Bene, adesso tornate sulla terra e vediamo un po' di numeri, tratti
dai dati ISTAT e da quelli illustrati nel Rapporto
sull'editoria italiana di Giuliano Vigini, pubblicato ogni
anno dalla Editrice Bibliografica di Milano. In Italia ci sono
(più o meno) 55 milioni di potenziali lettori; la metà
di queste persone dice di leggere almeno un libro all'anno, mentre
le altre affermano di
non leggere mai, ma proprio mai, neppure un libro. Tra i lettori certificati:
- un terzo legge da uno a tre libri l'anno,
- più della metà tra quattro e
dodici libri,
- il resto, cioè lo "zoccolo duro" dei lettori forti, più di dodici libri.
A soddisfare i bisogni di
questi (scarsissimi) amanti della carta stampata, ci sono più di
cinquemila case editrici in lingua italiana (comprese quelle di Vaticano e
Canton Ticino); e non dobbiamo dimenticare che molti di questi lettori
comprano soprattutto libri tecnici, per trovare informazioni legate
strettamente alla loro professione, come medici, avvocati, ingegneri,
informatici, architetti, operatori economici...
Credete ancora che la più grossa fatica sia scrivere un libro e che
poi l'iter della pubblicazione e della vendita sia tutto in discesa? Beh, adesso non
esageriamo, non correte a buttare il vostro libro nel cassonetto della
spazzatura (la carta va nel contenitore apposito per il riciclo).
Scherzi
a parte, tutto questo non è per scoraggiarvi, anzi. Se vi chiamano
illusi perché volete fare gli scrittori e se, come il personaggio di Nessuno
scrive al colonnello di Gabriel Garcia Marquez, vi dicono che
"L'illusione non si mangia", date loro la stessa risposta
del colonnello: "Non si mangia, ma alimenta".
Tenetevi
stretti i vostri sogni, però dovete anche essere pratici: perché il
mucchietto di pagine sciolte che rappresenta il vostro lavoro si
trasformi in un libro sullo scaffale di una casa, occorre percorrere
ogni passo di una lunga e spesso frustrante strada.
Qualcuno sostiene che non esistono capolavori rimasti nel cassetto,
cioè che un libro buono sicuramente prima o poi verrà pubblicato.
Noi non siamo d'accordo, perché ci sono mille motivi che possono
indurre un editore a rifiutare un libro a priori, dopo un esame veloce
e superficiale, magari anche solo un titolo che non piace, un
argomento già molto sfruttato (quindi scartato in partenza), una presentazione scritta
male (che irrita chi la legge) o una
giornata con la luna storta.
Inoltre alcuni dattiloscritti- e questa è colpa solo degli scrittori
esordienti- vengono inviati senza badare
all'aspetto, pensando solo al contenuto, senza riflettere che il primo
impatto l'Editore lo ha proprio con il malloppo arrivato per posta. E un aspetto sciatto, pagine sporche e spiegazzate che denunciano
passaggi di mano, fogli sciolti che non
stanno insieme, errori a catena nel testo fanno fare brutta figura all'Autore.
Allora, dato che state tentando di vendere
un prodotto (perché per un editore il vostro adorato libro non è che
un articolo commerciale), presentatelo al meglio possibile. Così
potranno dirvi di no per quello che c'è dentro, non per quello che si
vede fuori!
Calma, calma, stavamo scherzando...