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POESIE ERMETICHE
(PRIMA PARTE)
di Alexandra Celia

 



 

FUOCO E NEBBIA

Entro nella mia mente
In spazi circonfusi d’intensa nebbia,
lascio cadere i miei eterei veli.

La nebbia si dirada
al calore del mio pensiero.
Ed ecco apparir il tuo amato volto.
Come un sole mi investi di luce
e mi irradi di calore e fuoco intenso.

Entro nelle pieghe della mia mente,
in quale tempo sono,
in quale spazio vivo
tu solo sei presente a me.

Ti mostri con tutto il tuo ardore,
in tutta la tua nebulosa forma,
con tutto il tuo intenso sentore,
la mia anima s’incendia senza bruciare

Eccoti, finalmente…
Tu che esci dalle antiche nebbie di Avalon
A me dinazi ti presenti,
come un intrepido guerriero,
lasciate le tue ardite battaglie
siedi stanco, al riflesso della silente luna.

Nell’oscurità che si appresta
mi attiri appassionatamente a te.
Mi guardi nella profondità dei miei occhi,
dal magico e arcano tuo sguardo.

Mi gridi, non fuggire…
Torna a me dal tuo futuro,
non fuggire, non fuggire… amore.

O dolce damigella, dalle fluenti auree chiome,
come seta d’angeli.
Dal leggiadro tuo passo,
dall’esile figura,
dall’evanescente tuo corpo,
hai lasciato cadere i veli ai tuoi piè…
tra onde e lacrime…

Entro, nelle nebbie della mia mente.
Rapita sono da te, estasiata di te,
assetata dell’essenza eterea di te.
E tutto si ripete

In un infinito enigmatico
Vortice d’eterno piacere,
di un tempo senza tempo,
in uno spazio senza spazio,
fuori da ogni tangibile
pensiero, che si perde
come un fuoco nel fuoco
nel sacro Graal dell’eterna ricerca…

 

ENIGMA

Enigma tu sei,
mistero tu sei
cristalli di luce frantumati
in un’esplosione.

Arcano potere hai su di me.
Non dimentico il tuo volto
celato al mondo, lo tengo
stretto, strettissimo a me.

Vivi con prepotente forza
tra il fondo dei miei occhi e
l’eco della mia mente,
che non riposa mai
t’invoca ad ogni sospirar del cuore.

Brucia l’anima mia,
quando pensandoti
mi accorgo, ridestandomi dal sogno,
che sei fuggito lontano da me…

Ed io ti perdo, ancora, tra le
spine dell’atroce dolore.
Mi ferisco,
sulle lame taglienti del dolce mesto  ricordo,
e struggente desiderio.

Vorrei fuggire, all’interno del
mio stesso pensiero
che leggiadro va, volando fino a te,
come airone al suo lido.
Come il falco Horus
che raggiungendo il dio sole
Ti sussurra parole d’eterno amore.

Amore mai detto,
amore mai vissuto, mai consumato
amore infinito, nelle travolgenti 
sue dolci spirali, che tolgono il
respiro e annullando ogni volontà.

Un desiderio che sconfina
annientando la materia.
Eclissandosi oltre ogni orizzonte,
tra mondi paralleli
oscuri sogni premonitori.
Tra battaglie mai vinte
con armi impugnate e scudi riflettenti.

Tra argento, e non ancora l’oro.
Congiuntamente al tuo
cuore, vicino l’anima tua
d’intenso spirito
d’intensa energia,
che stringi forte tra le mani,
per non farla rapire
agli occhi indiscreti
della oscura alata notte.

Di quale verità
si fonda l’amore che ti dono,
l’amore che dispiega le sue lunghe candide ali
in alto molto in alto vola,
tra cielo e terra,
tra il già e non ancora,
tra l’essere e il non essere,
tra il nulla e il tutto.

Nella profonda elevatezza
del mio puro Spirito
ti ritrovo risplendente
d’eterna armonica luce …
A contemplare e perdermi
nei felini tuoi infiniti dolci occhi.

 

ANIMA

Vorrei fondere la mia
con la tua anima.
Vorrei tuffarmi, nella profondità
abissale degli oscuri ed enigmatici
Tuoi occhi.

Vorrei sentire quella fiamma,
fluire in me, senza bruciare,
per l’eternità.
E’ la fiamma che arde nutrendosi
d’amore, del tuo amore.
È la fiamma che si alimenta della tua stessa essenza.

Vorrei una fusione alchemica,
come mercurio al sole
come metallo al fuoco.
Mistiche nozze tra sole e luna
tra marte e venere.
Vorrei raggiungerti nella profondità
più inaccessibile della tua mente,
della tua magnifica anima.

Travolta dalla possanza del tuo corpo,
del tuo palpitante cuore,
come pura elevata beatitudine.
Vorrei espandermi all’unisono con te
tra le foglie degli alberi, di  maestose querce.
In acque limpide,
tra rocce che parlano
l’antica, dimentica lingua di elfi e fate.

Vorrei, correre come gazzella
libera nei deserti d’Africa
Riparando, poi, timidamente
sotto l’ombra delle tue ali.
Bevendo
i tuoi miti pensieri
che a sera mi narrano di te,
del tuo antico fluire nel tempo.
In ancestrali sogni
dove Merlino
incontra la sua Morgana.
Ginevra il suo Lancillotto.
Dove cavalieri amano
le damigelle timorose.

Al dolce riflesso del rosso sole riverberante
nei ruscelli, nei fiumi, nelle calme maree
al tramontare del giorno.
Nello scintillio di luminosi occhi, amanti.
Dove le Ondine cantano
cori d’amore a piante e fiori,
tra magiche gemme,
e cristalli di chiaroveggenza.

Vorrei, se lo potessi,
disgregare la materia
che ci tiene divisi,
e percependo il richiamo del
tuo cuore, dei tuoi sospiri
evaderei lontano da qui,
da te rapita.

Non più spazi chiusi, non più catene.
Frazioni di tempo che rincorrono
l’antimateria
In uno spazio allargato
In una nuova dimensione.

Non più sofferenza,
ma unicamente
un fermo immagine di me di te,
che fuggiti da qui
ci perdiamo per sempre
nei giardini d’Oriente
dai dolci inebrianti profumi,
di rare essenze, paradisiache,
purpurei colori, ambra e smeraldo,
ove tutto mi parla di te
mio mancato, unico
assoluto
eterno amore.

Di un antico tempo, a lungo anelato
ritrovato, e mai
più abbandonato,
Tra un sorriso ed una cristallina
Lacrima…
Che silenziosa scende, rigando
di melanconici sogni il mio triste volto,
essenza d’invisibile eternità.
Anima d’assoluta luminosità…
In un turbinio danzante di
scintillanti stelle
e la luna sta a guardare.
In una luce senza tramonto…

 

                                                               Alexandra Celia (C.T.P.)



File aggiornato nel Giugno 2007.