Arriva finalmente in libreria, dopo anni di edizioni anastatiche o
di copie pirata incomplete, un testo famosissimo, I libri
maledetti.
Scritto da Jacques Bergier nel 1971, è un libro che parla di libri,
ma non di libri comuni: di quelli che da secoli appaiono e
misteriosamente scompaiono nel nulla. Libri che tutti cercano, di cui
tutti parlano, ma che pochi hanno visto, perché raccontano una storia
che non deve essere raccontata...
Dove sono finiti i manoscritti originali sui Rosacroce? Il libro di
Saint-Yves d'Alveydre sui segreti dell'Agartha? I quattro quaderni di
magia nera di Stanislas de Guaita? Tutti distrutti: dagli stessi
autori, dai loro eredi, da coloro che li avevano trovati in antiche
biblioteche di famiglia, ma mai volontariamente. Una cospirazione che
ha radici in un lontano passato sembra operare in clandestinità per
eliminare, con minacce o peggio, particolari testi esoterici, sia
quelli regolarmente editi, che vengono tutti ritirati, sia quelli
neppure conclusi, ai quali non viene permesso di vedere la luce. Perché?
Forse qualcuno di questi testi parla di scoperte per le quali l'umanità
non è ancora pronta; qualcuno si sarà certamente perduto per caso o
per incuria; ma nella maggioranza dei casi si tratta di libri che
contengono formule per acquisire un potere sconfinato o verità troppo
terribili per essere divulgate.
All'apice del suo splendore, appena prima di essere incendiata e
distrutta, la mitica biblioteca di Alessandria, faro della cultura
antica, conteneva circa settecentomila testi: poeti e filosofi,
narratori, storici, appunti di viaggio, ma anche di religione, magia,
astrologia. C'era l'opera omnia dell'astrologo Beros, che
raccontò dell'incontro con gli Apkallus, extraterrestri simili a
pesci che sulla terra erano costretti a vivere dentro scafandri, e
attribuì a loro le prime conoscenze scientifiche umane. E gli otto
libri di Manetone, che raccolse nei suoi scritti tutto i segreti
dell'Egitto, forse anche Il Libro di Toth, oggetto di
una caccia spietata per il potere connesso col suo contenuto.
Ma ogni secolo ha il suo libro misterioso: la Steganographia
dell'abate Tritemio, le note di John Dee su ciò che vide nello
specchio nero, il Manoscritto Voynich, il Manoscritto Mathers (che
diede origine alla Golden Dawn), le misteriosissime Stanze di
Dzyan (provenienti addirittura dal pianeta Venere), Excalibur
(il libro che fa impazzire), il manoscritto del professor Filippov
(che fu assassinato e i cui incartamenti vennero tutti bruciati) e
tanti altri insospettabili...
Un excursus affascinante, mai privo di ironia, sui libri che non
devono essere letti. Un "dietro le quinte" di un'editoria
alternativa che spalanca scenari paurosi che preferiremmo non fossero
tanto documentati, scritto da Jacques Bergier, ingegnere,
chimico, alchimista, scrittore, giornalista e... anche spia, autore,
con Louis Pauwels del celeberrimo Il mattino dei maghi,
a cui probabilmente si deve il boom dell'interesse per l'occulto degli
anni Settanta.