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Il Libro delle Ombre

Samhain e Halloween
Le Feste di Dicembre
La Candelora
L'Equinozio di Primavera
Calendimaggio
I Riti dell'Estate
L'Equinozio
d'Autunno




 



IL LIBRO DELLE OMBRE
di Devon Scott

  • La festa della Primavera

  • Il mese di Aprile

  • I Rituali dell'Equinozio

  • I Riti di aprile

     



 

La festa della Primavera
Per noi ufficialmente la primavera, al di là delle condizioni meteorologiche, nasce il 21 di marzo, giorno dell'Equinozio, quando il Sole entra nel segno dell'Ariete a da' inizio all'anno astrologico.
L'Equinozio segna una caduta dei valori lunari (nel momento in cui si chiude il segno dei Pesci, esaltazione della Luna) ed un trionfo di quelli solari (esaltazione del Sole nel nuovo segno, l'Ariete). Il dio Marte, che da' il nome al mese, è qui inteso nelle sue caratteristiche maschile fecondatrici: è colui che dona il seme alla terra.
Sui riti di primavera abbiamo notizie scritte fin dagli Assiro-Babilonesi, che dedicavano il giorno dell'Equinozio a Tammuz, amante e sposo di Ishtar, tornato sulla terra dopo aver dimorato nel regno sotterraneo. Le complesse cerimonie duravano dal giorno dopo la luna piena fino all'ingresso del Sole in Ariete: un periodo contrassegnato da rituali di espiazione, digiuni, lavacri di purificazione, lettura pubblica dei testi sacri e rappresentazioni di finte battaglie contro la Terra, che teneva imprigionato Tammuz, per aiutare il dio a liberarsi.

In primavera si celebravano in Grecia i Piccoli Misteri Eleusini ad Eleusi, una piccola città dell'Attica. Il nome significa "arrivo", perché si narra che qui arrivò Demetra cercando la figlia Persefone rapita dal dio dei morti, Ade. La sparizione ed il ritorno di Persefone venivano ricordati con le cerimonie che simulavano la morte mistica della natura, la rinascita, la fecondità e la generazione.
Il messaggio per gli iniziati ai Piccoli Misteri era la promessa di abbondanza materiale da parte della dea del grano, ma anche la liberazione dall'angoscia e dal dolore ed un trattamento privilegiato dopo la morte. Omero, parlando dei Misteri, disse: 
"Coloro che non conoscono queste sacre cerimonie e coloro che vi hanno partecipato non avranno uguale destino dopo la morte, nel regno delle ombre".
In Frigia si celebravano riti per Attis e Cibele, a Roma quelli per Mithra, dio della luce; presso i Celti nella festa di Eostara si ringraziavano gli dei per la nuova fioritura; anche i Cristiani legano all'equinozio l'Annunciazione e la Pasqua.
Nei secoli, pur cambiando popolazioni, i riti equinoziali hanno tutti conservato le stesse caratteristiche: sono la celebrazione del risveglio della natura dopo la desolazione dell'inverno, la rigenerazione del corpo e dell'anima nella nuova stagione, la preparazione a grandi cambiamenti ed alla rinascita spirituale. Gli Equinozi sono anche i giorni dell'equilibrio, in cui notte e giorno hanno circa la stessa durata. 

Il mese di Aprile
L'Equinozio ci ha portato la primavera. La terra si è svegliata dal lungo sonno invernale, il corpo e lo spirito si rigenerano nella nuova stagione. Poiché Aprile deriva dal latino aperire, aprire, è dunque per noi un invito ad ascoltare il messaggio dell'Equinozio, aprendoci alla vita che rifiorisce. Nell'antica Grecia, ad Atene, per tutto il mese si tenevano danze e canti per Teseo, considerato l'eroe nazionale, essendo colui che aveva ucciso il Minotauro, il mostro metà uomo e metà toro, per nutrire il quale il re Minosse ogni anno esigeva dagli Ateniesi il tributo orrendo di sette fanciulle e di sette giovinetti.
I primi dieci giorni di aprile erano dedicati alle "Feste Megalesi" (dal greco megale, la grande) in onore di Cibele, la Grande Madre, divinità primigenia, madre degli dei e degli uomini. Il suo culto era caratterizzato, in origine, da cerimonie orgiastiche e sanguinose, che si addolcirono molto in seguito, quando si diffusero a tutta la Grecia.

I Romani continuarono questa usanza, arricchendola con i Ludi Megalenses, giochi pubblici che seguivano l'aspersione pubblica rituale, fatta con acqua consacrata, della statua della Grande Madre.
A Roma tutto il mese di aprile era dedicato ai festeggiamenti. Il 7 era il compleanno di Apollo e Diana, dei amatissimi: un'occasione per gioire tutti insieme. Il 15 si tenevano le Feste Fordicalie, che vedevano vacche sacre immolate in onore della dea Terra. Il 18 si celebravano le Cerealie, dedicate a Cerere nella sua qualità di protettrice delle messi; il 21 nelle Palilie si sacrificavano agnelli per la dea Pale, patrona dei greggi e dei pastori; il 23 si libava per Giove e Venere con il vino fatto in autunno; il 25 si pregava la dea Robigo perché tenesse lontano dal grano i parassiti che distruggevano i raccolti; il 28 la dea Flora veniva sollecitata a curare la vegetazione ed in particolare i fiori; il 30, durante le Larenziali, si inneggiava a Larenzia, la lupa che aveva salvato, nutrendoli col suo latte, i gemelli Romolo e Remo.
E poi giungeva Calendimaggio, la Beltane dei Celti: la festa più sensuale e gioiosa dell'anno.

Riti dell'Equinozio
Il 21 di marzo è il periodo giusto per i rituali d'amore e di protezione, in particolare per una coppia già formata (anche da poco tempo).
Vi consiglio quindi il Rito dell'Incantesimo del nome.
Per questo rituale di origine egiziana, molto usato per tenere legati due innamorati, dovrete procurarvi un uovo grande (del tipo da 70 grammi). Fate un buco abbastanza ampio nella parte superiore, facendo uscire il contenuto dell'uovo (albume e tuorlo). Lavorate con delicatezza per non fare a pezzi il guscio. Lavatelo bene e lasciatelo asciugare.
Vi serviranno anche tre candele: una bianca, una verde ed una rosso-arancio; un panno bianco pulito; tre nastri di seta dello stesso colore delle candele (uno bianco, uno rosso-arancio ed uno verde), lunghi 30 centimetri; sette petali di rosa rossa, sette pizzichi di fiori di lavanda e sette pizzichi di fiori di camomilla, ben secchi, tenuti separati in tre piattini diversi; un pezzetto di pergamena ed una penna con inchiostro verde, mai usata prima; un mazzolino di fiori, anche da poco prezzo, purché vi piacciano. A parte i fiori, che devono essere freschi, potrete preparare tutto il resto con comodo anticipo.
Alla mezzanotte del giorno 20 di marzo stendete su di un tavolo il panno; posate le tre candele a triangolo davanti a voi in questo ordine

Candela Verde

Tre Piattini                                                                            Fiori

 

C. Bianca                 C. Rosso-arancio

 

A destra mettete i fiori, davanti a voi l'uovo vuoto.
Nei tre piattini, messi a sinistra, ci saranno i tre tipi di fiori.

Accendete le candele, cominciando da quella verde e procedendo in senso orario. Nel guscio pulito ed asciutto dell'uovo mettete prima i petali di rosa rossa, poi i fiori di camomilla e infine la lavanda; unite poi la pergamena, dopo averci scritto sopra, con la penna verde, il vostro nome e cognome ed anche il nome e cognome della persona che volete legare. Avvolgete l'uovo con i tre nastri, come se faceste un pacco regalo, annodando i nastri nella parte superiore dell'uovo, sopra l'apertura.
Tutto il rituale deve essere accompagnato da una preghiera, fatta con parole vostre, in cui parlate della vostra situazione affettiva e di quello che vorreste ottenere dal partner. Conservare l'uovo in casa (per una coppia convivente) o appeso vicino al proprio letto (in caso di innamorati non conviventi).
La mattina del 21 marzo dell'anno seguente buttate l'uovo in un corso d'acqua corrente.  

I Riti di Aprile
Approfitteremo del mese di aprile per prepararci a Beltane, ricordando che, tra i due giorni del 30 Aprile e del Primo Maggio, ci sono alcune ore di buio: la notte di Valpurga, la notte in cui le streghe volavano al Grande Sabba, ed in cui le fate uscivano dal folto dei boschi per ammaliare gli uomini con un solo sguardo.  
Faremo un Rito di purificazione e preparazione, che si effettuerà il primo, il 15 ed il 23 di aprile, la sera prima di cena.
Prendere una quantità pari ad una tazza da the di orzo in grani, una di riso, una di crusca e una di farina di mandorle. Mettere tutto in una pentola con tre litri di acqua e far bollire; appena bolle unire un pugno di petali di rosa rossa, uno di petali di violetta e uno di radici di verbena. Far cuocere per un'ora, poi filtrare. Il liquido va versato nell'acqua del bagno. Il 23 aprile, dopo l'ultimo bagno, accendere una candela verde e lasciarla consumare fino alla fine.

                                                               Devon Scott

File aggiornato nell'Aprile 2006. Il testo è un estratto del libro I Giardini Incantati. Le piante e la Magia Lunare di Devon Scott, Venexia Edizioni, 2006.
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