Nell'immagine
a lato,
foto di Bérenger Saunière
Secondo la
versione ufficiale, durante il restauro della chiesa, ritrova delle
antiche pergamene, molto probabilmente dei documenti importanti, che il
suo predecessore alla parrocchia del paese, l’abate Bigou, aveva
nascosto. Chiede aiuto al suo superiore per la decifrazione degli
stessi. Quest’ultimo, senza pensarci più di tanto, lo invia a Parigi
da alcuni amici esperti paleografi ed epigrafisti, ma soprattutto legati
ad importanti circoli occultistici ed esoterici della capitale francese.
Il contatto con Parigi ‘trasforma’ il semplice curato di
Rennes-le-Château il quale, forte della, probabile, avvenuta
decifrazione dei documenti da lui rinvenuti, può continuare le sue
ricerche. Dopo poco tempo trova una tomba all’interno della chiesa:
deve trattarsi di una scoperta di notevole importanza, tanto che lo
annota anche sul suo diario. Nei giorni successivi a questa scoperta
mantiene un comportamento alquanto strano. Sospende i lavori per qualche
tempo, cambia completamente la squadra di operai che aveva al suo
servizio ma, soprattutto, rende partecipi alcune persone, che lui stesso
definisce confratelli della avvenuta scoperta.
Iniziano a
delinearsi i contorni di quella che abbiamo già sostenuto (cfr. Hera
N° 23, pag 62-65) essere una vera e propria Confraternita, con
precise regole da rispettare. Forse le stesse regole alle quali non
volevano più attenersi Antoine Gélis, il confratello di
Coustaussa, barbaramente assassinato la notte di Ognissanti del 1897 e
Henri Boudet che decide improvvisamente di ritirarsi, dopo una furibonda
lite con Saunière, in un paese a diversi chilometri di distanza dalla
sua Rennes-les-Bains.
Questi sono gli
anni pieni di fasti per Saunière. Quelli in cui possiede una quantità
di denaro pressoché illimitata che gli permette di spendere a piene
mani senza che nessuno obietti qualcosa. Questi sono anche gli anni dei
ricevimenti fastosi a Villa Bethania. E i suoi non sono certo
ospiti qualunque. Oltre ai confratelli delle parrocchie vicine,
troviamo una serie di personaggi, quasi sempre di nobile lignaggio e
quasi tutti legati a organizzazioni di carattere iniziatico che, solo
all’apparenza, sembrano avere poco a che fare con un semplice curato
di campagna. Una cosa è certa: indipendentemente dalle sue nuove
amicizie e frequentazioni ma, soprattutto, dalla sua disponibilità
economica. Saunière non smetterà mai di fare una cosa. Cercare…
E qualcosa cerca
e, forse, trova anche in Italia.
Tra tutti i suoi
corrispondenti Saunière ha, infatti, anche una misteriosa nobildonna
italiana...
Nell'immagine a
lato,
Roberto Volterri davanti ad un'acquasantiera nella chiesa di San Paolo
Fuori le Mura, Roma
Questo è quello
che abbiamo trovato - e per primi mettiamo in evidenza nel nostro
recente volume L'universo magico di Rennes-le-Chateau (edito
da SugarCo,
2004) - esaminando uno dei tanti diari della corrispondenza del curato.
La nobildonna, appartenente ad una importante famiglia italiana,
mantiene un rapporto epistolare con Saunière. Purtroppo non possiamo
sapere come sia potuto avvenire l’incontro tra i due. Possiamo solo
ipotizzare che il primo passo lo abbia fatto Saunière, essendo venuto a
sapere di un presunto legame di parentela tra la nobildonna e la
famiglia Fleury, signori di Rennes-les-Bains e imparentati con la
marchesa Marie de Nègre, ultima signora di Rennes-le-Château. Spera
forse di venire in possesso di documenti appartenenti alla famiglia de Nègre-Fleury
che possono, in qualche modo, completare il puzzle che sta
tentando di ricostruire? Oppure, anche la nobildonna è, in qualche
modo, venuta a contatto con la Confraternita e fa parte dei suoi
finanziatori occulti? E’ a questo che possiamo legare la locuzione
"accusare
ricevuta", relativa ad una delle lettere arrivate nel minuscolo
villaggio francese dall’Italia?
Tra i migliori
amici e più assidui frequentatori dei ricevimenti dell’abate Saunière
c’è sicuramente Monsieur Guillaume, ovvero l’Arciduca
d’Austria e Ungheria Giovanni Salvatore d’Asburgo, appartenente ad
una famiglia profondamente legata al mistero di Rennes-le-Château.
Anche la contessa di Chambord, moglie del conte di Chambord legittimo
pretendente al trono di Francia, entra in questa storia mediante una
inspiegabile donazione, in articulo mortis, di tremila franchi
oro a Saunière.
Evidentemente esiste tra i due un legame molto
profondo. Quale può esserne il motivo? Forse Saunière ha riportato
alla luce dei documenti che potrebbero, in qualche modo, riguardare la
famiglia Asburgo e il loro legame con il trono di Francia? Di sicuro
sappiamo che gli Asburgo sono molto legati ad una nobile famiglia
italiana: i Collalto. Il cui antico feudo è rappresentato da quel lembo
di Veneto che risponde al nome di Marca trevigiana. Su queste terre si
sono avvicendati diversi ordini religiosi e cavallereschi, uno su tutti
i Cavalieri Templari. In questa zona esiste una chiesetta dedicata al
culto di Santa Lucia in cui uno scultore, Riccardo Granzotto, ha fatto
costruire un’acquasantiera del tutto simile a quella demoniaca ben più
nota di Rennes-le-Château. Frutto solo del caso, oppure durante un
pellegrinaggio a Lourdes egli è venuto a conoscenza delle opere fatte
erigere da Saunière?
La chiesa presenta
una serie di riferimenti di carattere iniziatico: la volta stellata, il
pavimento a scacchi, le colonne all’ingresso della chiesa che la fanno
più assomigliare ad un tempio iniziatico che non ad un tradizionale
luogo di culto cristiano, una chiesa del tutto gemella di quella di
Santa Maria Maddalena a Rennes-le-Château. Forse il Granzotto ha voluto
lasciare un’indicazione precisa in un luogo simile, per certi versi, a
Rennes-le-Château, luogo in cui cercare o… nascondere ciò che Bérenger
Saunière ha trovato nello sperduto villaggio francese?
Sembra che il
mistero, probabilmente attraverso i conti di Collalto già ciambellani
di corte degli Asburgo, sia arrivato anche in Italia.
Italia dove qua e
là per il territorio siamo in grado di rintracciare una serie di
segnacoli quali: il simbolo MA, la N
“inversa”, le iscrizioni Terribilis est locus iste, le strane
piastrelle a scacchi che ritroviamo anche nel villaggio francese
Ma queste cosa
rappresentano in realtà? Non escludiamo che molte delle circostanze
esaminate siano semplicemente dovute al caso. Ma, al tempo stesso, non
possiamo escludere in maniera categorica che in alcune località quali
Mioglia, in provincia di Savona, Monte Sant’Angelo, nelle vicinanze di
Foggia, Itri, vicino Latina e nelle località di Roccamorice e
Collemaggio, nell’entroterra abruzzese, i riferimenti siano molto più
concreti e suggeriscano dei riferimenti più diretti al mistero che si
è consumato circa un secolo fa nel profondo sud della Francia. Elementi che fanno
degli edifici religiosi presenti in queste località - così come è
accaduto per la strana chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena, a
Rennes-le-Château - delle vere e proprie porte del cielo che,
una volta varcate, permetterebbero al visitatore di penetrare per un
attimo in una dimensione trascendente. Dimensione che - in ogni caso -
fa di tutte queste porte del cielo dei veri e propri luoghi
magici.
Abbiamo cercato,
attraverso un sottilissimo filo di Arianna, di uscire dal labirinto
degli aspetti più noti della vicenda e incamminarci sulle tracce
italiane del mistero, invogliando i lettori di questo libro a fare
altrettanto.
Chissà che non
riescano ad aggiungere qualche significativa tessera al misterioso e
intrigante mosaico che fa di Rennes-le-Château uno dei luoghi
d’Europa più suggestivi e…visitati.
Roberto Volterri e Alessandro Piana
Testo e fotografia
dell'articolo: © Roberto Volterri e Alessandro Piana (2004). Divieto
assoluto di riproduzione. Tutti i diritti riservati.
File aggiornato nel Novembre 2005.
Bibliografia:
L'Universo
magico di Rennes-le-Château,
di Roberto Volterri e Alessandro Piana, SugarCo Edizioni,
2004; pp.190 - ill. nel
testo + 16 pp. a colori fuori testo, Euro 16.50.
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