LAURA BERTOLI
La
perfetta, Edizioni Albalibri
Perfetti erano
chiamate le guide spirituali dei Catari, eretici
medioevali contro i quali si scatenò persino una sanguinosa crociata
nella soave e raffinata Europa provenzale. Una guerra di dogmi (e di
potere?) che infine li sterminò. Perfetta vorrebbe essere la
protagonista del diario-romanzo di Laura Bertoli: perfetta nella
ricerca di sé, perfetta nel non trovarsi. Perché la perfezione non
è di questo limitato mondo umano e perché trovarsi veramente è
forse impossibile. Ma può essere che più importante di tutto sia la
ricerca. La ricerca, ovunque e comunque.
Un'indagine
aperta, o chiusa, non si sa davvero quale delle due; una via del
femminino che si scontra con l'altro genere o con l'altro se stesso,
dell'alterità e dell'alienità dunque; un itinerario
onirico-esistenziale: rimbalza in infiniti echi la vicenda di
Francesca, con la scrittura limpida e sgomenta che si svolge pagina
dopo pagina, tanto da lasciare due finali, dal più classico happy
end allo snaturamento e spiazzamento dei giorni che si accavallano
tutti uguali, sogno nel sogno, o peggio, realtà nella realtà, e
nulla è più surreale e imprevedibile della realtà. L'invasione,
implacabile, dei ricordi... A che servono? Poi, quali ricordi? Quelli
di un'intelligenza artificiale, edulcorata, indotta? E l'anima,
nell'impenitente e appenato travaglio dei dubbi, ha un'intelligenza?
Sì, ce lo ricordano le cicatrici senza pari che la costellano,
d'invisibile e inconscia luminescenza.
Come i Catari
erano combattuti fra due mondi - spirito e carne, Bene e Male, i
principi opposti dell'universo (maschile e femminile?) -, così in
questa splendida, struggente e talora squallida dicotomia
dell'esistere si muove una figura di donna, fra amore che si nega, che
è in fuga - isole nella corrente, nell'oceano, nella tempesta, isole
che noi siamo, di sale, sole e solitudine senza rimedio - e la
banalità, il luogo comune che muta in tragedia, muta... la speranza
come l'altra faccia della disperazione, facendo l'occhiolino al
demone-dio che ci divora dall'interno e pur tuttavia continuando a
nutrire l'aspirazione di compiere il percorso inverso dell'angelo
caduto, fra buio e bagliori, fra il nulla e il tutto, fra l'abbandono
e il libero arbitrio (l'abbandono al libero arbitrio!), fra il
desiderio d'infelicità e, quanto labili i confini!, quello di
felicità. Fa riflettere e, senza mai cadere nel patetico, commuove il
libro di Laura, con la sua irrealtà visionaria e l'essere di parole
fatue e plumbee, irrisorie e definitive, irridenti: carne e cuore
dolente esse sono, per dirci che, a prescindere, la scelta è nostra,
solo nostra, ardua - apparentemente impossibile battere gli
innumerevoli, imprevisti (benefici/malevoli) casi del destino, il loro
affastellarsi -, ma... ma una scelta è da fare, sempre.
Recensione a cura di Alberto
Figliolia.
La
perfetta di LAURA BERTOLI
Edizioni Albalibri, 2007, 107 pagine, Euro 10,00.
Per comprare il libro www.albalibri.com