FIORELLA
BORIN
Il
pittore merdazzèr, Edizioni Tabula Fati
Costantino
Ritsos arriva a Venezia nel 1574 con piccoli e grandi sogni
nella sua testa di diciottenne greco. Uno piccolo piccolo è vedere la
città di cui si dicono meraviglie dargli il benvenuto in un'aura di
sole sfolgorante; purtroppo la giornata di fine ottobre gli regala un
nebbione da tagliare col coltello. Le misure sanitarie impongono ai
nuovi arrivati una quarantena che il giovane passa confinato
nell'isola del Lazzaretto Nuovo; per fortuna ha il piacere della
compagnia di Cristoforo, premuroso gentiluomo che gli insegna educate
espressioni veneziane per non lasciarlo ad affrontare il suo nuovo
paese senza poter spiccicare parola. Quando finalmente può lasciare
l'isola, Costantino balza leggero in una gondola che gli farà fare un
giro per la città. Leggero veramente, perché le lezioni di galateo
di Cristoforo lo hanno lasciato senza un soldo, tanto che il giro per
i canali gli costa le sue ultime scarpe. Ma
cos'è un misero paio di scarpe, in cambio del privilegio di vedere
Venezia sotto la pioggia? Beh, intravedere, a dire il vero, tanto la
pioggia è fitta...
Zuppo e in preda
al voltastomaco da beccheggio, ma felice, Costantino si avvia alla
casa di Tiziano Vecellio, dove sogna (un sogno grande grande) di
entrare come apprendista pittore, e perfino di superare in bravura e
fama il maestro, un giorno! Mentre indugia sulla soglia, due sbirri lo
afferrano e gli chiedono dove abita. Il giovane risponde, con un
sorriso cortese: "Abito sotto le gonne di vostra madre",
come ha appreso dal suo insegnante. Purtroppo le guardie non
apprezzano il galateo cristoforiano e il povero Costantino finisce in
carcere per due settimane, dove finalmente impara qualche nozione di
lingua locale da un generoso secondino, e a farsi un po' più furbo.
La fortuna comincia
a girare quando incontra Genziana, timida sartina sedicenne, che lo
ospita in cambio di un ritratto. La necessità di mantenersi costringe
Costantino ad accettare l'umile, ma onesto, lavoro di merdazzèr:
dovrà girare con due secchi per le vie, raccogliendo gli escrementi
depositati in strada dai veneziani e dai loro animali.
Quando sta per
finire il ritratto, Genziana gli confida che servirà come ex-voto
per santa Apollonia, che le farà ricrescere tutti i denti, che la
giovane ha perso forse per qualche malattia. Allora Costantino ha un
colpo di genio: aggiungere un'aureola e qualche smorfia di dolore al
dipinto e spacciare la donna raffigurata per la santa stessa, ritratta
durante il supplizio, facendo un sacco di soldi...
Una storia insolita, divertentissima e crudele, ricca di situazioni
paradossali, di personaggi che sembrano quel che non sono e non sono
quello che sembrano, in una Venezia cinquecentesca che riprende vita
in una ricostruzione avvincente e storicamente rigorosa.
Recensione a cura della Redazione dello Specchi Magico.
Fiorella Borin
è nata a Venezia. Laureata in psicologia, si dedica da molti anni
alla narrativa, ambientando spesso le sue storie nella Venezia del XVI
secolo. Ha pubblicato la raccolta di racconti La Signora del
tempio nascosto (Airplane, 2003) e i brevi romanzi storici Le
putine del canal Gorzone (Montedit, 2002), Mir i dobro
(Montedit, 2005), La sciarpa azzurra (Era Nuova, 2005).
Con Tabula Fati ha pubblicato nel 2004 il racconto storico-fantastico Il
bosco dell’unicorno. Il pittore merdazzèr è
il secondo classificato al Premio Tabula Fati 2006.
Il pittore
merdazzèr di FIORELLA BORIN
Edizioni Tabula Fati, Chieti, 2007, 48 pagine, Euro 4,50.
Per comprare il libro www.edizionitabulafati.it