CUSTODI DELL'UNIVERSO
Racconto fantascientifico di Giuseppe Colaminè
NOTA DELL'AUTORE:
il brano musicale "Love me now", citato nel testo, è
reale. Esso appartiene ad una raccolta del gruppo "Sumeria",
intitolato "Golden tears"., realizzato da Alec R.
Costandinos e Don Ray, pubblicato in Italia dalla discografica POLYDOR
nel 1977.
Il brano viene solo citato, pertanto non sussistono violazioni del
copyright, relativo ad eventuali riproduzioni, trasmissioni radio o
rappresentazioni in pubblico non autorizzate dello stesso.
PREFAZIONE
...........Uomini
e donne che si perdono vagando per il mondo allaricerca di un
risarcimento morale che il più delle volte non trovano, poichè la
loro colpa è stata di voler vivere una vita personalizzata, "su
misura", quando la realtà del sentire ha una sua taglia standard
a cui siamo noi a doverci adattare per abbandonare l'illusione
dell'Ego.
Legioni
straniere d'ogni tempo; enormi contenitori in cui gli sconfitti
tentano di annegare l'amarezza esercitando la violenza e precipitando
ancora di più nell'abisso dell'inconsapevolezza.
Strano a dirsi
ma i dimenticatoi umani sono sempre strumenti che rafforzano la nostra
tendenza a sbagliare, a ricadere nell'equivoco di base, secondo cui la
realtà è un abito plastico che deve adattarsi alla nostra
irripetibile misura.
Chi è nato
prima, lo spirito o il Cosmo?
Come è montata
la sceneggiatura universale: con scenari precostituiti in cui si
inseriscono le vicende, oppure al contrario, con i contorni adattati
allo svolgersi della trama?
Uomini saturi,
consapevoli di un falso senso dell'Essere, scelgono di vivere in una
realtà in cui il quotidiano è rappresentato dall'insolito,
l'occasionale dall'assurdo, il particolare dall'inconoscibile.
Proiettati in
una dimensione in cui sopravvivere è solo frutto del fatale, vivono
dove gli altri credono vi sia il nulla e lavorano una materia che per
il resto del mondo è a cavallo fra l'incubo ed il mito.
Nel labirinto
dell'impalpabile l'equivoco egoico lascia spazio ad un pensiero nuovo
che considera reale ciò che normalmente è "fiction" e
classifica il quotidiano come sedimento dell'essere.
L'equilibrio è
lontano ma anche in questo mondo ai confini del tangibile vi è uno
spiraglio che porta alla consapevolezza...... passando però
attraverso la tenebra dell'Antiuniverso.
CAPITOLO 1
Montecarlo
brulicava di vita, impazziva come scossa dalla danza di una marea
incalzante di turisti. Gente di ogni colore e razza che in quei giorni
approfittava barbaramente del grande rilancio promosso dal Principato:
"Vacanze in Costa Azzurra per tutti!"Il governo di
Monaco aveva, per la prima volta nella sua storia, ribassato
drasticamente i prezzi dell'intero apparato turistico; il Casinò
concedeva crediti inimmaginabili fino a qualche anno prima e così
quel luogo, da paradiso dello svago di elìte, si era trasformato in
un carnaio di scalmanati alla ricerca di avventura.
Era stata
l'unica mossa possibile per il Principato, strozzato dal grande crollo
economico che lo aveva portato negli ultimi anni sull'orlo della
bancarotta.
Il governo
Francese non aveva mosso un dito per salvare quel piccolo stato
sovrano divorato dai tassi d'interesse delle banche Svizzere. L'Europa
agonizzava, sconvolta dalla corona di guerre che la circondava e la
moneta si stava avviando a diventare carta straccia. Un sogno
impossibile, fin dalla nascita dell'EURO, ora diventava un incubo.
La Guerra in
Medio Oriente aveva coinvolto tutti i paesi del nord Africa. In Spagna
la secessione Basca aveva costretto la Corona a dichiarare lo stato di
emergenza. In Corsica il turismo era azzerato dopo gli ultimi
attentati degli indipendentisti. Nel regno Unito ben 35000 soldati
erano impegnati a tenere a freno la rivolta Irlandese. Una corona vera
e propria, piena di spine che straziavano il continente: l'estrema
destra Finnica, la "Riscossa Baltica", la Secessione Ceca,
il macello dei Balcani, il terrorismo Islamico in Turchia; il cerchio
si chiudeva.
Nemmeno la
Svizzera ce l'aveva fatta. Privata dei suoi vantaggi fiscali, si era
trovata dopo secoli in uno stato di crisi; così Berna aveva impennato
i tassi di interesse, trasformando le sue banche, in centrali di vero
e proprio strozzinaggio.
Parsifal Valdes
osservò con un mezzo sorriso il crupier che gli comunicava la vincita
di quella partita a "chemin"; un Messicano che gli stava a
fianco ammorbò l'aria, sbuffando dal suo sigaro una nuvola mefitica.
"Lei è
davvero fortunato, senor!" Esclamò a voce alta. lui lo guardò
appena, senza rispondere.
"Un'altra
partita, Mon sieur?" Gli chiese con tono professionale il crupier.
Parsifal fece
cenno di no; lasciò una mancia e si avviò verso l'uscita. Due Somali
in bermuda a pois si accanivano al tavolo dei dadi. Nella sala c'era
un vociare scomposto: imprecazioni, risate, urla...sembrava di essere
in un'osteria.
Quello era il
suo ultimo giorno di vacanza, prima di rientrare al lavoro...un lavoro
assurdo, adatto a lui forse, che oramai era diventato insofferente a
tutto ciò che si avvicinasse anche lontanamente alla normalità.
L'"Agenzia"
gli aveva comunicato che le linee aeree intercontinentali non erano
sicure in quei giorni. fonti della CIA, dell'M-I-6 e del GRU,
parlavano di probabili attentati sui voli in partenza da Parigi e
Londra verso il continente Americano, così l'uomo aveva dovuto
scegliere un percorso alternativo.
Arrivò a Parigi
con un charter, poi da lì, con un volo Air france, atterrò a
Stoccolma, poi ancora volò fino a Reykjavic, la sua meta finale.
Era l'alba del
24 agosto, in Islanda sembrava di essere nel mese di febbraio.
Parsifal prese una stanza in un albergo e si concesse qualche ora di
sonno. Alle 12 precise era in un pub fuori città, unico cliente, alle
prese con un misto di carni in salsa verde. un uomo sulla trentina
entrò con aria indifferente, ordinò un caffè ed andò a sederglisi
accanto.
"Bentornato."
Gli disse ironico. "Com'è andata la vacanza?"
Parsifal gli
diede un'occhiata distratta. "Bene." Rispose con tono
freddo.
"Quando è
comodo, siamo pronti." Insistè l'altro.
"Quando
sarò comodo verrò fuori." Concluse lui con un sorrisetto
tagliente.
Una grossa Volvo
Station Vagon con due uomini a bordo, era ferma a pochi metri
dall'ingresso del locale. Parsifal vi entrò dopo 10 minuti; l'auto
percorse una ventina di chilometri, per poi fermarsi in una grossa
spianata, dove un elicottero attendeva con il motore acceso. il
velivolo atterrò circa mezz'ora dopo in mezzo alla campagna gelata,
accanto ad un vecchio cannone malandato. Il posto sembrava deserto,
ma era solo un'apparenza. Un sistema difensivo di ultima generazione
lo rendeva praticamente inaccessibile; una rete di sensori collegata
ad almeno 60 postazioni automatiche, armate di mitragliatrici,
lanciarazzi, batterie antiaeree e cannoncini laser, proteggeva una
incredibile istallazione sotterranea.
Quella era la
centrale della WASA (WORLD SAFEGUARD ADVANCED AGENCY), una sorta di
servizio segreto Internazionale, frutto della collaborazione fra USA,
Regno Unito, Unione Europea, Israele, Federazione Russa e Giappone.
Nata nel 2004,
la WASA rappresentava la punta di diamante della sicurezza planetaria.
La sua attività era totalmente finalizzata a proteggere la Terra da
quelle che venivano chiamate N.H.I. (NOT HUMAN INTERFERENCES), il chè
stava ad indicare una costellazione di fenomeni di possibile origine
extraterrestre, che andavano dagli avvistamenti di UFO, ai presunti
rapimenti di esseri umani ad opera dicreature aliene, fino ai più
svariati fenomeni aerospaziali di matrice ignota.
La WASA era una
struttura ufficialmente civile, che però aveva un ordinamento
gerarchico tipicamente militare e reclutava i suoi elementi
selezionandoli fra l'intera popolazione Mondiale.
Un gruppo di
osservatori evidenziava i potenziali agenti, sottoponendoli ad una
serie di test attitudinali di cui questi ultimi non erano consapevoli.
Il reclutamento avveniva dopo una lunga serie di contatti e
praticamente, una volta entrati nell'ingranaggio, non vi era via di
uscita. Chi volesse mollare era costretto a sottoporsi ad un
trattamento particolare, che gli avrebbe indotto amnesia relativa agli
eventi del suo periodo di servizio. Questo vuoto mnemonico veniva poi
riempito con falsi ricordi, una tecnica appresa proprio dallo studio
dei rapimenti di origine aliena.
Parsifal Valdes
era entrato nell'Agenzia pochi anni prima. Lo avevano agganciato a
Milano, quando la sua vita privata era sull'orlo del crollo. La moglie
Carla, lo aveva appena lasciato dopo un matrimonio costellato di
disaccordi ed era andata a vivere con un piccolo imprenditore della
Brianza. Parsifal non aveva retto il colpo ed una sera aveva aggredito
l'uomo, spedendolo in ospedale in pessime condizioni.
Arrestato e
processato, aveva ricevuto una condanna a 4 anni e lì si era inserita
la "longa manus" della WASA.
A dispetto di
ogni norma, una volta reclutato, Parsifal si era ritrovato
incensurato. Da quel momento in poi la sua vita aveva preso a scorrere
come su di un binario automatico. Lavori di copertura, amicizie di
copertura, residenze fittizie, tutto era falso, tutto finalizzato a
nascondere la verità. In pochi mesi Parsifal Valdes era diventato un
agente in servizio attivo, esperto nell'uso delle armi, nelle tecniche
di difesa personale, nelle metodiche informatiche più avanzate,
nell'applicazione di tecnologie di avanguardia. gli avevano insegnato
la navigazione subaquea, il volo d'alta quota, il volo spaziale; tutto
in pochi mesi, grazie ad un programma di apprendimento basato
sull'immissione diretta di dati nella memoria e di condizionamento
comportamentale sotto suggestione ipnotica. La sua personalità era
rimasta intatta, ma l'uomo si era trovato ad avere una serie di
attitudini nuove, come se ne fosse sempre stato in possesso.
In quel momento
la sua residenza ufficiale era Copenaghen, dove dirigeva una piccola
azienda di consulenza informatica.
La centrale
operativa della WASA era praticamente una città sotterranea che si
estendeva su 34 livelli ipogei, per un'area totale di 42 km quadrati.
Dentro quel
mondo sepolto vi era di tutto: alloggi per 20000 persone, centro
medico attrezzato anche per trapianti d'organo, uffici, depositi di
armi, veicoli da combattimento ,velivoli di ultima generazione.
Un settore
destinato alla sperimentazione studiava prototipi di aeromobili
conformati ai più recenti dati ricavati dallo studio degli UFO. Il
reparto biologico effettuava studi sulle possibili mutazioni genetiche
indotte da quella che oramai era conosciuta con certezza come "manipolazione
aliena su campioni umani.". Vi era poi il settore rilevamento
ed elaborazione dati, in cui una rete di computer collegata all'intero
sistema satellitare periplanetario raccoglieva informazioni su ogni
evento atmosferico e spaziale anomalo. Il settore comprendeva anche un
sistema di collegamento con sismografi e stazioni meteorologiche, che
tastavano il polso all'assetto geoclimatico mondiale nelle 24 ore.
Ancora esisteva un sistema di raccolta dati sugli eventi politici e
militari, integrato da un collegamento con le banche dati di FBI,
INTERPOL e di tutte le maggiori polizie mondiali. Da quest'ultima mole
di dati sui fenomeni delinquenziali venivano filtrati i cosiddetti
U.M.E. (UNIDENTIFIED MATRIX EVENTS), sui quali venivano poi avviate le
indagini.
Nonostante
l'enorme estensione ed il numero di funzioni, la centrale veniva
governata da soli 120 elementi, che si alternavano in turni continui
di 10 giorni al mese. Altre unità trascorrevano un terzo del mese
nella centrale come forze d'impiego. Fondamentalmente quella era una
struttura automatizzata al 90% effettivo e la manodopera umana aveva
più che altro il valore di una supervisione.
Quel giorno
Parsifal trovò una convocazione in sala riunioni per le 14; si
trattava di un fatto insolito, considerando che le riunioni ordinarie
erano precedute da un preavviso di almeno 7 giorni.
Nell'ampio
salone emiciclico trovò numerosi agenti scelti, della sua stessa
qualifica e ciò gli fece intuire che doveva essere accaduto qualcosa
di veramente importante.
Sullo schermo
centrale comparve il volto di Yleanna Brezinsky, direttore generale
della WASA, la "Signora", come veniva da tutti
definita. Era una donna dall'età indefinibile, con un casco di
capelli color biondo cenere, la pelle ambrata e gli occhi color verde
chiaro. Lei entrò subito in argomento, esponendo seccamente i fatti.
La notte del 23
agosto, un radiotelescopio del SETI piazzato nel nord della Scozia,
aveva rilevato un massiccio aumento di onde elettromagnetiche di
provenienza spaziale. Si trattava di un'emissione ad altissima
frequenza che però non sembrava fino a quel momento essere
interpretabile come segnale codificato ma piuttosto provenire da una
sorgente abbastanza vicina, considerando che aveva investito un'area
del diametro di 180 km, includente la costa Scozzese settentrionale al
largo di Capo Withen ed una porzione di mare antistante.
Vi era stata un
singolare abbassamento della pescosità; molti pescatori avevano
riferito avarie ai loro natanti, alcuni avevano presentato improvvisi
disturbi psichici.
Un calcolo
approssimativo aveva identificato la possibile emittente a 47 mila
chilometri dal suolo. In corrispondenza i satelliti avevano rilevato
una strana anomalia radar. Si trattava di un forte agglomerato di
cariche elettroniche, una sorta di campo magnetico valutabile intorno
ai 2 o 3 km di diametro. Ne la NASA, ne tantomeno il SETI erano stati
in grado di dare un senso a questa traccia che avrebbe potuto
teoricamente rappresentare il rivestimento mimetico di una grossa
astronave.
Alle 04,15
antimeridiane l'incrociatore Britannico Benjamin Disraeli era
letteralmente scomparso dai radar. La nave aveva segnalato avarie fin
dalle 2 ed al momento della sparizione navigava a soli 3 km dalla
costa. Esattamente 4 minuti dopo, la misteriosa traccia situata nello
spazio era scomparsa e con essa anche l'emissione elettromagnetica era
cessata.
L'ultimo
messaggio radio del comandante della nave non segnalava alcuna
novità. I soccorsi, giunti sul posto in soli 25 minuti, non avevano
trovato traccia di alcun relitto.
"Sparita
nel nulla." Sentenziò la Brezinsky, scandendo le sillabe.
Parsifal
osservò l'espressione preoccupata della donna; Aaron Bashevi accennò
a porre una domanda ma la Signora riprese a parlare.
"Siamo
certi del fatto che nessuna nazione inclusa nel nostro gruppo stia
effettuando esperimenti del tipo "PHILADELPHIA", per cui,
escludendo cina e Blocco Islamico, che non risultano possedere
tecnologie così avanzate, dobbiamo includere il fenomeno tra gli
U.M.E. Il problema però si fa molto più serio se consideriamo che è
rimasta coinvolta una nave militare con 32 militari componenti l'
equipaggio, fra cui 10 donne."
"E' già
successo varie volte al largo delle Bermuda; non sembra una grossa
novità." Commentò con sufficienza Vincent Strike, uno degli
agenti del gruppo W-12, specializzato in radiointerferenze.
"noi però
allora non esistevamo, ma stavolta il caso non deve essere archiviato.
La WASA deve garantire una risposta incisiva alle intrusioni
extraterrestri."
Ribattè la
donna duramente.
"Siete
stati selezionati per un'operazione di indagine, identificazione della
natura e messa in atto di contromisure, fra le quali speriamo vi sia
il recupero della nave scomparsa. Il programma di operazioni verrà
trasmesso tra poco sui vostri schermi personali. In questa riunione
dovremo mettere a punto i vari dettagli; la missione inizierà fra 48
ore esatte. Come potete intuire, in questa situazione il tempo non
gioca a nostro favore, per cui dovrete essere, nei limiti del
possibile, rapidi."
Vi furono
immediatamante alcune obiezioni. Vincent strike riteneva utopistico il
recupero di una nave di grossa stazza, presumibilmente disintegrata,
oppure finita chissà dove, risucchiata da un campo magnetico i cui
effetti erano quasi ignoti alla scienza umana.
Aaron Bashevi
osservò che la mancanza di veri fenomeni di tipo UFO non rendeva
certa la natura aliena del fatto, mentre Conda Strauss insistè sul
punto che 48 ore erano pochissime per mettere a punto un'operazione
così complessa.
Parsifal non
fece commenti; era convinto che quell'operazione si sarebbe risolta in
un nulla di fatto ma sapeva bene che in quel momento ogni obiezione
era inutile. Chiaramente Yleanna Brezinsky doveva render conto
dell'utilità reale della WASA alle nazioni che la finanziavano quindi
per lei era imperativo categorico mostrare il massimo tempismo ed
efficienza.
Come c'era da
aspettarsi la donna liquidò sbrigativamente le argomentazioni degli
agenti e si passò alla programmazione dettagliata.
Tecnicamente
l'operazione prevedeva l'impiego di 2 aerei che avrebbero appoggiato
un sommergibile tascabile con 3 uomini di equipaggio. Quest'ultimo
avrebbe scandagliato il fondo marino della zona, mentre un'unità
leggera di superficie avrebbeeffettuato rilievi misti. Una stazione
radio situata sulla costa avrebbe coordinato l'intera missione ed al
tempo stesso registrato le emissioni radio provenienti dallo spazio
sovrastante. Altri 5 agenti, fra cui Parsifal, sarebbero stati
distacati nel territorio antistante la linea costiera, con il compito
di indagare presso gli abitanti della zona ed intervenire in caso di
necessità operativa.
Quale potesse
essere poi la necessità, era un mistero, escludendo eventuali
presenze estranee nelle campagne. L'ipotesi di un UFO che si muovesse
sul fondo marino era da considerare remota e quella di un duello aereo
con aeromobili estranei era perdente in partenza.
Nonostante gli
aspetti francamente utopistici che la connotavano, l'operazione aveva
un supporto tattico-logistico imponente: copertura radio totale nella
zona di operazioni, dotazione minuziosa di armi ai partecipanti,
appoggio totale dell'M-I-6, di Scotland Yard e dell'Interpol. In più
vi sarebbero stati accessi diretti alle maggiori banche dati sparse
nell'intero globo, anche quelle più riservate dei sottogruppi in
nero, legati ai servizi di sicurezza.
A capo
dell'intera operazione vi era Vincent Strike, il quale avrebbe
coordinato le azioni dalla stazione radar della costa. Parsiffal
avrebbe diretto il gruppo dislocato nell'entroterra, mentre Aaron
Bashevi sarebe stato responsabile della componente aeronavale. La
partenza era prevista per la sera del 26 agosto.
La sera
precedente, Parsifal ciese un colloquio privato con Yleanna Brezinsky.
La donna lo ricevette nel suo studio, squadrandolo con un'aria
piuttosto severa. era chiaramente infastidita dalle domande, non tanto
per mancanza di disponibilità personale, ma perchè sicuramente
pressata dai governi che avevano varato il progetto WASA. Quella era
una prova decisiva per l'Agenzia e se fosse andata male, c'era il
rischio che l'intero apparato potesse saltare. I servizi di sicurezza
delle varie nazioni non chiedevano di meglio che riappropriarsi della
"questione aliena" e trattarla autonomamente, senza dover
render conto a governi stranieri.
Il motivo per
cui Parsifal aveva chiesto quel colloquio era comunque importante.
Negli ultimi 20 anni si era verificato uno strano fenomeno definito in
gergo tecnico "CONFIDENCE" . Individui anonimi
avevano inviato messaggi a destinatari fissi, affermando di
appartenere a specie extraterrestri e di trovarsi sulla Terra in
incognito, con il fine di sorvegliare l'evoluzione del cammino Umano.
I "Confidenti"
avevano meritato una certa credibilità, mettendo spesso in guardia i
loro interlocutori contro pericoli svariati, per lo più legati ad
alterazioni dell'ecosistema, che poi successivamente si erano mostrati
fondati.
Oramai la WASA
era in possesso dei nominativi di tutti i destinatari accreditati, 42
in tutto il pianeta e Parsifal chiese alla Brezinsky se questi ultimi
avessero ricevuto messaggi in merito al fenomeno dei giorni
precedenti.
"Purtroppo
no." Rispose calma la donna. "Non abbiamo notizie di
confidenze da 7 mesi e le ultime sembrano non essere attinenti al
caso; diversamente ne avremmo parlato in precedenza."
"Posso
avere il testo dell'ultimo messaggio?" Insistè pacatamente
l'uomo. La Signora lo fissò infastidita.
"Crede di
poter dare interpretazioni più complete di quelle fornite dai nostri
esperti? Non mi risulta sia il suo campo specifico."
"Non lo è
infatti; la mia è solo...una sensazione."
Yleanna
accigliò lo sguardo.
"Comandante
Valdes: le ricordo che quest'agenzia non è un club esoterico. Le sue
sensazioni hanno un valore estremamente marginale."
Disse con tono
gelido. Parsifal annuì; sapeva che non era utile contrariare quella
donna.
"Potrebbe
esservi un messaggio simbolico; non è detto che io lo decifri, ma se
trovassi qualcosa di attinente in zona di operazioni, non so, un nome
di persona, un luogo, un monumento....potrebbe essere una
traccia."
Rispose
sorridendo.
La signora
battè ripetutamente le dita della mano sinistra sul ripiano della
scrivania ed arricciò le labbra in una smorfia che si teramutò in un
mezzo sorriso.
"Visioni
pure il messaggio; comunque si tenga pronto. La partenza è prevista
per le 4 antimeridiane; mancano poche ore." Concluse imbronciata.
Capitolo 2
"La vostra
disarmonia deriva dal conflitto fra le acquisizioni tecnologiche e le
prerogative naturali innate.
Attualmente non
siete pronti per una sintesi fra le forze disgregate che compongono il
vostro psichismo ed oltretutto avete offuscato la memoria di
sensazioni appartenute ai vostri antenati. Ciò vi pone in condizioni
di non poter attingere dal passato per spingervi nel futuro.
Stiamo
osservando un fenomeno molto diffuso nelle vostre espressioni
artistiche che definiamo RESINTESI.
La mancanza di
reali nuovi spunti creativi vi induce da alcuni decenni a confezionare
opere che rievocano in chiave moderna stili antichi.
non siamo
contrari a questa riscoperta del passato, ma notiamo che si tratta di
un artefatto formale, privo di reali contenuti e valutabile
esclusivamente sul piano estetico, ma non su quello concettuale.
Il risultato di
tutto ciò è spesso la nascita di prodotti senza connotazione, simili
a note musicali distorte che intacchino la purezza di una melodia.
Con fraterno
interesse
EMISSARIO DI
ANTARES
Questo era il
testo di un messaggio inviato in Marzo da un sedicente Emissario di
Antares a Marie Delice Valmartin, una tranquilla disegnatrice che
viveva a Losanna, in Svizzera. Il computer ovviamente non vi aveva
trovato alcun contenuto crittato che potesse essere ricollegabile al
fenomeno Scozzese e stavolta Parsifal dovette dar ragione ad Yleanna
Brezinsky.
Alle 6 del
mattino del 26 agosto, il gruppo giunse in zona di operazioni. La base
era una piccola isolata posta a ridosso di una sogliera; lì Vincent
Strike, Marcus Varilj e Masha Stilman avevano piazzato la centrale
radio. I gruppi marini erano partiti dalla mezzanotte e sarebbero
giunti in giornata. I due aerei appoggio avevano già iniziato le
ricognizioni.
Parsifal era
destinato alla cittadina di Melness, un piccolo centro, situato in
un'insenatura della costa. lì avrebbe alloggiato sotto falso nome,
cercando di raccogliere ogni tipo di informazione dalla gente del
posto. Vi giunse alle 9 e si acorse subito che si trattava di un luogo
desolato. Sembrava improbabile che qualcuno lì avrebbe potuto
fornirgli notizie utili.
L'albergo era
scadente, gestito da una coppia di anziani, poco abituati a vedere
turisti. La crisi politica internazionale aveva depresso
particolarmente la Scozia, dove i fermenti indipendentistici
incominciavano a farsi sentire, scoraggiando chiunque volesse
recarvisi per visitare luoghi caratteristici.
Ufficialmente
Parsifal era un ispettore di Scotland Yard, il chè lo autorizzava a
fare domande a chiunque, senza preamboli. Incominciò interrogando i
due dell'albergo, suimovimenti di turisti negli ultimi 15 giorni. Il
risultato fu deludente: solo 3 persone che comunque erano ripartite
prima del 20 agosto e delle quali comunque l'uomo annotò i
nominativi.
Alle 11 era
all'ente turistico per raccoglierer altre informazioni; anche in quel
caso ebbe notizie scoraggianti; Melness sembrava un posto dimenticato
dal mondo.
C'era un
ristorantino piuttosto rinomato per le specialità locali dove
Parsifal andò a pranzare poco dopo le 12. era un posto all'antica
dove esisteva ancora il servizio ai tavoli svolto da una bella ragazza
in vena di confidenze, di nome Jennifer. Fu lei a raccontare a
Parsifal il meglio della cronaca rosa del luogo; in poco più di
un'ora l'uomo venne a conoscenza dei particolari privati e piccanti,
riguardanti i personaggi in vista di Melness. Nulla ovviamente che
potesse interessarlo, a parte l'appuntamento per quella sera che
fissò con Jennifer.
Piacere a parte,
poteva trattarsi di uno spunto per nuove informazioni.
La vide poco
dopo le 19, dopo una giornata a dir poco monotona. I due andarono a
cena in un pub di campagna, poi finirono in una discoteca semideserta.
Alle 23 lui era
stanco e annoiato; la compagnia di Jennifer era pesante. La ragazza
non faceva altro che sparlare dei suoi concittadini e finalmente, poco
prima di mezzanotte, Parsifal ne capì il motivo.
Nella sala
comparve un uomo sui 35, piuttosto elegante, con l'aria di un
benestante. Si guardava intorno incredibilmente compiaciuto degli
avventori venuti da tutta la Contea a ballare nel suo locale. In tutto
lì dentro c'erano 20 persone.
Jennifer ebbe un
sussulto nel vederlo e Parsifal intuì al volo che quell'uomo doveva
interessarle. Con un breve giro di preamboli riuscì a farsi
raccontare anche la biografia dell'individuo, il cui nome era Glenn Mc
Iveny.
Con lei l'uomo
aveva avuto una storia durata alcuni anni. Era arrivato a Melness
facendo il chitarrista. Per anni si era mantenuto facendo il
cameriere, poi aveva incominciato a lavorare come speaker in una radio
locale. La sua fortuna era stata la relazione improvvisa e passionale
con la vedova di un noto produttore di Whisky. Dopo aver mollato
Jennifer senza complimenti, Mc Iveny aveva sposato la donna e nel giro
di qualche mese aveva acquistato la radio presso cui aveva lavorato,
trasformandola radicalmente.
Ora "END OF
WORLD RADIO" era un'emittente di rilievo, con notiziari, servizi
su scalanazionale e no stop music. Il suo segnale era così forte da
aver monopolizzato l'audience locale, oscurando quello di altre
piccole emittenti della Contea. Quella discoteca riproduceva appunto
brani trasmessi in contemporanea in tutta la zona.
Parsifal sembrò
risvegliarsi da un piccolo letargo. Se la stazione aveva un segnale
cosìpotente, era probabile che avesse captato qualcosa durante
l'ondata elettromagnetica dei giorni precedenti. Non era granchè, ma
almeno rappresentava un altro parametro di valutazione per
quell'interferenza che aveva inghiottito la Disraeli.
Il mattino
successivo si presentò alla sede della radio e chiese di parlare con
il direttore. Aveva passato buona parte della notte in compagnia di
Jennifer ed era decisamente assonnato, oltrechè convinto di aver
fatto una cosa decisamente idiota.
Mc Iveny lo
accolse con molta cortesia e gli riferì che, a parte piccoli disturbi
di campo, le trasmissioni non avevano particolarmente risentito
dell'interferenza.
END OF WORLD era
un'emittente totalmente automatizzata. A parte i notiziari che si
svolgevano ogni 2 ore, dalle 6 del mattino alle 24, tutte le altre
trasmissioni erano registrate e selezionate da un computer che
attingeva da un archivio dati. Nelle ore notturne veniva trasmesso un
programma di no stop music che iniziava dopo l'ultimo aggiornamento
news, per terminare poi alle 6.
La notizia non
era incoraggiante, considerando che la Disraeli era scomparsa intorno
alle 4, a quell'ora non vi era personale umano nella stazione radio,
quindi nessuno avrebbe potuto raccontargli di particolari interferenze
in contemporanea con la sparizione della nave.
Rimaneva solo la
registrazione di quelle ore, che ovviamente non era stata più
ascoltata. Parsifal prelevò un CD contenente le trasmissioni svoltesi
dalle 23 del 22 agosto, 4 ore prima dell'inizio dell'interferenza,
fino alle 6 del 23. Incominciò ad ascoltare pazientemente dal
pomeriggio, aspettando che si facesse ora di recarsi all'appuntamento
che Jennifer gli aveva chiesto con insistenza.
Alle 00,43, due
minuti prima l'inizio dell'ondata, la radio aveva trasmesso un brano
antico, dal repertorio "CLASSIC DISCO". il titolo era
"LOVE ME NOW", un pezzo veccio di più di 30 anni, datato
1977 ed eseguito da un gruppo chiamato SUMERIA. Il brano era terminato
alle 03,48, 3 minuti dopo l'inizio dellinterferenza. Non vi era
traccia di disturbi radio.
Era un fatto
strano; di solito le trasmissioni in FM, AM ed UHF erano
sensibilissime ai campi magnetici. questa invece sembrava intatta.
C'erano circa 6
ore di programmi da ascoltare e Parsifal inserì il CD in ujn
analizzatore di frequenze che avrebbe letto in "SPEED TIME".
L'apparecchio gli avrebbe fornito tutti i dati relativi ai disturbi
radio di quelle ore.
Rientrò poco
dopo le 1 del mattino. Jennifer era una donna inasprita, a caccia
disperata di una rivincita che la vita non sembrava volerle dare; una
compagnia deprimente che gli faceva sentire più forte la mancanza di
Carla.
Che strana vita
la sua! Diventare un agente del più assurdo servizio di sicurezza per
sfuggire al dolore della solitudine; crearsi una quotidianità
incomunicabile che lo isolava definitivamente dal resto del mondo,
chiudendogli ogni possibilità di ritentare, di rifarsi una vita e poi
lanciarsi in avventure pazzesche, mimetizzate come esigenze di lavoro,
destinate a finire inesorabilmente con un disimpegno rapido, come
azioni di commando.
Un anno prima
Parsifal, indagando su di un presunto caso di ibridazione aliena in
una comunità ecologista, aveva avuto una storia con una specie di
sacerdotessa di una sedicente divinità delle acque. La missione era
bene o male andata in porto ma lui alla fine era stato costretto a
levare le tende nel giro di poche ore, lasciando Zaira senza
preavviso. era accaduto in Madacascar, in una cornice degna di una
favola. Quella donna non avrebbe avuto più notizie di lui che,
peraltro, si era presentato, come al solito, sotto falsa identità.
A distanza di un
anno ricordava ancora i momenti passati insieme a lei; quel senso
mistico, quasi magico, di pace, di assoluto, di eterno, che aveva
provato durante le notti tropicali. Quel distacco incredibile dalla
realtà quotidiana, dalla spersonalizzazione tecnologica, dal carnaio
rovente del cosiddetto "mondo civile".
L'analizzatore
aveva evidenziato una lunga serie di interferenze, chiaramente dovute
al campo magnetico. Anche se solo parzialmente, le trasmissioni radio
erano state comunque disturbate. Era un fatto del tutto normale.
"Un buco
nell'acqua." Pensò Parsifal osservando lo schermo che gli
elencava tutte le variazioni di frequenza legate alla successione dei
vari brani e delle trasmissioni a voce. La spia rossa lampeggiava,
indicandol due sequenze uguali, evidentemente un pezzo replicato; lui
diede appena un'occhiata.
Qualcosa lo
incuriosì.
In tutta la
registrazione vi erano solo due frequenze sovrapponibili: la prima
dalle 00,43 alle 00,48, la seconda dalle 04,16 alle 04,21.
Parsifal rimase
perplesso; quel brano era stato trasmesso all'inizio ed alla fine
dell'emissione elettromagnetica. Ricontrollò il titolo: "LOVE
ME NOW" SUMERIA. VERSIONE ORIGINALE DEL 1977.
Mancava
l'indicazione della durata; tutti gli altri pezzi recavano il tempo
esatto, tutti tranne quello. Parsifal controllò i dati
dell'analizzatore: LOVE ME NOW era durato esattamente 5 minuti e 2
secondi. lo riascoltò per tre volte di seguito; era un vecchio
DISCO-SOUND, piuttosto lento, cadenzato, con un'impronta melodica
appena lamentosa.
"Una musica
adatta ad un film di fantascienza." Pensò sorridendo. Forse si
stava suggestionando, ma un controllo in fin dei conti non gli costava
nulla.
Contattò la
centrale dell'Agenzia e chiese informazioni sul brano; la risposta gli
giunse dopo qualche minuto.
LOVE ME NOW era
un brano inserito in un LONG PLAY intitolato GOLDEN TEARS. L'opera
aveva come tema dominante l'incontro fra una donna di nome Eva ed un
misterioso amante venuto dallo spazio di nome Nezet.
L'incisione
originale era stata effettuata a Parigi alla fine del 1977. Il
produttore si chiamava Alec Costandinos. Il disco era stato diffuso in
commercio nel gennaio 1978 ed era stato ristampato in versione CD, con
strumentazione computerizzata, nel 2001. La reale durata di LOVE ME
NOW era di 4 minuti e 55 secondi, sia in versione originale che nel
remix del 2001.
"Sette
secondi in più." Pensò Parsifal insospettito. La versione
trasmessa da END OF WORLD era durata 7 secondi in più.
Si fece
trasmettere dalla centrale la versione originale della canzone, la
ascoltò e poi la immise nell'analizzatore per un confronto. La
risposta fu rapida. il brano trasmesso dalla radio era lievemente
rallentato rispetto all'originale. Non vi erano differenze di
strumentazione, ne di ritmo.
"Forse sto
davvero perdendo tempo." Pensò l'uomo accendendo una sigaretta.
Eppure il fatto era strano; sembrava che quella musica facesse da
segnale di avvio e poi di chiusura dell'interferenza elettromagnetica
e, guarda caso, era alterato nella durata ed era l'unico pezzo a non
recare il tempo reale . Troppe coincidenze!
Richiamò la
centrale e chiese informazioni su glenn Mc Iveny. La risposta tardò
ad arrivare, segno che l'uomo non era conosciuto da alcuna polizia e i
suoi dati provenivano solo dagli archivi anagrafici. L'uomo era nato a
Glasgow 34 anni prima ed era sposato con una certa Margaret Bloomlish.
"La vedova
del Whisky." Ridacchiò Parsifal, pensando ai commenti stridenti
che Jennifer aveva fatto. Quella povera ragazza sembrava una
cornacchia stonata quandoparlava dei due.
In quel momento
l'uomo ebbe un sussulto; ricordò di colpo il messaggio dell'Emissario
di Antares, in particolare le ultime parole:
come note
musicali distorte che intacchino la purezza di una melodia.
Poteva riferirsi
proprio al suo caso! Sembrava quasi assurdo; una canzone che faceva da
segnale per l'avvio di un'interferenza radio di origine
extraterrestre. Se le cose stavano così, chi avesse agito dallo
spazio, aveva un appoggio sulla Terra: l'individuo che aveva inserito
il brano distorto nella scaletta del no stop di END OF WORLD.
Parsifal uscì
all'aperto; la strada era deserta ed un vento graffiante annunciava
una tempesta in arrivo. Nella sua mente sembrava stesse aprendosi un
sipario.
GOLDEN TEARS era
una raccolta di brani improntati sul tema degli incontri ravvicinati.
Il nome del gruppo, SUMERIA, era una chiara allusione al popolo dei
Sumeri, la cui mitologia era piena di avvenimenti classificabili come
N.H.I.
Secondo le
leggende di quella civiltà, fiorita circa 3000 anni prima di Cristo,
misteriosi esseri venuti dal cielo, i NEFILIM, avevano praticamente
colonizzato la Terra e creato l'Uomo a loro immagine e somiglianza.
Dopo il Diluvio Universale, i Nefilim avevano lasciato l'Umanità
libera di evolversi ma continuavano ad abitare in regioni inpervie
della Terra. Vi era stato persino un avventuriero Sumero di nome
Gilgamesh che aveva fatto un singolare viaggio nello spazio, a bordo
di una nave di queste misteriose creature, arrivando su di un pianeta
sconosciuto, dove avrebbe incontrato un suo antenato messo in salvo
dagli alieni all'epoca del Diluvio.
Tutto sembrava
assurdamente quadrare: La BENJAMIN DISRAELI avrebbe percorso dopo 5000
anni l'itinerario di Gilgamesh.
Parsifal
ricordò anche una teoria diffusa alla fine del XX secolo, secondo la
quale i Nefilim sarebbero provenuti da un pianeta del sistema solare
esterno all'orbita di Plutone. Questo corpo chiamato NIBIRU, ruotava
intorno alla stella madre in 3600 anni ed i suoi abitanti, per così
dire, sorvegliavano l'evoluzione umana che essi stessi avevano
promosso.
La pioggia
incominciò a cadere, mentre i fulmini illuminavano a giorno il
paesaggio. Parsifal continuò a passeggiare, incurante dell'acqua che
lo stava inzuppando.
CAPITOLO 3
(FUORI TESTO: 28
AGOSTO)
Glenn Mc Iveny
fissò stupito Parsifal dopo che questi gli ebbe esposto i dati
ricavati dall'analisi delle trasmissioni di END OF WORLD dal 20 al 34
agosto. Lo aveva trovato alle 8 del mattino davanti alla sede
dell'emittente, insieme a Soren Hildegard, un altro agente WASA in
incognito e si era subito accorto che quella visita preludeva ad una
rogna.
"una
replica di un brano in 6 ore? Non è possibile." Disse.
"E' sucesso.
Il brano è quì, nel CD. devo sapere chi ha programmato la
scaletta."
"E' questo
il punto. La scaletta la fa il computer che seleziona brani sempre
nuovi. Esiste un lasso minimo di tempo per una replica, che non scende
sotto i 4 giorni. Forse c'è stato un guasto all'elaboratore."
"Chi cura
il computer? Ci sarà pure un minimo di manodopera." Chiese
Hildegard.
"Certo. E'
Charles Backstone ad occuparsi delle programmazioni. Volete che lo
chiami?"
"No.
Andiamo tutti e tre da lui." Rispose seccamente Parsifal.
Charles
Backstone era un omone bonario, con la faccia paffuta e l'aria di un
gaudente. Visionò i dati della registrazione, poi guardò i tre
disorientato.
"Che
strano. Ho programmato il computer 12 giorni fa e non c'erano
repliche. com'è possibile che abbia selezionato due volte lo stesso
pezzo?"
"Deve
saperlo lei." Rispose Parsifal. "Dopo il 18 agosto non ha
più toccato l'elaboratore?"
"No.
L'avrei fatto domani. Se volete possiamo rianalizzare i dati."
"Si.
Facciamolo subito, per favore." Incalzò Parsifal.
"Come mai
una cosa così bizzarra interessa Scotland Yard? Cosa può avere a che
fare con l'interferenza dei giorni scorsi?" Chiese Backstone
divertito.
Hildegard
assunse un tono duro.
"Non è
argomento di conversazione. Vuole iniziare a scansionare la memoria
del computer?"
In pochi minuti
venne fuori un dato nuovo: LOVE ME NOW non era un brano in scaletta
perchè la stazione radio non lo aveva nel suo archivio musicale. Il
pezzo si era sostituito da solo per due volte ad altre due canzoni
più recenti.
"Qualcuno
si è inserito nel programma dall'esterno ed ha immesso un dato
nuovo?"
Chiese Mc Iveny
allarmato, rivolgendosi a Backstone.
"E' l'unica
possibilità; qualcuno che conosceva la nostra password."
Parsifal chiese
a Mc Iveny l'elenco di tutti i collaboratori dell'emittente, compresi
quelli che avevano lasciato il lavoro nell'arco dei 6 mesi precedenti.
"Nessuno ha
lasciato la radio da quando io l'ho acquistata un anno fa. La password
è la stessa da allora. Siamo in 5 a portarla avanti e nessuno farebbe
una cosa simile." Rispose l'uomo con naturalezza.
"Vorrei
controllare comunque i nominativi dei suoi dipendenti. Se sono i soli
a conoscere la chiave d'accesso, uno di loro deve essere il
responsabile di questa storia." Ribattè Parsifal. Charles
Backstone scattò all'impiedi.
"Questo non
è detto. Esistono pirati informatici capaci di entrare nei sistemi
telematici delle banche. Vuole che non siano stati in grado di violare
il nostro computer?"
"Valuteremo
anche questa possibilità; ora però incominciamo dalle cose più
semplici." Lo troncò Hildegard.
"Signori,
scusate...ma credo che per quello che state facendo, occorra perlomeno
un mandato." Insistè Backstone. Parsifal sorrise e tirò fuori
un tesserino, mostrandolo prima a Mc Iveny, poi a lui.
"Se non
fosse ancora chiaro, noi siamo agenti speciali di Scotland Yard,
incaricati di indagare su di un fenomeno radio che ha provocato la
sparizione di un'unità da guerra della ROYAL NAVY. Abbiamo pieno
mandato di interrogare, perquisire, fermare, arrestare e se
necessario, usare la forza. Questo non è un caso di reato
informatico, ma un'emergenza legata alla sicurezza militare del Regno
unito."
Disse con tono
imperioso.
"Ora se
avete difficoltà a collaborare, possiamo chiedere rinforzi e mettere
sottosopral'intera emittente. dopo però sarà assai improbabile che
continuiate a trasmettere." Concluse.
Glenn Mc Iveny
fece bruscamente cenno all'altro di non rispondere.
"Collaboreremo
pienamente. Diteci da dove dobbiamo incominciare." Disse con tono
cordiale.
Gli operatori
della radio vennero interrogati, mentre la centrale comunicava i dati
relativi alle loro posizioni. Nessuno risultava incluso in categorie
classificate come "sospette". Erano tutti innocui tecnici,
con vite tranquille. Non sembravano aver a che fare con affari di
spionaggio, tantomeno con interferenze aliene.
Parsifal chiamò
Mc Iveny in disparte e gli chiese se avesse comunicato la password
alla moglie, oppure a Jennifer Neilish, con la quale aveva avuto in
passato una relazione. L'uomo negò senza esitare; solo lui e gli
altri addetti conoscevano quella sequenza.
"D'accordo,
signor Mc Iveny. Ora però ho biosogno di sapere da quali fonti
attingete per rifornirvi di brani musicali. Dobbiamo incominciare a
sondare i vostri fornitori."
"Non è un
problema." Rispose l'uomo. "Anche questo è lavoro del
computer. siamo connerssi con gli archivi musicali della radio
nazionale, precisamente a Londra, glasgow, Edimburgo e Liverpool."
"Una bella
rete! Incominciamo subito ad esplorarla."
Dopo un'ora di
ricerche, il risultato fu deludente. Solo l'archivio di Londra
possedeva il brano in questione, ma si trattava del remix del 2001. Il
pezzo era diverso, come strumentazione e arrangiamento.
"E' un
brano molto raro." Osservò Charles Backstone. "Ha avuto un
exploit almeno 30 anni fa e non credo si sia mantenuto a lungo.
oltretutto quando viene fatta una reincisione computerizzata, le
versioni originali vengono cancellate. La strumentazione è superata e
la qualità d'ascolto scadente."
"Quindi il
punto sta nel trovare un archivio in cui esista una copia della
versione originale. Voi potete farlo?" CHiese Hildegard.
"In teoria
si, ma occorrerebbe un tempo indefinito. Non tutti gli archivi sono
informatizzati, senza contare i privati, i collezionisti. Potrebbe
trovarsi ovunque."
Rispose l'uomo.
Parsifal capì
che quella gente non poteva più aiutarlo. Oramai si era spinto troppo
oltre e non poteva lasciare il personale della radio con una serie di
informazioni a metà.
Appena uscito
chiamò Strike, chiedendogli di far partire dalla centrale un MC-team
(memory-clearing). Si trattava di un gruppo di esperti in induzione di
amnesia. Gli uomini di END OF WORLD sarebbero stati prelevati,
sottoposti ad un trattamento di induzione amnesica selettiva e nei
giorni successivi non avrebbero ricordato nulla di quanto era
accaduto.
Strike non
obiettò, ma chiese di conoscere gli sviluppi dell'indagine. Intorno
alle 20 Parsifal arrivò alla base operativa.
Le operazioni di
scandaglio avevano una specie di desertificazione sul fondo marino.
Flora e fauna erano pressochè scomparse e la temperatura dell'acqua
si era abbassata di 2 gradi, rispetto alla zona circostante. Tracce di
radioattività si rilevavano nell'acqua, fino al fondale. Simili
alterazioni erano state trovate neri campioni di terreno situati
accanto alla costa. Mancavano molte piante e vi erano segni di
sradicamento. Drasticamente diminuiti gli animali, gli uccelli ed
anche gli insetti. Nessun uono risultava scomparso, fatta eccezione
per due vagabondi della zona, dei quali non si avevano più notizie.
Gli aerei
avevano rilevato una leggera jonizzazione dell'aria ed un abbassamento
del tasso di umidità. Anche il tasso di ossigeno era lievemente
disceso, fino alla quota di 400 metri. In pratica, oltre
quell'altezza, l'aria era rarefatta, come se ci si trovasse su di un
monte alto 1500 metri.
Globalmente il
fenomeno era in netto decrescendo, considerando l'afflusso di aria e
acqua dalle zone limitrofe; tuttavia era stato evidenziato una specie
di fronte ciclonico, largo proprio 180 km, che in un certo modo
tendeva ad isolare la zona.
Un calcolo
computerizzato indicava che alle 04,15 del 23 agosto, cioè al momento
della sparizione della DISRAELI, l'intera area doveva essersi trovata
in condizioni ben diverse dalle zone circostanti.
"In pratica
è come se fossde stato risucchiato un po' di tutto: animali, piante,
ossigeno, acqua. Come se dallo spazio si fosse attivato una specie di
aspiratore."
Commentò
sarcasticamente Strike.
Parsifal non era
affatto stupìto; espose i dati ricavati dalle sue ricerche. L'altro
lo ascoltò perplesso.
"Piuttosto
fantasiosa come tesi. Una canzonetta stonata ad arte che rappresenta
un segnale per gli alieni. Comunque la coincidenza c'è e non possiamo
ignorarla."
Commentò Strike
ironico.
"Dobbiamo
trovare il possessore di questo brano. lui potrebbe essere l'appoggio
a Terra di questi...."
"Alieni?"
Lo interruppe l'altro. "Non è da escludere. Il guaio è se ce ne
sono più di uno. Sarà un problema sondarli tutti."
"Incominciamo
a cercare. Partiremo dagli archivi più in vista; magari arriveremo
anche ai privati." Insistè Parsifal.
"D'accordo.
Comunque esponi dettagliatamente il problema alla centrale. Dovrai
faticare un po' per vincere il loro scetticismo."
Vincent Strike
non sbagliava. Carole Foulignant, webmaster dell'Agenzia, rimase molto
stupita. Da quando lavorava per la WASA non aveva effettuato una
ricerca così bizzarra. Gli disse comunque che sarebbe occorso un po'
di tempo per scandagliare le banche dati di tutti gli archivi musicali
europei e dei giorni per querlli diffusi sul resto del globo.
Alle 22 chiamò
Ahmed Gasafi, appena arrivato in zona con il CM-team. Chiese conferma
sui nominativi dei soggetti da trattare. Vincent Strike gli fornì
anche querllo di Jennifer Neilish. Parsifal lo fissò con aria ostile.
"Non fare
il tenero." Gli disse l'uomo cinicamente.
"Il fatto
che te la sia portata a letto non è un buon motivo per riservarle un
occhio di riguardo. Oltretutto non le verrà fatto alcun male;
dimenticherà e basta. Crederà di aver passato questi giorni immersa
nella sua routine abituale."
Parsifal non
rispose; sapeva che l'altro aveva ragione. C'erano delle volte in cui
odiava quel lavoro che lo costringeva a manipolare gli altri come se
fossero burattini. Carla lo aveva sempre accusato di essere un
egoista, che organizzava ogni cosa per soddisfare i suoi bisogni. Lo
aveva combattuto accanitamente per questo e forse aveva avuto anche
ragione. Dal suo canto Parsifal era sempre stato convinto di aver
agito nell'interesse di entrambi. Forse anche questo era egoismo.
Cos'era poi davvero l'altruismo nella vita?
FUORI TESTO 29
AGOSTO
Carole
Foulignant richiamò alle 9 passate del mattino successivo, trovando
Parsifal pronto davanti allo schermo. Lui aveva trascorso la notte
all'interno della base, anche perchè durante l'operazione di memory
clearing non era prudente che si mostrasse in giro. Ahmed Gasafi aveva
comunicato poco dopo le 2 del mattino che tutto era andato bene. Ora
ne Jennifer, ne Mc Iveny ed i suoi collaboratori, avrebbero più
ricordato la sua esistenza.
"La tua
canzone è davvero un pezzo da museo; abbiamo fatto una bella fatica a
trovarla." Gli disse la donna ridendo.
Parsifal si
sentì soddisfatto. "Dove si trovava?" Chiese.
In tutta Europa
vi è un solo posto in cui è conservato il testo originale e non è
nemmeno un archivio collegato alla rete INTERNET. Ti invio il file
completo.
LOVE ME NOW era
uscita dal commercio nel 1980. Entro il 2000 tutte le copie erano
state convertite in laser CD, ma quando nel 2001 un gruppo di Osaka
aveva riarrangiato il brano, immettendolo nuovamente sul mercato, i
remix avevano sostituito del tutto la vecchia versione, i cui CD erano
stati inceneriti per esclusivizzare la vendita della nuova versione.
Nessun archivio computerizzato in tutta Europa conteneva la versione
originale, ma ognuno conteneva gli elenchi dei brani custoditi in
altri depositi non collegati direttamente. Così si era arrivati a
scoprire l'unico posto del continente in cui vi era un CD con su la
canzone in prima versione.
Si trattava di
un deposito appartenuto ad una emittente radio privata che aveva
trasmesso fino al 1999 con il nome di RADIO AVANGUARDIA. La stazione
situata a Bologna, in Italia, era stata chiusa dopo che un'indagine
della polizia aveva scoperto al suo interno elementi eversivi che
trasmettevano messaggi ritenuti pericolosi per l'ordine pubblico. I
responsabili dell'emittente, i cui nominativi venivano riportati,
erano finiti in carcere e l'archivio musicale messo all'asta
giudiziaria, per essere acquistato da un collezionista romano di nome
Dario Monacelli. L'uomo era morto nel 2006 per cause naturali e tutti
i suoi beni erano finiti alla seconda moglie, una certa Egle Misamby.
Quest'ultima non si era risposata. Nulla risultava a carico dei due.
"sei
fortunato, Parsy. ti si prepara un bel viaggio a Roma e magari anche
un flirt con la vedova."
Commentò
divertito Vincent Strike. Poco dopo giunse la comunicazione della
Centrale. Yleanna Brezinsky, informata dei fatti, aveva disposto che
Parsifal si recasse in Italia per proseguire le indagini. Entro poche
ore avrebbe avuto un nuovo nome, altre coperture e tutto quanto
necessario per agire indisturbato. A Roma poi vi sarebbe stato un
agente di supporto a cui ricorrere in caso di necessità. era anche
stato identificato il numero di cellulare di Egle Misamby ma purtroppo
ciò non permetteva di localizzare la donna. La comunità Europea
aveva varato da un anno una legge che vietava l'istallazione sui
cellulari delle cosiddette CIMICI. In passato i servizi di sicurezza
potevano controllare la posizione di qualunque cittadino possedesse un
telefonino personale grazie a questi chip che emettevano segnali
personalizzati. Si era trattato del più capillare controllo della
popolazione messo a punto dai governi che però era stato apertamente
contestato in quanto ritenuto contrario alle norme sulla privacy.
L'Europa era stata la prima ad abolirlo e nel resto del Mondo ci si
avviava gradualmente a fare la stessa cosa.
CAPITOLO 4
Alle 20,10 di
quella sera il volo BS 129 della British Airways portò all'aeroporto
romano di Fiumicino l'ispettore dell'Interpol Arthur Lambert, alias
Parsifal Valdes. C'era già una prenotazione a suo nome all'hotel
Giolitti, nonchè una BMW PANTHER, presa a noleggio a tempo
indefinito.
poco dopo le 22
l'uomo arrivò davanti all'abitazione di Egle Misamby, una villa
situata nella zona dei Parioli. Il posto sembrava deserto ed una
segreteria collegata al campanello d'ingresso comunicò che gli
abitanti della casa non erano in sede. Parsifal notò che l'area
circostante l'edificio era protetta da un sistema antifurto a sensori
del tipo SJ-40, il modello più avanzato del settore, lo stesso usato
per difendere le residenze degli agenti della WASA.
Chiamò la donna
sul telefono personale, ma anche quì gli rispose una segreteria.
l'uomo impostò un messaggio numerico del tipo BACK SIGN. Quando Egle
Misamby avesse riattivato l'apparecchio, egli sarebbe stato avvertito
con uno squillo e così avrebbe potuto richiamarla.
Tornò al centro
di Roma e si piazzò ad aspettare in un night club, in compagnia di
una turista appena conosciuta.
Il segnale
giunse alle 03,30, sorprendendolo in una situazione piuttosto
delicata.
Parsifal lasciò
Jana che stava per addormentarsi ed andò nel salottino della suite
per telefonare.
Alla Misamby
disse di stare svolgendo indagini su di un traffico di opere d'arte,
chiedendole di incontrarla per avere informazioni. La donna si
allarmò ma lui la rassicurò, dicendole che il suo nome era comparso
nella lista delle persone a cui vendere materiale falso, per ingannare
la ricerca dei ricettatori.
"Io non
compro opere d'arte." Rispose prontamente Egle.
"non vuol
dire nulla." Replicò lui con cortesia. "E' probabile che
questa gente l'abbia individuata come una benestante e progetti di
truffarla. Quand'è che posso incontrarla?"
"Sono in
vacanza a san Remo; non rientrerò prima di metà settembre."
Il tono di Egle
si stava facendo scostante, ma lui non vi fece caso.
"Nessun
problema. Mi lasci il suo indirizzo; la raggiungerò domani
stesso." Concluse Parsifal con tono deciso.
FUORI TESTO 30
AGOSTO
Nel pomeriggio
del giorno sucessivo l'uomo era a San Remo, all'hotel presso cui Egle
Misamby alloggiava. La donna lo aCCOLSE IN COMPAGNIA DI UN INDIVIDUO
SULLA CINQUANTINA, MOLTO ELEGANTE, CON L'ARIA IMBRONCIATA. Lo
presentò come Enrico Vanardi, impresario teatrale Genovese, suo
compagno. Egle Misamby era una donna Somala, molto bella, con la pelle
scura e lunghi capelli ricci.
"Ci farebbe
molto piacere sapere chi è veramente lei. Abbiamo chiamato la
Questura di roma e ci è stato risposto che nessuno sta svolgendo
indagini sulla signora." Disse Vanardi con tono quasi minaccioso.
"Ora se lei
ci dice ci è e perchè si trova quì, chiariremo tutto. Altrimenti
saremo noi a chiamare la polizia." Concluse, indurendo
ulteriormente il tono.
Parsifal non si
scompose, estrasse il tesserino dell'Interpol e, con un gesto
elegante, lo depose sul tavolino, sotto gli occhi dei due.
"Ispettore
Arthur Lambert...Interpol? Che storia è?" Chiese Vanardi
interdetto.
"Una storia
che non la riguareda." Rispose Parsifal gelido.
"Sono quì
per parlare con la signora. Ora due sono le cose: o lei si allontana
per la durata del colloquio, oppure la farò allontanare dalla polizia
con la quale collaboro e successivamente la denuncerò per resistenza
a pubblico ufficiale."
Si fermò e
fissò l'uomo con un sorriso ironico.
"Cos'ha
deciso?" Gli chiese un attimo dopo.
"E' meglio
che tu vada." Intervenne preoccupata Egle, rivolta all'amico.
"Ti
chiamerò quando questo equivoco sarà chiarito."
L'uomo era
paonazzo; si avviò verso la porta a passi veloci.
"Questo è
abuso di potere. Io ho molte conoscenze in alto; la cosa non finirà
quì."
Disse con voce
afona.
"finirà
con grossi guai per lei, se non la smette. Le sue conoscenze
altolocate non fanno nemmeno il solletico all'Unione Europea per cui
lavoro." gli rispose noncurante Parsifal.
Ad Egle
raccontò che i trafficanti d'arte trafugata usavano un codice
particolare, basato su brani musicali che venivano trasmessi da
emittenti complici in determinate fasce orarie. fra quei brani c'era
LOVE ME NOW, che rappresentava il segnale di arrivo di un carico
contrabbandato. Le ricerche avevano evidenziato che lei era l'unica in
Europa a possedere quel pezzo, quindi era chiaro che qualcuno glielo
aveva replicato a sua insaputa per utilizzarlo.
La donna rimase
stupìta ed anche visibilmente spaventata.
"Io non
conosco questa canzone. A dire il vero non so nemmeno quanti siano i
brani contenuti nella collezione del mio povero marito." Rispose
disorientata.
"Ma questi
CD si trovano ancora a casa sua?"
"Certo. non
li ho toccati quasi mai negli ultimi anni."
"E non
riesce ad immaginare chi possa aver manomesso l'archivio? Magari
qualcuno che lei frequenta." Incalzò Parsifal. La donna sorrise.
"Se allude
ad Enrico, è fuori strada. E' un po' burbero ma è un uomo buono come
il pane."
"E' molto
che vi conoscete?"
"Bè...nel
senso che lei intende, sono 4 mesi, ma eravamo amici già da prima,
almeno 2 anni
Parsifal assunse
un tono accorato.
"Senta: so
di essere indiscreto, ma devo chiederle se in questi ultimi tempi
qualcun altro ha frequentato la sua casa in maniera...diciamo
familiare.,"
Egle fece una
smorfia di imbarazzo.
"Adire il
vero si, ma si trattò di una storia molto breve; non più di 3
settimane."
"Chi
era?"
"Un certo
Filippo Siniscalchi, si occupava di marketing internazionale, un tipo
strano. Avemmo una breve relazione nel mese di Gennaio, subito dopo
Capodanno. L'avevo conosciuto proprio in quell'occasione ad una festa
in un locale. Ci lasciammo quasi subito; non eravamo fatti l'uno per
l'altro."
"Ha
indirizzo e telefono di questa persona?"
"Certo. Ma
non vorrà tirarlo in ballo. Mi creerebe solo imbarazzo."
"Non lo
chiamerò, stia tranquilla. Devo solo fare una verifica."
La donna diede a
Parsifal un numero telefonico ed un indirizzo corrispondente ad una
strada di Civitavecchia. L'uomo attivò il computer portatile e, sotto
i suoi occhi fece una ricerca veloce. Alla fine la guardò con un
mezzo sorriso.
"Lei non è
mai stata a casa del signor Siniscalchi. E' vero?" Le chiese.
Egle annuì.
"Il suo
uomo non abitava lì; l'indirizzo corrispnde ad un deposito di
alimentari. Quanto al numero, risulta disattivato da 12 mesi.
Apparteneva ad una donna che fu derubata e denunciò regolarmente il
furto del telefono personale."
Egle si portò
una mano sulla bocca.
"Un falso?
Ma come è possibile?"
"Non lo so
ancora, ma credo debba dirmi di più su questa storia."
Seppur di
malavoglia Egle raccontò i particolari di quella relazione.
Siniscalchi l'aveva galantemente avvicinata durante la notte di
Capodanno, durante un veglione organizzato presso il Chamber Club di
Cortina D'Ampezzo. L'uomo aveva incominciato a corteggiarla con molta
abilità. Sulle prime lei aveva mostrato diffidenza ma poi, vedendo le
maniere gentili dell'uomo, si era decisa ad accettare di incontrarlo.
Dopo meno di un mese i due si erano lasciati. Lui mostrava nei suoi
riguardi disinteresse ed insofferenza. Dopo la separazione non vi
erano stati più contatti. Ufficialmente Siniscalchi era un esperto di
marketing, girava l'Europa come libero professionista, consulente di
varie aziende; insomma un quadro marcatamente sfocato.
"Dobbiamo
tornare a casa sua a Roma." Disse Parsifal deciso.
"Adesso? Ma
perchè?"
"Mi
dispiace ma è necessario che io controlli quella collezione di brani
musicali. E' un fatto di vitale importanza."
"Dovrò
spiegare tutto ad Enrico; sicuramente la prenderà male."
"se davvero
è l'uomo comprensivo di cui mi ha parlato, capirà. Si prepari per
favore; prima partiamo, meglio è.
I due giunsero a
Roma alla villa di Egle Misamby dopo tre ore circa. L'edificio era
intatto; l'allarme inserito, senza alcun segno di manomissione.
Parsifal fece un giro veloce all'interno della casa, accorgendosi
immediatamente che si trattava di un'abitazione di lusso. Dario
Monacelli era stato un uomo molto ricco e la moglie ora beneficiava
pienamente degli agi venutigli dall'eredità. La collezione si trovava
nel livello sotterraneo; 3500 fra CD, vecchi dischi, cassette a
nastro, lacche e persino antiche bobine, conservate in una enorme
scaffalatura. Il catalogo era fortunatamente computerizzato ed al nome
del brano "Love me now", inserito nell'opera "Golden
Tears", si accompagnava la posizione precisa data dalla
numerazione degli scaffali. La data dell'ultimo accesso era stato
cancellata e questo mise Parsifal sul chi vive. I suoi sospetti
divennero certezza quando si rese conto che il CD non era presente al
suo posto; chiaramente qualcuno lo aveva portato via. Un ulteriore
controllo sull'aggiornamento del catalofgo effettuato da Monacelli
poco primadi morire evidenziava come il brano fosse ancora presente;
se davvero Egle non aveva toccato quel materiale, c'era stato
chiaramente l'intervento di qualcun altro.
"Lei non ha
una foto o una ripresa video di questo Filippo Siniscalchi?"
Chiese Parsifal alla donna che non riusciva ancora a comprendere la
reale portata dei fatti.
"No. Non ce
n'è stato tempo; la nostra storia fu brevissima." Rispose
esitando, poi si bloccò.
"Forse
però c'è qualcosa."
"Dove?"
La incalzò lui.
"L'impianto
antifurto include un sistema di videosensori che si disattivano
automaticamente pochi secondi dopo il mio ingresso in casa. Di solito
ci vuole tempo dal giardino all'interno per cui quando si entra le
videocamere sono già spente, ma una volta......."
"...Cosa
accadde?" Parsifal era sulle spine.
"Ci fu un
guasto alla rete autonoma, un black out fugace mentre entravamo; lo
ricordo perchè pioveva a dirotto. In quel caso l'allarme si riattiva
automaticamente, poi si spegne appena il sensore riprende la mia
immagine. Se è andata così quella sera siamo stati filmati....forse
il dato è in memoria."
"Ricorda
quando è successo?"
"Il giorno
no, comunque era Gennaio, questo è certo."
Parsifal
impostò velocemente i dati del sistema antifurto sul computer. C'era
effettiovamente una ripresa interrotta due volte risalente alle 01,44
del 18 gennaio. L'immagine comparve mostrando Egle che rideva e ad un
certo punto un uomo che la cingeva con le braccia alle sue spalle. Per
un attimo comparve un volto piuttosto in ombra, poi il video si
interruppe.
"E'
lui?" Chiese Parsifal. La donna annuì in silenzio.
"Bè....non
è molto, ma forse sarà sufficiente a capire chi era realmente il suo
amico."
Mezz'ora dopo
Parsifal era a casa di Emidio Fasano, agente di appoggio della WASA a
Roma. L'uomo possedeva un computer collegato alla banca dati del
Dipartimento Italiano di Sicurezza interna. La foto del presunto
Filippo Siniscalchi venne caricata sul programma Explorer e la
risposta giunse proprio dall'archivio Nazionale Schedati, in soli tre
minuti. Si trattava in realtà di un certo Armando Oropalli, età 44
anni, nativo di una cittadina del meridione. l'uomo aveva precedenti
penali: arrestato e condannato tre volte per ricettazione, furto
telematico e falsificazione di dati informatici. L'ultima condanna
risaliva al 1999; tre anni scontati presso il soggiorno penale di
Forlì. L'ultimo domicilio conosciuto risultava trovarsi a Verona;
c'era anche il numero del telefono personale.
"Condannato
nel 1999? E' lo stesso anno in cui vennero arrestati quelli di radio
Avanguardia, l'emittente che possedeva il brano." Osservò
perplesso Parsifal.
"Possiamo
vedere chi erano questi individui e dove vennero reclusi?"
Emidio Fasano
annuì ed incominciò ad impostare i dati. Anche stavolta la risposta
non si fece attendere.
Radio
Avanguardia era stata chiusa nel dicembre 1999, poichè trasmetteva
messaggi che la magistratura interpretò come incitazioni
all'eversione. La stazione aveva solo due addetti: Saverio Becchelli e
Ivan Mantegaschi. Entrambi furono condannati a due anni da scontare
nel reclusorio di Forlì. Becchelli morì in carcere sette mesi dopo
per un infarto; Mantegaschi venne liberato nel 2000 per buona
condotta. Da quel momento non ebbe più a che fare con la giustizia.
La scheda riportava il suo ultimo domicilio, numero telefonico e
residenza, anche questa a Verona.
"Si saranno
conosciuti in carcere e lì saranno entrati in combutta."
Commentò Fasano."Peccato non sia possibile localizzarli con il
cellulare." Aggiunse.
"Già"
Commentò amaramente Parsifal. "Le leggi sulla privacy."
Rapidamente
venne inviato un resoconto dei fatti alla Centrale, con la richiesta
di informazioni sui nominativi evidenziati. Il computer centrale della
WASA non fornì ulteriori novità sui due; i loro numeri telefonici
risultavano comunque disattivati dal mese di Gennaio, lo stesso
periodo in cui era stato rubato il CD in casa di Egle Misamby.
"Facciamo
diffondere le foto a tutte le polizie del globo. Dobbiamo
trovarli." Disse deciso Parsifal.
CAPITOLO 5
FUORI TESTO 31
AGOSTO
Alle 10,30 del
mattino arrivò una chiamata dalla Centrale sul telenet. Parsifal
stava indugiando nel salone bar dell'albergo, alle prese con
un'appetitosa colazione all'Italiana.
"Abbiamo
nuovi dati sull'analisi della tua canzone." Gli disse con aria
pungente Carole Faulignant.
"Non è la
mia canzone; può darsi che alla fine di questa storia diventi la
nostra." Rispose lui sornione. La donna sembrò turbata.
"Evita i
tuoi exploit da latin lover e ascolta piuttosto. Si tratta di cose
importanti."
"Ti
ascolto; era solo per sdrammatizzare un po'."
Parsifal escluse
il video e indossò un auricolare. In pratica l'analisi frequenziale
del brano aveva messo in evidenza un segnale radio emesso ad altissima
frequenza, della durata esatta di 7 secondi, corrispondenti al tempo
di prolungamento già rilevato. Il segnale era diviso in tre parti,
due della durata di 3 secondi ed una di un secondo, distribuite
rispettivamente all'inizio, a metà ed alla fine del pezzo. La
traduzione del segnale era stata effettuata in tutti gli alfabeti e
conseguenti lingue conosciute, incluse quelle in disuso, fino
all'antico Egizio ed al pre-Accadico, ma in nessun idioma esso aveva
mostrato avere un significato intellegibile. La conversione in codice
binario, in morse ed in altri codici conosciuti sulla Terra aveva dato
risultati ugualmente incomprensibili. Anche la traduzione diretta in
note musicali aveva generato un suono non accostabile ad alcun stile
melodico. Infine la conversione in colori aveva dato una sequenza che
non si accostava a quella dell'arcobaleno, nè di altre emissioni
luminose catalogate dagli archivi astronomici. Da ciò gli analisti
avevano concluso che si trattava di una sequenza esclusiva e
prefissata, non ricollegabile e metodiche comunicative convenzionali.
era anche chiaro che solo con l'ausilio di un computer ad altissima
potenza sarebbe stato possibile inserire nel brano una simile
sequenza, quindi le direttiva attuale era quella di cercare un
elaboratore che avesse determinate caratteristiche che gli
consentissero l'attuazione di un simile programma.
"Sto
seguendo una pista interessante; non so se mi porterà a questo
computer, ma ho buone probabilità di arrivare ai responsabili della
manipolazione." Rispose Parsifal.
"Questo non
devi dirlo a me." Rispose la donna seccamente. "Le direttive
d'indagine le decide la "Signora". Devi chiamarla appena
avremo chiuso; vuole parlarti. Intanto ti trasmetto il segnale. Ti
invio la versione originale di impulsi e le conversioni in binario,
morse, colori, note musicali e lettere dell'alfabeto occidentale
standard. Tieniti pronto a registrare."
Parsifal
eseguì, poi rientrò in camera e da lì chiamò direttamente Yleanna
Brezinsky, illustrandole gli ultimi avvenimenti. Lei lo ascoltò
seria, fissandolo con la sua solita espressione amimica.
"E'
piuttosto strano, quasi ridicolo che le sue ricerche stiano portando a
dei piccoli pirati dell'emittenza radio ed a un truffatore di meza
taglia. Non trova?" Gli chiese poi scettica.
"lo penso
anch'io ma gli indizi che ho raccolto sembrano indirizzarmi proprio a
questa gente. Potrebbero essere i basisti di un gruppo assai più
organizzato."
"Se hanno
qualcosa a che vedere con l'affare lo sono certamente. Comunque
abbiamo già diffuso i loro dati. Tutte le polizie della Terra sanno
di doverci informare qualora abbiano informazioni utili, ovviamente
con l'eccezione di quelle dei paesi che non ci sono amici."
"Già....e
non sono pochi: il Blocco Islamico, la Cina, l'unione del sud est
Asiatico. I nostri uomini potrebbero essere già lì."
"Credo di
no. Un'ora fa abbiamo controllato le foto e i nominativi di tutti i
passeggeri imbarcati sui voli diretti in questi paesi, partiti negli
ultimi 30 giorni. I suoi ricercati non risultano."
Parsifal sorrise
soddisfatto. "posso avere dati più dettagliati sugli ultimi
spostamenti dei due ?"
"Non
abbiamo molto, le trasmetto tutto quello che abbiamo trovato. Mi
richiami appena ci saranno novità."
"Grazie.
Come vanno le ricerche sulla costa Scozzese?"
Yleanna sorrise
quasi sprezzante.
"Vanno come
un buco nell'acqua. Oramai quel settore ci serve come copertura. Se
qualcuno ci osserva, finchè crede che stiamo tentando di localizzare
il relitto della Disraeli in fondo al mare, non farà caso a lei e i
suoi spostamenti. Devo anche avvisarla che all'alba di oggi è entrata
in azione un CM-team. Quella donna, Egle Misamby, insieme al suo
amico, non devono ricordare nulla."
Parsifal fece
una smorfia di disappunto. La Signora lo incalzò severa.
"Mi
dispiace per le sue public relations, ma è ovvio che meno tracce si
lascia dietro, più ha possibilità di arrivare vivo al nocciolo della
questione."
Concluse,
chiudendo la comunicazione un attimo dopo.
I dati sugli
spostamenti di Ivan Mantegaschi e Armando Oropalli erano veramente
poca cosa; per lo più si trattava di indirizzi appartenenti a donne
che negli ultimi anni avrebbero intrecciato relazioni con i due;
nessuno era comunque recente. Parsifal intuì che seguendo quelle
piste, si sarebbe sicuramente arenato e decise di tentare per altre
vie. In quel momento aveva qualche vaga idea nella mente che contava
di mettere in atto al più presto.
La prima mossa
fu quella di entrare nel computer del Chamber club di Cortina, il
posto in cui Egle misambi aveva incontrato Armando Oropalli. Fu
un'operazione facilissima che l'uomo potè svolgere tranquillamente
dalla sua camera. La prenotazione era stata effettuata il 19 dicembre,
ovviamente a nome di Filippo Siniscalchi, tramite E-mail.
Fortunatamente era annotato l'indirizzo del mittente:viviabog@euridice.com.
Si trattava di entrare adesso nell'archivio Internet per risalire al
nominativo reale di quell'indirizzo; anche per questo occorsero non
più di 15 minuti ed alla fine venne fuori qualcosa di definito.
Il mittente era
uno studio di Medicina Estetica situato a Bologna ed intestato ad una
certa Viviana Bogrovid. Un veloce controllo evidenziò che la donna
non aveva alcun precedente penale e viveva in Italia dal 2000,
immigrata dal Montenegro.
Senza esitare
Parsifal fece i bagagli e si mise in viaggio. Nel secondo pomeriggio
era a Bologna, proprio davanti al villino in cui si trovava lo studio
della Bogrovid.
Il posto
sembrava tranquillo e soprattutto protetto da un sistema di allarme
abbastanza sofisticato. Parsifal intuì che un sopralluogo notturno
sarebbe stato meno sicuro di un intervento diretto ed attese fino alle
19; poi si presentò sotto il solito nominativo di Arthur Lambert e
chiese di parlare con Viviana Bogrovid, esibendo il tesserino dell'interpol.
Fu ricevuto in
pochi minuti; lei era una donna sulla trentina, con occhi verdi,
carnagione chiara e capelli corvini molto corti. L'uomo ripropose la
stessa versione fornita ad Egle misambi sul traffico di opere d'arte e
le mostrò una foto di Armando Oropalli. Viviana trasalì,
riconoscendolo subito con il suo vero nome.
"Che
rapporti ha con quest'individuo?" Chiese Parsifal impassibile.
"Adesso
nessuno....siamo stati legati in passato." Rispose lei con voce
bassa. Spiegò di aver avuto una relazione con l'uomo, durata circa 6
mesi e finita proprio alla fine dello scorso anno. quando Parsifal le
raccontò dei precedenti penali di oropalli lei sembrò cascare dalle
nuvole; affermò di averlo conosciuto come agente di commercio
internazionale, la stessa versione che l'uomo aveva fornito alla
misambi. Si erano lasciati alla fine di dicembre; lui le aveva dato
quello che Viviana definì aspramente un "bidone di
Natale."
"Sa dove si
trova adesso?" incalzò Parsifal.
"No.
Probabilmente è a Verona. Aveva molti affari lì."
Parsifal tirò
fuori la fotografia di Ivan Mantegaschi; Viviana lo riconobbe come un
amico del suo ex compagno. Le era stato presentato durante un week end
sul lago di Garda con il suo vero nome. L'uomo era ospite di una certa
Laura Scelli, una donna Trentina con cui sembrava stare insieme.
"Non sa
dirmi altro?" Concluse lui severo.
"Per
carità...no! Deve credermi. Io ignoravo che Armando fosse coinvolto
in attività illegali. Lui sembrava così intransigente."
Parsifal
squadrò la donna; a conti fatti non sembrava mentisse. Si fece dare
il recapito telefonico di Oropalli e lo controllò al computer sotto
gli occhi di lei. Anche quel numero era disattivato, esattamente dal
23 dicembre dell'anno precedente.
"ho bisogno
ancora del suo aiuto." Riprese. "Ricorda altre persone
durante il week end di cui mi ha parlato? Quello sul Lago di
Garda?"
Viviana negò,
ma fu in grado di descrivere la casa in cui abitava Laura Scelli, un
villino di lusso situato a Sirmione. Parsifal controllò velocemente
il nominativo della Scelli e si accorse che nessuna abitazione era
intestata a quel nominativo nella cittadina. La donna risultava invece
risiedere a Stresa.
Chiamò la
centrale immediatamente e chiese che due squadre ispezionassero le
abitazioni segnalate, poi fissò Viviana bogrovid con un sorriso
arcigno.
"io
continuerò a tenerle compagnia finchè non avremo trovato i suoi
amici." Disse serio.
"Faccia
pure." Rispose la donna inorgoglita. "Non si illuda comunque
di poter approfittare della situazione. Non so come ma mi difenderei
in ogni modo."
Lui la fulminò
con un'occhiata. "se lo può scordare. io non amo le donne dei
criminali."
"Non sapevo
che Armando fosse un delinquente! Gliel'ho detto! " Rispose lei
battendo la mano sul tavolo.
Passarono due
ore durante le quali i due si scambiarono si e no un paio di parole.
Viviana si sentiva sequestrata ed era in uno stato d'animo a cavallo
fra la paura e la rabbia. Dal suo canto Parsifal era preso dall'attesa
di una che finalmente gli giunse pochi minuti prima delle 22. L'uomo
raccolse la trasmissione dopo aver gentilmente chiuso la Bogrovid in
uno sgabuzzino.
I
microrilevamenti satellitari mirati sulle due ville di Sirmione e di
stresa avevano dato esito positivo per la seconda. I termosensori
avevano evidenziato la presenza di fonti di calore all'interno della
casa; vi erano poi 3 auto parcheggiate ed una foto scattata ad una
persona i cui tratti somatici risultavano accostabili a quelli di
Armando Oropalli con un'approssimazione del 70%.
La
"Signora" stava già organizzando un'operazione di
incursione prevista per quella notte e Parsifal avrebbe dovuto
ovviamente parteciparvi.
"Lei è un
uomo fortunato, Valdes. La sua pista sembra essersi rivelata giusta.
In quanto tempo può arrivare a Stresa?" Gli chiese.
"Due o tre
ore al massimo." Rispose lui.
"Bene. La
squadra l'attenderà lì. Ora le do le coordinate."
"Cosa devo
fare della testimone?"
"La porti.
Ci servirà per confermare i riconoscimenti. Penseremo dopo a lavarle
la memoria." Come al solito il tono di Yleanna Brezinsky era
gelido.
Quando Parsifal
liberò Viviana la donna lo fissò con odio. Lui la fissò rabbonito.
"Le devo
chiedere un ultimo favore, poi non avrà più alcun fastidio, ci può
giurare."
"Cosa vuole
ancora?" Chiese lei trattenendo un singhiozzo.
"Abbiamo
localizzato Oropalli ed i suoi soci; deve accompagnarmi sul posto.
C'è bisogno della sua conferma per il riconoscimento."
Viviana sorrise
amaramente. "Ho scelta?" chiese ironica. L'uomo scrollò la
testa.
FUORI TESTO . 1
SETTEMBRE
Andrei
Telenkovic rimase immobile a fissare per buoni tre minuti lo schermo
del computer portatile che gli illustrava i dati rilevati dal
telescanner sul circondario della villa, poi volse lo sguardo verso
Parsifal che lo fissava perplesso.
"E' un
sistema di ultima generazione; non possiamo eluderlo." Disse
laconico.
"Quindi
dobbiamo solo irrompere. Faremo chiasso e la cosa non mi piace."
Rispose
Parsifal.
"sarà
tutto molto rapido; useremo gas soporiferi, proiettili anestetici; non
ci saranno vittime. E' il nostro lavoro."
Parsifal non
rispose, accese una sigaretta e diede un paio di tiri, osservando la
villa attraverso i vetri del pulmino.
"A che
ora?" Chiese sbrigativo.
"Alle 4,
fra tre ore esatte; è il momento migliore. Tempo massimo di
disimpegno: 7 minuti."
"d'accordo."
Sospirò Parsifal. "Prepariamoci."
Viviana Bogrovid
era stata già allontanata dalla zona; in quel momento si trovava
narcotizzata a bordo dello stesso aereo che avrebbe prelevato
Parsifal, Telenkovic, gli altri 4 uomini della squadra e gli occupanti
della villa. Il velivolo era un FK-135 che emetteva radiosegnale NATO
e si trovava parcheggiato al suolo, a 30 km di distanza; avrebbe
decollato quando gli fosse giunto il segnale, per poi arrivare alla
centrale della WASA in meno di tre ore.
Telenkovic ed i
suoi parlavano poco e sembravano piuttosto scorbutici; l'Agenzia
reclutava i suoi elementi di attacco fra ex mercenari, terroristi,
guerriglieri, il meglio della manovalanza violenta fornita dalle
guerre che costellavano ogni angolo di mondo. Quel quartetto in
particolare proveniva dalla frangia estremista del gruppo MIRKOS, una
sorta di esercito privato che perseguiva come fine l'unificazione
Balcanica sotto un regime di stampo neo-nazista.
Parsifal si
faceva ben poche illusioni sulla "pulizia"
dell'operazione. Al primo segno di resistenza gli uomini di Telenkovic
avrebbero usato le armi senza esitare. Il gas soporifero impiegava 5
secondi per agire, un tempo breve ma comunque sufficiente a permettere
che individui esperti come gli occupanti della villa potessero
indossare maschere di cui erano sicuramente forniti. Quanto ai
proiettili anestetici, erano necessari 7 secondi prima che il soggetto
colpito perdesse i sensi; in quel lasso di tempo era possibile
estrarre un'arma e sparare. C'era da aspettarsi che tutto sarebbe
finito in un piccolo macello. La stima ricavata dai termorilevamenti
satellitari valutava a 7 persone la presenza umana all'interno della
casa. Escludendo Armando Oropalli, Ivan Mantegaschi e Laura Scelli, ne
restavano altri 4 che avrebbero potuto tranquillamente essere dei
gorilla. Il dato era confortato dalle tre automobili parcheggiate
all'esterno: una risultava essere della Scelli, un'altra era una
familiare con targa falsa, la terza era un pulmino blindato, la cui
targa era anch'essa artefatta. tutto faceva pensare che gli occupanti
della villa fossero tutt'altro che pacifici. Unico aspetto favorevole
era la posizione della casa, lontana dall'abitato ed abbastanza
isolata. se le cose si fossero svolte rapidamente non ci sarebbe stato
tempo sufficiente perchè la polizia Italiana si allertasse.
Alle 4 precise
un razzo sfondò la porta d'ingresso, esplodendo e diffondendo il gas.
contemporaneamente gli uomini che avevano circondato l'area scattarono
oltre il perimetro dei sensori, dirigendosi verso l'edificio, mentre
altri due razzi penetrarono attraverso le finestre. Parsifal era sul
lato della facciata principale, mentre Telenkovic si trovava sulla
parte del retro. Un altro elemento chiamato in gergo il "cecchino",
lo stesso che assicurava la copertura con il lanciagranate, era
rimasto a distanza, pronto a colpire eventuali fuggiaschi.
Una sagoma
traballante sbucata sotto la soglia dell'ingresso venne colpita dalle
salve anestetiche e si afflosciò lentamente. Uno degli uomini vi
passò letteralmente sopra, irrompendo all'interno; un altro si
lanciava attraverso la finestra; Parsifal entrò subito dopo
attraverso la porta.
All'interno si
vedeva poco ma lo schioccare delle armi automatiche fece
immediatamente capire che la resistenza era abbastanza forte.
Un uomo che
sparava da dietro una poltrona venne crivellato di colpi dal tiro
incrociato dei due uomini della squadra i quali si lanciarono vewrso
le stanze più interne. Parsifal li seguiva tenendosi costantemente
basso e cercando di distinguere qualcosa in quel piccolo inferno
nebbioso. Il gas era così denso che nonostante i visori notturni si
vedeva a stento. L'uomo percepì il rumore di uno scatto metallico
sulla sua sinistra e si voltò all'istante. fece appena in tempo a
lanciarsi sul pavimento che una raffica gli passò a pochi centimetri.
Una sagoma corpulenta stava guadagnando l'uscita sparando verso di
lui. era letteralmente sbucata dal nulla, forse dall'interrato.
Parsifal rotolò
fino alla finestra, poi fece per affacciarsi, ma l'individuo che era
appena uscito gli sparava ancora addosso. Lui strisciò velocemente
verso la porta, vide l'uomo fuggire verso le auto parcheggiate ed
ordinò al cecchino di colpirlo con i proiettili anestetici. Il
fuggitivo però si era messo già al coperto davanti al blindato, ne
aveva aperto il portello con un comando a distanza e stava prelevando
qualcosa dal vano bagagli.
Parsifal
distinse appena la sagoma di un lanciagranate a spalla. L'uomo stava
strisciando sotto il veicolo; era troppo tardi per cercare di
addormentarlo.
sparò a
raffica, costringendo l'altro a spostarsi di quel tanto che lo mise
sotto il tiro del cecchino. Il colpo andò a segno, prendendo
l'individuo su di un fianco. Questi si bloccò a pancia in giù ma
continuò a muovere il lanciagranate. Stava puntando.
Parsifal sparò
di nuovo, l'altro arretrò fino a trovarsi quasi scoperto. Erano
passati forse 5 secondi, altri due e l'uomo sarebbe caduto nel sonno.
Parsifal lo vide con il lanciagranate oramai puntato verso la casa. Un
attimo dopo il blindato esplose, colpito dalla granata lanciata dal
cecchino, seppellendo l'uomo sotto una vampata di fuoco.
Parsifal scattò
all'esterno, raggiungendo il corpo senza vita e semicarbonizzato. Lo
tirò fuori dal rogo afferrandolo per il collo e gli tolse la
maschera. Il volto era pressochè intatto; si trattava di Armando
Oropalli.
In quel momento
Telenkovic comunicò che Ivan Mantegaschi e Laura scelli erano stati
catturati incolumi. Gli altri 3 erano stati uccisi.
"Mi
dispiace; hanno opposto resistenza armata." Concluse l'uomo
seccamente.
Parsifal alzò
lo sguardo; la sagoma del cecchino avanzava verso di lui imbracciando
il lanciarazzi.
"Un
macello...un maledetto macello." Pensò.
Un attimo dopo
si udì un rumore cupo; seguito da una violenta folata di vento.
l'FK-135 era fermo sopra di lui, a meno di 40 metri di quota.
Andrei
Telenkovic venne fuori insieme agli altri due che portavano sulle
spalle i sacchi contenenti i corpi addormentati dei prigionieri.
Il cecchino
lanciò all'interno della villa un ultimo razzo con testata a timer;
poi lasciò cadere un'altra granata a tempo accanto alle automobili
parcheggiate.
"Il timer
è pronto." Disse l'uomo rivolto al suo capo.
"Dobbiamo
portare via anche i cadaveri; ancora qualche minuto." Rispose
Telenkovic.
L'aereo si
manteneva fermo a mezz'aria emettendo getti violenti di gas che
sferzavano il suolo. Vennero issati attraverso apposite imbracature
prima Mantegaschi e la scelli, poi i corpi di Armando Oropalli e degli
altri uomini uccisi. Parsifal venne subito dopo; gli ultimi a salire
furono quelli della squadra.
Finalmente
l'aereo prese quota ed in quel momento la villa esplose con un
violento bagliore. Il pilota impennò l'apparecchio raggiungendo quota
stratosferica e superando mach 1 in soli 16 secondi. Due aerei
dell'aviazione Italiana che stavano decollando per intercettarlo
vennero bloccati da un contrordine trasmesso dal comando quando erano
già in pista. La WASA disponeva di una tale rete di copertura da
poter controllare i movimenti militari di tutte le Nazioni i cui
servizi di Sicurezza afferivano ad essa.
Parsifal fissò
con aria severa Te