GIOVANNA
MULAS
Delle trascorse stagioni, Editrice Universitaria Uniservice
In questo suo
nuovo libro l'autrice sarda Giovanna Mulas, direttore della rivista
letteraria Isola Nera patrocinata dall'Unesco, ci propone alcuni suoi
testi che sembrano al recensore per certi versi (formali) eterogenei,
per altri (più sostanziali) affini, tenuti agilmente assieme dal filo
rosso di un sentire acceso e acuto.
Un libro, Delle trascorse stagioni, in cui i pastori
sardi sono elevati a guardiani dell'Eterno, un Eterno che non sapevano
neppure esistere se non per la parola antica trasmessa dai padri, dai
nonni, e collocati in una dimensione di spazio limitato ma non
limitante, in cui perfino le pietre, se potessero parlare, avrebbero
mille incredibili storie da raccontare, con la loro brava moralis
fabulae.
Mulas ha i sensi
vicini alla Natura, pronta a coglierne ogni sfumatura. Se
in Lughe de Chelu cantava il mare (cercando per questa
via di sondare l'Amare) e le sue suggestioni, in quest'ultimo più
complesso lavoro cerca di attraversare il vortice, ora gioioso, ora
tragico, delle varie fasi della vita, della campagna sacra e profana,
i cicli della luna ed il susseguirsi discreto delle stagioni appunto.
Forse lo stesso
mettere radici in Ogliastra le ha conferito un regale rispetto
(devozione?) per le figure umili e preziose dei contadini, il loro
seminare e poi raccogliere i giusti frutti di una fatica atavica?
Probabilmente sì. Quel che è certo è che, se l'uomo fosse capace di
capire/carpire la Verità ultima della vita, non servirebbero più
leggi astruse per disciplinarne le azioni, ma basterebbe il rispetto
di una Ratio universale e spaventosamente semplice e pura, dunque
vera, un Logos non soggetto agli arbitri del caso o agli egoismi dei
singoli.
La vera dignità-
forse questo il messaggio estremo di questo libro- sta nel pensiero.
Dunque nella parola che, quando crea letteratura, si fa Arte e lascia
a bocca aperta, conducendo la mente altrove, sospendendo il respiro.
Un libro delicato e
crudele al tempo stesso, dunque, che finisce per raccontare, non si sa
quanto scientemente, la fragilità dell'uomo postmoderno, mai come
oggi canna al vento, tenendo in debita considerazione certa memoria
autobiografica della Mulas che, novella Lalla Romano in versione più
mediterranea, prende spunto da singoli episodi ed esperienze per
rielaborare il vissuto sul relazionarsi con i propri genitori o su
categorie più ampie (sul bene ed il male) e perfino sull'anima
propria come del mondo intero.
Le stagioni sono
trascorse, l'autrice si scopre donna, moglie e madre. È
tempo di ripensare il passato e le sue lezioni, per meglio dominare il
futuro. Convincenti
anche le storie ambientate all'estero, sia per delicatezza di tratto
che per l'ispirazione nella selezione più opportuna di uomini ed
ambienti, mentre la scelta di disseminare il materiale affabulatorio
di espressioni dialettali differenzia non poco la Mulas dalla generale
mediocrità che caratterizza, facendola piatta e monocorde, la
narrativa al femminile più giovane. Indispensabile risulta la
consultazione del glossario in calce all'opera.
Recensione
a cura del giornalista e scrittore Fernando Bassoli.
Giovanna
Mulas (Nuoro, 06/05/1969) è scrittrice,
poetessa, pittrice. Dal
1998 ad oggi ha pubblicato: Passaggi per L'anima
(romanzo), La Musa (novella), Le lettere e le Arti
(saggio), Barchette di Carta (racconti), Canticum
Praesagum (poesie), Dei Versi (poesie), Come
le foglie (poesie), La stanza degli Specchi
(romanzo), Il tempo di un'estate (romanzo), Il
rumore degli Alberi (racconti), Lughe de Chelu -e jenna
de bentu- (romanzo). Suoi
racconti sono stati tradotti in francese, tedesco, spagnolo, inglese.
Si è occupata di critica letteraria per riviste specializzate e
prefazioni, sceneggiatura, saggistica.
Ha vinto cinquantadue primi premi letterari, nazionali ed esteri; gli
ultimi sono il Premio alla Carriera, Base NATO, Napoli 2001, il Premio
alla Cultura, Roma 2002, il Premio alla Cultura, New York 2003, il
Premio alla Cultura, Roma.
Ha ottenuto la prestigiosissima Nomination at the Nobel Committel
of the Svedish Academy Stockolm.
L'Autrice è conferenziere, pluriaccademica, socio dell'Istituto
Italiano di cultura, Presidente onorario dell'associazione culturale
"Carpe Diem", Bonn; membro dell'ASLAI, Socio del Circulo
Internacional de Literatura Vanguardista y Postmoderna, Membro del
Consiglio Direttivo della GIORNALISTI SPECIALIZZATI ASSOCIATI.
Nel 2005 ha sposato Gabriel Edoardo Impaglione, giornalista e
scrittore latinoamericano impegnato socialmente e politicamente,
fondatore e direttore della rivista di Poesia e Lettere Isla Negra
distribuita in tutto il mondo e autore, tra l'altro, di Bagdad y
otros poemas e Alala (ed. El Taller del Poeta),
silloge di poesia d'amore interamente dedicata alla moglie Giovanna.
Da Isla Negra nasce dunque Isola Nera, diretta dalla stessa
Autrice e coordinata da Impaglione. E' la prima pubblicazione di
poesia sociale e politica e letteratura dedicata ad autori in lingua
italiana di ogni nazionalità.
Altre notizie sul suo sito www.giovannamulas.it
Delle
trascorse stagioni di GIOVANNA MULAS
Editrice
Universitaria UNIService, Trento, 2007.