Ci troviamo nel
villaggio di Baulou località ad una cinquantina di chilometri di
distanza da Rennes-le-Château, ai piedi dei Pirenei, molto vicino alla
ben nota Montségur. Anche in questo caso l’oscuro protagonista è un
parroco, Louis de Coma, le cui vicende iniziano,
però, quasi trent’anni
prima rispetto a quelle relative al suo “dirimpettaio” Saunière
permettendo di attribuirgli, almeno per il momento, la primogenitura
delle stranezze in Linguadoca.
Nella
foto,
Roberto Volterri vicino alla fontana pisciforme, sita all'ingresso del
complesso dell'Abbazia
Intorno alla metà
del XIX secolo Louis de Coma, deciso ed integerrimo sacerdote, inizia a
costruire nella campagna circostante il villaggio di Baulou una vera e
propria ‘cattedrale nel deserto’, quella che passerà alla storia
come l’abbazia di Carol, forte di una ingente disponibilità di denaro
legata anche ad una generosa donazione di 4000 Franchi Oro da parte
della contessa di Chambord. Proprio la stessa contessa che molti anni
dopo donerà una cifra di poco inferiore a Bérenger Saunière per
iniziare i lavori di “restauro” a Rennes-le-Château…
Aiutato dai
Gesuiti di Narbonne, gli stessi di cui era membro anche Alfred Saunière,
fratello e, forse, braccio operativo di Bérenger, e da alcuni “confratelli”
di Parigi, legati al “tempio” di Saint-Sulpice, dove aveva dei
contatti importanti, Louis de Coma può continuare la propria misteriosa
“missione”. I lavori dureranno quasi vent’anni e porteranno il
parroco di Baulou a spendere la considerevole somma di 500.000 Franchi
Oro, quasi due volte e mezzo in più del “tesoro” che spenderà
Bérenger Saunière diversi anni dopo e che gli causerà notevoli
problemi con le alte gerarchie ecclesiastiche!
Uno splendido
complesso che, in maniera difficilmente comprensibile, nel non
lontanissimo 1956 - lo stesso anno in cui si iniziò a parlare di
Rennes-le-Château - venne fatto letteralmente esplodere grazie ad
alcune cariche di dinamite con tutto ciò che conteneva… per quale
motivo?
E’ da ritenere
attendibile la voce secondo cui questa decisione sarebbe stata presa per
ovviare all’impossibilità di trovare il denaro necessario per
mantenere queste proprietà? Oppure, anche in questo caso come a
Rennes-le-Château, gli elementi anomali che l’abate de Coma aveva
introdotto in questo edificio religioso che - diversamente dagli altri
che appaiono orientati lungo l’asse est-ovest, dalla luce alle
tenebre, dalla nascita alla morte - appariva orientato secondo l’asse
nord-est/sud-ovest, erano troppo ‘scomodi’ per le autorità
ecclesiastiche? Si voleva forse evitare che si aprisse una vera e
propria caccia al tesoro come stava avvenendo, proprio in quegli stessi
anni un
po’ più a
est, a
Rennes-le-Château?
Nella foto, i
due Autori nella Grotta della Maddalena
A questa vera e
propria damnatio memoriae si sono salvate solamente due
particolari e suggestive grotte artificiali, da noi esplorate nel corso
delle nostre ricerche, realizzate utilizzando stalattiti e stalagmiti
riportate da alcune grotte naturali della zona, all’interno delle
quali sono poste due stupende sculture: in una, da noi indicata come “Grotta
della Maddalena”, è presente una statua della Maddalena, la
presunta sposa del Cristo, onnipresente anche nell’iconografia delle
opere di Louis de Coma, così come lo è in quelle di Saunière; nell’altra,
indicata come la “Grotta del Cristo dei Getsemani”, appare un
Cristo assorto in preghiera nel ‘giardino degli ulivi’. E quest’ultima
rappresenta una vera e propria chiesa sotterranea all’interno della
quale possiamo anche trovare i sepolcri di alcuni congiunti del de Coma,
profanati da qualche audace cercatore di tesori nascosti nel corso del
XX secolo…
A rendere ancora
più suggestive queste due magnifiche grotte artificiali vi è la loro
localizzazione, si trovano infatti ormai nascoste da una fitta
vegetazione che le rende quasi sconosciute anche ad alcuni
degli
abitanti della zona.
Nella foto,
i due Autori nella Grotta dei Getsemani
E proprio questa boscaglia nasconde agli occhi dell’ignaro
passante quello che ancora rimane di alcuni strani edifici religiosi,
fatti costruire dal misterioso abate protagonista di questa vicenda.
In conclusione,
nel nostro recentissimo libro “Rennes-le-Château e il mistero
dell’abbazia di Carol” (SugarCo, 2005) libro abbiamo cercato
di indagare a fondo in questa nuova vicenda, che ci ha permesso di
confrontare questi due veri e propri enigmi paralleli: il mistero dell’abbazia
di Carol e quello, eterno, di Rennes-le-Château.
Certi di non aver
posto la parola fine ad una ricerca che, invece, si fa sempre più ricca
di nuovi elementi e, per questo motivo, sempre più affascinante…
Roberto Volterri e Alessandro Piana
Testo e fotografie
dell'articolo: © Roberto
Volterri e Alessandro Piana (2005). Divieto assoluto di riproduzione.
Tutti i diritti riservati.
File aggiornato nel Novembre 2005.
Bibliografia:
Rennes-le-Château
e il mistero dell’abbazia
di Carol, di
Roberto Volterri e Alessandro Piana.
SugarCo Edizioni, 2005,
pp.166 - ill. nel
testo + 16 pp. a colori fuori testo, 16.50 euro.
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