SPECCHIO MAGICO
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Nuovi Autori: Igor Righetti
Felici
come mosche in un Paese di stitici di
IGOR RIGHETTI
Edizioni De Agostini, Novara, 2009
Il giornalista ComuniCattivo per antonomasia, Igor Righetti, pubblica con De Agostini il suo nuovo e corrosivo libro che vi farà "voltare pagina". Tonnellate di sana cattiveria e una raffica di pensieri al vetriolo. Sarcastico e dissacrante non risparmia nessun ambito: dalla pubblicità al marketing, dalla tv alla radio, dai personaggi della politica a quelli del mondo dello spettacolo, da quelli dell'informazione a quelli della cultura. Un fiume d'ironia e creatività che travolgerà il lettore chiamato dall'autore a interagire con il volume. Un libro talmente cattivo che lo stesso autore, mentre lo scriveva, ne è rimasto impressionato.
Con questo suo quarto libro Igor Righetti, il dottor Jekyll e mister Hyde della comunicazione italiana, prende in esame i vizi e le debolezze della gente di oggi. Dice Igor Righetti:
"Vi sembra che la realtà abbia superato la fantasia? Avete voglia di urlare contro 'starlettine' dalla consistenza di un budino, interessanti come guardare il pavimento bagnato mentre si asciuga, che compaiono ogni volta che accendete il televisore? Siete stanchi di sentire di continuo i verbi al condizionale? Siete esausti di essere presi in giro da coloro che vi vendono i mandarini per clementine e poi non fate altro che sputare semi? Non ce la fate più a nascondervi quando vedete l'amministratore di condominio al quale dovete ancora pagare un anno di rate del riscaldamento? Non ne potete più della melassa ipocrita e del falso moralismo che sembrano aver infettato milioni di connazionali? Speravate di esservi liberati di tanti compagni di scuola che non avete mai potuto vedere e di ex colleghi inutili e invidiosi e che grazie a Facebook sono ricomparsi ai vostri occhi?"
E' un Paese schizofrenico, il nostro, che non si sforza neppure di sembrare normale, dove se le nostre telefonate non vengono intercettate non siamo nessuno, dove i ladri riescono a rubare in casa di politici agli arresti domiciliari, dove abbiamo trasformato tanti nonni in pusher di cocaina ed eroina per arrotondare le striminzite pensioni, dove in molti studi di programmi televisivi gli autori e i conduttori avrebbero bisogno di bravi esorcisti invece pullulano i sessuologi, i criminologi, i dietologi e gli chef catodici. E che cosa dire della censura, sempre in agguato contro le voci fuori dal coro? Un Paese sempre più analfabeta, dove il motto ricorrente è 'Almeno l'italiano 'sallo'', dove non tutto fa brodo ma dove tutto fa Broadway, dove lo spettatore viene cloroformizzato da una televisione becera e volgare fatta di game show, reality show e talent show, dove milioni di persone il sabato sera stanno a casa per vedere piangere in tv altri essere umani e sentirsi così meno sfigati di loro, dove in prima serata vanno in onda frullati di rifiuti solidi catodici o accanimenti terapeutici, dove i più grandi investitori pubblicitari sono le società di prestiti personali, dove i negozi 'compro oro' hanno aggiunto la dicitura 'anche da denti e dentiere'.
Un'Italia in cui il
potere è fondato sulla prostata, dove telegiornalisti collezionano
modellini di plastici che rappresentano case in cui si sono svolti delitti
efferati, dove essere giovane sembra una colpa, dove si diventa attori o
conduttori perché si partecipa a un reality show, dove ci si riempie la
bocca di meritocrazia e si assumono soltanto i raccomandati. Una nazione
di grafomani dove pur di non leggere si è disposti a scrivere e a
pubblicare libri anche a pagamento, dove non si è più neppure
liberi di scappare di casa perché c'è subito chi fa la spia a 'Chi l'ha
visto?'.
Un'Italia intollerante a tutto non soltanto al glutine e al latte,
dominata dall'ansiolitico e dall'antidepressivo. Un Paese che per far
leggere gli adolescenti in tempesta ormonale e riportarli nelle sale
cinematografiche ha avuto bisogno di uno scrittore 44enne che si
atteggiasse e parlasse come un teenager, in cui i processi passano da
padre in figlio da quanto sono lenti, dove se trovate un ladro che vi sta
svaligiando la casa dovete pure offrirgli il caffè altrimenti si rischia
una denuncia per mancanza di ospitalità, dove la sicurezza è soltanto
una percezione.
La magistratura
ormai fa le indagini sui filmati e le interviste che personaggi della
politica e della cronaca rilasciano a Matrix e a Porta a Porta. Se un
extraterrestre si dovesse fare un'idea della razza umana dalla nostra tv
che cosa penserebbe di noi? Forse è per questo che gli extraterrestri non
si fanno vivi, forse sono terrorizzati dall'incontrarci. I vostri occhi
non crederanno a ciò che leggeranno.
'Perché oggi comunicare è alla base, ma chi è altezza?'. Quando vi
sentirete depressi o stressati prima di chiamare il vostro psicologo
leggete qualche pagina di questo libro. Vi tornerà subito il buonumore.
E' il volume che vi farà voltare pagina, il rimedio adatto alla follia
del quotidiano.
Questo libro vi darà la possibilità di riderci sopra (o piangerci in
base al vostro stato d'animo). Perché nonostante tutto l'Italia resta la
nazione più bella del mondo che mai abbandoneremmo.
Igor Righetti è giornalista professionista, docente universitario di Giornalismo e Linguaggi radiotelevisivi in numerose università pubbliche e private, massmediologo, saggista, autore e conduttore radiotelevisivo, attore di cinema con Pupi Avati e nelle fiction tv "Distretto di Polizia", "Ris", "Mio figlio-Altre storie per il commissario Vivaldi", "Intelligence- Servizi e segreti", autore e interprete musicale con Donatella Rettore. Il suo stile di conduzione ricorda gli anchorman anglosassoni: per questo suo modo di comunicare viene definito dalla critica il "David Letterman italiano". E' stato dirigente di multinazionali come Ericsson nella funzione di capo ufficio stampa e web content manager, capo ufficio stampa dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, direttore comunicazione di Pineider 1774 e Nazareno Gabrielli, ha curato le relazioni con i media di Sony-Ericsson e diretto il mensile "Lettere". Voce fuori dal coro e innovatore nel Dna sperimenta ogni genere di mezzo di comunicazione. Ama le contaminazioni e le integrazioni di generi e di linguaggi diversi come il suo illustre prozio Alberto Sordi. Proprio come lui è divenuto popolare grazie alla radio, al fortunato programma che ha ideato e condotto per sei anni consecutivi su Radio 1 Rai "Il ComuniCattivo", la prima trasmissione che analizza il nostro modo di comunicare in tutti gli ambiti (1.400 le puntate andate in onda finora). Come autore e conduttore televisivo ha realizzato numerosi programmi d'informazione, intrattenimento, nuove tendenze e cultura su Videomusic, RaiTre, RaiDue. Nel 2004, su Radio 1, ha ideato e condotto il format del primo radio reality "In radio veritas, la parola alla parola" al quale parteciparono, tra gli altri, Mario Monicelli, Renzo Arbore, Giorgio Albertazzi, Domenico De Masi, Carlo Rossella, Giordano Bruno Guerri, Aldo Busi, Maria Venturi, Natalia Aspesi. Su RaiDue è stato autore e inviato di "Futura city"; su RaiUno, all'interno di Tg1 libri, è stato autore e conduttore dell'"Aforisma del ComuniCattivo". In qualità di massmediologo ed esperto di linguaggi e comunicazione è commentatore in numerosi programmi televisivi. Nel 2005 ha ricevuto il premio nazionale di cultura nel giornalismo "Penna d'oro", nel 2007 è stato premiato al Festival internazionale del cinema di Salerno come attore rivelazione dell'anno per la sua interpretazione di Carlo Ponte nella fiction tv "Distretto di Polizia 7" e nel 2008 ha ricevuto il premio "Leggio d'oro" come "Voce radiofonica dell'anno". Ha scritto i libri Prove tecniche di comunicazione, Il ComuniCattivo e la sua vena creativa e Come ammazzare il tempo senza farlo soffrire. Attualmente è docente di Teoria e tecnica del linguaggio radiotelevisivo all'Università di Roma Tor Vergata.
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