Nel corso dei secoli, le tempeste di sabbia hanno rischiato di inghiottire la
Sfinge e da qui sono nate innumerevoli leggende. Si dice che, verso il 1400 a. C.,
quando era sepolta fino al collo, un principe si sia fermato a riposare proprio
alla sua ombra. Si addormentò e in sogno udì la voce della Sfinge che gli
prometteva, se l'avesse liberata dalla sabbia, di farlo diventare faraone,
scavalcando i fratelli maggiori. Svegliatosi, il principe diede inizio ai lavori
. Più tardi egli divenne realmente faraone con il nome di TUTMOSI IV.
Nel 1991 venne
dimostrato, con una serie di prove archeologiche, che la costruzione della
Sfinge era avvenuta almeno ottomila anni prima, quindi tremila anni prima che
avesse inizio la civiltà egizia. Questo, naturalmente, sconvolse il mondo degli
studiosi dell'Egitto, con una grande ondata di incredulità. Nel 1700, invece,
gli egittologi dell'epoca erano convinti che la Sfinge fosse molto più antica
delle piramidi. In ogni caso essa deve la sua grande importanza, sia nell'Egitto
antico, sia ai giorni nostri, non solo alla sua immagine regale, ma anche al
fatto che fu connessa al culto solare di Horus. Venne anche definita, grazie al
suo carattere divino, la custode e la protettrice delle porte dei templi e dei
palazzi.
Numerose ricerche
vennero svolte all'interno della Sfinge stessa, allo scopo di comprendere se ciò
che raccontavano le leggende corrispondesse a verità. Molte di esse parlavano
dell'esistenza di camere sotterranee contenenti antichi segreti, ma generalmente
gli autori di tali racconti erano scrittori un poco stravaganti. In ogni caso,
un geofisico di nome DOBECHY fece alcune interessanti scoperte.
Per poter studiare gli strati delle rocce, uno dei metodi più usati sono le
vibrazioni. Una lama di metallo viene inserita negli strati più profondi della
roccia; le vibrazioni passano attraverso di essa e poi tornano indietro.
L'effetto è simile ad un'eco, che viene registrata dai geofoni; i dati vengono
poi interpretati da un computer.
Dobechy scoprì che, proprio a pochi metri di profondità, sotto le zampe
anteriori della Sfinge, vi erano alcune camere sotterranee. Quindi i racconti e
le varie leggende non erano completamente frutto della fantasia.
Nell'immagine a lato,
"Ascoltando la Sfinge" di Elihu Vedder (1836-1923). Particolare, olio
su tela, Boston, Museum of Fine Arts
Nell'ottobre 1994 la Associated Press affermò che i restauratori della Sfinge
avevano trovato un passaggio segreto che portava al suo corpo. Immediatamente le
autorità dell'altopiano di Giza intervennero affermando che, poiché erano in
atto le ristrutturazioni della Sfinge, ulteriori scavi dovevano cessare.
Nonostante tutto, Dobechy continuò le sue ricerche.
Egli scoprì
qualcosa di molto strano: nella parte anteriore della Sfinge si notavano gli
effetti di agenti atmosferici ad una profondità di due metri e mezzo. Nella
parte posteriore, invece, gli effetti di tali agenti erano arrivati solo ad un
metro e mezzo di profondità.
Cosa significava tutto ciò?
La risposta a tale domanda potrebbe essere che la parte anteriore dovrebbe avere
migliaia di anni in più rispetto a quella posteriore. Quindi, anche immaginando
che la parte posteriore risalga ai tempi di Chefren, la parte anteriore dovrebbe
avere il doppio degli anni.
Ad ogni modo la costruzione della Sfinge venne determinata nell'era del Leone, e
cioè nel 10500 a. C.
La testa risultò in condizioni migliori del resto del corpo; ed oggi,
guardandola, si può notare che la testa è sproporzionata. Secondo West, che la
esaminò accuratamente, la figura che vediamo oggi non è quella originaria.
Un altro aspetto insolito è che la Sfinge non si trova sulla stessa linea delle
piramidi. Strano, questo aspetto, perché gli architetti egizi non lasciavano
niente al caso. Una rampa di pietra è spostata di alcuni gradi rispetto alle
piramidi e più a destra si trova la Sfinge.
Secondo gli esperti, gli Egiziani spostarono la rampa e la Sfinge dalla linea
delle piramidi in modo che il sole sorgesse sulla rampa e facendo sì che la
Sfinge si riflettesse all'orizzonte con la testa e le spalle.
La Sfinge
nasconde ancora molti misteri.
Nella stessa stanza sotterranea scoperta da Dobechy sembra vi sia qualcosa
nascosto, un tesoro che dovrebbe trasformare completamente la nostra conoscenza
sull'antico Egitto.
Sarà vero, tutto questo? Non possiamo saperlo, almeno per ora.
In ogni caso il sensitivo EDGAR CAYCE predisse la scoperta, che venne fatta più
tardi, della SALA delle MEMORIE.
In conclusione, l'Egitto è una terra meravigliosa, piena di fascino e di
mistero. Non conosceremo mai
completamente i suoi segreti, ma forse è meglio così. Limitiamoci ad ammirarla, pensando ad essa come alla depositaria di una sapienza
segreta e secolare (file aggiornato nel Novembre 2005)
Emanuela Cella Ferrari