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Poesie ermetiche
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Poesie ermetiche
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POESIE ERMETICHE
(SESTA PARTE)
di Alexandra Celia

 



 

TEMPUS FUGIT

Il tempo fugge velocemente,
se ne va, lontano, lontano
elevandosi dove la mente
non osa giungere.
Il tempo fugge, portando
con sé, attimo dopo attimo,
ogni scheggia di noi creature,
della nostra peritura vita.
Il tempo fugge,
ti rapisce ogni cosa,
i ricordi più belli, più cari,
i sogni estasianti del tuo
involucro materiale,
ad ogni eos che nasce,
come di crisalide che attende
la sua mutazione.
Malinconia, dolore, tristezza,
seguono come anime perse,
la lunga via, la strada che
giunge all’eterna luce, tra
terra e cielo.
Una sottile lama, squarcia
il velame tra giorno e
notte. Il fulgore di Helios
dalla gelida Selene,
e ogni creatura non osa
sfidare, l’un regno o l’altro.
Non osa scindere i due arcani
poteri, sotto i quali, tutti
Noi soccombiamo.
Il tempo, non si vede,
non si percepisce effettivamente,
eppur,
fugge via veloce, corre
galoppando come il
vento dalle lunghe criniere,
sparse ogni dove, come potente
cavallo che non arresta la
sua filante corsa.
Cosa resterà di me, di te,
quando tutto sarà andato,
oltre le alate parole,
oltre i sogni desiderati,
tutti i ricordi spezzati,
come si divide una medaglia.
Come le dolci rimembranze,
del periodo autunnale, un po’
inquieto e talvolta soavemente
malinconico, che vanno come
le morte foglie cadendo,
rosseggianti e brunite, come
il fuso bronzo, dagli alberi
mesti, piovendo come petali
che leggeri cadon al suolo,
che le accoglie in un silenzioso
pensiero,
senza mutar voce.
Il tempo crea il tutto,
e il nulla,
ed il nulla cos’è mai,
se non una nebulosa
ove rifugiarsi, che tutto ingloba,
occulta, ed ogni cosa non
è più, senza conoscerne poi
la somma verità, se il
nulla sia un metafisico
anello di congiunzione
tra un pensiero ed un
altro. Un fantastico
ordine, o un disordinato
eone che è precipitato
in un placato reale divenire.
Avendo osato, siamo
stati chiamati sull’altare
dell’assoluto Bene, con
le nostre candide anime
rasserenate da beltà e
Amore.
Sull’altare, le due distinzioni
sono state unite in una
sola ardente fiamma,
riempiendo e illuminando
il vacuo vuoto, forse,
il preesistente nulla, ed
ecco, la pienezza incalza
della gioia sublimata,
della gentilezza che si
fa armonia, del sorriso
che si staglia tra le antiche
pieghe del cupo volto.
… sono solo, mi disse un
eco lontano e vicino al
mio cuore, da udirne la sua
sconfinata desolazione, ed
ecco descriversi il nulla, ancora,
di un’esistenza stemperata
da lunga attesa, di ciò che
avverrà… ed il mio spirito
perdutamente rapito, quasi
in estasi mistica, fui,
ma, Helios, che riscalda e
risplende sui volti silvani,
tempra i cuori ad un nuovo
ragionare, tra sopiti pensieri
e nuovi annunci di felicità
tra magici sogni e caste
parole.
In un totale rinnovamento
Planetario di stelle,
che sempre diverse nella
loro forma ad ogni mutar
di stagioni, disegnano
i Zodiacali segni…
ed ora, osservando la
vita dall’alto, ogni tutto
nella sua pienezza, mi
appare orribile, il
tempo inesorabile,
si è portato con sé l’Amore,
che faticosamente avevo
legato con un sottile
filo d’oro.
Come fiocchi di candida
neve che sciogliendosi,
precipitano correndo,
perdendosi per sempre
nel profondo mare.
In un attimo, svanisce ed
Appare il nulla…

(6 Settembre 2007) 

 

PER SEMPRE I TUOI OCCHI
NEI MIEI

Quando i miei occhi
incontrarono i tuoi,
sai, la bellezza del
creato scese in me,
infondendo nel mio spirito
una nuova forza creativa.
Il mio cuore allora, si aprì
e fiumi di diamanti effluirono
inondando il mondo,
come il Nilo per l’Egitto.
Come se tutte le stelle
dell’universo si fossero,
fuse in una sola assoluta
unica stella, la cui luminosità
non si può mirare.
Quando i miei occhi,
incontrarono i tuoi,
tutti gli alberi della terra
cantarono un nuovo
cantico, ed una sola volta,
i fiori sbocciarono spandendo
profumi soavi per l’aria
tutta.
Tutti i mari si placarono
e le tumultuose onde
divennero la totale
quiete della sera al
dolce estasiante  tramonto.
Ogni bella forma si
ridestò per incanto,
per magia,
l’amore più grande,
sublime, meraviglioso
scese nel mio cuore, come
un ferro rovente che
emana scintille ardenti di
fuoco.
Quando, i miei occhi
incontrarono i tuoi, chi
può dire cosa avvenne,
ma l’eterno s’è infuso
tuffandosi in me,
effondendo onde
su onde, come i cerchi
nell’acqua che un sasso
origina, che irradiano
dal centro e s’estendono
senza un vero orizzonte.
Quando, poi, l’amato
va via, e i suoi occhi
non sono riflessi nei miei,
ogni cosa si spegne,
prorompono le oscure
tenebre, che fanno
gridare la mia anima.
Il mare ritorna burrascoso,
con le sue tempeste, e i
venti soffiano senza tregua.
Ogni fiore è morto,
gli antichi alberi, non
cantano più, tristemente
si lasciano andare al declino,
e alla peritura esistenza,
depositando le morte
foglie… che la terra raccoglie
in un muto silenzio.
Tutto l’universo precipita in un
soffuso pianto, ed ogni
mia lacrima stillata cadendo, spacca
la roccia, condensandosi
in un cristallo di ghiaccio.
Lentamente ogni creatura
è rapita in un indefinibile
sonno, la vita non è più,
manchi tu, manca il tuo
sorriso, mancano a me
gli occhi tuoi, le tue belle parole.
Tutto è come un Regno,
incantato e dimenticato
perdutosi nel tempo,
ove ogni forma è
imprigionata in un solo
fragile ricordo e nel
l'ultimo sogno, orizzonte
e confine di un’attesa
che come fuoco non
si spegnerà mai…
e l’anima mia, desolata
in un immenso vuoto,
va lentamente sulla via
in cerca di te,
dal primo all’ultimo
Graal...
Ed una sola lacrima fa
della mia vita una tomba…

(7 Settembre 2007)

 

ALCHEMICHE FORMULE

In te vorrei naufragare,
e metafisici spazi trovare,
elevandomi nella tua senza
fine anima, striata tra
magnetica luce e impenetrabile
ombra di inafferrabili forme,
in te vorrei naufragare, fermare
il mio andare, come ora ramingo,
e carpire i dolci e sensuali segreti
che, il tuo bel cuore, ha celati
al mondo, che troppo gretto e
materialista, non comprenderebbe.
In te vorrei naufragare, trovando
al fine, siepi ornate di rose e
giacinti odorosi, salde querce e
piangenti salici, che incorniciano
il tuo spirito, così puro, e bello
da non poter competere.
In te vorrei naufragare
fermandomi, per sempre,
a rimirare i tuoi instancabili
pensieri, che mi van parlando
di versi aurei latini,
e antiche conoscenze…
ed io, così felice, mi lascerei, estasiata,
andare alla magia delle tue
mistiche ore, tra discorsi
sovrannaturali e onnicomprensibili.
Vorrei, come veliero, fermarmi
al tuo sicuro lido, porto luminoso
di mille vele stagliate nell’azzurro
di un cielo senza confini.
In te troverei, i veri pilastri
di un sapere ormai occultato,
ma generoso di alate surreali
parole, che mi circondano la mente,
come piccoli angioletti, creature
delicate ed evanescenti.
Rose, edere, gigli e mille, mille
fiori che sono aura alla
tua imprendibile immagine.
Vorrei così, naufragare,
con tutta me stessa, anima e
spirito, nel tuo sicuro luogo,
ove poter vedere, percepire
nuove esaltanti teofanie di
un futuro mistero, dove onde
e mitici discorsi, fanno eco a
racconti di straordinarie leggende,
sogni insondabili, trionfo di
un nuovo essere, tra virtù e
eccelse verità,
tu, che tutto sei, che tutto
comprendi tra elevatezza e
profondità, dedizione di un amore
simile ad un casto e violaceo
petalo d’orchidea.
Naufragando, in te, io vorrei
viver trovando sonora felicità,
come in un incantato giardino,
dalle segrete porte, che aperte
ti portano nel parallelo mondo,
spettro visibile di un arcano
antico tempo senza più ritorno,
ma, che vivrà come suono d’arpa
nelle profondità delle mie vene,
fiumi di mercuriale liquido,
amalgama d’alchemiche formule,
che nessuno conosce…
Naufragar nei tuoi pensieri
m’è dolce, rapita, così, dalla
tua labirintica mente, e dai
t
uoi inconfondibili magici
unici occhi… come un periglioso
oceano, che apre i suoi insondabili abissi…

(20 Settembre 2007)

 

ARCHITETTURA DI UN SOGNO

Dal mio spazio interiore, proietto
la mia anima verso il cielo, quale
possibile confine di un indefinibile
mio spirito che anela magicamente
a te..
Il culmine più eccellente di una
sovrana sacralità, che vede il
mio essere profondo, scomparire
in un alveolo aureo di misticità,
di incomprensibile dimensionalità,
il mio silenzio pensante, interiore,
s’estende concatenandosi
alle volte architettoniche di un
sogno, quel sogno…
Come prismatiche figure di
una geometria che ascende dalla
terra all’aldilà.
Dalla terrena creazione, a
paradisiache apparizioni.
Visioni, creazioni, fantastiche
illusioni di un tempo andato,
di cose avvenute che mi hanno
catturato, ma, che sono inganno
per la mia mente nella dura
realtà esistenziale,
quotidiani giorni, dai freddi soli,
da gelide lune, e contaminati
pianeti catturati da un crudele
mago di un lontano cosmo…
Poiché ogni desiderio,
rimarrà per sempre trasparente,
come purissima illusione,
e senza una definibile identità.
L’amore, però, come un carro
di fuoco perenne, i cui
Draghi dalle scaglie di acciaio,
tirano lontano, combattendo
una insidia tremenda, una spada
tagliente ed una lancia che
trafigge in profondità la notte
di tenebre, la mia anima,
fino all’alba del
trionfo finale, che vedrà la
luce di una corona abbagliante
e il mio cuore infuso di te…
e sarà l’eterno.

(21 Settembre 2007)

 

MERCURIO AD HELIOS

E l’amato Mercurio,
s’involerà verso
l’incandescente Helios,
felice ei godrà la libertà,
ad ogni nube racconterà
d’esser cresciuto
tra gli umani,
e le piante sorrideranno incredule
di lui.
Ei, sereno, solcherà le onde
magnetiche del
vento e dell’energia,
che infinitamente lo
renderà nobile tra i
volatili tutti,
e portatore di pace
ed armonica speranza,
con un ramo nel becco
ed un messaggio d’amore,
dalla Amata all’Amato,
e lo cercherà di valle in valle,
per me,
tra i ruscelli di pura acqua.
Sorvolerà tempeste,
planerà sui lidi deserti,
ai confini del mondo
giungerà, con un canto
del mio cuore legato
con un rosso nastro
alle sue belle ali,
tutto per colui che infinitamente amo
e cerco instancabilmente,
da Eos ad Hypnos…
tra le pieghe infuocate di
ogni tramonto,
profumato di vaniglia
e lillà…

(9 Settembre 2007)

                                                               Alexandra Celia (C.T.P.)


File aggiornato nel Marzo 2008.