GIORGIO
PASTORE
Dei del Cielo, Dei della Terra. Alla ricerca del sapere perduto
Prefazione di Alfredo Lissoni.
Edizioni Eremon, Cisterna di Latina (LT), 2008, 286 pagine, illustrato
in B/N, Euro 18,00
www.eremonedizioni.it
La cortina di
mistero che avvolge il nostro passato remoto sulla Terra viene di rado
spezzata da nuovi dati che non siano controllabili a
livello scientifico: ancora oggi è facile essere presi per matti se
si fanno ipotesi eretiche non contemplate dalla nostra storia
ortodossa, per cui la tendenza è quella di nascondere tutto, quando
non di arrampicarsi sugli specchi per trovare spiegazioni logiche.
Quando Charles Fort scrisse il suo Libro dei dannati,
anche se si limitò ad elencare dati di fatto oggettivi, fu preso per
un visionario: sono dure da ingoiare le piogge di rane, di sangue, di
uccelli o di pietre coperte da strane incisioni. Eppure quasi ogni
giorno ci troviamo immersi in misteri, in fatti strani, in ipotesi che
la ragione non può giudicare altro che assurde, ma che comunque sono
davanti ai nostri occhi. Giorgio Pastore è andato alla ricerca di
questo "sapere perduto". Esperto di clipeologia,
"un ramo ancora eretico dell'archeologia", che la
scienza cosiddetta ufficiale cerca di ignorare, tacciandola di
spacciare fantasie più che fatti reali, ci porta dritti verso la
nostra storia nascosta.
Chi viveva sulla
Terra prima di noi? Questi esseri disponevano di una tecnologia,
magari superiore a quella che abbiamo noi oggi? I miti della creazione
hanno molti elementi in comune, nonostante le differenze di luoghi e
di tempi, che potrebbero anche far pensare all'arrivo di un gruppo di
Extraterrestri, presi per divinità dagli uomini primitivi, che ci
avrebbero "colonizzato", mescolando il loro sangue al
nostro. Questa ipotesi potrebbe dare risposta ad un'infinità di
evidenti impossibilità: per esempio, come facevano i Sumeri a
conoscere il decimo pianeta del sistema solare, che essi chiamavano
Nibiru? Chi ha inciso il calendario del pianeta Venere su di una porta
di pietra in centro America? A chi si ispirò l'ammiraglio Piri Reis,
nel 1513 d.C., per tracciare mappe che raffiguravano senza ghiaccio il
continente dell'Antartide (scoperto solo nel 1818, coperto da ghiacci
millenari)? Perché i Dogon adorano la stella Sirio e testimoniano di
contatti con esseri anfibi venuti proprio da lì? Da dove venivano i
Giganti, esseri mitologici che tanto mitologici non erano, visto che
ora ne abbiamo trovato anche lo scheletro?
L'Autore rilegge
in una nuova chiave la Genesi, il mito platonico degli ermafroditi, la
nascita di Eva da una parte di Adamo, il Paradiso Terrestre (che
appartiene a molte civiltà), la Grande Madre e il matriarcato,
l'epopea di Gilgamesh. Esamina le leggende connesse a civiltà oggi
scomparse, in particolare Atlantide, da sempre il mito più
affascinante; i segreti delle piramidi (ce ne sono, ben poco note,
anche in Italia); il Diluvio Universale, di cui abbiamo tracce in
quasi tutti i popoli antichi; gli anacronismi, come le monete
siberiane del Giurassico e le sfere metalliche scanalate di quasi tre
miliardi di anni fa; le lampadine di Denderah, nell'antico Egitto; gli
immensi massi di Baalbek, troppo enormi per essere trasportati,
nondimeno usati per costruire una spettacolare piattaforma; le
macchine volanti dell'India; le armi che lanciavano raggi di luce come
la spada laser di Guerre Stellari.
La quantità dei dati riportati nel libro è enorme. Questo lavoro
... vuole
essere un contributo, un ulteriore passo verso la verità, un
traguardo sempre più difficile da raggiungere, perché più soli
sorgono, più lune crescono, più sono le cose che l'uomo dimentica.
(...) svelando il mistero delle nostre origini, potremo plasmare,
concepire e dare un senso al nostro futuro, evitando di ripetere i
medesimi errori che in un remoto passato furono la causa del
tramonto di intere civiltà.
Giorgio
Pastore è un giovane ricercatore, presidente dell'Associazione
Culturale C.R.O.P. e webmaster del sito
www.croponline.org. Questo è il suo primo libro.
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