LA NASCITA DI
GESU'
di Rainer
Maria Rilke
Se
in te semplicità non fosse, come
T'accadrebbe il miracolo
di questa notte lucente? Quel Dio,
vedi, che sopra i popoli tuonava
si fa mansueto e viene al mondo in te.
Più grande forse lo avevi pensato?
Se mediti grandezza: ogni misura umana
dritto attraversa ed annienta
l’inflessibile fato di lui. Simili
vie neppure le stelle
hanno. Son grandi, vedi, questi re;
e tesori, i più grandi agli occhi loro,
al tuo grembo dinanzi essi trascinano.
Tu meravigli forse a tanto dono:
ma fra le pieghe del tuo panno guarda,
come ogni cosa Egli sorpassi già.
Tutta l'ambra imbarcata dalle terre più remote,
i gioielli aurei, gli aromi
che penetrano i sensi conturbanti:
tutto questo non era che fuggevole
brevità: d’essi, poi, ci si ravvede;
ma è gioia - vedrai - ciò che Egli dà.

LA
NOTTE SANTA
di
Guido Gozzano
-
Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam
giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso
quell'osteria potremo riposare,
ché
troppo stanco sono e troppo stanca sei.
Il
campanile scocca
lentamente
le sei.
-
Avete un po' di posto, o voi del Caval Grigio?
Un
po' di posto per me e per Giuseppe?
-
Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son
troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe.
Il
campanile scocca
lentamente
le sette.
-
Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia
moglie più non regge ed io son così rotto!
-
Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate
al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.
Il
campanile scocca
lentamente
le otto.
- O
voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete
per dormire? Non ci mandate altrove!
- S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi
e di dotti, qui giunti d'ogni dove.
Il
campanile scocca
lentamente
le nove.
-
Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!
Pensate
in quale stato e quanta strada feci!
-
Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son
negromanti, magi persiani, egizi, greci...
Il
campanile scocca
lentamente
le dieci.
-
Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?
Albergarlo?
Sua moglie? Albergarli per niente?
L'albergo
è tutto pieno di cavalieri e dame
non
amo la miscela dell'alta e bassa gente.
Il
campanile scocca
le
undici lentamente.
La
neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
-
Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un
po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria
già trascolora, divinamente affranta...
Il
campanile scocca
La
Mezzanotte Santa.

E'
NATO! ALLELUIA!
di Guido Gozzano
E’
nato il sovrano bambino,
è
nato! Alleluia, alleluia!
La
notte che già fu sì buia
risplende
di un astro divino.
Orsù,
cornamuse, più gaie
suonate!
Squillate, campane!
Venite,
pastori e massaie,
o
genti vicine e lontane!
Non
sete, non molli tappeti,
ma
come nei libri hanno detto
da
quattromill’anni i profeti,
un
poco di paglia ha per letto.
Da
quattromill’anni s’attese
quest’ora su tutte le ore.
E’
nato, è nato il Signore!
E’
nato nel nostro paese.
Risplende
d’un astro divino
la
notte che già fu sì buia.
E’
nato il Sovrano Bambino,
è
nato! Alleluia, alleluia!

A
GESU' BAMBINO
di
Umberto Saba
La
notte è scesa
e
brilla la cometa
che
ha segnato il cammino.
Sono
davanti a Te, Santo Bambino!
Tu,
Re dell’universo,
ci
hai insegnato
che
tutte le creature sono uguali,
che
le distingue solo la bontà,
tesoro
immenso,
dato
al povero e al ricco.
Gesù,
fa' ch'io sia buono,
che
in cuore non abbia che dolcezza.
Fa'
che il tuo dono
s'accresca
in me ogni giorno
e
intorno lo diffonda,
nel
Tuo nome.

DIO
IN FASCE
di Federico Garcìa Lorca
E
così, Dio scomparso, che voglio averti.
Piccolo cembalo di farina per il neonato.
Brezza e materia unite nell'espressione esatta
per amor della carne che non sa il tuo nome.
E così, forma breve d'inefferabile rumore,
Dio in fasce, Cristo minuscolo ed eterno,
mille volte ripetuto, morto, crocifisso,
dall'impura parola dell'uomo che suda.

NATALE
SULLA TERRA
di Arthur Rimbaud
Dallo
stesso deserto,
nella stessa notte,
sempre i miei occhi stanchi si destano
alla stella d'argento,
sempre,
senza che si commuovano i Re della vita,
i tre magi, cuore, anima, spirito. Quando
ce ne andremo di là
dalle rive e dai monti,
a salutare la nascita del nuovo lavoro,
la saggezza nuova, la fuga dei tiranni e dei demoni,
la fine della superstizione,
ad adorare - per primi! - Natale sulla terra!

IL
MAGO DI NATALE
di Gianni Rodari
S'io
fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l'alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all'Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po' di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi
con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.
In
via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d'ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an'roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s'intende.
In
piazza San Cosimato
faccio crescere l'albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l'albero del panettone
in viale Buozzi
l'albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.
Continuiamo
la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all'albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello
degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.
Ogni
strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.
Per
ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per
i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l'albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.
Però
non lo sono:
che posso fare?
Non
ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

LA
BEFANA
di Giovanni Pascoli
Viene
viene la Befana
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.
Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.
Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccio leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?
Guarda e guarda...tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
guarda e guarda... ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini.
Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?
Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.
E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda... tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti...
E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila...
Veglia e piange, piange e fila.
La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.
La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sull’aspro monte.
I
RE MAGI
di
Gabriele D'Annunzio
Una
luce vermiglia
risplende
nella pia
notte
e si spande via
per
miglia e miglia e miglia.
O
nova meraviglia!
O
fiore di Maria!
Passa
la melodia
e
la terra s'ingiglia.
Cantano
tra il fischiare
del
vento per le forre,
i
biondi angeli in coro;
ed
ecco Baldassarre
Gaspare
e Melchiorre,
con
mirra, incenso ed oro.

I
M
AGI
di Angiolo
Silvio Novaro
La
carovana
non
è lontana
dei
Magi d'Oriente.
Scalpitio
di cavalli si sente,
suoni
di pifferi, confuse
arie
di cornamuse.
I
re portano tesori
su
cavalli bardati d'argento,
e i
pastori a passo lento
ingenui
cuori.

AUGURIO
Lode
al gaio ceppo festivo!
Balzate, fiamme, balzate gioiose.
salute alla coppa colma di vino!
spumeggia allegro, roseo liquore.
Dorme
nella mangiatoia il bambino.
Ragliare d’asini, muggire di buoi,
chiocciar di galline e canti di galli.
trabocca di gente stasera l’albergo,
in alto una stella splende e riluce,
prega il pastore accanto al suo gregge,
recano i Magi il dono regale,
cantano gli angeli in alto, nel cielo,
annunciano il dono divino d’amore.
Presto,
bambini, svegliatevi tutti,
svegliatevi e udite l’angelico canto,
lasciate il sonno, è giunto ormai il giorno,
il giorno glorioso, è giunto Natale!
Da La
stella di Betlemme di Agatha Christie Mallowan,
Edizioni Mondadori, 1996, Milano.

VANGELO
ARABO-SIRIACO DELL’INFANZIA
In
quel momento giunsero alcuni pastori
e appena ebbero acceso il fuoco in grande allegria
apparvero loro armate celesti
che lodavano e glorificavano Dio;
e lo stesso fecero i pastori.
E
la grotta parve in quel momento
simile ad un tempio di un mondo più alto
poiché voci celesti e voci terrestri
glorificavano e magnificavano
la nascita del Signore, Cristo.

TU
SCENDI DALLE STELLE
di sant'Alfonso de Liguori (1700)
Tu
scendi dalle stelle,
o
Re del cielo,
e
vieni in una grotta al freddo, al gelo.
Oh
Bambino mio divino,
io
ti vedo qui a tremar
o
Dio beato;
ah
quanto ti costò l’ avermi amato!
A
Te che sei del mondo
il
Creatore,
mancan panni e fuoco,
o
mio Signore.
Caro
eletto pargoletto
quanto
questa povertà
più
m'innamora,
giacch
é
ti fece amor
povero
ancora!

SILENT
NIGHT
Silent
Night
Silent night, holy night,
All is calm, all is bright,
Round yon virgin mother and child,
Holy infant so tender and mild,
Sleep in heavenly peace,
Sleep in heavenly peace,
Silent
night, holy night,
Shepherds first saw the light,
Heard resounding clear and long,
Far and near, the angel song:
Christ the Saviour is here,
Christ the Saviour is here.
Silent
night, holy night,
Son of God, oh, how bright
Love is smiling from thy face,
Peals for us the hour of grace.
Christ our Saviour is born,
Christ our Saviour is born.

JINGLE
BELLS
Dashing
through the snow
On
a one-horse open sleigh,
Over
the fields we go,
Laughing
all the way;
Bells
on bob-tail ring,
making
spirits bright,
What
fun it is to ride and sing
A
sleighing song tonight
Jingle
bells, jingle bells,
jingle
all the way!
O
what fun it is to ride
In
a one-horse open sleigh
A
day or two ago,
I
thought I'd take a ride,
And
soon Miss Fanny Bright
Was
seated by my side;
The
horse was lean and lank;
Misfortune
seemed his lot;
He
got into a drifted bank,
And we, we got upsot.
Jingle
Bells, Jingle Bells...
A
day or two ago,
the
story I must tell
I
went out on the snow
And
on my back I fell;
A
gent was riding by
In
a one-horse open sleigh,
He
laughed as there
I
sprawling lie,
But
quickly drove away.
Jingle
Bells, Jingle Bells...
Now
the ground is white
Go
it while you're young,
Take
the girls tonight
And
sing this sleighing song;
Just
get a bob-tailed bay
two-forty
as his speed
Hitch
him to an open sleigh
And
crack! you'll take the lead.
Jingle
Bells, Jingle Bells...