Specchio Magico



 

 

CORNELIA COGROSSI

Il corpo del silenzio, di Cornelia Cogrossi, è senza dubbio un libro che si fa apprezzare per il suo valore reale, intrinseco. Un libro di poesia che ha saputo raccogliersi e partorirsi, un libro già nato con un impianto solido e schietto, nel suo procedere per sezioni secondo la necessità intima di un ordine cronologico che è anche e soprattutto un ordine interiore, il segno di una maturazione dei propri tempi poetici e allo stesso momento anche dei propri Tempi storici, un diventare atto di potenzialità presenti fin dalla "giovinezza" dell'Autrice e del mondo. 

Un libro dove nulla è casuale o non funzionale. 
Colpisce fin da subito una sensibile attenzione, da parte della poetessa, alla crescita della propria
voce: una voce seria, severa, che sceglie coraggiosamente di elevare la lirica del privato a un piano drammatico, malinconico, universale, veramente "classico" nella sua tragicità umana; decide coraggiosamente di dire, dichiarare con immagini, più che di cantare o di affascinare con la parola. Questo lo si può avvertire dalla scrittura che, pur essendo tesa e sorvegliata, tende a divenire "lunga", a non voler limarsi e a non avere poi nulla di troppo da limarsi; con il risultato che i versi non riescono quasi a contenere la densità, il peso del pensiero, l'importanza del contenuto sul mero ritmo. Il vero "corpo" che, nel silenzio di tutto il resto, parla.

Il corpo del silenzio è una silloge non facile, che va letta con attenzione, meditata, affinché il "grido" di dolore - che pure si avverte molto forte fin dalle prime poesie e fin da una prima lettura - diventi concetto, verità che resta, oppure, all'opposto, si faccia musica, emozione. Perché i versi di Cornelia sono capaci di suscitare entrambi gli aspetti nel lettore, in modo indelebile, saldo, senza far sfoggio di virtuosismi, senza abusare in simbolismi ricercati. Sa farsi ascoltare, sa farsi riflettere. Così come ne era capace il mito, una presenza, una fede molto forte in questo libro: il mito, oralità per tradizione sacra, inno alla durezza del destino, alle forze del tempo che tutto decidono; eppure, il mito che è anche una tradizione tutta ad uso e consumo umani, una ricchezza indispensabile, da affrontare e da tramandare sempre, sia pure con le "scabre parole" e con il disincanto che restano al poeta, oggi (presentazione di Caterina Bigazzi).

Il corpo del silenzio di CORNELIA COGROSSI;
Maremmi Editori, Firenze, 2003, Euro 15,10.
www.maremmieditori.com