Nuovi Autori: Stefano Santarsiere

L'arte di Khem di STEFANO SANTARSIERE
Edizioni Pendragon, Collana Tempi Nuovi, 2005, Euro 13,00
Per comprare il libro www.pendragon.it

L’arte di Khem, opera prima di Stefano Santarsiere, è un romanzo breve, che non si può racchiudere in un unico genere letterario: è insieme un romanzo fantastico e “di formazione”, caratterizzato dall’incontro dei protagonisti che sono nello stesso tempo degli adulti e dei ragazzi. Ma è anche un romanzo sull’amicizia spassionata e vitale che si sviluppa tra i ragazzini e gli adolescenti, ed è la manifestazione del desiderio che quel sentimento, quella amicizia, la si ritrovi in qualche modo in altri momenti della vita. Ed è un romanzo ricco di mistero e di magia.

La vicenda inizia nella sontuosa Villa Palombara, a Roma, proprietà del misterioso e ricchissimo signor Vidiani, che in un caldissimo pomeriggio di agosto riceve la visita del vecchio e sfinito Antonio Bourbault. Il vecchio, che da decenni insegue ossessivamente un uomo chiamato Egidio Fulcanelli allo scopo di rubarne un inimmaginabile segreto custodito nella sua immensa erudizione, viene ospitato in una grande sala dal soffitto affrescato con enigmatici simboli alchemici. Vidiani, il proprietario, viene invitato a raccontare di una lontana estate in cui ha frequentato a lungo il misterioso Fulcanelli, ricevendone insegnamenti straordinari. Il racconto, dunque, si sposta nell’estate del 1978, in un remoto paesino del meridione d’Italia.
Il giovane Vidiani e il suo gruppo di amici (Il Faro, il Nordico, il Rozzo, Edgar e la vitale e affascinante Roberta Centoni), si apprestano a organizzare una burla ai danni del paesino intero. Col pretesto di allestire una mostra fotografica si arrampicano sulla collina ‘Difesa’, che domina l’intero villaggio, e scattano delle foto facendo oscillare dei bottoncini davanti all’obbiettivo: il risultato è una panoramica del paese con un disco volante nel cielo. Al culmine della mostra, i ragazzi diranno di aver ripreso l’Ufo mentre effettuavano le foto dalla collina.

In una delle foto di prova, tuttavia, i giovani notano una strana luce a una finestra nel centro storico. Volendo identificarne l’origine, si recano davanti a quella casa e ne vedono uscire uno stranissimo individuo, basso e tarchiato, dall’aspetto orientale. Intrigati dall’incontro, ognuno dei ragazzi cerca notizie sui nuovi abitanti di quella vecchia casa: vengono a sapere che due uomini sconosciuti (appunto il piccoletto, che risulta anche muto, più un altro dall’aspetto sofisticato) vi si sono recentemente installati.
Il giorno seguente i ragazzi si ritrovano come al solito al fiume, a bagnarsi nell’acqua corrente sotto il sole pomeridiano. All’improvviso, Edgar e il Rozzo notano i due nuovi arrivati salire sul Castello - un vecchio rudere sulla cima di una collinetta vicinissima alla ‘Difesa’, ma molto più bassa. I ragazzini, incuriositi, provano a seguire i due, che sembrano interessarsi al suolo o alle erbe della collinetta, ma presto li perdono di vista.

L’aspetto dei due individui e le voci che iniziano a circolare sul loro conto in paese stimolano la curiosità del gruppo, e ben presto il Nordico (il più intraprendente) propone di spiarli dalla cima della collinetta durante una delle misteriose spedizioni al Castello, che sembrano diventate abituali. In quattro accettano la sfida: il Nordico, il Rozzo, Roberta e Vidiani. Dopo diverso tempo di attesa sotto il sole cocente, all’improvviso i due compaiono, rischiando di sorprendere i quattro amici, i quali sono costretti a scappare lungo il fianco della collinetta. Ne risulta che Vidiani prende una brutta caduta. Mentre cerca faticosamente di sollevarsi, ecco apparire davanti ai lui, nascondendogli gli amici alla vista, uno dei due personaggi, quello più alto e distinto. Questi tende una mano al ragazzo e gli offre di curargli le ferite della caduta. Vidiani accetta. Gli altri amici, piuttosto disorientati, si avvicinano. L’uomo chiede al suo aiutante, il piccoletto - il suo nome è Olaf - di massaggiargli un piede. Olaf esegue e i benefici sono istantanei. Poi Fulcanelli invita Vidiani a seguirlo a casa sua per guarirgli le sbucciature, estendendo l’invito anche agli altri ragazzi.

Ne risulta un incontro straordinario. La casa di Fulcanelli è un luogo invaso da strani aromi, pieno di libri misteriosi, quadri e iscrizioni indecifrabili alle pareti, strumenti sconosciuti e barattoli dalle forme e dai contenuti bizzarri. Servendosi di un balsamo verde, Fulcanelli guarisce completamente le sbucciature di Vidiani, con grande meraviglia di tutti i ragazzi.
La notte successiva, il giovane Vidiani fa un sogno misterioso: rivede la zona del Castello e della collinetta in un contesto diverso da quello attuale, come se la scena si fosse spostata in un’epoca molto anteriore. Il Castello è integro, sontuoso; la valle del fiume è incontaminata e le strade sono percorse da individui vestiti di abiti strani e coloratissimi...
E' Fulcanelli a rivelare il segreto: quello che adesso è soltanto un rudere fu edificato da una civiltà vissuta in pace e prosperità, di cui non esistono altre tracce se non i resti del Castello, una civiltà che sviluppò un grado altissimo e raffinato di conoscenze scientifiche, soprattutto nel campo della chimica e delle scienze naturali. Fulcanelli rivela al giovane Vidiani che è venuto in paese soprattutto per cercare i ‘rubenti’, misteriose pietre iridescenti dalle straordinarie proprietà chimiche, certamente nascoste da qualche parte nei sotterranei del Castello, i quali sono ancora integri. Occorre solo trovare l'ingresso dei sotterranei.

I curiosi ragazzi vengono coinvolti in un'avventura piena di pericoli e in cambio Fulcanelli insegna loro i segreti delle pietre e delle erbe. Prima di andarsene, l'alchimista consegna a Vidiani una pergamena e una valigetta piena d’oro, spiegandogli che nella pergamena vi è la chiave per interpretare i misteriosi simboli dipinti sul soffitto di Villa Palombara, a Roma, i quali insegnano a loro volta a compiere la Grande Opera, ossia la trasmutazione in oro dei metalli vili, grande utopia degli alchimisti. L’oro servirà a Vidiani proprio per acquistare la villa.
Il giorno dopo, quando Fulcanelli è ormai lontano, nel bar del paese (dove il Nordico ha finalmente fatto comparire le foto con l’Ufo), arriva il giovane Antonio Bourbault, l’instancabile inseguitore dell’alchimista. Ma per lui è ormai tardi.
Il romanzo si conclude con un ultimo dialogo tra Vidiani e Bourbault, nella villa. Il vecchio, accecato dal rancore verso il proprietario della villa - che ha goduto di conoscenze e segreti che non aveva nemmeno cercato - rivela a Vidiani che Fulcanelli è in realtà Nicolas Flamel, un alchimista del XIV secolo che ha scoperto l’Elisir della Vita Eterna: ma questo segreto - il più importante - l’alchimista non l’ha voluto svelare al ragazzino. Fulcanelli tuttavia dimostra di non avere rancore verso Fulcanelli per questo, e per Bourbault è una nuova, bruciante sconfitta. Dopo aver rischiato un gesto inconsulto, il vecchio abbandona Vidiani alle sue riflessioni, le quali sfociano tutte, inevitabilmente, nel valore dei ricordi e della vita umana.
Il testo è scritto con uno stile asciutto e scorrevole, con un vivace ritmo narrativo che lo rende interessante anche ai lettori che poco o nulla sanno di alchimia ed esoterismo. Gli appassionati, invece, lo troveranno affascinante e molto coinvolgente.

Stefano Santarsiere, nato il 21 luglio 1974, vive e lavora a Bologna.
Ha sostenuto il suo ‘apprendistato’ sui classici della letteratura, soprattutto i romanzi francesi e russi, e sulle grandi opere del fantastico e del gotico. Ha altresì sfiorato diversi mondi letterari, come la letteratura nordamericana o il realismo magico, senza trascurare i capisaldi italiani e meridionali. Dopo vari tentativi, e numerosi racconti scritti e diffusi attraverso internet, pubblica il suo primo romanzo nel 2005. Il titolo è L’arte di Khem (Edizioni Pendragon – Bologna). Una storia di adolescenti, alchimia e mistero ambientata nel bollente sud Italia.
Dal 2006 ha un sito web (www.santarsiere.it) che offre una vetrina per la sua personalità di scrittore, e un blog (http://santarsiere.blogspot.com/) dove pubblica opinioni, recensioni ecc…, oltre a un romanzo a episodi denominato Storie dal Club, incentrato sulle avventure di un gruppo di scavezzacollo in un paese lucano.
Nel 2007 esce l’antologia Tutto il Nero dell’Italia, edita da Noubs edizioni (Chieti) in cui rappresenta la Basilicata con un racconto denominato ‘La cirasa’.
A giugno 2008 è la volta di una nuova antologia di racconti: GialloScacchi – racconti di sangue e di mistero (Edizioni Ediscere, Verona). Partecipa all’opera con il racconto ‘Soluzione finale’.
E’ selezionato (settembre 2008) tra i finalisti del concorso Coop for Words 2008 e un suo scritto viene inserito nell’antologia Pascoli è precario (Edizioni Bohumil, Bologna). Il racconto si intitola: ‘All’ombra .
Nell’ottobre 2011 la casa editrice EEE – Edizioni Esordienti E-book, pubblica una nuova edizione de L’Arte di Khem, in versione ebook. Escono inoltre, sempre per la stessa casa editrice nella collana ‘Fingerbooks’, i racconti ‘Sortilegio d’Aprile’ e ‘La verità sulla fine di Loris Faraco’.
Nello stesso periodo esce il suo secondo romanzo: Ultimi quaranta secondi della storia del mondo (Abelbooks), in versione e-book.
A novembre 2011, il racconto ‘Ciuka!’ è inserito nell’antologia a scopo benefico Code di stampa, edizioni La Gru.

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