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Poesie ermetiche
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Poesie ermetiche
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Poesie ermetiche
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Poesie ermetiche
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Poesie ermetiche
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Poesie ermetiche
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Poesie ermetiche
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Poesie ermetiche
(nona parte)

 

 

POESIE ERMETICHE
(NONA PARTE)
di Alexandra Celia

 



 

L’INFINITO SPAZIO OVE NAVIGARE…

L’infinito è lo spazio racchiuso nei
Piccoli cunicoli del mio solitario cuore.
Un andare, come veliero veloce che gli
Oceani sorvola sfiorando le onde, che,
rigogliose echeggiano, ruggendo il
tuo nome, a me caro, indimenticabile,
un richiamo profondo, la voce del tempo
quello che fu, un esile attimo, rapito al
eterno esistere, ma che è tutto di te.
L’infinito, cos’è, se non
Un guardare in me, l’immensa luce
Di te. Oltrepassare il segno, ed estendere
La mia creazione nella tua creazione.
L’infinito, è, un pensarti ad ogni respiro, ad ogni
Mio alito di vita donato all’esistenza tutta.
L’infinito, la mia voce che racchiude il sonoro
Canto del tuo cuore, e nei miei occhi
Riflesso di un cielo senza fine,
Tu, tutto di te, in me infinitamente… racchiuso.
Tu, il mio esteso pensiero nel cuore!
(19 Aprile 2008)  

 

ESTENSIONE SENZA TEMPO

La sera enigmaticamente
Giunge dinanzi ai miei occhi,
ed io vado ivi immergendomi.
La stella lontana, contemplo,
poiché ella è grande, luminosa,
soavemente luminescente,
fulgidi bagliori di luce emette,
tanto che il cuor mio rapisce,
come in un sol vortice, e la mente
va così perdendosi in essa,
ogni mio pensiero, sogno, desiderio,
estendo nella magica stella, la
visione mia notturna.
Quand’ella appar, dinanzi ai miei occhi,
rischiarando la tetra lastra della
volta d’onice  oscuro, il mio spirito ha un
sussulto, e non percepisco più  il vuoto
della solitudine, della malinconia.
Il mio cuore le apro, ogni mia parola
È il ricordo d’amore che le confido,
come una fida sorella, l’altra
estensione del mio stesso  essere,
completa trasposizione di me, nella stella
di rilucente chiarore…
Un dialogo intimo, tra me e la
lucente stella, che non oso abbandonare
Con lo sguardo, per un tempo
Lunghissimo, tra i molti segmenti
Che Cronos disegna, prima che
Aurora la bella, gli occhi apre
Al cosmo di Helios.
La stella mia compagna, e sorella
Ridesta in me un senso di pace,
d’infinite emozioni e vibrazioni,
amore e quiete, che le lacrime fa
scorrere come rivoli di pioggia.
Come candidi cristalli che roccia
Produce dai segreti dei crateri vulcanici.
Un raggio cosmico, dilania in un
Frammento una frattura del cielo,
ed ecco, apparirmi dinanzi le auree
Valchirie che  io ammiro
in tutto il loro potere e splendore.
Argentei scudi, scintille abbaglianti
Le forti loro corazze,
intrepide sui loro focosi destrieri neri.
Corrono rapide come tempesta, al sommo
Richiamo di Odino, le loro estese chiome,
come oro, nella notte tracciano
barlumi di saettante energia.
Riflessi violacei nei loro occhi, come
Lapidarie pietre cariche di magia.
Volano balenando nel vento, le
Lance affilate e puntali d’acciaio
Tra le dita, ai polsi bracciali acuminati,
alle caviglie sonanti pendagli di rame.
Esse mi chiamano alla traversata
Notturna, tra le stelle una corsa senza fine,
ed io che nella stella risiedo, le seguo
con il cuore e lo spirito trepidante d’amore.
Nella magia della notte, sono parte di
Un mistero senza tempo, e tu vivi nei
Miei estesi, infiniti pensieri…
(6 Giugno 2008)

 

NERA AGATA LA NOTTE

Nera lastra d’agata, si confonde
Con l’oscurità impenetrabile,
di una misteriosa volta notturna.
Allorché Selene è celata agli
Sguardi curiosi e benevoli degli
Astri tutti.
Ed Helios, è triste, poiché la sua
Amata Selene  non vede, dall’orizzonte
Sconfinato del cosmo vibrante
Amore e melodici suoni d’arcana
Natura.
Tutto è eclissato allo Zenit del tempo.
Come ancestrali pensieri che corrono
Lungo una immaginaria linea di
Una non esistenza.
Impenetrabile, nera onice la notte,
Che s’appresta a coprire il mondo,
avvolgendo ogni luogo di mistero
incomprensibile, tra canti di sirene
ammalianti, e fate che dai boschi
di radure incantate, escono per danzare
alla vita. Tutto si riveste di sogni,
i miei come i tuoi, che mai conoscerò.
Sei fuggito lontano, senza un sol verbo pronunciare,
Che consolasse il mio cuore.
Selene, rifugge degli umani gli sguardi,
anch’ella non amata, si nasconde alle
verità non dette, ai desideri morti,
e spenti come lanterne consunte…
Nera onice la notte, che io vedo,
in essa penetro con tutto il mio spirito,
per non far più ritorno, in questo
luogo di dolorose rimembranze,
di te che non vedo, non odo,
ma che vibri ancora nel mio cuore,
all’unisono con la mia anima…

(9 Giugno 2008)

 

IL TEMPIO AI CONFINI DEL SOGNO

Foglie, rami, intrecciati in
Un tramonto del mondo,
ai confini del tempo e di un enigmatico
spazio, senza limiti, senza orizzonti.
Acqua, onda, oceani profondi,
che la vita mia catturano, in pochi
attimi, in un solo pensiero,
un desolato sospiro, un solo
lunghissimo, breve istante di te.
Luci,  ombre, suoni, colori,
composizioni dell’animo umano,
metalli che fusi trasformano gli
esseri eletti in mutamenti tra il
cielo e la terra, una rivoluzione
che percorre tutti i sognatori,
che incantati attendono i nuovi
eventi, come folli mistici che
piangono contemplando la
volta di stelle, o al ricordo del
loro perduto amore, che ancora
riecheggia in loro, con potenza, con
forza, con vitalità ed incanto…
Ferro, fuoco, vento, pioggia
Che trapassano la mia anima, che
Trasmutando va dileguandosi nel
Tutto, come un percepire che i
Sogni sono entità astratte, che non
Puoi catturare, ma unicamente
Rimirare in un angolo della mente,
dove sempre tu risiedi incontrastato,
forse, che tu sei un Re, forse che io
sogno di te, forse che il tempo è
come una ruota, che ti ritrova, oltre
tutti i pensieri che la realtà confondono.
Cielo, terra, tempesta, fulmini,
che l’universo segnano, come archi
di una fantastica cattedrale, che non c’è!
Esistere per sognare, sognare per non
Morire, morire per rinascere,
rinascere per esistere ad una nuova
vita, tra questo mio buio tempo,
ed una nuova creazione…
Il Tempio è ricostituito, dinanzi a te…
(9 Giugno 2008)

 

OPALESCENTE REALTA’

Pensieri, opalescenza della mia esistenza.
Sogni infranti come puri cristalli di
Una non identificabile illusione.
Mille i desideri lanciati nel cosmo
Al galoppo come candidi destrieri.
E i grifoni, che artigliano la vita,
di una passata mia esistenza.
Corona sul capo, gioielli di antico rango.
Pensieri, opalescenza della vita,
un sonoro richiamo a fuggire la realtà
per nascondermi nei meandri,
canali impenetrabili di antichi alberi,
padroni della storia vissuta.
Unire la mia anima a quella della
Natura tutta, alberi, foglie, fiori, estensioni.
Cielo, come un rosa quarzo, spaccata
Visione d’aurora celestiale, tra
Ombre e luci luminescenti.
E ancora, una lastra nera striata di
Immensità, la guardo ed in essa mi vado
Perdendo, come voli interplanetari,
un Unicorno magico appare dal
profondo impenetrabile della foresta,
ed io mi risveglio alla vita…
(10 Giugno 2008)

 

  Alexandra Celia (C.T.P.)


File aggiornato nell'Ottobre 2008.