ERIK HORNUNG
Egitto esoterico. La sapienza segreta degli Egizi e il suo influsso
sull'Occidente
Edizioni Età dell'Acquario, 2006
www.etadellacquario.it
Erodoto, Platone, Plutarco e molti altri autori antichi hanno
parlato dell’Egitto come della culla dell’ermetismo e la fonte di
ogni segreto sapere. E ad Ermete Trismegisto - che unisce in sé la
natura del dio egizio Thot e quella del dio greco Hermes - è stata
attribuita la nascita della scrittura e della stessa civiltà. Soprattutto a partire dal
Rinascimento, e fino ai giorni nostri, questa immagine dell’Egitto
ha esercitato una forte attrazione sullo spirito europeo: senza di
essa non solo non sarebbero esistite la gnosi, l’alchimia, l’astrologia
e altre scienze occulte, ma nemmeno i Rosacroce, la massoneria, l’antroposofia,
la teosofia e i movimenti esoterici contemporanei - come la Golden
Dawn.
Se l’egittologia moderna tende a ignorare questa storia
parallela, è proprio su di essa che Erik Hornung studioso di fama
internazionale, uno dei più rispettati egittologi viventi, concentra
la sua attenzione. Riuscendo
a conciliare il piacere della lettura con la ricchezza dei riferimenti
storici e dei dati specialistici, l’autore assolve in maniera
brillante il difficile compito di svelare un sapere arcano, che ha
innervato in profondità la storia e la cultura universali. Nelle dense pagine di Hornung si
propone un’alleanza audace e inedita - almeno in questo caso molto
fruttuosa -, quella della scienza con un’antichissima forma di
pensiero: l’esoterismo.
Il testo si apre riportando, brevemente, quelle che sono alcune
figure tipiche dell’esoterismo e simbolismo antico-egizio, cioè
Horo-Apollo, Thot (l’equivalente dell’Hermes greco), Iside e
Osiride, e gli aspetti religiosi ad essi legati. Dopo questa rapida
introduzione il libro si immerge nella sua materia, ovvero analizzando
quali siano e dove si mostrino, all’interno della storia dell’Occidente,
gli elementi culturali iniziatici originari dell’antico Egitto. Il
primo capitolo è naturalmente dedicato alla Grecia. Si mostra per
esempio come Erodoto avesse tentato per primo il riconoscimento nelle
divinità egizie di quelle elleniche (Ptah-Efesto, Iside-Demetra,
ecc.), o come Platone parlando di Atlantide nel Timeo ne abbia
supposto una qualche parentela con l’«Egitto». Si passano poi in
rassegna Diodoro Siculo, Pitagora, rispetto al quale non è chiaro se
in Egitto vi sia anche stato, Plutarco, Plinio, ecc. Il capitolo
seguente, intitolato «Potenza e influsso delle stelle» è invece
più tematico e tratta di quali siano le dottrine astrologiche poi
passate nella cultura europea soprattutto in seguito alla “globalizzazione”
ellenistica. Molto interessante è poi il capitolo sulla Gnosi. Ennoia,
Sophia, gli Arconti sono figure riconducibili già all’immaginario
della religione dei Faraoni. L’esposizione prosegue quindi coi
capitoli dedicati all’ermetismo, al Medioevo, al Rinascimento, fino
ad arrivare ai Rosacroce, al Romanticismo, alla Massoneria, alla
Teosofia, alla moderna “Egittosofia”. Uno
studio colto, ben documentato e rigoroso, condotto da un egittologo di
chiara fama.
Erik Hornung, nato nel
1933, è professore ordinario di Egittologia all’Università di
Basilea. È autore di molte opere scientifiche e di divulgazione,
tradotte nelle principali lingue del mondo, tra le quali ricordiamo
La
valle dei re (2004) e Spiritualità all’epoca dei faraoni
(2002).
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