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Poesie ermetiche
(nona parte)

 

 

 

POESIE ERMETICHE
(SETTIMA PARTE)
di Alexandra Celia

 



 

CRISTALLO DI LUCE

Un cristallo di luce, riflette di
Helios splendente il fulgore, e della pallida
Selene la sublime opalescenza, movimento
di una rinata galassia, nell’esplosione delle origini,
tra le mie mani l’osservo, nelle sue misteriose
infinite sfaccettature.
Egli va racchiudendo un magico spazio,
tra il pieno ed il vuoto, nella sua assolutezza.
Tra il colore e l’incolore che tutto ingloba.
Tra il bianco,  il nulla, ed il nero, la totalità.
Nel cristallo, profondamente occultata,
vedo la tua riflessa immagine. Del tuo
bel volto, lo sguardo di nobile essenza.
Tu la mia eccelsa presenza, al mio
ingenuo vedere.
L’attimo d’enigmatica percezione
alla mia mente, dei miei profusi sogni.
Di quell’intenso amore, che a niuno
oserei rivelare…
Un cristallo della chiaroveggenza,
la mia realtà, la dimensione in questo
attimo di vita, come un granello, che
nell’estensione va perdendosi, nel
fluido tempo che l’universo racchiude
in sé, come una perla che nasce da
bianca conchiglia, tra le onde di un
mare burrascoso, e i mille venti che
la cullano. Tutto si trasforma, tutto
ritorna, nessuna cosa è più simile
alla preesistenza del completamento…
E tu, la presenza che ricolma un
assoluto vuoto, desiderio vibrante
del tuo tenero ricordo.
E tu …

(31 Ottobre 2007)

 

ESSENZE

Vuoto l’essenza del tutto nel
percepito, e del non ancora 
conoscibile, nel quotidiano
vivere, delle ore che vanno
nella danza delle lunghe stagioni.
Come ruota che girando, consuma
il suo essere.
Pieno l’opposto di tutto quello che
non si possiede.
Dolore e sofferenza, gioia e felicità,
amarezza e dolcezza, ogni tuo tempo.
Gli opposti che si completano in un
tutto donato…
Ed io, sono dispersa nel pensiero
mio, che veleggia verso di te,
come un gabbiano che cerca il suo
mare, come la rondine che ritrova
il suo perduto nido.
Come un libero cavallo, che corre
f
elice sulle deserte spiagge.
Tu, ogni cosa, possibile, impossibile.
Tu, tutte le ricercate armonie, ore
disperse nei pensieri del dubbio,
ritrovarti e perderti, in un disperato
vuoto, incolmabile desiderio di
riaverti sotto gli antichi archi, che
videro andare le meste fiammelle,
spiriti fuggiti al finale giudizio, di
Colui che tutto move tra il basso
e l’alto, tra il tutto e il nulla.
Dimmi, ora, l’essenza amara del
non percepire, se non l’agonizzante
silenzio, che fa rumore nel mio cuore,
con le amare lacrime della solitudine.
Ti vorrei, ancora, nei lunghi silenziosi
tramonti, tra le dorate sponde di
un  incantato lago…

(1 Novembre 2007)

 

CATTEDRALI. LA LUCE.

Magiche forme vanno a catturare
la mia mente, che vien così ad
essere racchiusa in cattedrali
d’eterna espansa luce.
Tutto di me è inondato da magica
forza. Come il precipitare in una
impetuosa cascata di pura acqua.
Nuova esistenza, espressione vitale
che anela costantemente a te, al
tuo cuore, con armoniche energie,
in campi dove lo spazio è dimensionale.
La visione interiore delle forme è
una percezione non terrena di quanto
avvenuto, e di quando accadrà,
tra questo presente e la seguente
temporalità.
Catturati in cattedrali di luce, siamo, noi due
in quella essenza di luminosità non terrena.
Cristalli di arcani suoni, incanti di
alta magia dalle tue sapienti mani, dove
io rinasco, come un nuovo fiore, una
nuova linfa di vita. Tu quell’emisfero
che al mondo si nasconde con
tutte le verità, logoi incompresi,
salda materialità del tuo incarnato
spirito, che dai tempi nel tempo,
disegna la tua storia, custodisci
l’arcano, tu solo, e per me lo sveli,
aprendo il tuo, nel mio cuore.
Tu che vivi in me, dalla notte
del memorabile tempo, una sola
cosa in due forme, chiaroscuri
i tuoi pensieri per me.
Cattedrali, la luce che emana
da me per te,
attesa di te, un cantico passato, che
ha ferito la mente, come un labirinto
intricato ove io ti scopro, un eco
di festoso momento, l’incontro
di due opposti dissimili, in una
perfetta armonicità…

(2 Novembre 2007)

 

ANTICO TEMPO

In un antico tempo, quando nel
cielo le costellazioni disponevano
altre geometrie, tu solevi rimirare
i miei occhi, parlarmi con la
dolcezza del cuore, soavità di
tua voce, di tuo spirito, in me,
Trionfante…
Tu vivevi in ogni mio attimo,
attimi di fervido amore, ove
nei sospiri del cuore scorrevi
lento come un fiume.
In me ti ritrovavo come un quieto
vivere, in sconosciuti percorsi
del pensiero, creati per riviverti,
ad ogni mio respiro.
A sera, quando tutto tace, e si ode
unicamente il rumore del cuore,
che ti chiama, ti chiama, perdutamente.
Ascoltavo, rapita, come in estasi, con
l’incanto dell’innocenza, quanto le
tue dolci labbra andavano pronunciando.
Era l’antico lontano tempo, ed ogni parte
del mio essere vibrava come arpa celtica,
che emettendo il dolce suono, canta al cielo
eterno amore, ci sei tu…
Ogni raggio di sole che riscaldava il
mio vivere, eri tu, la tua presenza,
ogni bellezza eri tu.
Ora il tempo è trascorso nell’attesa,
del tuo ritorno.
Ti vorrei, ancor più di prima, per
immergermi nei tuoi cantici di
soave amore.
Sono, come raminga nei labirinti
dei tuoi pensieri, che non percepisco,
perché ottenebrati dall’oscurità, in
un eco della mia solitudine, che
rivela unicamente la tua insostenibile
assenza.
E tutto appare come morte le foglie in
un triste autunno, che si apre alla
grigia stagione, dei dormienti…

(2 Novembre 2007)

 

MAGICHE PIETRE

Viaggio nelle forme irregolari
delle mie magiche pietre. Riflessi
luminosi, che dal centro della terra
sono stati catturati e donati ai meravigliosi
cristalli, che rapiscono tutti gli istanti del
tempo, quando i grandi Draghi, erano i
Signori delle pietre multicolori.
Preziosa e rara energia, potere e magia,
tutto racchiudono, in un lungo segno
inciso nella resistente materia.
Un divino armonico movimento, che
diede il principio alla materia, con il
soffio della conoscenza, e la linfa
dell’assolutezza. Dio nel centro del
mondo, dell’universo, tra le pietre e
l’uomo. Ma unicamente il saggio antico,
colui che vede  i tratti della chiaroveggenza.
Potrà comprendere il lento andare del karmico
Evento, tu ed io, siamo come racchiusi in un
magico e arcano cristallo, astro di luce.
Come un fuoco nel fuoco, l’atto nell’atto,
della vita nella morte, e la morte come
rinascita.
Tutto è la nuova espressione,
di una creazione ex nihilo,
in cui il tempo non è più….
Dalle profonde nebbie, ecco giungi
Tu, e la bellezza trionfa con il fratello
amore, tra fiori e nettare…

(3 Novembre 2007)

 

  Alexandra Celia (C.T.P.)



File aggiornato nel Maggio 2008.