Nuovi Autori: Alberto Rosselli

I Balestrieri Liguri di ALBERTO ROSSELLI
Edizioni Ligurpress, Genova, 2010, 112 pagine, Euro 12,90
Per comprare il libro www.servizi-editoriali.com

La potenza e la fama che la città di Genova seppe guadagnarsi per secoli in quasi tutta Europa e nel Medio Oriente si deve soprattutto alla abilità dei genovesi nei commerci e nella finanza. Anche il valore degli uomini d’arme della Superba seppe nondimeno farsi apprezzare, sia in terra, sia in mare, da tutte le potenze del periodo medioevale. Il criterio che portò i genovesi a combattere dall’Inghilterra fino alle coste del Mar Nero non fu però la ricerca della gloria e della conquista ma piuttosto, anche in questo caso, lo spirito mercantile. L’impiego della forza militare si rendeva necessario quando si doveva assumere il controllo di una regione dalla quale sarebbero derivati lucrosi affari e quando la si doveva difendere da concorrenti animati dalle stesse intenzioni, nel nostro caso Pisani e Veneziani...

I Genovesi si spinsero oltre, facendo dei loro combattenti un vero e proprio “articolo” da esportare, in veste di truppe mercenarie, presso chiunque ne richiedesse le prestazioni. In questa luce si creò il rinomato corpo dei balestrieri liguri.
Perché si scelse di specializzarsi nell’impiego di questa arma? Esisteva forse nella città una lunga tradizione nell’uso della balestra? Niente affatto: semplicemente i pragmatici genovesi si erano accorti che, in Italia come in Europa, molti governanti erano disposti a pagare cifre elevate per avere al loro servizio questi specialisti ed essi, da bravi mercanti, glieli fornirono! La Repubblica pertanto incoraggiò la formazione di Compagnie di tiratori, ai quali mise a disposizione terreni per l’addestramento, organizzò gare con coppe d’argento per i vincitori e parallelamente formò gli artigiani che avrebbero fabbricato le armi. Il primo cliente fu, già nel 1173, il vicino marchese di Gavi che stava subendo le scorrerie di alcune bande di ventura. La fama si sparse rapidamente e infine anche i re di Francia, impegnati nella Guerra dei Cento Anni contro l’ Inghilterra, ingaggiarono folti contingenti di balestrieri liguri.

Le disquisizioni tecniche riguardo a differenze, pregi e difetti della balestra rispetto all’arco ci prenderebbero troppo spazio. Ci basterà dire che vi furono diversi tipi di arco come pure di balestra e che la superiorità, da molti sostenuta, di quest’ultima non è poi così certa.
In una umida giornata d’agosto del 1346 a Crecy, non lontano da Calais, i balestrieri di Liguria subirono la loro peggiore sconfitta ad opera degli arcieri inglesi equipaggiati con il longbow, il possente arco reso famoso dalle gesta di Robin Hood. Va detto comunque che i principali responsabili di quella disfatta furono i cavalieri francesi, tanto nobili quanto ottusi, che si ostinarono a lanciare una carica dopo l’altra su quel terreno fangoso, venendo inesorabilmente falcidiati dalle lunghe e pesanti frecce inglesi che, quando non giungevano troppo angolate, perforavano agevolmente corazze ed elmi. I poveri genovesi, già sfiniti da una marcia forzata, vennero mandati allo sbaraglio per primi contro un nemico che occupava una posizione sopraelevata e non poterono fare molto. Quando re Filippo di Valois li vide arretrare si infuriò e ordinò: “Ammazzate quei gaglioffi che ci procureranno soltanto guai...” La cavalleria francese iniziò così la sua avanzata travolgendo gli alleati che cercavano di riorganizzarsi, andando però incontro ad un destino non diverso. Quel tragico giorno i Franco-Genovesi lasciarono sul campo non meno di dodicimila morti, gli Inglesi solo un paio di centinaia...

Crecy segnò l’inizio del declino per i balestrieri della Superba, anche perché di lì a poco le armi da fuoco avrebbero iniziato a guadagnarsi il loro ruolo in modo sempre più netto. Ancora per parecchio tempo, comunque, contingenti di balestrieri saranno impiegati in terra e ancor più in mare, dove umidità e salsedine nuocevano a polvere da sparo e micce.
Quella lunga e gloriosa stagione ha lasciato una traccia fino ai giorni nostri: tipicamente genovesi sono cognomi come Balestrieri o Ballestrero e c’è chi ha fondato una associazione culturale, la Compagnia del Mandraccio, che organizza rievocazioni storiche ed esibizioni di tiro con costumi e stendardi rigorosamente ricostruiti, come testimoniano le numerose foto a colori che corredano questo volumetto.
Recensione a cura della Redazione.


Alberto Rosselli
è sposato e vive a Genova. Laureato in scienze politiche, è giornalista nel settore economico, industriale e sindacale, con particolare riguardo al settore dello shipping nazionale ed internazionale. Collabora da tempo con diversi quotidiani e periodici nazionali ed esteri e con svariati siti internet tematici.
Come studioso di storia moderna, contemporanea e militare ha al suo attivo diversi saggi tra cui Québec 1759, Il Conflitto anglo-francese in Nord America 1756-1763 (tradotto anche in lingua inglese) e La resistenza antisovietica e anticomunista in Europa Orientale 1944-1956. Dopo una prima fase di ricerche incentrate sulla storia militare nordamericana del XVIII secolo, in questi ultimi anni ha dedicato gran parte dei suoi studi e delle sue ricerche alla storia politica, diplomatica e militare slava, balcanica, mediorientale, con particolare riferimento al periodo ottomano e contemporaneo, ed africana. Per informazioni, visitate il suo sito (www.albertorosselli.it).

Vuoi lasciare il tuo commento a questo libro?

Torna al titolo