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IL LIBRO DELLE OMBRE
di Devon Scott

  • La fine dell'inverno

  • I Rituali della Candelora



 

La fine dell'inverno
Candlemas, o se preferite Imbolc, la cristiana Candelora, a metà tra il Solstizio d'inverno e l'Equinozio di Primavera, la festa che purifica e rigenera, viene celebrata il primo ed il due di febbraio, un mese considerato periodo di passaggio tra i rigori dell'inverno ed il risveglio della natura a primavera.
Il nome febbraio deriva da februa, che erano dei panni usati per raccogliere il sangue delle vittime sacrificali. Questi panni avevano una funzione purificatrice. A Roma, infatti, si celebravano le feste di Giunone sospita (la salvatrice) e februata (cioè purificata); le due feste erano introdotte in una lunghissima cerimonia, che cominciava con le onoranze rese alle tombe dei propri cari ed invocazioni ai Lari, gli dei protettori della famiglia e della casa, a cui seguivano i Lupercali, per ricordare la lupa che aveva nutrito Romolo e Remo, una sfrenata festa che propiziava la fecondità; i Quirinali in onore del dio Quirino; i Fornaciari, in onore della dea del pane; ed infine i Terminali in onore del dio Termine, che proteggeva i confini del territorio romano. In pratica, i festeggiamenti duravano per tutto il mese.

Per i Celti Imbolc, il cui significato letterale è "nel ventre della madre Terra", cadeva il primo del mese ed era una festa dedicata ad una dea dal triplice aspetto, Bride, che aveva un sacerdozio femminile con 19 sacerdotesse (simili alle Vestali romane) e non accettava presenze maschili. La dea veniva soprannominata anche Belisama (la splendente) e le sacerdotesse custodivano un fuoco perpetuo, sacro alla dea. La cerimonia di Imbolc comprendeva una aspersione di acqua lustrale, che ripuliva il corpo dalle scorie accumulate nell'inverno ed attirava le energie positive che sarebbero esplose con l'Equinozio e l'arrivo della Primavera.
I Cristiani fecero diventare Imbolc la festa di Santa Brigida, che assunse le caratteristiche di Bride: badessa in un convento di Kildare, in Irlanda, aveva comandato che fosse tenuto sempre acceso un fuoco per la gloria divina.
La Candelora, festa cristiana del 2 febbraio, commemora il ritorno al Tempio di Maria dopo la nascita di Cristo. Ogni donna, dopo aver partorito, era considerata impura per quaranta giorni. Prima di poter entrare di nuovo in uno spazio consacrato, doveva compiere una cerimonia di purificazione, dopo la quale doveva presentare il nuovo figlio al Tempio. Maria portò con sé una candela, simbolo della luce che suo figlio avrebbe portato sulla Terra. Ed è rimasta l'usanza di accendere candele in questo giorno.  

I Riti della Candelora
Il rituale della Candelora serve come purificazione e si deve fare alla mezzanotte tra il primo e il due di febbraio.
Sul vostro solito tavolo da lavoro, ricoperto con un panno bianco, mettete a sinistra un mazzo di fiori bianchi freschi, a destra l'incensiere con incenso liturgico, al centro tre candele bianche, disposte a triangolo con la punta in alto. Subito sotto le candele mettete un foglio bianco, sul quale avrete scritto che cosa non vi è piaciuto dell'anno precedente, i problemi che gli altri vi hanno causato, quelli che voi avete causato agli altri ed a voi stessi, le vostre paure, i dispiaceri, le frustrazioni, le cose lasciate a metà e non concluse.
Di fianco al foglio bianco mettete un foglio rosso, sul quale avrete scritto tutte le cose che avreste voluto fare e non avete fatto, i vostri progetti, i vostri desideri. Fate molta attenzione e cercate di essere il più possibile precisi ed esaurienti nel compilare le due liste. Usate una penna, non una macchina per scrivere o un computer. Metteteci tutto il tempo che vi serve, basta che siano pronte per il momento del rito. Infine, vicino a voi mettete una pentola di metallo, vuota, con sottopentola.
Fumigate qualche minuto con l'incenso, poi accendete le tre candele partendo da quella in alto e scendendo in senso orario (in alto, candela in basso a destra, poi in basso a sinistra).
Cominciate con la formula, cercando di concentrarvi al massimo:

Triplice luce dello Spirito,
Illumina la mia mente e il mio cuore.
Davanti a te, ecco, sono io
(dite nome e cognome)
avvolto nelle tenebre del dolore,
nei veli dell'insicurezza e dell'ignoranza.
L'anno da poco finito mi ha portato questo.

(a questo punto prendere il foglio bianco e leggete
ciò che avete scritto di vostro pugno e con le vostre parole; 
finito di leggere, mettete il foglio sulla candela in alto per farlo incendiare. Tenetelo il più possibile in mano; prima di scottarvi buttatelo nella pentola, dove finirà di bruciare senza danni. 
Nel frattempo dite)

Io brucio sulla tua fiamma
tutto il dolore e gli errori del passato.
Che il fuoco sacro purifichi
il mio corpo ed il mio spirito,
allontanando ogni male visibile ed invisibile.

(Prendete poi in mano il foglio rosso)

Davanti a te, Triplice luce dello Spirito,
metto il mio futuro.

(A questo punto leggete ciò che avete scritto,
come fatto prima; finito di leggere, mettete anche questo foglio
sulla candela in alto e fatelo incendiare.
Tenetelo il più possibile in mano; prima di scottarvi buttatelo
nella pentola, dove finirà di bruciare senza danni. 
Nel frattempo dite)

Che la tua luce illumini i miei passi
e mi guidi ad un futuro radioso.
Che il fuoco di queste candele
sia sempre acceso dentro di me.
Così sia.

Lasciate accese le candele fino a quando si consumeranno del tutto.
Raccogliete poi gli avanzi della cera, la cenere dei fogli ed i rimasugli dell'incenso e buttate tutto, entro sette giorni, in acqua corrente.
 

                                                              Devon Scott

File aggiornato nell'Aprile 2006. Il testo è un estratto del libro I Giardini Incantati. Le piante e la Magia Lunare di Devon Scott, Venexia Edizioni, 2006.
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