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POESIE ERMETICHE
(TERZA PARTE)
di Alexandra Celia

 



 

MORTE DI UNA FARFALLA

Incredula farfalla
volteggi ignara attorno al fuoco,
attenta …
l’ambizione è figlia del pericolo,
la tua bellezza potrebbe svanire
nel fumo del crudele fuoco.
Attenta, tu volteggi leggiadra,
inconsapevole del male che potrebbe
accaderti, ma cosa dico, la
tua grazia solamente
potrà salvarti!
Incredula farfalla, anch’io
sola come te,
vorrei bruciare le ali della
mia fantasia, per non volare
più tanto lontano,
troppo in alto.
Vorrei gridare alla luna
di prendermi seco,
nel mistero infinito
dell’indefinibile notte,
per racchiudermi poi, nella
solitudine di una piccola
stella.
Per non vedere e non udire più
tutti i mali del mondo,
i mali che affliggono
l’universo d’intorno…
Incredula farfalla,
la tua bellezza offusca i miei occhi,
accende nelle mie labbra
un dolce sorriso per te.
Farfalla meravigliosa, portami
nel tuo mondo,
vorrei morire con te, accanto a te,
come ora tu fai volteggiando
al fuoco simbolo di purezza,
simbolo d’amore,
che inevitabilmente ti attira a sé
crudelmente ti affascina e attrae
nel suo calore pari al sole.
Una mia lacrima
la tua sepoltura sarà.

(1975)

 

IL SOGNO O LA MORTE?

Un giorno pensavo,
presto tra le stelle
volerò, basterà chiudere
gli occhi e sognare,
allora l’anima lentamente
avrebbe deposto il
dormiente corpo,
e con infinite ali
si sarebbe sollevata,
sempre più su, come
una nota di liuto,
sarebbe volata dove
l’universo è più blu.
Un giorno, così pensai e
tra mille foglie mi addormentai
e tra mille nuvole d’oro
mi risvegliai.
Un candido cigno e un
bianco destriero per
amici possedevo,
quasi fratelli…
e mille note di celestiale
musica d’intorno
a me …
Non soffrivo più,
non ricordavo più il passato.
Felice sognavo un mondo
fatato,  e  in un volo di
azzurri aironi mi
perdevo...

(1975)

 

LA NOTTE MISTERO O VERITA’?

La notte lentamente si
va dileguando,
sfumando nei suoi tenui
colori del mattino.
La notte, manto nero sopra
ogni pensiero, stupenda
anfora di nero alabastro.
La notte ti affascina,
ti rende schiavo e complice
dei suoi misteri,
ella ti accarezza, ti
invita a sognare, pensare …
ma, ricatta i tuoi sogni
le tue poesie, e non si
rende tua ispiratrice
se non le dedichi un canto,
se non la contempli,
se non la vezzeggi,
come una donna, gelosamente
si cela tra le nubi.
Come una dea possiede un
diamante di luce,
la luna…
come una donna, ama
essere corteggiata,
ammirata, acclamata,
per la sua veste
trapuntata di scintille
argentee.
La notte che non chiami,
ma che ami,
poiché ella viene e
ti avvolge senza rumore
come un’ombra serena,
la notte alla quale
tu puoi cantare i
tuoi dolori, sospiri d’amore,
offrire interamente il
tuo cuore, poiché
ad ogni tuo lamento,
ad ogni tuo pianto,
ad ogni tuo gioire
ella ti ascolterà, ti sorriderà,
ma in silenzio
per sempre rimarrà...

(Marzo 1977)

 

                                                               Alexandra Celia (C.T.P.)


File aggiornato nell'Ottobre 2007.