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ALESSANDRA DI PAOLA

Dall'introduzione di Carlo de Ambrogio:
"Vite adiacenti è sicuramente un romanzo d'amore, ma non tanto perché parla d'amore quanto, piuttosto, perché Alessandra Di Paola lo ha scritto con amore, come raccontando se stessa.
La trama: il destino di due donne, Irene e Bianca, che fino a un certo punto della vita corre (scorre, spesso in modo incerto) lungo binari distinti e separati in attesa che qualcosa succeda e, in effetti, per una straordinaria coincidenza, qualcosa succede. Uno scambio posto al momento opportuno ricongiunge questi binari, facendo incrociare i destini di Irene e Bianca.
Le sensazioni delle due protagoniste sono identiche eppure distinte, come lo stesso suono procurato da due strumenti a corda diversi: sono identiche le note, ma diverse le tonalità, perché anche l'eco del battito di un cuore è diversa dall'eco di quello di un altro cuore".

Da Vite adiacenti: Bianca
"Guardò verso la transenna e la percorse con gli occhi per individuare un posto libero. Si fermò, ma fu un fermarsi differente, la mente, i ricordi e l'infanzia, la madre, il mare, la morte, la zattera e l'odio.

Sulla transenna stavano appoggiate due mani che sapeva di conoscere, si avvicinò ancora, guardò la nuca scura e i capelli sottili, il collo tenero, intravide una guancia rosa.
(Perché è così illuminata?)
Dilatò le narici; l'animale fiutava l'aria per trovare l'essenza più consona, la più affine.
E infatti arrivò, in milioni di petali di rosa e bastoncini di vaniglia, miele e ginestre, mandarino e salsedine. L'odore si tuffò di testa dentro di lei.
Odore di cose appena nate, non poteva essere che il suo.
Guardami, guardami ora! Il mio richiamo è come un rimbombo. Che meraviglia!
Si volta verso di me e mi rende lo sguardo.
Eccola!

E ora facciamo piano.
La voce qui dentro non grida più. Il mare riprende a oscillare come nei giorni senza vento. Le andrò vicino e le bacerò il collo, ma appena un poco, tanto per sottrarle l'essenziale. Se non mi sbrigo, il freddo gelerà il suo odore".

Da Vite adiacenti: Irene
"Gli occhi degli altri, la neve bianca, la pioggia-pianto, il fiume- drago.
Il suo ricordo non aveva fine, si sentiva intrappolata nella rete di una memoria genetica con tutte le vicissitudini e i ricordi, le sofferenze e gli amori di altre decine di anime.
Tutti i ricordi dovevano sbiadire, o almeno rallentare, ma lei
viveva il dolore con un sentire immutabile, e poi dolore per chi e per che cosa? La sua vita era una cosina minuscola e nervosa, a volte morbosa, una vita piena d‚ossa buttate lì in scompiglio, l'odore del cavolo bollito nel pianerottolo e lei che non riusciva a immaginare nient'altro che cavolo bollito dentro quelle pentole e poi dentro quei piatti.
Blu avrebbe visto anche tre fette di roast-beef e insalata.
La sua vita poteva essere un quadro intitolato "La rilettura".
Era stanca. Voleva andare in tilt. Voleva meraviglie volanti sulla testa.
Pensava che se avesse avuto nel cuore un ramo d'albero, una foglia, un bisogno e un colore diversi dal rosso, i tasti di un pianoforte, se lei fosse stata lei e solo con qualcuno, se avesse avuto qualcuno ben piantato nel cuore, se fosse stata meno evanescente, per capire le sarebbe bastato quello che è a tutti è sempre bastato.
- Vorrei poter dire con certezza: appena penso che non ci sei, ecco che torni.
Guardò fuori e tentò uno sguardo oggettivo.
La neve era la neve e il fiume era una massa d‚acqua che sapeva dove andare".

 

Alessandra Di Paola è nata nella Maremma Toscana, dove vive e lavora.
Ha studiato pittura e scultura a Siena, ha partecipato a collettive di pittura e ha lavorato come grafica pubblicitaria.

Nell'immagine a lato,
"Origami", olio su tela, opera dell'Autrice

 

 

Vite adiacenti di ALESSANDRA DI PAOLA;
Edizioni Progetto Cultura, Roma, 2004, Euro 6.00.
www.progettocultura.it
Per acquistare il libro www.liberdomus.it, oppure www.ibs.it