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POESIE ERMETICHE
(SECONDA PARTE)
di Alexandra Celia

 



 

NOTTE DI TENEBRE TRIONFO D’AMORE

Nessun dorma
I segni nel cielo e sulla terra
preannunciano gli Eventi
di Colui che deve venire.
Una lancia, nel giorno
che volge alle tenebre tutte,
squarciò la porta dell’eterna Vita.
Ed allor, non più notte, più giorno,
tramonto, aurora,
il siderale silenzio delle stelle.
Solo l’oscurità d’intorno.
Dolore, pianto, tormento dell’anima,
nel travaglio dello spirito.
La terra tutta è scossa,
e il terrore s’ impossessa dell’uomo.
Ed è la lotta dell’uomo contro
Il Figlio dell’Uomo.
La terra errabonda piange torrenti
d’eterne oscure, profonde lacrime.
L’Agnello è immolato,
nel candido suo vello asperso di sangue,
lavacro di occulti pensieri.
La mitezza, la tenerezza a
prezzo della crudeltà.
Il Regno eccelso promesso
a costo del tradimento.
I segni nel cielo e sulla terra
preannunciano i nuovi mutevoli eventi.
Come la folgore,
un’abbagliante luce
l’esteso immanente frantuma,
e la nuda tetra pietra sepolcrale,
esplode in mille frammenti
d’elevato purpureo Amore.
Ogni cosa muta,
tutto trasmuta
nel trionfo dell’assolute
mistiche Nozze
dell’Agnello con la sua Sposa,
tra cielo e terra,
tra l’uomo e Dio
in un mirabile Coro
d’Angeliche forme,
luce e purezza nel cuore,
che ovunque contempla,
tutto irradia
dalle arcane trascendentali cose
nell’aurora che nasce…

 

PEGASO ALATO

Se fossi Pegaso alato,
se potessi entrare nel Mito,
dispiegando ed estendendo le
mie infinite bianche ali,
riverberate dai raggi del sole
in un dolce tramonto
di una serena primavera.
Se potessi oltrepassare
la barriera dello spazio
ed entrare in un
Antico tempo
di un’ antica arcana sera,
in una semioscura stanza
al bagliore di una
tremula tenue luce,
e lì dischiudere le
mie lunghe ali,
incontrando la
profondità enigmatica
dei tuoi quieti occhi,
vi rimarrei per sempre,
senza più partire,
nulla più desiderare.
Reclinando la mia testa
sul tuo cuore
annullando ivi il mio dolore,
vi rimarrei per sempre.
Addormentandomi nella certezza
della tua presenza,
del tuo essere
che fonde l’amore mio
come mercurio al sole.
Se fossi Pegaso alato,
in un Mito,
in un altro tempo,
in un altro spazio,
pascolerei sui campi della felicità,
bevendo nell’unica fonte
dell’amore tuo.
Illuminando i miei occhi
nella dolce essenza di te.
Se fossi Pegaso alato,
volerei tra le infinite stelle,
nel vento della notte,
nitrendo alla silente luna
per chiamarti sino a me.
O per fuggire fino a te.
Se fossi Pegaso alato,
non sarei in questo luogo,
in questo mio triste spazio,
in questo mio occulto tempo.
Se fossi Pegaso alato,
al posto del cuore avrei
un Regno d’eterno amore da donarti,
e ripiegando le lunghe bianche ali,
poggerei il mio capo
sul tuo dolce petto,
e lì vi morirei,
nella consapevolezza
dell’eterna infinita
nostra unione…

 

HORUS FIAMMEGGIANTE

Vola imperante, vibrante,
il mio alato pensiero per te.
Come Horus fiammeggiante,
che librandosi da terra
s’innalza in su le vette
fin dove regna l’Olimpo
del Divino Râ,
con il suo Regno di glorioso amore,
che non ha similitudine
in alcun regno di tra
i potenti della gaia terra.
Vola il mio imperante amore,
come un dardo di oro puro,
rapido e saettante
come fulmine
che trapassa le eteree nubi,
e l’etere tutto d’intorno,
per espandere il suo volere
e il suo anelito in ogni
piega dello spazio,
universo di sogni e
pensieri sublimi,
che corteggiano e
accarezzano gli astri
con le luminose e
iridescenti stelle.
Fugge lontano,
il mio cuore,
con la mente
e lo spirito infuso.
Ei va ramingo e
solitario in cerca dell’anima,
bramando il suo sospirato
Amore,
nei riflessi accecanti di
un raggio di Râ,
in un dispiegamento
fulmineo di
una pura cristallina fonte,
la sorgente di un sogno
proibito dal tempo che fugge.
Horus fiammeggiante vola
in alto,
eclissandosi tra le pieghe colorate di
un’ala di farfalla imperatrice.
Vola nei cieli d’Oriente,
tra profumi soavi che inebriano,
oro, incenso, mirra.
Vola imperante
il mio amore,
con sorella solitudine,
e malinconia.
All’interno di una lacrima,
che rapita dal cielo
custodita da Angeli,
in una coppa smeraldina,
ti viene offerta
come sacrificio di
dolore e tormento.
D’eterna sofferenza,
agonia di un’attesa,
perché non sarai mai,
quel che il cor
sospirando e tacendo anela,
spera, e spera ancor
da quell’immutabile tempo.
Tempo antico, che non è
se non legame velato
di soavi impalpabili
sogni, come polvere di luminose stelle.
Vola rapito il mio cuore,
in cerca di te,
espandendosi nei
quattro elementi tra
aria, acqua, terra, fuoco.
Non sei, se non il ricordo
di una lieve carezza,
un sussurro soffuso
di parole d’amore.
Horus fiammeggiante,
guarda al suo orizzonte
in attesa di te…
farai ritorno, sì,
quando lasciate le tue
eroiche battaglie,
deporrai ai miei piè,
armi ed elmo
sull’umile terra.
E allor sarà solo
un trono, lo scettro del
Divin nostro amore.
Dove le piramidi sublimi
svettano nel cielo
turbinante di sole,
là sarà la nostra dimora
d’amore,
dove Horus fiammeggiante,
si trasmuterà per te
in Iside, svelandoti le
sembianze del tempo
che fugace un dì a me ti
rapì,
incontrandoti unicamente
alla pura sorgente di
un candido sogno..
E’ l’ora che si appresta al
desìo… i veli sono giacenti
sulla nuda terra.
Ora, giungi tu a me,
e le nostre due essenze
in una unità di elementi…
Sul tuo capo fluiscono
dalle mie madreperlacee mani,
oli preziosi ed essenze di giglio,
Tu sei il mio Re…

 

VISIONE DEL GRAAL

Le nebbie di Avalon
si diradano ai miei occhi,
ed ecco apparir dinanzi a me,
il “Sacro Graal”,
custodito da archi d’oro
di un antico tempo
d’arcano tempio.
In un mattino semiombroso
all’alba di un
nuovo giorno,
di una nuova era
all’origine di tutto …
E fu il principio,
l’adempiersi immacolato
d’ogni mirabile cosa.
Tra elevati cipressi,
le cui lunghe chiome
disegnano estesi
cerchi e poi triangoli
nell’azzurro intenso etere.
Gli schemi Euclidei
non sottostanno alle
rigide parallele della vita.
Come binari di forze magnetiche,
sfuggono ad ogni possibile
Ratio,
identità tra luce ed ombra,
fuoco e acqua,
desiderio e delirante passione.
Enigmatici occulti sentieri
k
armici,
io percorro nei labirinti della vita,
per giungere dove il tuo cuore
è fiammeggiante d’amore per me,
in un raggio che interseca
un bianco cerchio.
Ed io mirando il
nero cielo,
contemplo la stella mia sorella,
parlandole di te,
ed ogni mio pensiero
eternamente va…

 

                                                               Alexandra Celia (C.T.P.)


File aggiornato nell'Agosto 2007.