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GIORGIO
BAIETTI
Lo specchio inverso. Da Rennes-le-Château all'Italia
Edizioni Età dell'Acquario, Torino, 2007, pagine 256, Euro 18,00
www.etadellacquario.it
L’enigma di
Rennes-le-Château sembra davvero insondabile.
Nonostante i fiumi d’inchiostro versati, il mistero che circonda
questo piccolo centro nel Sud della Francia non smette di infittirsi.
La nuova ricerca di Giorgio Baietti ci guida fino al cuore
dell’arcano, passando attraverso una serie sorprendente di
scoperte...
Diamo la parola all'Autore:
Non avrei
mai pensato di rimettermi a scrivere su Rennes-le-Château. Dopo i
miei libri precedenti e vista la mole di pubblicazioni che sono
uscite sull’argomento, credevo di aver esaurito gli argomenti e
che, in fondo, non ci fosse più interesse da parte dei lettori. Mi
sbagliavo su entrambi i fronti! Sono
davvero tante le novità che ho avuto modo di scoprire e tanti i
contatti che ho stabilito in questi ultimi tempi. Addirittura gli
ultimi fatti risalgono a pochi giorni prima della consegna del
manoscritto all’editore. L’enigma continua a far parlare di sé,
è una fonte inesauribile, e gli aspetti nuovi spuntano un po’ da
tutte le parti e s’inseriscono gli uni dentro gli altri in un
collage perfetto. Molto spesso devo interrompere il mio lavoro e
controllare che quello che sto scrivendo è un saggio, un insieme di
resoconti e fatti attendibili e non il più fantasioso dei romanzi.
Anche il pubblico segue quest’andamento e ricerca sempre nuovi
spunti. Da molti anni tengo conferenze e incontri in tutta Italia e
sono sempre moltissime le persone che mi pongono le domande più
disparate sui molti misteri che ruotano attorno a questo villaggio
francese. Molte riguardano il favoloso tesoro che il parroco Saunière
avrebbe trovato e che gli ha permesso di realizzare le stravaganze
che lo hanno reso immortale, altre sono incentrate su alcuni strani
personaggi e sulle società segrete che reggerebbero le fila della
vicenda, altre ancora sono incentrate sulla topografia del luogo. E
poi, immancabile, la domanda delle domande: «Ma lei che cosa pensa
di tutto questo?». È
il quesito che cerco sempre di lasciare alla fine, quando attorno al
tavolo rimangono solo poche persone, gli aficionado irriducibili,
coloro che veramente si nutrono di misteri e che ritengono questi
argomenti la miglior medicina contro «il logorio della vita moderna»,
come recitava anni addietro il famoso spot di un amaro.
Che cosa
penso di Rennes-le-Château? È un rapporto di odio-amore che dura
da vent’anni e che non finirà mai. La mia è una passione vera,
autentica, proprio perché nata dal caso e non da calcoli
speculativi. Ho scoperto il tutto perdendo un treno quando ero
studente universitario e da questo «sbaglio» è nata, per me, una
differente visione del mondo. Quel villaggio appollaiato su una
collina ventosa, a quasi mille chilometri di distanza dal mio mondo
quotidiano, è divenuto un punto fermo e irrinunciabile. Quando sono
lì mi sento bene; sono a casa. La porzione di odio è riservata,
invece, a coloro che, da molti anni, cercano in tutti i modi di
distruggere questo sogno. I mezzi che usano sono dei più svariati
tipi e vanno dal piccone alla dinamite, dalla calunnia alla carta
stampata. E sicuramente quest’ultima ha fatto più danni
dell’esplosivo. Per qualche oscuro disegno ci si è accaniti
contro quella che, a mio avviso, è una pura e semplice ricerca
materiale e spirituale, quasi un gioco, e la si è investita di
significati e aspetti negativi che nulla hanno a che vedere con
quello che realmente è successo da queste parti più di un secolo
fa. Secondo queste strambe teorie, Rennes-le-Château sarebbe il
male assoluto, ricettacolo di miscredenti, pazzi e creduloni (per
usare un eufemismo), un posto da evitare come la peste per non
essere contagiati dalla negatività che albergherebbe in ogni
anfratto del paese e della regione. Mamma mia, pensate che problema
per quei centotre abitanti stabili che non sanno il pericolo che
corrono ogni giorno! In realtà, i più assidui detrattori sono poi
quelli che incroci sempre per le vie del paese durante l’estate e
scorgi in mezzo alle rocce dei dintorni alla ricerca di grotte e
vari segnali. Sono sempre gli stessi che si accalcano in chiesa il
17 gennaio per avere la posizione migliore per fotografare le famose
«mele blu» e controllare chi c’è e chi non c’è, tanto per
dare un tocco di gossip che, di questi tempi, rende molto. Anche
questo, purtroppo, fa parte del grande gioco.
Adesso
passiamo alle cose utili (e anche dilettevoli): ho pensato questo
nuovo lavoro come una sorta di viaggio in cui, tutto sommato,
Rennes-le-Château non è che una tappa. Durante le mie ultime
ricerche ho avuto modo di soffermarmi su alcune località che fanno
da corollario al celebre villaggio e che, per alcuni aspetti, sono
ancora più intriganti e inquietanti. Posti del tutto anonimi e in
cui non ci si fermerebbe mai se non fossero «sulla strada per…».
E invece meritano ampiamente spazio e tempo e un occhio di riguardo,
perché sono davvero tanti i segreti che custodiscono. Un’altra
meta, del tutto particolare, è in Italia. Anche qui c’è un
parroco che, negli stessi anni in cui Saunière crea il suo regno,
realizza un impero, con ville favolose (dieci volte più grandi e
lussuose di Villa Betania), montagne di denaro e riconoscimenti così
prestigiosi da apparire assurdi se si tiene conto che era solo un
semplice parroco di un piccolo paese. Non voglio anticipare altro
perché, ne sono certo, sarà una vera sorpresa e del tutto inedita.
Ma troverete anche altri parroci e altre chiese dal grande fascino;
un corollario di stranezze ed enigmi che lasciano aperti tanti
spiragli da cui filtra un po’ di luce che fa accrescere la voglia
di aprire, finalmente, la porta su tutta questa serie di punti
interrogativi. È
lo specchio di una realtà che ci rimanda l’immagine di quello che
vorremmo vedere. Ognuno di noi può trovarci tante risposte alle
domande che non si è mai posto.
Giorgio Baietti, nato ad Alessandria, è laureato in Lettere e in
Sociologia, è insegnante e giornalista, oltre che studioso di storia
alternativa ed esoterismo. Dal 1986 si occupa del mistero di
Rennes-le-Château, dove è praticamente di casa e trascorre diversi
periodi dell’anno, in un’abitazione che è situata proprio di
fronte alla chiesa della Maddalena e al castello medievale. È
autore del libro su Rennes-le-Château che ha riscosso maggiore
successo in Italia (L’enigma di Rennes-le-Château,
Edizioni Mediterranee, 2003) e di altri saggi e racconti sullo stesso
tema. Da
molti anni tiene conferenze e seminari in tutta Italia e ha
partecipato a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche.
Il suo sito è http://giorgiobaietti.interfree.it
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