistare questo valore è di vitale importanza, affinché coloro che
gli vivono accanto sappiano di poter contare su di lui. Insieme a
questa virtù acquisirà la disponibilità interiore di chi sa mettere
se stesso al servizio degli altri.
Ma la bilancia, che la Giustizia ha nella sua mano, ha due piatti in
equilibrio, quindi accanto all'accettazione e alla comprensione degli
errori degli altri, l'iniziato deve imparare ad accettare e perdonare
anche i propri.
Chi vive bene con se stesso riconosce di essere un semplice essere
umano, ed i suoi stessi limiti diventano il miglior trampolino di
lancio verso l'evoluzione. Ciò che ha detto la guida è, come sempre, molto saggio e molto vero. Ora l'iniziato si guarda intorno: il paesaggio trasmette alla sua
anima tutta una serie di sensazioni di pace e tranquillità,
sentimenti che scaturiscono in lui da un nuovo equilibrio spirituale. Questa nuova guida, la Giustizia, gli ha dato il mezzo per salire di
un altro gradino nella scala dell'evoluzione. L'iniziato è ben
consapevole di possedere un'altra formidabile arma ed una maggiore
sicurezza in se stesso, che gli sarà sempre preziosa (file aggiornato
nel Maggio 2006).
Emanuela Cella Ferrari
Le immagini sono tratte da "I Tarocchi dell'Iniziazione",
pubblicati nella Collana "L'Arte dei Tarocchi", Gruppo Lo
Scarabeo, edizioni Fabbri, 2001, Milano.
Si ringraziano le Edizioni Fabbri, ed in particolare Fabrizio
Costantini, per averci concesso di riprodurre le
immagini dei "Tarocchi dell'Iniziazione" in questa rubrica.