Nella prefazione
del libro di Iannaccone, curata dal prof. Massimo Introvigne, si legge:
"Mi preme solo dire che il libro è necessario, e tempestivo, pure
perché serve da antidoto a un romanzo che ha avuto un grande successo
(anche in Italia) e che altro non è se non l'ennesima rivisitazione del
mito di Rennes-le-Château,
semplicemente trasposto ad altri luoghi così che la località francese
non è mai neppure citata".
Ma ora entriamo
nel merito delle ricerche compiute da Mario Arturo Iannaccone. Nel capitolo
iniziale, che ripercorre la vita di Bérenger Saunière, ci scontriamo
subito con discrepanze che si allontanano dalla vicenda
"mitica": i lavori nella chiesa sono iniziati nel 1887, e non
nel 1891 come si pensava. Ne dà testimonianza la fattura della ditta di
Tolosa che eseguì i lavori. Il pilastro visigotico cavo, che avrebbe
dovuto contenere rotoli di pergamena, non solo risale all'epoca
carolingia (quindi è più recente), ma presenta una cavità molto
piccola, assolutamente inadatta a contenere quattro rotoli di pergamena.
A questo punto il parroco si reca a Parigi per farsi tradurre le
pergamene.
Secondo la leggenda, mentre gliele traducono resta a Parigi per venti
giorni, approfittandone per recarsi al Louvre. La cosa non sarebbe
strana: il museo è una mecca per tutti gli appassionati d'arte. Però
Saunière all'uscita compra le riproduzioni di tre quadri: "I
Pastori d'Arcadia" di Nicolas Poussin (probabilmente il secondo del
1639), "Le tentazioni di sant'Antonio" di Teniers (che però
colgono il santo in un momento di conversazione, senza tentazioni) e un
quadro non specificato, che rappresenta Celestino V.
Nell'immagine
a lato,
il supposto quadro di David Teniers comprato dal parroco: una
"tentazione" senza tentazioni
Nell'intermezzo parigino conosce anche alcuni esoteristi, tra cui Emma
Calvé, notissima cantante lirica, amante ufficiale di Jules Bois, un
giornalista che nel 1893 sarebbe poi stato coinvolto, con Stanislas de
Guaita, in un'oscura storia di un omicidio per magia nera. La donna gli
sarebbe poi rimasta amica (e forse anche qualcosa in più) per anni.
Riavute le pergamene, e messo al corrente di ciò che significano,
Saunière torna a Rennes.
Esistono prove
dell'amicizia con Emma Calvé, delle frequentazioni di Saunière con gli
esoteristi parigini? Neppure una. Però la leggenda vuole che, messi al
corrente del contenuto delle pergamene, gli esoteristi elargiscano
all'uomo capitali molto sostanziosi e una "missione" da
compiere.
Il resto è ormai noto: il ricchissimo parroco comincia a vivere da
nababbo. Ristruttura la chiesa inserendovi molte stranezze ed una
scritta "agghiacciante": Terribilis est locus iste.
Poi fa costruire la faraonica Villa Betania, per ospitare gli amici nel
lusso, e anche la Torre di Magdala, che dovrebbe contenere una
biblioteca. Muore, forse per infarto, il 22 gennaio 1917, lasciando ogni
suo bene alla perpetua, Marie Denarnaud.
Nell'immagine
a lato,
foto di Bérenger Saunière
Se la
storia del mistero di Rennes è un'invenzione, chi ne è il
responsabile? E perché?
Iannaccone elenca tutti i dati da lui trovati, a partire dai libri di
Arsène Lupin, scritti da Maurice Leblanc (1864-1941), pieni di
riferimenti al mistero di Rennes, ai segreti dell'alchimista Fulcanelli.
Ripercorre la nascita del Priorato di Sion, ad opera di Pierre Plantard,
della costruzione delle false pergamene da parte del suo amico de
Chérisey, poi reo confesso dell'imbroglio.
Smonta la presunta appartenenza di Saunière alla massoneria (mai
provata da alcun documento), in quanto convinto monarchico e
anti-massone; dimostra che la chiesa di Santa Maria Maddalena, lungi
dall'essere disseminata di stranezze che nasconderebbero un messaggio
criptico, in realtà è "un tempio legittimista". I particolare, la scritta "agghiacciante"
sulla quale tutti insistono, attribuendola a luoghi che hanno visto
manifestazioni sataniche o comunque paranormali, Terribilis est
locus iste, non è affatto rara nelle chiese, in quanto tratta da un
passo della Bibbia: "Questo è un luogo terribile, questa è la
casa di Dio e la porta del cielo" (Genesi, 28, 17), dove con
terribile si intende luogo a cui accostarsi con rispetto e timore, in quanto vi si sente la presenza
divina.
Fa poi rilevare la mancanza dei più significativi reperti-prova del
mito, di cui si parla sempre, ma che nessuno riesce mai a vedere con i
propri occhi; e, soprattutto, che Saunière faceva parte di un giro di
traffico di messe su vasta scala, tesi sostenuta anche da Jean-Jacques
Bedu in Rennes-leChateau. Autopsie d'un mythe. Ma è
davvero possibile diventare ricchi sfondati col traffico di messe?
Iannaccone ha una risposta anche per questo: il denaro non gli arrivò
di botto, come viene sempre detto, ma nel corso di vent'anni. Dopo la condanna del 1911,
infatti, il
parroco fu costretto ad interrompere i suoi redditizi affari e presto
arrivarono i problemi economici. Tentò invano di vendere parte delle
sue proprietà, di contattare banche per averne prestiti (che gli furono
rifiutati). Cade quindi anche l'ipotesi di un lucroso ricatto alla Chiesa, per
avere denaro in cambio del silenzio sulle pergamene che rivelavano la
storia di Gesù e della Maddalena.
E allora, che cosa resta del supposto mistero di Rennes?
Come dice l'Autore alla fine del libro, "si possono influenzare la
cultura, il pensiero e addirittura l'atteggiamento spirituale e la
storia" proprio con la manipolazione e la diffusione di leggende e
miti popolari, che la gente crede ciecamente, come dimostra il successo
del libro di Brown (file aggiornato nel Luglio 2006).
Per
comunicare con Mario Arturo Iannaccone, inviate una mail a
iannaccone.m@email.it