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CUSTODI DELL'UNIVERSO
Racconto fantascientifico di Giuseppe Colaminè

NOTA DELL'AUTORE: il brano musicale "Love me now", citato nel testo, è reale. Esso appartiene ad una raccolta del gruppo "Sumeria", intitolato "Golden tears"., realizzato da Alec R. Costandinos e Don Ray, pubblicato in Italia dalla discografica POLYDOR nel 1977.
Il brano viene solo citato, pertanto non sussistono violazioni del copyright, relativo ad eventuali riproduzioni, trasmissioni radio o rappresentazioni in pubblico non autorizzate dello stesso.

PREFAZIONE

...........Uomini e donne che si perdono vagando per il mondo allaricerca di un risarcimento morale che il più delle volte non trovano, poichè la loro colpa è stata di voler vivere una vita personalizzata, "su misura", quando la realtà del sentire ha una sua taglia standard a cui siamo noi a doverci adattare per abbandonare l'illusione dell'Ego.

Legioni straniere d'ogni tempo; enormi contenitori in cui gli sconfitti tentano di annegare l'amarezza esercitando la violenza e precipitando ancora di più nell'abisso dell'inconsapevolezza.

Strano a dirsi ma i dimenticatoi umani sono sempre strumenti che rafforzano la nostra tendenza a sbagliare, a ricadere nell'equivoco di base, secondo cui la realtà è un abito plastico che deve adattarsi alla nostra irripetibile misura.

Chi è nato prima, lo spirito o il Cosmo?

Come è montata la sceneggiatura universale: con scenari precostituiti in cui si inseriscono le vicende, oppure al contrario, con i contorni adattati allo svolgersi della trama?

Uomini saturi, consapevoli di un falso senso dell'Essere, scelgono di vivere in una realtà in cui il quotidiano è rappresentato dall'insolito, l'occasionale dall'assurdo, il particolare dall'inconoscibile.

Proiettati in una dimensione in cui sopravvivere è solo frutto del fatale, vivono dove gli altri credono vi sia il nulla e lavorano una materia che per il resto del mondo è a cavallo fra l'incubo ed il mito.

Nel labirinto dell'impalpabile l'equivoco egoico lascia spazio ad un pensiero nuovo che considera reale ciò che normalmente è "fiction" e classifica il quotidiano come sedimento dell'essere.

L'equilibrio è lontano ma anche in questo mondo ai confini del tangibile vi è uno spiraglio che porta alla consapevolezza...... passando però attraverso la tenebra dell'Antiuniverso.

CAPITOLO 1

Montecarlo brulicava di vita, impazziva come scossa dalla danza di una marea incalzante di turisti. Gente di ogni colore e razza che in quei giorni approfittava barbaramente del grande rilancio promosso dal Principato: "Vacanze in Costa Azzurra per tutti!"Il governo di Monaco aveva, per la prima volta nella sua storia, ribassato drasticamente i prezzi dell'intero apparato turistico; il Casinò concedeva crediti inimmaginabili fino a qualche anno prima e così quel luogo, da paradiso dello svago di elìte, si era trasformato in un carnaio di scalmanati alla ricerca di avventura.

Era stata l'unica mossa possibile per il Principato, strozzato dal grande crollo economico che lo aveva portato negli ultimi anni sull'orlo della bancarotta.

Il governo Francese non aveva mosso un dito per salvare quel piccolo stato sovrano divorato dai tassi d'interesse delle banche Svizzere. L'Europa agonizzava, sconvolta dalla corona di guerre che la circondava e la moneta si stava avviando a diventare carta straccia. Un sogno impossibile, fin dalla nascita dell'EURO, ora diventava un incubo.

La Guerra in Medio Oriente aveva coinvolto tutti i paesi del nord Africa. In Spagna la secessione Basca aveva costretto la Corona a dichiarare lo stato di emergenza. In Corsica il turismo era azzerato dopo gli ultimi attentati degli indipendentisti. Nel regno Unito ben 35000 soldati erano impegnati a tenere a freno la rivolta Irlandese. Una corona vera e propria, piena di spine che straziavano il continente: l'estrema destra Finnica, la "Riscossa Baltica", la Secessione Ceca, il macello dei Balcani, il terrorismo Islamico in Turchia; il cerchio si chiudeva.

Nemmeno la Svizzera ce l'aveva fatta. Privata dei suoi vantaggi fiscali, si era trovata dopo secoli in uno stato di crisi; così Berna aveva impennato i tassi di interesse, trasformando le sue banche, in centrali di vero e proprio strozzinaggio.

Parsifal Valdes osservò con un mezzo sorriso il crupier che gli comunicava la vincita di quella partita a "chemin"; un Messicano che gli stava a fianco ammorbò l'aria, sbuffando dal suo sigaro una nuvola mefitica.

"Lei è davvero fortunato, senor!" Esclamò a voce alta. lui lo guardò appena, senza rispondere.

"Un'altra partita, Mon sieur?" Gli chiese con tono professionale il crupier.

Parsifal fece cenno di no; lasciò una mancia e si avviò verso l'uscita. Due Somali in bermuda a pois si accanivano al tavolo dei dadi. Nella sala c'era un vociare scomposto: imprecazioni, risate, urla...sembrava di essere in un'osteria.

Quello era il suo ultimo giorno di vacanza, prima di rientrare al lavoro...un lavoro assurdo, adatto a lui forse, che oramai era diventato insofferente a tutto ciò che si avvicinasse anche lontanamente alla normalità.

L'"Agenzia" gli aveva comunicato che le linee aeree intercontinentali non erano sicure in quei giorni. fonti della CIA, dell'M-I-6 e del GRU, parlavano di probabili attentati sui voli in partenza da Parigi e Londra verso il continente Americano, così l'uomo aveva dovuto scegliere un percorso alternativo.

Arrivò a Parigi con un charter, poi da lì, con un volo Air france, atterrò a Stoccolma, poi ancora volò fino a Reykjavic, la sua meta finale.

Era l'alba del 24 agosto, in Islanda sembrava di essere nel mese di febbraio. Parsifal prese una stanza in un albergo e si concesse qualche ora di sonno. Alle 12 precise era in un pub fuori città, unico cliente, alle prese con un misto di carni in salsa verde. un uomo sulla trentina entrò con aria indifferente, ordinò un caffè ed andò a sederglisi accanto.

"Bentornato." Gli disse ironico. "Com'è andata la vacanza?"

Parsifal gli diede un'occhiata distratta. "Bene." Rispose con tono freddo.

"Quando è comodo, siamo pronti." Insistè l'altro.

"Quando sarò comodo verrò fuori." Concluse lui con un sorrisetto tagliente.

Una grossa Volvo Station Vagon con due uomini a bordo, era ferma a pochi metri dall'ingresso del locale. Parsifal vi entrò dopo 10 minuti; l'auto percorse una ventina di chilometri, per poi fermarsi in una grossa spianata, dove un elicottero attendeva con il motore acceso. il velivolo atterrò circa mezz'ora dopo in mezzo alla campagna gelata, accanto ad un vecchio cannone malandato. Il posto sembrava deserto, ma era solo un'apparenza. Un sistema difensivo di ultima generazione lo rendeva praticamente inaccessibile; una rete di sensori collegata ad almeno 60 postazioni automatiche, armate di mitragliatrici, lanciarazzi, batterie antiaeree e cannoncini laser, proteggeva una incredibile istallazione sotterranea.

Quella era la centrale della WASA (WORLD SAFEGUARD ADVANCED AGENCY), una sorta di servizio segreto Internazionale, frutto della collaborazione fra USA, Regno Unito, Unione Europea, Israele, Federazione Russa e Giappone.

Nata nel 2004, la WASA rappresentava la punta di diamante della sicurezza planetaria. La sua attività era totalmente finalizzata a proteggere la Terra da quelle che venivano chiamate N.H.I. (NOT HUMAN INTERFERENCES), il chè stava ad indicare una costellazione di fenomeni di possibile origine extraterrestre, che andavano dagli avvistamenti di UFO, ai presunti rapimenti di esseri umani ad opera dicreature aliene, fino ai più svariati fenomeni aerospaziali di matrice ignota.

La WASA era una struttura ufficialmente civile, che però aveva un ordinamento gerarchico tipicamente militare e reclutava i suoi elementi selezionandoli fra l'intera popolazione Mondiale.

Un gruppo di osservatori evidenziava i potenziali agenti, sottoponendoli ad una serie di test attitudinali di cui questi ultimi non erano consapevoli. Il reclutamento avveniva dopo una lunga serie di contatti e praticamente, una volta entrati nell'ingranaggio, non vi era via di uscita. Chi volesse mollare era costretto a sottoporsi ad un trattamento particolare, che gli avrebbe indotto amnesia relativa agli eventi del suo periodo di servizio. Questo vuoto mnemonico veniva poi riempito con falsi ricordi, una tecnica appresa proprio dallo studio dei rapimenti di origine aliena.

Parsifal Valdes era entrato nell'Agenzia pochi anni prima. Lo avevano agganciato a Milano, quando la sua vita privata era sull'orlo del crollo. La moglie Carla, lo aveva appena lasciato dopo un matrimonio costellato di disaccordi ed era andata a vivere con un piccolo imprenditore della Brianza. Parsifal non aveva retto il colpo ed una sera aveva aggredito l'uomo, spedendolo in ospedale in pessime condizioni.

Arrestato e processato, aveva ricevuto una condanna a 4 anni e lì si era inserita la "longa manus" della WASA.

A dispetto di ogni norma, una volta reclutato, Parsifal si era ritrovato incensurato. Da quel momento in poi la sua vita aveva preso a scorrere come su di un binario automatico. Lavori di copertura, amicizie di copertura, residenze fittizie, tutto era falso, tutto finalizzato a nascondere la verità. In pochi mesi Parsifal Valdes era diventato un agente in servizio attivo, esperto nell'uso delle armi, nelle tecniche di difesa personale, nelle metodiche informatiche più avanzate, nell'applicazione di tecnologie di avanguardia. gli avevano insegnato la navigazione subaquea, il volo d'alta quota, il volo spaziale; tutto in pochi mesi, grazie ad un programma di apprendimento basato sull'immissione diretta di dati nella memoria e di condizionamento comportamentale sotto suggestione ipnotica. La sua personalità era rimasta intatta, ma l'uomo si era trovato ad avere una serie di attitudini nuove, come se ne fosse sempre stato in possesso.

In quel momento la sua residenza ufficiale era Copenaghen, dove dirigeva una piccola azienda di consulenza informatica.

La centrale operativa della WASA era praticamente una città sotterranea che si estendeva su 34 livelli ipogei, per un'area totale di 42 km quadrati.

Dentro quel mondo sepolto vi era di tutto: alloggi per 20000 persone, centro medico attrezzato anche per trapianti d'organo, uffici, depositi di armi, veicoli da combattimento ,velivoli di ultima generazione.

Un settore destinato alla sperimentazione studiava prototipi di aeromobili conformati ai più recenti dati ricavati dallo studio degli UFO. Il reparto biologico effettuava studi sulle possibili mutazioni genetiche indotte da quella che oramai era conosciuta con certezza come "manipolazione aliena su campioni umani.". Vi era poi il settore rilevamento ed elaborazione dati, in cui una rete di computer collegata all'intero sistema satellitare periplanetario raccoglieva informazioni su ogni evento atmosferico e spaziale anomalo. Il settore comprendeva anche un sistema di collegamento con sismografi e stazioni meteorologiche, che tastavano il polso all'assetto geoclimatico mondiale nelle 24 ore. Ancora esisteva un sistema di raccolta dati sugli eventi politici e militari, integrato da un collegamento con le banche dati di FBI, INTERPOL e di tutte le maggiori polizie mondiali. Da quest'ultima mole di dati sui fenomeni delinquenziali venivano filtrati i cosiddetti U.M.E. (UNIDENTIFIED MATRIX EVENTS), sui quali venivano poi avviate le indagini.

Nonostante l'enorme estensione ed il numero di funzioni, la centrale veniva governata da soli 120 elementi, che si alternavano in turni continui di 10 giorni al mese. Altre unità trascorrevano un terzo del mese nella centrale come forze d'impiego. Fondamentalmente quella era una struttura automatizzata al 90% effettivo e la manodopera umana aveva più che altro il valore di una supervisione.

Quel giorno Parsifal trovò una convocazione in sala riunioni per le 14; si trattava di un fatto insolito, considerando che le riunioni ordinarie erano precedute da un preavviso di almeno 7 giorni.

Nell'ampio salone emiciclico trovò numerosi agenti scelti, della sua stessa qualifica e ciò gli fece intuire che doveva essere accaduto qualcosa di veramente importante.

Sullo schermo centrale comparve il volto di Yleanna Brezinsky, direttore generale della WASA, la "Signora", come veniva da tutti definita. Era una donna dall'età indefinibile, con un casco di capelli color biondo cenere, la pelle ambrata e gli occhi color verde chiaro. Lei entrò subito in argomento, esponendo seccamente i fatti.

La notte del 23 agosto, un radiotelescopio del SETI piazzato nel nord della Scozia, aveva rilevato un massiccio aumento di onde elettromagnetiche di provenienza spaziale. Si trattava di un'emissione ad altissima frequenza che però non sembrava fino a quel momento essere interpretabile come segnale codificato ma piuttosto provenire da una sorgente abbastanza vicina, considerando che aveva investito un'area del diametro di 180 km, includente la costa Scozzese settentrionale al largo di Capo Withen ed una porzione di mare antistante.

Vi era stata un singolare abbassamento della pescosità; molti pescatori avevano riferito avarie ai loro natanti, alcuni avevano presentato improvvisi disturbi psichici.

Un calcolo approssimativo aveva identificato la possibile emittente a 47 mila chilometri dal suolo. In corrispondenza i satelliti avevano rilevato una strana anomalia radar. Si trattava di un forte agglomerato di cariche elettroniche, una sorta di campo magnetico valutabile intorno ai 2 o 3 km di diametro. Ne la NASA, ne tantomeno il SETI erano stati in grado di dare un senso a questa traccia che avrebbe potuto teoricamente rappresentare il rivestimento mimetico di una grossa astronave.

Alle 04,15 antimeridiane l'incrociatore Britannico Benjamin Disraeli era letteralmente scomparso dai radar. La nave aveva segnalato avarie fin dalle 2 ed al momento della sparizione navigava a soli 3 km dalla costa. Esattamente 4 minuti dopo, la misteriosa traccia situata nello spazio era scomparsa e con essa anche l'emissione elettromagnetica era cessata.

L'ultimo messaggio radio del comandante della nave non segnalava alcuna novità. I soccorsi, giunti sul posto in soli 25 minuti, non avevano trovato traccia di alcun relitto.

"Sparita nel nulla." Sentenziò la Brezinsky, scandendo le sillabe.

Parsifal osservò l'espressione preoccupata della donna; Aaron Bashevi accennò a porre una domanda ma la Signora riprese a parlare.

"Siamo certi del fatto che nessuna nazione inclusa nel nostro gruppo stia effettuando esperimenti del tipo "PHILADELPHIA", per cui, escludendo cina e Blocco Islamico, che non risultano possedere tecnologie così avanzate, dobbiamo includere il fenomeno tra gli U.M.E. Il problema però si fa molto più serio se consideriamo che è rimasta coinvolta una nave militare con 32 militari componenti l' equipaggio, fra cui 10 donne."

"E' già successo varie volte al largo delle Bermuda; non sembra una grossa novità." Commentò con sufficienza Vincent Strike, uno degli agenti del gruppo W-12, specializzato in radiointerferenze.

"noi però allora non esistevamo, ma stavolta il caso non deve essere archiviato. La WASA deve garantire una risposta incisiva alle intrusioni extraterrestri."

Ribattè la donna duramente.

"Siete stati selezionati per un'operazione di indagine, identificazione della natura e messa in atto di contromisure, fra le quali speriamo vi sia il recupero della nave scomparsa. Il programma di operazioni verrà trasmesso tra poco sui vostri schermi personali. In questa riunione dovremo mettere a punto i vari dettagli; la missione inizierà fra 48 ore esatte. Come potete intuire, in questa situazione il tempo non gioca a nostro favore, per cui dovrete essere, nei limiti del possibile, rapidi."

Vi furono immediatamante alcune obiezioni. Vincent strike riteneva utopistico il recupero di una nave di grossa stazza, presumibilmente disintegrata, oppure finita chissà dove, risucchiata da un campo magnetico i cui effetti erano quasi ignoti alla scienza umana.

Aaron Bashevi osservò che la mancanza di veri fenomeni di tipo UFO non rendeva certa la natura aliena del fatto, mentre Conda Strauss insistè sul punto che 48 ore erano pochissime per mettere a punto un'operazione così complessa.

Parsifal non fece commenti; era convinto che quell'operazione si sarebbe risolta in un nulla di fatto ma sapeva bene che in quel momento ogni obiezione era inutile. Chiaramente Yleanna Brezinsky doveva render conto dell'utilità reale della WASA alle nazioni che la finanziavano quindi per lei era imperativo categorico mostrare il massimo tempismo ed efficienza.

Come c'era da aspettarsi la donna liquidò sbrigativamente le argomentazioni degli agenti e si passò alla programmazione dettagliata.

Tecnicamente l'operazione prevedeva l'impiego di 2 aerei che avrebbero appoggiato un sommergibile tascabile con 3 uomini di equipaggio. Quest'ultimo avrebbe scandagliato il fondo marino della zona, mentre un'unità leggera di superficie avrebbeeffettuato rilievi misti. Una stazione radio situata sulla costa avrebbe coordinato l'intera missione ed al tempo stesso registrato le emissioni radio provenienti dallo spazio sovrastante. Altri 5 agenti, fra cui Parsifal, sarebbero stati distacati nel territorio antistante la linea costiera, con il compito di indagare presso gli abitanti della zona ed intervenire in caso di necessità operativa.

Quale potesse essere poi la necessità, era un mistero, escludendo eventuali presenze estranee nelle campagne. L'ipotesi di un UFO che si muovesse sul fondo marino era da considerare remota e quella di un duello aereo con aeromobili estranei era perdente in partenza.

Nonostante gli aspetti francamente utopistici che la connotavano, l'operazione aveva un supporto tattico-logistico imponente: copertura radio totale nella zona di operazioni, dotazione minuziosa di armi ai partecipanti, appoggio totale dell'M-I-6, di Scotland Yard e dell'Interpol. In più vi sarebbero stati accessi diretti alle maggiori banche dati sparse nell'intero globo, anche quelle più riservate dei sottogruppi in nero, legati ai servizi di sicurezza.

A capo dell'intera operazione vi era Vincent Strike, il quale avrebbe coordinato le azioni dalla stazione radar della costa. Parsiffal avrebbe diretto il gruppo dislocato nell'entroterra, mentre Aaron Bashevi sarebe stato responsabile della componente aeronavale. La partenza era prevista per la sera del 26 agosto.

La sera precedente, Parsifal ciese un colloquio privato con Yleanna Brezinsky. La donna lo ricevette nel suo studio, squadrandolo con un'aria piuttosto severa. era chiaramente infastidita dalle domande, non tanto per mancanza di disponibilità personale, ma perchè sicuramente pressata dai governi che avevano varato il progetto WASA. Quella era una prova decisiva per l'Agenzia e se fosse andata male, c'era il rischio che l'intero apparato potesse saltare. I servizi di sicurezza delle varie nazioni non chiedevano di meglio che riappropriarsi della "questione aliena" e trattarla autonomamente, senza dover render conto a governi stranieri.

Il motivo per cui Parsifal aveva chiesto quel colloquio era comunque importante. Negli ultimi 20 anni si era verificato uno strano fenomeno definito in gergo tecnico "CONFIDENCE" . Individui anonimi avevano inviato messaggi a destinatari fissi, affermando di appartenere a specie extraterrestri e di trovarsi sulla Terra in incognito, con il fine di sorvegliare l'evoluzione del cammino Umano.

I "Confidenti" avevano meritato una certa credibilità, mettendo spesso in guardia i loro interlocutori contro pericoli svariati, per lo più legati ad alterazioni dell'ecosistema, che poi successivamente si erano mostrati fondati.

Oramai la WASA era in possesso dei nominativi di tutti i destinatari accreditati, 42 in tutto il pianeta e Parsifal chiese alla Brezinsky se questi ultimi avessero ricevuto messaggi in merito al fenomeno dei giorni precedenti.

"Purtroppo no." Rispose calma la donna. "Non abbiamo notizie di confidenze da 7 mesi e le ultime sembrano non essere attinenti al caso; diversamente ne avremmo parlato in precedenza."

"Posso avere il testo dell'ultimo messaggio?" Insistè pacatamente l'uomo. La Signora lo fissò infastidita.

"Crede di poter dare interpretazioni più complete di quelle fornite dai nostri esperti? Non mi risulta sia il suo campo specifico."

"Non lo è infatti; la mia è solo...una sensazione."

Yleanna accigliò lo sguardo.

"Comandante Valdes: le ricordo che quest'agenzia non è un club esoterico. Le sue sensazioni hanno un valore estremamente marginale."

Disse con tono gelido. Parsifal annuì; sapeva che non era utile contrariare quella donna.

"Potrebbe esservi un messaggio simbolico; non è detto che io lo decifri, ma se trovassi qualcosa di attinente in zona di operazioni, non so, un nome di persona, un luogo, un monumento....potrebbe essere una traccia."

Rispose sorridendo.

La signora battè ripetutamente le dita della mano sinistra sul ripiano della scrivania ed arricciò le labbra in una smorfia che si teramutò in un mezzo sorriso.

"Visioni pure il messaggio; comunque si tenga pronto. La partenza è prevista per le 4 antimeridiane; mancano poche ore." Concluse imbronciata.

Capitolo 2

"La vostra disarmonia deriva dal conflitto fra le acquisizioni tecnologiche e le prerogative naturali innate.

Attualmente non siete pronti per una sintesi fra le forze disgregate che compongono il vostro psichismo ed oltretutto avete offuscato la memoria di sensazioni appartenute ai vostri antenati. Ciò vi pone in condizioni di non poter attingere dal passato per spingervi nel futuro.

Stiamo osservando un fenomeno molto diffuso nelle vostre espressioni artistiche che definiamo RESINTESI.

La mancanza di reali nuovi spunti creativi vi induce da alcuni decenni a confezionare opere che rievocano in chiave moderna stili antichi.

non siamo contrari a questa riscoperta del passato, ma notiamo che si tratta di un artefatto formale, privo di reali contenuti e valutabile esclusivamente sul piano estetico, ma non su quello concettuale.

Il risultato di tutto ciò è spesso la nascita di prodotti senza connotazione, simili a note musicali distorte che intacchino la purezza di una melodia.

Con fraterno interesse

EMISSARIO DI ANTARES

Questo era il testo di un messaggio inviato in Marzo da un sedicente Emissario di Antares a Marie Delice Valmartin, una tranquilla disegnatrice che viveva a Losanna, in Svizzera. Il computer ovviamente non vi aveva trovato alcun contenuto crittato che potesse essere ricollegabile al fenomeno Scozzese e stavolta Parsifal dovette dar ragione ad Yleanna Brezinsky.

Alle 6 del mattino del 26 agosto, il gruppo giunse in zona di operazioni. La base era una piccola isolata posta a ridosso di una sogliera; lì Vincent Strike, Marcus Varilj e Masha Stilman avevano piazzato la centrale radio. I gruppi marini erano partiti dalla mezzanotte e sarebbero giunti in giornata. I due aerei appoggio avevano già iniziato le ricognizioni.

Parsifal era destinato alla cittadina di Melness, un piccolo centro, situato in un'insenatura della costa. lì avrebbe alloggiato sotto falso nome, cercando di raccogliere ogni tipo di informazione dalla gente del posto. Vi giunse alle 9 e si acorse subito che si trattava di un luogo desolato. Sembrava improbabile che qualcuno lì avrebbe potuto fornirgli notizie utili.

L'albergo era scadente, gestito da una coppia di anziani, poco abituati a vedere turisti. La crisi politica internazionale aveva depresso particolarmente la Scozia, dove i fermenti indipendentistici incominciavano a farsi sentire, scoraggiando chiunque volesse recarvisi per visitare luoghi caratteristici.

Ufficialmente Parsifal era un ispettore di Scotland Yard, il chè lo autorizzava a fare domande a chiunque, senza preamboli. Incominciò interrogando i due dell'albergo, suimovimenti di turisti negli ultimi 15 giorni. Il risultato fu deludente: solo 3 persone che comunque erano ripartite prima del 20 agosto e delle quali comunque l'uomo annotò i nominativi.

Alle 11 era all'ente turistico per raccoglierer altre informazioni; anche in quel caso ebbe notizie scoraggianti; Melness sembrava un posto dimenticato dal mondo.

C'era un ristorantino piuttosto rinomato per le specialità locali dove Parsifal andò a pranzare poco dopo le 12. era un posto all'antica dove esisteva ancora il servizio ai tavoli svolto da una bella ragazza in vena di confidenze, di nome Jennifer. Fu lei a raccontare a Parsifal il meglio della cronaca rosa del luogo; in poco più di un'ora l'uomo venne a conoscenza dei particolari privati e piccanti, riguardanti i personaggi in vista di Melness. Nulla ovviamente che potesse interessarlo, a parte l'appuntamento per quella sera che fissò con Jennifer.

Piacere a parte, poteva trattarsi di uno spunto per nuove informazioni.

La vide poco dopo le 19, dopo una giornata a dir poco monotona. I due andarono a cena in un pub di campagna, poi finirono in una discoteca semideserta.

Alle 23 lui era stanco e annoiato; la compagnia di Jennifer era pesante. La ragazza non faceva altro che sparlare dei suoi concittadini e finalmente, poco prima di mezzanotte, Parsifal ne capì il motivo.

Nella sala comparve un uomo sui 35, piuttosto elegante, con l'aria di un benestante. Si guardava intorno incredibilmente compiaciuto degli avventori venuti da tutta la Contea a ballare nel suo locale. In tutto lì dentro c'erano 20 persone.

Jennifer ebbe un sussulto nel vederlo e Parsifal intuì al volo che quell'uomo doveva interessarle. Con un breve giro di preamboli riuscì a farsi raccontare anche la biografia dell'individuo, il cui nome era Glenn Mc Iveny.

Con lei l'uomo aveva avuto una storia durata alcuni anni. Era arrivato a Melness facendo il chitarrista. Per anni si era mantenuto facendo il cameriere, poi aveva incominciato a lavorare come speaker in una radio locale. La sua fortuna era stata la relazione improvvisa e passionale con la vedova di un noto produttore di Whisky. Dopo aver mollato Jennifer senza complimenti, Mc Iveny aveva sposato la donna e nel giro di qualche mese aveva acquistato la radio presso cui aveva lavorato, trasformandola radicalmente.

Ora "END OF WORLD RADIO" era un'emittente di rilievo, con notiziari, servizi su scalanazionale e no stop music. Il suo segnale era così forte da aver monopolizzato l'audience locale, oscurando quello di altre piccole emittenti della Contea. Quella discoteca riproduceva appunto brani trasmessi in contemporanea in tutta la zona.

Parsifal sembrò risvegliarsi da un piccolo letargo. Se la stazione aveva un segnale cosìpotente, era probabile che avesse captato qualcosa durante l'ondata elettromagnetica dei giorni precedenti. Non era granchè, ma almeno rappresentava un altro parametro di valutazione per quell'interferenza che aveva inghiottito la Disraeli.

Il mattino successivo si presentò alla sede della radio e chiese di parlare con il direttore. Aveva passato buona parte della notte in compagnia di Jennifer ed era decisamente assonnato, oltrechè convinto di aver fatto una cosa decisamente idiota.

Mc Iveny lo accolse con molta cortesia e gli riferì che, a parte piccoli disturbi di campo, le trasmissioni non avevano particolarmente risentito dell'interferenza.

END OF WORLD era un'emittente totalmente automatizzata. A parte i notiziari che si svolgevano ogni 2 ore, dalle 6 del mattino alle 24, tutte le altre trasmissioni erano registrate e selezionate da un computer che attingeva da un archivio dati. Nelle ore notturne veniva trasmesso un programma di no stop music che iniziava dopo l'ultimo aggiornamento news, per terminare poi alle 6.

La notizia non era incoraggiante, considerando che la Disraeli era scomparsa intorno alle 4, a quell'ora non vi era personale umano nella stazione radio, quindi nessuno avrebbe potuto raccontargli di particolari interferenze in contemporanea con la sparizione della nave.

Rimaneva solo la registrazione di quelle ore, che ovviamente non era stata più ascoltata. Parsifal prelevò un CD contenente le trasmissioni svoltesi dalle 23 del 22 agosto, 4 ore prima dell'inizio dell'interferenza, fino alle 6 del 23. Incominciò ad ascoltare pazientemente dal pomeriggio, aspettando che si facesse ora di recarsi all'appuntamento che Jennifer gli aveva chiesto con insistenza.

Alle 00,43, due minuti prima l'inizio dell'ondata, la radio aveva trasmesso un brano antico, dal repertorio "CLASSIC DISCO". il titolo era "LOVE ME NOW", un pezzo veccio di più di 30 anni, datato 1977 ed eseguito da un gruppo chiamato SUMERIA. Il brano era terminato alle 03,48, 3 minuti dopo l'inizio dellinterferenza. Non vi era traccia di disturbi radio.

Era un fatto strano; di solito le trasmissioni in FM, AM ed UHF erano sensibilissime ai campi magnetici. questa invece sembrava intatta.

C'erano circa 6 ore di programmi da ascoltare e Parsifal inserì il CD in ujn analizzatore di frequenze che avrebbe letto in "SPEED TIME". L'apparecchio gli avrebbe fornito tutti i dati relativi ai disturbi radio di quelle ore.

Rientrò poco dopo le 1 del mattino. Jennifer era una donna inasprita, a caccia disperata di una rivincita che la vita non sembrava volerle dare; una compagnia deprimente che gli faceva sentire più forte la mancanza di Carla.

Che strana vita la sua! Diventare un agente del più assurdo servizio di sicurezza per sfuggire al dolore della solitudine; crearsi una quotidianità incomunicabile che lo isolava definitivamente dal resto del mondo, chiudendogli ogni possibilità di ritentare, di rifarsi una vita e poi lanciarsi in avventure pazzesche, mimetizzate come esigenze di lavoro, destinate a finire inesorabilmente con un disimpegno rapido, come azioni di commando.

Un anno prima Parsifal, indagando su di un presunto caso di ibridazione aliena in una comunità ecologista, aveva avuto una storia con una specie di sacerdotessa di una sedicente divinità delle acque. La missione era bene o male andata in porto ma lui alla fine era stato costretto a levare le tende nel giro di poche ore, lasciando Zaira senza preavviso. era accaduto in Madacascar, in una cornice degna di una favola. Quella donna non avrebbe avuto più notizie di lui che, peraltro, si era presentato, come al solito, sotto falsa identità.

A distanza di un anno ricordava ancora i momenti passati insieme a lei; quel senso mistico, quasi magico, di pace, di assoluto, di eterno, che aveva provato durante le notti tropicali. Quel distacco incredibile dalla realtà quotidiana, dalla spersonalizzazione tecnologica, dal carnaio rovente del cosiddetto "mondo civile".

L'analizzatore aveva evidenziato una lunga serie di interferenze, chiaramente dovute al campo magnetico. Anche se solo parzialmente, le trasmissioni radio erano state comunque disturbate. Era un fatto del tutto normale.

"Un buco nell'acqua." Pensò Parsifal osservando lo schermo che gli elencava tutte le variazioni di frequenza legate alla successione dei vari brani e delle trasmissioni a voce. La spia rossa lampeggiava, indicandol due sequenze uguali, evidentemente un pezzo replicato; lui diede appena un'occhiata.

Qualcosa lo incuriosì.

In tutta la registrazione vi erano solo due frequenze sovrapponibili: la prima dalle 00,43 alle 00,48, la seconda dalle 04,16 alle 04,21.

Parsifal rimase perplesso; quel brano era stato trasmesso all'inizio ed alla fine dell'emissione elettromagnetica. Ricontrollò il titolo: "LOVE ME NOW" SUMERIA. VERSIONE ORIGINALE DEL 1977.

Mancava l'indicazione della durata; tutti gli altri pezzi recavano il tempo esatto, tutti tranne quello. Parsifal controllò i dati dell'analizzatore: LOVE ME NOW era durato esattamente 5 minuti e 2 secondi. lo riascoltò per tre volte di seguito; era un vecchio DISCO-SOUND, piuttosto lento, cadenzato, con un'impronta melodica appena lamentosa.

"Una musica adatta ad un film di fantascienza." Pensò sorridendo. Forse si stava suggestionando, ma un controllo in fin dei conti non gli costava nulla.

Contattò la centrale dell'Agenzia e chiese informazioni sul brano; la risposta gli giunse dopo qualche minuto.

LOVE ME NOW era un brano inserito in un LONG PLAY intitolato GOLDEN TEARS. L'opera aveva come tema dominante l'incontro fra una donna di nome Eva ed un misterioso amante venuto dallo spazio di nome Nezet.

L'incisione originale era stata effettuata a Parigi alla fine del 1977. Il produttore si chiamava Alec Costandinos. Il disco era stato diffuso in commercio nel gennaio 1978 ed era stato ristampato in versione CD, con strumentazione computerizzata, nel 2001. La reale durata di LOVE ME NOW era di 4 minuti e 55 secondi, sia in versione originale che nel remix del 2001.

"Sette secondi in più." Pensò Parsifal insospettito. La versione trasmessa da END OF WORLD era durata 7 secondi in più.

Si fece trasmettere dalla centrale la versione originale della canzone, la ascoltò e poi la immise nell'analizzatore per un confronto. La risposta fu rapida. il brano trasmesso dalla radio era lievemente rallentato rispetto all'originale. Non vi erano differenze di strumentazione, ne di ritmo.

"Forse sto davvero perdendo tempo." Pensò l'uomo accendendo una sigaretta. Eppure il fatto era strano; sembrava che quella musica facesse da segnale di avvio e poi di chiusura dell'interferenza elettromagnetica e, guarda caso, era alterato nella durata ed era l'unico pezzo a non recare il tempo reale . Troppe coincidenze!

Richiamò la centrale e chiese informazioni su glenn Mc Iveny. La risposta tardò ad arrivare, segno che l'uomo non era conosciuto da alcuna polizia e i suoi dati provenivano solo dagli archivi anagrafici. L'uomo era nato a Glasgow 34 anni prima ed era sposato con una certa Margaret Bloomlish.

"La vedova del Whisky." Ridacchiò Parsifal, pensando ai commenti stridenti che Jennifer aveva fatto. Quella povera ragazza sembrava una cornacchia stonata quandoparlava dei due.

In quel momento l'uomo ebbe un sussulto; ricordò di colpo il messaggio dell'Emissario di Antares, in particolare le ultime parole:

come note musicali distorte che intacchino la purezza di una melodia.

Poteva riferirsi proprio al suo caso! Sembrava quasi assurdo; una canzone che faceva da segnale per l'avvio di un'interferenza radio di origine extraterrestre. Se le cose stavano così, chi avesse agito dallo spazio, aveva un appoggio sulla Terra: l'individuo che aveva inserito il brano distorto nella scaletta del no stop di END OF WORLD.

Parsifal uscì all'aperto; la strada era deserta ed un vento graffiante annunciava una tempesta in arrivo. Nella sua mente sembrava stesse aprendosi un sipario.

GOLDEN TEARS era una raccolta di brani improntati sul tema degli incontri ravvicinati. Il nome del gruppo, SUMERIA, era una chiara allusione al popolo dei Sumeri, la cui mitologia era piena di avvenimenti classificabili come N.H.I.

Secondo le leggende di quella civiltà, fiorita circa 3000 anni prima di Cristo, misteriosi esseri venuti dal cielo, i NEFILIM, avevano praticamente colonizzato la Terra e creato l'Uomo a loro immagine e somiglianza. Dopo il Diluvio Universale, i Nefilim avevano lasciato l'Umanità libera di evolversi ma continuavano ad abitare in regioni inpervie della Terra. Vi era stato persino un avventuriero Sumero di nome Gilgamesh che aveva fatto un singolare viaggio nello spazio, a bordo di una nave di queste misteriose creature, arrivando su di un pianeta sconosciuto, dove avrebbe incontrato un suo antenato messo in salvo dagli alieni all'epoca del Diluvio.

Tutto sembrava assurdamente quadrare: La BENJAMIN DISRAELI avrebbe percorso dopo 5000 anni l'itinerario di Gilgamesh.

Parsifal ricordò anche una teoria diffusa alla fine del XX secolo, secondo la quale i Nefilim sarebbero provenuti da un pianeta del sistema solare esterno all'orbita di Plutone. Questo corpo chiamato NIBIRU, ruotava intorno alla stella madre in 3600 anni ed i suoi abitanti, per così dire, sorvegliavano l'evoluzione umana che essi stessi avevano promosso.

La pioggia incominciò a cadere, mentre i fulmini illuminavano a giorno il paesaggio. Parsifal continuò a passeggiare, incurante dell'acqua che lo stava inzuppando.

CAPITOLO 3

(FUORI TESTO: 28 AGOSTO)

Glenn Mc Iveny fissò stupito Parsifal dopo che questi gli ebbe esposto i dati ricavati dall'analisi delle trasmissioni di END OF WORLD dal 20 al 34 agosto. Lo aveva trovato alle 8 del mattino davanti alla sede dell'emittente, insieme a Soren Hildegard, un altro agente WASA in incognito e si era subito accorto che quella visita preludeva ad una rogna.

"una replica di un brano in 6 ore? Non è possibile." Disse.

"E' sucesso. Il brano è quì, nel CD. devo sapere chi ha programmato la scaletta."

"E' questo il punto. La scaletta la fa il computer che seleziona brani sempre nuovi. Esiste un lasso minimo di tempo per una replica, che non scende sotto i 4 giorni. Forse c'è stato un guasto all'elaboratore."

"Chi cura il computer? Ci sarà pure un minimo di manodopera." Chiese Hildegard.

"Certo. E' Charles Backstone ad occuparsi delle programmazioni. Volete che lo chiami?"

"No. Andiamo tutti e tre da lui." Rispose seccamente Parsifal.

Charles Backstone era un omone bonario, con la faccia paffuta e l'aria di un gaudente. Visionò i dati della registrazione, poi guardò i tre disorientato.

"Che strano. Ho programmato il computer 12 giorni fa e non c'erano repliche. com'è possibile che abbia selezionato due volte lo stesso pezzo?"

"Deve saperlo lei." Rispose Parsifal. "Dopo il 18 agosto non ha più toccato l'elaboratore?"

"No. L'avrei fatto domani. Se volete possiamo rianalizzare i dati."

"Si. Facciamolo subito, per favore." Incalzò Parsifal.

"Come mai una cosa così bizzarra interessa Scotland Yard? Cosa può avere a che fare con l'interferenza dei giorni scorsi?" Chiese Backstone divertito.

Hildegard assunse un tono duro.

"Non è argomento di conversazione. Vuole iniziare a scansionare la memoria del computer?"

In pochi minuti venne fuori un dato nuovo: LOVE ME NOW non era un brano in scaletta perchè la stazione radio non lo aveva nel suo archivio musicale. Il pezzo si era sostituito da solo per due volte ad altre due canzoni più recenti.

"Qualcuno si è inserito nel programma dall'esterno ed ha immesso un dato nuovo?"

Chiese Mc Iveny allarmato, rivolgendosi a Backstone.

"E' l'unica possibilità; qualcuno che conosceva la nostra password."

Parsifal chiese a Mc Iveny l'elenco di tutti i collaboratori dell'emittente, compresi quelli che avevano lasciato il lavoro nell'arco dei 6 mesi precedenti.

"Nessuno ha lasciato la radio da quando io l'ho acquistata un anno fa. La password è la stessa da allora. Siamo in 5 a portarla avanti e nessuno farebbe una cosa simile." Rispose l'uomo con naturalezza.

"Vorrei controllare comunque i nominativi dei suoi dipendenti. Se sono i soli a conoscere la chiave d'accesso, uno di loro deve essere il responsabile di questa storia." Ribattè Parsifal. Charles Backstone scattò all'impiedi.

"Questo non è detto. Esistono pirati informatici capaci di entrare nei sistemi telematici delle banche. Vuole che non siano stati in grado di violare il nostro computer?"

"Valuteremo anche questa possibilità; ora però incominciamo dalle cose più semplici." Lo troncò Hildegard.

"Signori, scusate...ma credo che per quello che state facendo, occorra perlomeno un mandato." Insistè Backstone. Parsifal sorrise e tirò fuori un tesserino, mostrandolo prima a Mc Iveny, poi a lui.

"Se non fosse ancora chiaro, noi siamo agenti speciali di Scotland Yard, incaricati di indagare su di un fenomeno radio che ha provocato la sparizione di un'unità da guerra della ROYAL NAVY. Abbiamo pieno mandato di interrogare, perquisire, fermare, arrestare e se necessario, usare la forza. Questo non è un caso di reato informatico, ma un'emergenza legata alla sicurezza militare del Regno unito."

Disse con tono imperioso.

"Ora se avete difficoltà a collaborare, possiamo chiedere rinforzi e mettere sottosopral'intera emittente. dopo però sarà assai improbabile che continuiate a trasmettere." Concluse.

Glenn Mc Iveny fece bruscamente cenno all'altro di non rispondere.

"Collaboreremo pienamente. Diteci da dove dobbiamo incominciare." Disse con tono cordiale.

Gli operatori della radio vennero interrogati, mentre la centrale comunicava i dati relativi alle loro posizioni. Nessuno risultava incluso in categorie classificate come "sospette". Erano tutti innocui tecnici, con vite tranquille. Non sembravano aver a che fare con affari di spionaggio, tantomeno con interferenze aliene.

Parsifal chiamò Mc Iveny in disparte e gli chiese se avesse comunicato la password alla moglie, oppure a Jennifer Neilish, con la quale aveva avuto in passato una relazione. L'uomo negò senza esitare; solo lui e gli altri addetti conoscevano quella sequenza.

"D'accordo, signor Mc Iveny. Ora però ho biosogno di sapere da quali fonti attingete per rifornirvi di brani musicali. Dobbiamo incominciare a sondare i vostri fornitori."

"Non è un problema." Rispose l'uomo. "Anche questo è lavoro del computer. siamo connerssi con gli archivi musicali della radio nazionale, precisamente a Londra, glasgow, Edimburgo e Liverpool."

"Una bella rete! Incominciamo subito ad esplorarla."

Dopo un'ora di ricerche, il risultato fu deludente. Solo l'archivio di Londra possedeva il brano in questione, ma si trattava del remix del 2001. Il pezzo era diverso, come strumentazione e arrangiamento.

"E' un brano molto raro." Osservò Charles Backstone. "Ha avuto un exploit almeno 30 anni fa e non credo si sia mantenuto a lungo. oltretutto quando viene fatta una reincisione computerizzata, le versioni originali vengono cancellate. La strumentazione è superata e la qualità d'ascolto scadente."

"Quindi il punto sta nel trovare un archivio in cui esista una copia della versione originale. Voi potete farlo?" CHiese Hildegard.

"In teoria si, ma occorrerebbe un tempo indefinito. Non tutti gli archivi sono informatizzati, senza contare i privati, i collezionisti. Potrebbe trovarsi ovunque."

Rispose l'uomo.

Parsifal capì che quella gente non poteva più aiutarlo. Oramai si era spinto troppo oltre e non poteva lasciare il personale della radio con una serie di informazioni a metà.

Appena uscito chiamò Strike, chiedendogli di far partire dalla centrale un MC-team (memory-clearing). Si trattava di un gruppo di esperti in induzione di amnesia. Gli uomini di END OF WORLD sarebbero stati prelevati, sottoposti ad un trattamento di induzione amnesica selettiva e nei giorni successivi non avrebbero ricordato nulla di quanto era accaduto.

Strike non obiettò, ma chiese di conoscere gli sviluppi dell'indagine. Intorno alle 20 Parsifal arrivò alla base operativa.

Le operazioni di scandaglio avevano una specie di desertificazione sul fondo marino. Flora e fauna erano pressochè scomparse e la temperatura dell'acqua si era abbassata di 2 gradi, rispetto alla zona circostante. Tracce di radioattività si rilevavano nell'acqua, fino al fondale. Simili alterazioni erano state trovate neri campioni di terreno situati accanto alla costa. Mancavano molte piante e vi erano segni di sradicamento. Drasticamente diminuiti gli animali, gli uccelli ed anche gli insetti. Nessun uono risultava scomparso, fatta eccezione per due vagabondi della zona, dei quali non si avevano più notizie.

Gli aerei avevano rilevato una leggera jonizzazione dell'aria ed un abbassamento del tasso di umidità. Anche il tasso di ossigeno era lievemente disceso, fino alla quota di 400 metri. In pratica, oltre quell'altezza, l'aria era rarefatta, come se ci si trovasse su di un monte alto 1500 metri.

Globalmente il fenomeno era in netto decrescendo, considerando l'afflusso di aria e acqua dalle zone limitrofe; tuttavia era stato evidenziato una specie di fronte ciclonico, largo proprio 180 km, che in un certo modo tendeva ad isolare la zona.

Un calcolo computerizzato indicava che alle 04,15 del 23 agosto, cioè al momento della sparizione della DISRAELI, l'intera area doveva essersi trovata in condizioni ben diverse dalle zone circostanti.

"In pratica è come se fossde stato risucchiato un po' di tutto: animali, piante, ossigeno, acqua. Come se dallo spazio si fosse attivato una specie di aspiratore."

Commentò sarcasticamente Strike.

Parsifal non era affatto stupìto; espose i dati ricavati dalle sue ricerche. L'altro lo ascoltò perplesso.

"Piuttosto fantasiosa come tesi. Una canzonetta stonata ad arte che rappresenta un segnale per gli alieni. Comunque la coincidenza c'è e non possiamo ignorarla."

Commentò Strike ironico.

"Dobbiamo trovare il possessore di questo brano. lui potrebbe essere l'appoggio a Terra di questi...."

"Alieni?" Lo interruppe l'altro. "Non è da escludere. Il guaio è se ce ne sono più di uno. Sarà un problema sondarli tutti."

"Incominciamo a cercare. Partiremo dagli archivi più in vista; magari arriveremo anche ai privati." Insistè Parsifal.

"D'accordo. Comunque esponi dettagliatamente il problema alla centrale. Dovrai faticare un po' per vincere il loro scetticismo."

Vincent Strike non sbagliava. Carole Foulignant, webmaster dell'Agenzia, rimase molto stupita. Da quando lavorava per la WASA non aveva effettuato una ricerca così bizzarra. Gli disse comunque che sarebbe occorso un po' di tempo per scandagliare le banche dati di tutti gli archivi musicali europei e dei giorni per querlli diffusi sul resto del globo.

Alle 22 chiamò Ahmed Gasafi, appena arrivato in zona con il CM-team. Chiese conferma sui nominativi dei soggetti da trattare. Vincent Strike gli fornì anche querllo di Jennifer Neilish. Parsifal lo fissò con aria ostile.

"Non fare il tenero." Gli disse l'uomo cinicamente.

"Il fatto che te la sia portata a letto non è un buon motivo per riservarle un occhio di riguardo. Oltretutto non le verrà fatto alcun male; dimenticherà e basta. Crederà di aver passato questi giorni immersa nella sua routine abituale."

Parsifal non rispose; sapeva che l'altro aveva ragione. C'erano delle volte in cui odiava quel lavoro che lo costringeva a manipolare gli altri come se fossero burattini. Carla lo aveva sempre accusato di essere un egoista, che organizzava ogni cosa per soddisfare i suoi bisogni. Lo aveva combattuto accanitamente per questo e forse aveva avuto anche ragione. Dal suo canto Parsifal era sempre stato convinto di aver agito nell'interesse di entrambi. Forse anche questo era egoismo. Cos'era poi davvero l'altruismo nella vita?

FUORI TESTO 29 AGOSTO

Carole Foulignant richiamò alle 9 passate del mattino successivo, trovando Parsifal pronto davanti allo schermo. Lui aveva trascorso la notte all'interno della base, anche perchè durante l'operazione di memory clearing non era prudente che si mostrasse in giro. Ahmed Gasafi aveva comunicato poco dopo le 2 del mattino che tutto era andato bene. Ora ne Jennifer, ne Mc Iveny ed i suoi collaboratori, avrebbero più ricordato la sua esistenza.

"La tua canzone è davvero un pezzo da museo; abbiamo fatto una bella fatica a trovarla." Gli disse la donna ridendo.

Parsifal si sentì soddisfatto. "Dove si trovava?" Chiese.

In tutta Europa vi è un solo posto in cui è conservato il testo originale e non è nemmeno un archivio collegato alla rete INTERNET. Ti invio il file completo.

LOVE ME NOW era uscita dal commercio nel 1980. Entro il 2000 tutte le copie erano state convertite in laser CD, ma quando nel 2001 un gruppo di Osaka aveva riarrangiato il brano, immettendolo nuovamente sul mercato, i remix avevano sostituito del tutto la vecchia versione, i cui CD erano stati inceneriti per esclusivizzare la vendita della nuova versione. Nessun archivio computerizzato in tutta Europa conteneva la versione originale, ma ognuno conteneva gli elenchi dei brani custoditi in altri depositi non collegati direttamente. Così si era arrivati a scoprire l'unico posto del continente in cui vi era un CD con su la canzone in prima versione.

Si trattava di un deposito appartenuto ad una emittente radio privata che aveva trasmesso fino al 1999 con il nome di RADIO AVANGUARDIA. La stazione situata a Bologna, in Italia, era stata chiusa dopo che un'indagine della polizia aveva scoperto al suo interno elementi eversivi che trasmettevano messaggi ritenuti pericolosi per l'ordine pubblico. I responsabili dell'emittente, i cui nominativi venivano riportati, erano finiti in carcere e l'archivio musicale messo all'asta giudiziaria, per essere acquistato da un collezionista romano di nome Dario Monacelli. L'uomo era morto nel 2006 per cause naturali e tutti i suoi beni erano finiti alla seconda moglie, una certa Egle Misamby. Quest'ultima non si era risposata. Nulla risultava a carico dei due.

"sei fortunato, Parsy. ti si prepara un bel viaggio a Roma e magari anche un flirt con la vedova."

Commentò divertito Vincent Strike. Poco dopo giunse la comunicazione della Centrale. Yleanna Brezinsky, informata dei fatti, aveva disposto che Parsifal si recasse in Italia per proseguire le indagini. Entro poche ore avrebbe avuto un nuovo nome, altre coperture e tutto quanto necessario per agire indisturbato. A Roma poi vi sarebbe stato un agente di supporto a cui ricorrere in caso di necessità. era anche stato identificato il numero di cellulare di Egle Misamby ma purtroppo ciò non permetteva di localizzare la donna. La comunità Europea aveva varato da un anno una legge che vietava l'istallazione sui cellulari delle cosiddette CIMICI. In passato i servizi di sicurezza potevano controllare la posizione di qualunque cittadino possedesse un telefonino personale grazie a questi chip che emettevano segnali personalizzati. Si era trattato del più capillare controllo della popolazione messo a punto dai governi che però era stato apertamente contestato in quanto ritenuto contrario alle norme sulla privacy. L'Europa era stata la prima ad abolirlo e nel resto del Mondo ci si avviava gradualmente a fare la stessa cosa.

CAPITOLO 4

Alle 20,10 di quella sera il volo BS 129 della British Airways portò all'aeroporto romano di Fiumicino l'ispettore dell'Interpol Arthur Lambert, alias Parsifal Valdes. C'era già una prenotazione a suo nome all'hotel Giolitti, nonchè una BMW PANTHER, presa a noleggio a tempo indefinito.

poco dopo le 22 l'uomo arrivò davanti all'abitazione di Egle Misamby, una villa situata nella zona dei Parioli. Il posto sembrava deserto ed una segreteria collegata al campanello d'ingresso comunicò che gli abitanti della casa non erano in sede. Parsifal notò che l'area circostante l'edificio era protetta da un sistema antifurto a sensori del tipo SJ-40, il modello più avanzato del settore, lo stesso usato per difendere le residenze degli agenti della WASA.

Chiamò la donna sul telefono personale, ma anche quì gli rispose una segreteria. l'uomo impostò un messaggio numerico del tipo BACK SIGN. Quando Egle Misamby avesse riattivato l'apparecchio, egli sarebbe stato avvertito con uno squillo e così avrebbe potuto richiamarla.

Tornò al centro di Roma e si piazzò ad aspettare in un night club, in compagnia di una turista appena conosciuta.

Il segnale giunse alle 03,30, sorprendendolo in una situazione piuttosto delicata.

Parsifal lasciò Jana che stava per addormentarsi ed andò nel salottino della suite per telefonare.

Alla Misamby disse di stare svolgendo indagini su di un traffico di opere d'arte, chiedendole di incontrarla per avere informazioni. La donna si allarmò ma lui la rassicurò, dicendole che il suo nome era comparso nella lista delle persone a cui vendere materiale falso, per ingannare la ricerca dei ricettatori.

"Io non compro opere d'arte." Rispose prontamente Egle.

"non vuol dire nulla." Replicò lui con cortesia. "E' probabile che questa gente l'abbia individuata come una benestante e progetti di truffarla. Quand'è che posso incontrarla?"

"Sono in vacanza a san Remo; non rientrerò prima di metà settembre."

Il tono di Egle si stava facendo scostante, ma lui non vi fece caso.

"Nessun problema. Mi lasci il suo indirizzo; la raggiungerò domani stesso." Concluse Parsifal con tono deciso.

FUORI TESTO 30 AGOSTO

Nel pomeriggio del giorno sucessivo l'uomo era a San Remo, all'hotel presso cui Egle Misamby alloggiava. La donna lo aCCOLSE IN COMPAGNIA DI UN INDIVIDUO SULLA CINQUANTINA, MOLTO ELEGANTE, CON L'ARIA IMBRONCIATA. Lo presentò come Enrico Vanardi, impresario teatrale Genovese, suo compagno. Egle Misamby era una donna Somala, molto bella, con la pelle scura e lunghi capelli ricci.

"Ci farebbe molto piacere sapere chi è veramente lei. Abbiamo chiamato la Questura di roma e ci è stato risposto che nessuno sta svolgendo indagini sulla signora." Disse Vanardi con tono quasi minaccioso.

"Ora se lei ci dice ci è e perchè si trova quì, chiariremo tutto. Altrimenti saremo noi a chiamare la polizia." Concluse, indurendo ulteriormente il tono.

Parsifal non si scompose, estrasse il tesserino dell'Interpol e, con un gesto elegante, lo depose sul tavolino, sotto gli occhi dei due.

"Ispettore Arthur Lambert...Interpol? Che storia è?" Chiese Vanardi interdetto.

"Una storia che non la riguareda." Rispose Parsifal gelido.

"Sono quì per parlare con la signora. Ora due sono le cose: o lei si allontana per la durata del colloquio, oppure la farò allontanare dalla polizia con la quale collaboro e successivamente la denuncerò per resistenza a pubblico ufficiale."

Si fermò e fissò l'uomo con un sorriso ironico.

"Cos'ha deciso?" Gli chiese un attimo dopo.

"E' meglio che tu vada." Intervenne preoccupata Egle, rivolta all'amico.

"Ti chiamerò quando questo equivoco sarà chiarito."

L'uomo era paonazzo; si avviò verso la porta a passi veloci.

"Questo è abuso di potere. Io ho molte conoscenze in alto; la cosa non finirà quì."

Disse con voce afona.

"finirà con grossi guai per lei, se non la smette. Le sue conoscenze altolocate non fanno nemmeno il solletico all'Unione Europea per cui lavoro." gli rispose noncurante Parsifal.

Ad Egle raccontò che i trafficanti d'arte trafugata usavano un codice particolare, basato su brani musicali che venivano trasmessi da emittenti complici in determinate fasce orarie. fra quei brani c'era LOVE ME NOW, che rappresentava il segnale di arrivo di un carico contrabbandato. Le ricerche avevano evidenziato che lei era l'unica in Europa a possedere quel pezzo, quindi era chiaro che qualcuno glielo aveva replicato a sua insaputa per utilizzarlo.

La donna rimase stupìta ed anche visibilmente spaventata.

"Io non conosco questa canzone. A dire il vero non so nemmeno quanti siano i brani contenuti nella collezione del mio povero marito." Rispose disorientata.

"Ma questi CD si trovano ancora a casa sua?"

"Certo. non li ho toccati quasi mai negli ultimi anni."

"E non riesce ad immaginare chi possa aver manomesso l'archivio? Magari qualcuno che lei frequenta." Incalzò Parsifal. La donna sorrise.

"Se allude ad Enrico, è fuori strada. E' un po' burbero ma è un uomo buono come il pane."

"E' molto che vi conoscete?"

"Bè...nel senso che lei intende, sono 4 mesi, ma eravamo amici già da prima, almeno 2 anni

Parsifal assunse un tono accorato.

"Senta: so di essere indiscreto, ma devo chiederle se in questi ultimi tempi qualcun altro ha frequentato la sua casa in maniera...diciamo familiare.,"

Egle fece una smorfia di imbarazzo.

"Adire il vero si, ma si trattò di una storia molto breve; non più di 3 settimane."

"Chi era?"

"Un certo Filippo Siniscalchi, si occupava di marketing internazionale, un tipo strano. Avemmo una breve relazione nel mese di Gennaio, subito dopo Capodanno. L'avevo conosciuto proprio in quell'occasione ad una festa in un locale. Ci lasciammo quasi subito; non eravamo fatti l'uno per l'altro."

"Ha indirizzo e telefono di questa persona?"

"Certo. Ma non vorrà tirarlo in ballo. Mi creerebe solo imbarazzo."

"Non lo chiamerò, stia tranquilla. Devo solo fare una verifica."

La donna diede a Parsifal un numero telefonico ed un indirizzo corrispondente ad una strada di Civitavecchia. L'uomo attivò il computer portatile e, sotto i suoi occhi fece una ricerca veloce. Alla fine la guardò con un mezzo sorriso.

"Lei non è mai stata a casa del signor Siniscalchi. E' vero?" Le chiese. Egle annuì.

"Il suo uomo non abitava lì; l'indirizzo corrispnde ad un deposito di alimentari. Quanto al numero, risulta disattivato da 12 mesi. Apparteneva ad una donna che fu derubata e denunciò regolarmente il furto del telefono personale."

Egle si portò una mano sulla bocca.

"Un falso? Ma come è possibile?"

"Non lo so ancora, ma credo debba dirmi di più su questa storia."

Seppur di malavoglia Egle raccontò i particolari di quella relazione. Siniscalchi l'aveva galantemente avvicinata durante la notte di Capodanno, durante un veglione organizzato presso il Chamber Club di Cortina D'Ampezzo. L'uomo aveva incominciato a corteggiarla con molta abilità. Sulle prime lei aveva mostrato diffidenza ma poi, vedendo le maniere gentili dell'uomo, si era decisa ad accettare di incontrarlo. Dopo meno di un mese i due si erano lasciati. Lui mostrava nei suoi riguardi disinteresse ed insofferenza. Dopo la separazione non vi erano stati più contatti. Ufficialmente Siniscalchi era un esperto di marketing, girava l'Europa come libero professionista, consulente di varie aziende; insomma un quadro marcatamente sfocato.

"Dobbiamo tornare a casa sua a Roma." Disse Parsifal deciso.

"Adesso? Ma perchè?"

"Mi dispiace ma è necessario che io controlli quella collezione di brani musicali. E' un fatto di vitale importanza."

"Dovrò spiegare tutto ad Enrico; sicuramente la prenderà male."

"se davvero è l'uomo comprensivo di cui mi ha parlato, capirà. Si prepari per favore; prima partiamo, meglio è.

I due giunsero a Roma alla villa di Egle Misamby dopo tre ore circa. L'edificio era intatto; l'allarme inserito, senza alcun segno di manomissione. Parsifal fece un giro veloce all'interno della casa, accorgendosi immediatamente che si trattava di un'abitazione di lusso. Dario Monacelli era stato un uomo molto ricco e la moglie ora beneficiava pienamente degli agi venutigli dall'eredità. La collezione si trovava nel livello sotterraneo; 3500 fra CD, vecchi dischi, cassette a nastro, lacche e persino antiche bobine, conservate in una enorme scaffalatura. Il catalogo era fortunatamente computerizzato ed al nome del brano "Love me now", inserito nell'opera "Golden Tears", si accompagnava la posizione precisa data dalla numerazione degli scaffali. La data dell'ultimo accesso era stato cancellata e questo mise Parsifal sul chi vive. I suoi sospetti divennero certezza quando si rese conto che il CD non era presente al suo posto; chiaramente qualcuno lo aveva portato via. Un ulteriore controllo sull'aggiornamento del catalofgo effettuato da Monacelli poco primadi morire evidenziava come il brano fosse ancora presente; se davvero Egle non aveva toccato quel materiale, c'era stato chiaramente l'intervento di qualcun altro.

"Lei non ha una foto o una ripresa video di questo Filippo Siniscalchi?" Chiese Parsifal alla donna che non riusciva ancora a comprendere la reale portata dei fatti.

"No. Non ce n'è stato tempo; la nostra storia fu brevissima." Rispose esitando, poi si bloccò.

"Forse però c'è qualcosa."

"Dove?" La incalzò lui.

"L'impianto antifurto include un sistema di videosensori che si disattivano automaticamente pochi secondi dopo il mio ingresso in casa. Di solito ci vuole tempo dal giardino all'interno per cui quando si entra le videocamere sono già spente, ma una volta......."

"...Cosa accadde?" Parsifal era sulle spine.

"Ci fu un guasto alla rete autonoma, un black out fugace mentre entravamo; lo ricordo perchè pioveva a dirotto. In quel caso l'allarme si riattiva automaticamente, poi si spegne appena il sensore riprende la mia immagine. Se è andata così quella sera siamo stati filmati....forse il dato è in memoria."

"Ricorda quando è successo?"

"Il giorno no, comunque era Gennaio, questo è certo."

Parsifal impostò velocemente i dati del sistema antifurto sul computer. C'era effettiovamente una ripresa interrotta due volte risalente alle 01,44 del 18 gennaio. L'immagine comparve mostrando Egle che rideva e ad un certo punto un uomo che la cingeva con le braccia alle sue spalle. Per un attimo comparve un volto piuttosto in ombra, poi il video si interruppe.

"E' lui?" Chiese Parsifal. La donna annuì in silenzio.

"Bè....non è molto, ma forse sarà sufficiente a capire chi era realmente il suo amico."

Mezz'ora dopo Parsifal era a casa di Emidio Fasano, agente di appoggio della WASA a Roma. L'uomo possedeva un computer collegato alla banca dati del Dipartimento Italiano di Sicurezza interna. La foto del presunto Filippo Siniscalchi venne caricata sul programma Explorer e la risposta giunse proprio dall'archivio Nazionale Schedati, in soli tre minuti. Si trattava in realtà di un certo Armando Oropalli, età 44 anni, nativo di una cittadina del meridione. l'uomo aveva precedenti penali: arrestato e condannato tre volte per ricettazione, furto telematico e falsificazione di dati informatici. L'ultima condanna risaliva al 1999; tre anni scontati presso il soggiorno penale di Forlì. L'ultimo domicilio conosciuto risultava trovarsi a Verona; c'era anche il numero del telefono personale.

"Condannato nel 1999? E' lo stesso anno in cui vennero arrestati quelli di radio Avanguardia, l'emittente che possedeva il brano." Osservò perplesso Parsifal.

"Possiamo vedere chi erano questi individui e dove vennero reclusi?"

Emidio Fasano annuì ed incominciò ad impostare i dati. Anche stavolta la risposta non si fece attendere.

Radio Avanguardia era stata chiusa nel dicembre 1999, poichè trasmetteva messaggi che la magistratura interpretò come incitazioni all'eversione. La stazione aveva solo due addetti: Saverio Becchelli e Ivan Mantegaschi. Entrambi furono condannati a due anni da scontare nel reclusorio di Forlì. Becchelli morì in carcere sette mesi dopo per un infarto; Mantegaschi venne liberato nel 2000 per buona condotta. Da quel momento non ebbe più a che fare con la giustizia. La scheda riportava il suo ultimo domicilio, numero telefonico e residenza, anche questa a Verona.

"Si saranno conosciuti in carcere e lì saranno entrati in combutta." Commentò Fasano."Peccato non sia possibile localizzarli con il cellulare." Aggiunse.

"Già" Commentò amaramente Parsifal. "Le leggi sulla privacy."

Rapidamente venne inviato un resoconto dei fatti alla Centrale, con la richiesta di informazioni sui nominativi evidenziati. Il computer centrale della WASA non fornì ulteriori novità sui due; i loro numeri telefonici risultavano comunque disattivati dal mese di Gennaio, lo stesso periodo in cui era stato rubato il CD in casa di Egle Misamby.

"Facciamo diffondere le foto a tutte le polizie del globo. Dobbiamo trovarli." Disse deciso Parsifal.

CAPITOLO 5

FUORI TESTO 31 AGOSTO

Alle 10,30 del mattino arrivò una chiamata dalla Centrale sul telenet. Parsifal stava indugiando nel salone bar dell'albergo, alle prese con un'appetitosa colazione all'Italiana.

"Abbiamo nuovi dati sull'analisi della tua canzone." Gli disse con aria pungente Carole Faulignant.

"Non è la mia canzone; può darsi che alla fine di questa storia diventi la nostra." Rispose lui sornione. La donna sembrò turbata.

"Evita i tuoi exploit da latin lover e ascolta piuttosto. Si tratta di cose importanti."

"Ti ascolto; era solo per sdrammatizzare un po'."

Parsifal escluse il video e indossò un auricolare. In pratica l'analisi frequenziale del brano aveva messo in evidenza un segnale radio emesso ad altissima frequenza, della durata esatta di 7 secondi, corrispondenti al tempo di prolungamento già rilevato. Il segnale era diviso in tre parti, due della durata di 3 secondi ed una di un secondo, distribuite rispettivamente all'inizio, a metà ed alla fine del pezzo. La traduzione del segnale era stata effettuata in tutti gli alfabeti e conseguenti lingue conosciute, incluse quelle in disuso, fino all'antico Egizio ed al pre-Accadico, ma in nessun idioma esso aveva mostrato avere un significato intellegibile. La conversione in codice binario, in morse ed in altri codici conosciuti sulla Terra aveva dato risultati ugualmente incomprensibili. Anche la traduzione diretta in note musicali aveva generato un suono non accostabile ad alcun stile melodico. Infine la conversione in colori aveva dato una sequenza che non si accostava a quella dell'arcobaleno, nè di altre emissioni luminose catalogate dagli archivi astronomici. Da ciò gli analisti avevano concluso che si trattava di una sequenza esclusiva e prefissata, non ricollegabile e metodiche comunicative convenzionali. era anche chiaro che solo con l'ausilio di un computer ad altissima potenza sarebbe stato possibile inserire nel brano una simile sequenza, quindi le direttiva attuale era quella di cercare un elaboratore che avesse determinate caratteristiche che gli consentissero l'attuazione di un simile programma.

"Sto seguendo una pista interessante; non so se mi porterà a questo computer, ma ho buone probabilità di arrivare ai responsabili della manipolazione." Rispose Parsifal.

"Questo non devi dirlo a me." Rispose la donna seccamente. "Le direttive d'indagine le decide la "Signora". Devi chiamarla appena avremo chiuso; vuole parlarti. Intanto ti trasmetto il segnale. Ti invio la versione originale di impulsi e le conversioni in binario, morse, colori, note musicali e lettere dell'alfabeto occidentale standard. Tieniti pronto a registrare."

Parsifal eseguì, poi rientrò in camera e da lì chiamò direttamente Yleanna Brezinsky, illustrandole gli ultimi avvenimenti. Lei lo ascoltò seria, fissandolo con la sua solita espressione amimica.

"E' piuttosto strano, quasi ridicolo che le sue ricerche stiano portando a dei piccoli pirati dell'emittenza radio ed a un truffatore di meza taglia. Non trova?" Gli chiese poi scettica.

"lo penso anch'io ma gli indizi che ho raccolto sembrano indirizzarmi proprio a questa gente. Potrebbero essere i basisti di un gruppo assai più organizzato."

"Se hanno qualcosa a che vedere con l'affare lo sono certamente. Comunque abbiamo già diffuso i loro dati. Tutte le polizie della Terra sanno di doverci informare qualora abbiano informazioni utili, ovviamente con l'eccezione di quelle dei paesi che non ci sono amici."

"Già....e non sono pochi: il Blocco Islamico, la Cina, l'unione del sud est Asiatico. I nostri uomini potrebbero essere già lì."

"Credo di no. Un'ora fa abbiamo controllato le foto e i nominativi di tutti i passeggeri imbarcati sui voli diretti in questi paesi, partiti negli ultimi 30 giorni. I suoi ricercati non risultano."

Parsifal sorrise soddisfatto. "posso avere dati più dettagliati sugli ultimi spostamenti dei due ?"

"Non abbiamo molto, le trasmetto tutto quello che abbiamo trovato. Mi richiami appena ci saranno novità."

"Grazie. Come vanno le ricerche sulla costa Scozzese?"

Yleanna sorrise quasi sprezzante.

"Vanno come un buco nell'acqua. Oramai quel settore ci serve come copertura. Se qualcuno ci osserva, finchè crede che stiamo tentando di localizzare il relitto della Disraeli in fondo al mare, non farà caso a lei e i suoi spostamenti. Devo anche avvisarla che all'alba di oggi è entrata in azione un CM-team. Quella donna, Egle Misamby, insieme al suo amico, non devono ricordare nulla."

Parsifal fece una smorfia di disappunto. La Signora lo incalzò severa.

"Mi dispiace per le sue public relations, ma è ovvio che meno tracce si lascia dietro, più ha possibilità di arrivare vivo al nocciolo della questione."

Concluse, chiudendo la comunicazione un attimo dopo.

I dati sugli spostamenti di Ivan Mantegaschi e Armando Oropalli erano veramente poca cosa; per lo più si trattava di indirizzi appartenenti a donne che negli ultimi anni avrebbero intrecciato relazioni con i due; nessuno era comunque recente. Parsifal intuì che seguendo quelle piste, si sarebbe sicuramente arenato e decise di tentare per altre vie. In quel momento aveva qualche vaga idea nella mente che contava di mettere in atto al più presto.

La prima mossa fu quella di entrare nel computer del Chamber club di Cortina, il posto in cui Egle misambi aveva incontrato Armando Oropalli. Fu un'operazione facilissima che l'uomo potè svolgere tranquillamente dalla sua camera. La prenotazione era stata effettuata il 19 dicembre, ovviamente a nome di Filippo Siniscalchi, tramite E-mail. Fortunatamente era annotato l'indirizzo del mittente:viviabog@euridice.com. Si trattava di entrare adesso nell'archivio Internet per risalire al nominativo reale di quell'indirizzo; anche per questo occorsero non più di 15 minuti ed alla fine venne fuori qualcosa di definito.

Il mittente era uno studio di Medicina Estetica situato a Bologna ed intestato ad una certa Viviana Bogrovid. Un veloce controllo evidenziò che la donna non aveva alcun precedente penale e viveva in Italia dal 2000, immigrata dal Montenegro.

Senza esitare Parsifal fece i bagagli e si mise in viaggio. Nel secondo pomeriggio era a Bologna, proprio davanti al villino in cui si trovava lo studio della Bogrovid.

Il posto sembrava tranquillo e soprattutto protetto da un sistema di allarme abbastanza sofisticato. Parsifal intuì che un sopralluogo notturno sarebbe stato meno sicuro di un intervento diretto ed attese fino alle 19; poi si presentò sotto il solito nominativo di Arthur Lambert e chiese di parlare con Viviana Bogrovid, esibendo il tesserino dell'interpol.

Fu ricevuto in pochi minuti; lei era una donna sulla trentina, con occhi verdi, carnagione chiara e capelli corvini molto corti. L'uomo ripropose la stessa versione fornita ad Egle misambi sul traffico di opere d'arte e le mostrò una foto di Armando Oropalli. Viviana trasalì, riconoscendolo subito con il suo vero nome.

"Che rapporti ha con quest'individuo?" Chiese Parsifal impassibile.

"Adesso nessuno....siamo stati legati in passato." Rispose lei con voce bassa. Spiegò di aver avuto una relazione con l'uomo, durata circa 6 mesi e finita proprio alla fine dello scorso anno. quando Parsifal le raccontò dei precedenti penali di oropalli lei sembrò cascare dalle nuvole; affermò di averlo conosciuto come agente di commercio internazionale, la stessa versione che l'uomo aveva fornito alla misambi. Si erano lasciati alla fine di dicembre; lui le aveva dato quello che Viviana definì aspramente un "bidone di Natale."

"Sa dove si trova adesso?" incalzò Parsifal.

"No. Probabilmente è a Verona. Aveva molti affari lì."

Parsifal tirò fuori la fotografia di Ivan Mantegaschi; Viviana lo riconobbe come un amico del suo ex compagno. Le era stato presentato durante un week end sul lago di Garda con il suo vero nome. L'uomo era ospite di una certa Laura Scelli, una donna Trentina con cui sembrava stare insieme.

"Non sa dirmi altro?" Concluse lui severo.

"Per carità...no! Deve credermi. Io ignoravo che Armando fosse coinvolto in attività illegali. Lui sembrava così intransigente."

Parsifal squadrò la donna; a conti fatti non sembrava mentisse. Si fece dare il recapito telefonico di Oropalli e lo controllò al computer sotto gli occhi di lei. Anche quel numero era disattivato, esattamente dal 23 dicembre dell'anno precedente.

"ho bisogno ancora del suo aiuto." Riprese. "Ricorda altre persone durante il week end di cui mi ha parlato? Quello sul Lago di Garda?"

Viviana negò, ma fu in grado di descrivere la casa in cui abitava Laura Scelli, un villino di lusso situato a Sirmione. Parsifal controllò velocemente il nominativo della Scelli e si accorse che nessuna abitazione era intestata a quel nominativo nella cittadina. La donna risultava invece risiedere a Stresa.

Chiamò la centrale immediatamente e chiese che due squadre ispezionassero le abitazioni segnalate, poi fissò Viviana bogrovid con un sorriso arcigno.

"io continuerò a tenerle compagnia finchè non avremo trovato i suoi amici." Disse serio.

"Faccia pure." Rispose la donna inorgoglita. "Non si illuda comunque di poter approfittare della situazione. Non so come ma mi difenderei in ogni modo."

Lui la fulminò con un'occhiata. "se lo può scordare. io non amo le donne dei criminali."

"Non sapevo che Armando fosse un delinquente! Gliel'ho detto! " Rispose lei battendo la mano sul tavolo.

Passarono due ore durante le quali i due si scambiarono si e no un paio di parole. Viviana si sentiva sequestrata ed era in uno stato d'animo a cavallo fra la paura e la rabbia. Dal suo canto Parsifal era preso dall'attesa di una che finalmente gli giunse pochi minuti prima delle 22. L'uomo raccolse la trasmissione dopo aver gentilmente chiuso la Bogrovid in uno sgabuzzino.

I microrilevamenti satellitari mirati sulle due ville di Sirmione e di stresa avevano dato esito positivo per la seconda. I termosensori avevano evidenziato la presenza di fonti di calore all'interno della casa; vi erano poi 3 auto parcheggiate ed una foto scattata ad una persona i cui tratti somatici risultavano accostabili a quelli di Armando Oropalli con un'approssimazione del 70%.

La "Signora" stava già organizzando un'operazione di incursione prevista per quella notte e Parsifal avrebbe dovuto ovviamente parteciparvi.

"Lei è un uomo fortunato, Valdes. La sua pista sembra essersi rivelata giusta. In quanto tempo può arrivare a Stresa?" Gli chiese.

"Due o tre ore al massimo." Rispose lui.

"Bene. La squadra l'attenderà lì. Ora le do le coordinate."

"Cosa devo fare della testimone?"

"La porti. Ci servirà per confermare i riconoscimenti. Penseremo dopo a lavarle la memoria." Come al solito il tono di Yleanna Brezinsky era gelido.

Quando Parsifal liberò Viviana la donna lo fissò con odio. Lui la fissò rabbonito.

"Le devo chiedere un ultimo favore, poi non avrà più alcun fastidio, ci può giurare."

"Cosa vuole ancora?" Chiese lei trattenendo un singhiozzo.

"Abbiamo localizzato Oropalli ed i suoi soci; deve accompagnarmi sul posto. C'è bisogno della sua conferma per il riconoscimento."

Viviana sorrise amaramente. "Ho scelta?" chiese ironica. L'uomo scrollò la testa.

FUORI TESTO . 1 SETTEMBRE

Andrei Telenkovic rimase immobile a fissare per buoni tre minuti lo schermo del computer portatile che gli illustrava i dati rilevati dal telescanner sul circondario della villa, poi volse lo sguardo verso Parsifal che lo fissava perplesso.

"E' un sistema di ultima generazione; non possiamo eluderlo." Disse laconico.

"Quindi dobbiamo solo irrompere. Faremo chiasso e la cosa non mi piace."

Rispose Parsifal.

"sarà tutto molto rapido; useremo gas soporiferi, proiettili anestetici; non ci saranno vittime. E' il nostro lavoro."

Parsifal non rispose, accese una sigaretta e diede un paio di tiri, osservando la villa attraverso i vetri del pulmino.

"A che ora?" Chiese sbrigativo.

"Alle 4, fra tre ore esatte; è il momento migliore. Tempo massimo di disimpegno: 7 minuti."

"d'accordo." Sospirò Parsifal. "Prepariamoci."

Viviana Bogrovid era stata già allontanata dalla zona; in quel momento si trovava narcotizzata a bordo dello stesso aereo che avrebbe prelevato Parsifal, Telenkovic, gli altri 4 uomini della squadra e gli occupanti della villa. Il velivolo era un FK-135 che emetteva radiosegnale NATO e si trovava parcheggiato al suolo, a 30 km di distanza; avrebbe decollato quando gli fosse giunto il segnale, per poi arrivare alla centrale della WASA in meno di tre ore.

Telenkovic ed i suoi parlavano poco e sembravano piuttosto scorbutici; l'Agenzia reclutava i suoi elementi di attacco fra ex mercenari, terroristi, guerriglieri, il meglio della manovalanza violenta fornita dalle guerre che costellavano ogni angolo di mondo. Quel quartetto in particolare proveniva dalla frangia estremista del gruppo MIRKOS, una sorta di esercito privato che perseguiva come fine l'unificazione Balcanica sotto un regime di stampo neo-nazista.

Parsifal si faceva ben poche illusioni sulla "pulizia" dell'operazione. Al primo segno di resistenza gli uomini di Telenkovic avrebbero usato le armi senza esitare. Il gas soporifero impiegava 5 secondi per agire, un tempo breve ma comunque sufficiente a permettere che individui esperti come gli occupanti della villa potessero indossare maschere di cui erano sicuramente forniti. Quanto ai proiettili anestetici, erano necessari 7 secondi prima che il soggetto colpito perdesse i sensi; in quel lasso di tempo era possibile estrarre un'arma e sparare. C'era da aspettarsi che tutto sarebbe finito in un piccolo macello. La stima ricavata dai termorilevamenti satellitari valutava a 7 persone la presenza umana all'interno della casa. Escludendo Armando Oropalli, Ivan Mantegaschi e Laura Scelli, ne restavano altri 4 che avrebbero potuto tranquillamente essere dei gorilla. Il dato era confortato dalle tre automobili parcheggiate all'esterno: una risultava essere della Scelli, un'altra era una familiare con targa falsa, la terza era un pulmino blindato, la cui targa era anch'essa artefatta. tutto faceva pensare che gli occupanti della villa fossero tutt'altro che pacifici. Unico aspetto favorevole era la posizione della casa, lontana dall'abitato ed abbastanza isolata. se le cose si fossero svolte rapidamente non ci sarebbe stato tempo sufficiente perchè la polizia Italiana si allertasse.

Alle 4 precise un razzo sfondò la porta d'ingresso, esplodendo e diffondendo il gas. contemporaneamente gli uomini che avevano circondato l'area scattarono oltre il perimetro dei sensori, dirigendosi verso l'edificio, mentre altri due razzi penetrarono attraverso le finestre. Parsifal era sul lato della facciata principale, mentre Telenkovic si trovava sulla parte del retro. Un altro elemento chiamato in gergo il "cecchino", lo stesso che assicurava la copertura con il lanciagranate, era rimasto a distanza, pronto a colpire eventuali fuggiaschi.

Una sagoma traballante sbucata sotto la soglia dell'ingresso venne colpita dalle salve anestetiche e si afflosciò lentamente. Uno degli uomini vi passò letteralmente sopra, irrompendo all'interno; un altro si lanciava attraverso la finestra; Parsifal entrò subito dopo attraverso la porta.

All'interno si vedeva poco ma lo schioccare delle armi automatiche fece immediatamente capire che la resistenza era abbastanza forte.

Un uomo che sparava da dietro una poltrona venne crivellato di colpi dal tiro incrociato dei due uomini della squadra i quali si lanciarono vewrso le stanze più interne. Parsifal li seguiva tenendosi costantemente basso e cercando di distinguere qualcosa in quel piccolo inferno nebbioso. Il gas era così denso che nonostante i visori notturni si vedeva a stento. L'uomo percepì il rumore di uno scatto metallico sulla sua sinistra e si voltò all'istante. fece appena in tempo a lanciarsi sul pavimento che una raffica gli passò a pochi centimetri. Una sagoma corpulenta stava guadagnando l'uscita sparando verso di lui. era letteralmente sbucata dal nulla, forse dall'interrato.

Parsifal rotolò fino alla finestra, poi fece per affacciarsi, ma l'individuo che era appena uscito gli sparava ancora addosso. Lui strisciò velocemente verso la porta, vide l'uomo fuggire verso le auto parcheggiate ed ordinò al cecchino di colpirlo con i proiettili anestetici. Il fuggitivo però si era messo già al coperto davanti al blindato, ne aveva aperto il portello con un comando a distanza e stava prelevando qualcosa dal vano bagagli.

Parsifal distinse appena la sagoma di un lanciagranate a spalla. L'uomo stava strisciando sotto il veicolo; era troppo tardi per cercare di addormentarlo.

sparò a raffica, costringendo l'altro a spostarsi di quel tanto che lo mise sotto il tiro del cecchino. Il colpo andò a segno, prendendo l'individuo su di un fianco. Questi si bloccò a pancia in giù ma continuò a muovere il lanciagranate. Stava puntando.

Parsifal sparò di nuovo, l'altro arretrò fino a trovarsi quasi scoperto. Erano passati forse 5 secondi, altri due e l'uomo sarebbe caduto nel sonno. Parsifal lo vide con il lanciagranate oramai puntato verso la casa. Un attimo dopo il blindato esplose, colpito dalla granata lanciata dal cecchino, seppellendo l'uomo sotto una vampata di fuoco.

Parsifal scattò all'esterno, raggiungendo il corpo senza vita e semicarbonizzato. Lo tirò fuori dal rogo afferrandolo per il collo e gli tolse la maschera. Il volto era pressochè intatto; si trattava di Armando Oropalli.

In quel momento Telenkovic comunicò che Ivan Mantegaschi e Laura scelli erano stati catturati incolumi. Gli altri 3 erano stati uccisi.

"Mi dispiace; hanno opposto resistenza armata." Concluse l'uomo seccamente.

Parsifal alzò lo sguardo; la sagoma del cecchino avanzava verso di lui imbracciando il lanciarazzi.

"Un macello...un maledetto macello." Pensò.

Un attimo dopo si udì un rumore cupo; seguito da una violenta folata di vento. l'FK-135 era fermo sopra di lui, a meno di 40 metri di quota.

Andrei Telenkovic venne fuori insieme agli altri due che portavano sulle spalle i sacchi contenenti i corpi addormentati dei prigionieri.

Il cecchino lanciò all'interno della villa un ultimo razzo con testata a timer; poi lasciò cadere un'altra granata a tempo accanto alle automobili parcheggiate.

"Il timer è pronto." Disse l'uomo rivolto al suo capo.

"Dobbiamo portare via anche i cadaveri; ancora qualche minuto." Rispose Telenkovic.

L'aereo si manteneva fermo a mezz'aria emettendo getti violenti di gas che sferzavano il suolo. Vennero issati attraverso apposite imbracature prima Mantegaschi e la scelli, poi i corpi di Armando Oropalli e degli altri uomini uccisi. Parsifal venne subito dopo; gli ultimi a salire furono quelli della squadra.

Finalmente l'aereo prese quota ed in quel momento la villa esplose con un violento bagliore. Il pilota impennò l'apparecchio raggiungendo quota stratosferica e superando mach 1 in soli 16 secondi. Due aerei dell'aviazione Italiana che stavano decollando per intercettarlo vennero bloccati da un contrordine trasmesso dal comando quando erano già in pista. La WASA disponeva di una tale rete di copertura da poter controllare i movimenti militari di tutte le Nazioni i cui servizi di Sicurezza afferivano ad essa.

Parsifal fissò con aria severa Te