MISTICISMO
E TRASCENDENZA
Saggio di Luciano di Nepi
E' cosa ormai accertata e
accettata l'esistenza di una interazione tra Mistica, Mito e Scienza.
Ma cosa può accadere quando l'ombra della Scienza si allunga sul Misticismo e
sul Mito?
Quelli che identificano nel Mito e nel Misticismo le forze più vivificanti e
propulsive del genere umano non vedono di buon occhio, anzi, con una certa
ripugnanza, questa mescolanza.
Il mito e il misticismo abbassati a livello della scienza vengono considerati
come privati di forze e addirittura profanati.
Niente di più sbagliato ed inutile. E' la scienza che viene ad assumere una
maggiore caratterizzazione.
Forse sin qui non abbiamo
capito proprio niente. Da ora in poi è probabile che non saremo più capaci di
guardare alla Scienza in generale come la sovrana dell'intelletto, dato che la
visione tradizionale e scientifica del mondo è stata abbandonata in favore di
una visione che non può essere compresa in modo completo dalla mente razionale.
Ma c'è ancora di più: tutti i teoremi che hanno a che vedere con le
limitazioni del nostro intelletto hanno messo in evidenza la caratteristica
dell'unità delle nostre menti.
Da questo punto in poi sia la concezione moderna della scienza che l'aspetto
della coscienza che è alla sua base, cioè il pensiero razionale, si sono
trasformate in qualcosa di Mistico e di mitico.
La Scienza, considerata quale
potenza smitizzante, è ormai superata.
Il traguardo della Scienza della Nuova Era è quello di superare il cosiddetto
buon senso e nel fare questo sorpasso è entrata nell'intimo della nostra
coscienza ed in quella parte di noi che si eleva proprio al Mito e al
Misticismo.
La grande speranza è che Misticismo, Mito e Scienza possano nel Terzo Millennio
convivere pacificamente.
La Scienza, per esistere, non ha bisogno del Misticismo, e viceversa.
L'uomo, invece, ha bisogno di entrambe: quindi non sintesi, ma interazione
dinamica tra l'intuizione mistica e le analisi scientifiche.
E' una vera rivoluzione culturale.
Ma ne saremo capaci?
File aggiornato nel Novembre 2004.
Luciano di Nepi