Specchio Magico

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L'Equinozio
d'Autunno

 




IL LIBRO DELLE OMBRE
di Devon Scott

 

  • Il mese di Dicembre 
    e il Solstizio d'Inverno

  • I riti di Dicembre

  • I rituali di Capodanno

 



 

Il mese di Dicembre
Dedichiamo tutta la nostra attenzione al mese più magico dell'anno: Dicembre. Il nome deriva dal latino decem (dieci), quindi dovrebbe indicare il decimo mese dell'anno; così infatti era prima della riforma giuliana, poi divenne dodicesimo, ma si tenne il nome. Una curiosità: l'imperatore romano Commodo, che amava cambiare i nomi dei mesi, ribattezzò dicembre "amazzonio", in onore della propria amante, bravissima amazzone. Per fortuna, morto l'imperatore, si ritornò al vecchio nome.
A Roma si cominciava a festeggiare con i Saturnali (dal 17 al 23), dedicati a Saturno ed a Vesta, patroni del mese. In questo periodo ogni mezzo era lecito per fare soldi, perfino giocare d'azzardo, perché il dio regalava prosperità a tutti:

"Auree monete procuri Dicembre alla festa di Saturno".

Ai Saturnali si accavallavano le feste del Solstizio d'Inverno (21-22 dicembre), dedicate al sole nascente, che sconfinavano con la festa di Mithra, il Sole Invitto, fissata al 25 dicembre dall'imperatore Aureliano: qualche giorno dopo il Solstizio, quando il sole era salito un po' all'orizzonte. La solenne ricorrenza era celebrata con corse di carri, simbolo del Sole che ogni giorno col suo carro attraversava il cielo portando la luce. 
La data simbolica del 25 dicembre per la celebrazione del Natale cristiano fu scelta attorno al III-IV secolo d. C. (ci sono testimonianze già nel 326 d. C.), perché coincidesse con la festa del dio Mithra. Molti Cristiani, infatti, erano attirati da queste feste spettacolari, e la Chiesa romana, preoccupata dalla diffusione dei culti solari, pensò di celebrare nello stesso giorno la natività di Cristo, vera Luce e vero Sole. La chiesa del tempo, comunque, non considerava molto importante la data esatta della nascita di Cristo. Ma nel quinto secolo San Leo scrisse che il giorno della nascita di Gesù andava festeggiato solennemente, perché la sua nascita era anche la nascita dei Cristiani, e da allora si festeggia il Natale.

Il clima di festa durava, e dura ancora oggi, fino a Capodanno. Quel giorno i Romani usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi il dono di un vaso bianco con miele, datteri e fichi, il tutto accompagnato da ramoscelli d’alloro, detti "Strenne", augurio di fortuna e felicità. Ai nostri tempi, la giornata del Capodanno è dedicata al riposo, dopo le feste ed i divertimenti della notte di San Silvestro che, con i suoi eccessi, è più simile ai Saturnali romani. A pranzo, se non lo abbiamo fatto a mezzanotte, dobbiamo mangiare le lenticchie, perché si dice che propizino la  prosperità  economica nell’anno nuovo. Le nostre vacanze durano ancora fino all'Epifania, che, come sappiamo, ”tutte le feste si porta via”.

I riti di Dicembre
Il rituale magico più importante del mese è la celebrazione del Solstizio d'Inverno, la notte più lunga dell'anno.
Il rituale che vi consiglio per festeggiare il Solstizio è di origine celtica; può essere collettivo oppure potete farlo da soli. Nella stanza che usate per operare stendete sul solito tavolo il panno bianco, mettete a destra un incensiere con carboncino ed incenso liturgico (o incenso di sandalo), a sinistra un mazzo di fiori gialli, una pagnotta dolce (o una focaccia dolce, meglio se preparata da voi), un coltello nuovo e del vino; al centro tre candele color oro, a formare un triangolo con la punta in alto. Su un ripiano a parte preparate dei bicchieri. Chi opera si metta davanti al tavolo, voltato verso Est; se ci sono altre persone, circonderanno il tavolo-altare, tenendosi per mano. Fumigata la stanza per almeno 15 minuti, accendete le candele, poi dite nove volte:

Entrino in me (o in noi se ci sono più persone) 
le forze dell'universo, 
rinasca in me la vita con la rinascita del sole.
Che la luce dello spirito mi illumini e mi indichi la strada,
perché io possa sempre camminare nel bene
sulla via dell'amore Infinito. E così sia

  A questo punto tagliate col coltello la pagnotta e distribuitene una fettina a ciascuno dei presenti (tagliatene una sola per voi, se non c'è nessun altro); versate il vino nei bicchieri e datene uno a ciascuno dei partecipanti. Lasciate consumare le candele fino alla fine.
Nella cerimonia originale il dolce (che conteneva miele e pezzetti di frutta secca) era accompagnato da idromele, ma data la difficoltà a reperire la bevanda, potete sostituirlo con un vino dolce liquoroso.
Come potete vedere, la simbologia dell'Agape, cioè del banchetto collettivo, pur nella sua semplicità richiama sia l'amore fraterno che fortuna e prosperità (indicate dai pezzetti di frutta).

Rituali di Capodanno

I.                    Rituale di veggenza- Questo rituale celtico, molto antico, era fatto dalle ragazze in età da marito, per vedere il viso del futuro sposo. Deve essere fatto tra le 22 e la mezzanotte di San Silvestro, prima che inizi il nuovo anno. Prendere un bacile di rame nuovo (mai usato). Riempitelo per metà di acqua e mettetelo su di un tavolo in modo che vi sia comodo guardarci dentro. Mettete sul tavolo anche due candele viola e un incensiere con incenso divinatorio (se non lo avete, va bene anche un comune incenso in grani). 
Le due candele devono essere messe abbastanza lontano, in modo tale che la loro fiamma non si rifletta nell'acqua.
Accendete l'incenso, poi le due candele. Fissate lo sguardo al centro del bacile, tenendo le due mani ai lati (destra e sinistra). Cercate di svuotare la mente da ogni pensiero. Soffiate lentamente sull'acqua e dite: 
"Voglio che sia aperto il mio occhio interiore, emerga la visione e scompaia il grigiore. Che io veda la verità in ogni immagine che verrà"
. Ripetete la formula lentamente, ritmicamente, alternandola a soffi sull'acqua. Ad un certo punto dovrebbero manifestarsi immagini sul pelo dell'acqua.

II.                 Le scarpette della sposa. Per donne che sono sole. Volete sapere se incontrerete il vostro fidanzato nel nuovo anno, sposandolo prima del prossimo Capodanno? A mezzanotte mettetevi davanti alla porta di casa (restando all'interno della casa) e buttate in aria le vostre scarpe: se cadranno entrambe con la punta verso di voi, non vi sposerete; se cadranno una con la punta verso l'interno e una con la punta verso l'esterno, troverete un fidanzato, ma non vi sposerete subito; se le punte saranno entrambe rivolte verso la porta, il prossimo sarà l'anno del vostro matrimonio.

III.               Rituale di prosperità- Se non vi bastano le tradizionali lenticchie portasoldi, fate questo rituale. Preparate il solito tavolo, ma sopra il panno bianco mettete un quadrato di lamè dorato (si compra in un comune negozio di tessuti e scampoli, non costa molto e verso Capodanno si trova con facilità, perché viene usato per gli abiti da sera). Al centro ponete un oggetto d'oro e, vicino, un simbolo religioso a vostra scelta: l'oggetto d'oro indicherà la ricchezza, l'oggetto religioso indicherà che avete bisogno di soldi, ma che i soldi non sono il fine della vostra vita. A lato dei due oggetti mettete due candele dorate. Subito sotto i due oggetti ponete una scatola di cartone con coperchio (vanno benissimo le scatoline colorate per imballare regali). 
A San Silvestro, tra le 21 e mezzanotte, accendete le due candele, poi battete sul coperchio della scatola con l'indice della mano destra, dicendo per sette volte: "Vieni a me, prosperità, d'oro la scatola si riempirà". Immaginate che la vostra scatola si riempia di monetine d'oro. Poi dite tre volte: "Grazie per il benessere che io avrò, con chi ha bisogno lo dividerò"
Ricordatevi di donare parte del vostro denaro a chi ne ha bisogno, in opere di carità. Gli antichi scritti asseriscono che in questo modo non dovrete soffrire mai la povertà.

                                                               Devon Scott

 

File aggiornato nell'Aprile 2006. Il testo è un estratto del libro I Giardini Incantati. Le piante e la Magia Lunare di Devon Scott, Venexia Edizioni, 2006.
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