La festa di
Beltane
E'
Primavera, svegliatevi bambine,
alle
Cascine Calendimaggio fa' il rubacuor...
Vi ricordate
questa vecchia canzoncina, che inneggiava all'arrivo della bella
stagione e dei nuovi amori?
Bene, se avete fatto la vostra preparazione a Calendimaggio, ora siete
pronti per coglierne i frutti.
Calendimaggio
prende il nome dalle Calende, la prima giornata del mese presso i
Romani, e da Maia, la terra, la dea alla quale era dedicato il mese di
maggio. Figlia di Atlante, la bella Maia destò in Zeus una folle passione; il
padre degli dei la sedusse e la rese madre di Hermes, il dio patrono
delle conoscenze magiche (dette appunto "ermetiche"). I
Romani ripresero il mito greco e Maia divenne la Grande Madre Terra. Il
primo di maggio si svolgevano le feste in suo onore, ma i cinque giorni
a cavallo di aprile e maggio erano dedicati anche a Flora, dea dei fiori
e degli alberi da frutto, ed a Fauna (detta anche Bona Dea), protettrice
dei boschi e dei serpenti.
Per i Celti il
primo di maggio era Beltane, la festa dei fuochi di Bel, dedicata
a Belenos, il "dio splendente di luce".
Per tutti, Greci, Celti e Romani, era la festa della luce, durante la
quale il popolo si riuniva per celebrare con danze e canti la bella
stagione. Riti propiziatori benedivano le case per favorire ricchezza,
prosperità, salute e felicità. Era un giorno dedicato alle previsioni
del futuro ed alla divinazione, alle formule magiche fatte con l'acqua e
col fuoco; all'alba le donne si riunivano per la raccolta di piante atte
a scongiurare i malefici (l'altra giornata delle erbe magiche era il 24
giugno).
Ma non ci sarebbe
Calendimaggio se prima non ci fosse stata la notte di Valpurga.
La notte delle streghe, delle fate e degli spettri.
La notte in cui venivano evocate le forze germinatrici della natura, che
dovevano portare fertilità ai campi, e gli spettri dei defunti si
accostavano ai viventi per rubare loro il soffio vitale.
Le fate uscivano dal folto dei boschi per ammaliare i mortali, le
streghe lasciavano loro antri per catturare qualche vittima da immolare
a Satana. Ma la luce dei fuochi faceva fuggire fate e streghe, e
ricacciava i morti nell'aldilà. Un albero, detto
"albero di maggio" o semplicemente "il Maggio",
veniva poi portato in piazza la mattina, ornato con fiori e focacce
dolci, simbolo del trionfo della vita sulla morte, del bene sul male,
della comunione dell'uomo col principio divino. Le feste, le danze, i giochi, le rappresentazioni teatrali ed i
banchetti proseguivano fino a notte, prendendo sovente una piega
piuttosto sfrenata: si sapeva che Calendimaggio favoriva l'innalzamento
del tasso di natalità.
La Chiesa non
accettò queste feste. Per renderle innocue, il 30 di aprile venne
dedicato a Valpurga, una monaca inglese (710-778) che aveva lasciato la
sua terra per assumere l'incarico di badessa del monastero tedesco di
Heidenheim; divenuta santa, la si invocava per allontanare streghe e
demoni.
Il mese in cui si onorava la Grande Madre Maia divenne il mese mariano
per eccellenza, dedicato alla Madonna. Le rose care a Flora divennero le
rose mistiche della Vergine, i canti licenziosi si trasformarono in
Cantiche Sacre per la madre di Gesù.
Riti
di Beltane
I riti di
Calendimaggio sono molto solenni e collettivi, per cui vi darò soltanto
un rituale molto semplice di propiziazione.
Su un panno giallo
di tela nuovo mettete a triangolo (con la punta in alto verso EST) tre
candele rosse; al centro del triangolo una ciotola piena di petali
freschi di rosa rossa; di lato, a destra, un piattino o un incensiere
con un carboncino e dell'incenso mescolato a foglie di mirto e di ruta
seccate ed a fiori di verbena (si compra tutto in erboristeria). Tra la mezzanotte
e le sei di mattina del primo di maggio (scegliete l'ora che preferite)
mettetevi davanti al tavolo con sopra il panno ed il resto, accendete le
tre candele, il carboncino con l'incenso e le erbe, e pronunciate questa
invocazione:
Ascoltate
la parola della Grande Madre.
Nei
tempi antichi fu chiamata con molti nomi.
Ogni
uomo ed ogni donna le rendevano omaggio.
Onoratela
con la luna piena.
Adorate
la Madre Terra.
Adorate
la Regina della Magia.
Adorate
colei che da gioia.
Adorate
la Madre di tutto ciò che vive.
Adorate
colei che tutto illumina.
Adorate
la dea della luce.
Ella
ci dà nutrimento.
Ella
ci soccorre nel bisogno.
Ella
ci conforta nel dolore.
Ella
sostiene i cuori sinceri.
Ella
ascolta le nostre suppliche.
Ella
ci indica la strada del bene.
Adorate,
ora e sempre, la Madre Terra.
Lasciate candele e
incenso a consumarsi completamente, poi buttate in acqua corrente tutti
gli avanzi.
Devon Scott
File
aggiornato nell'Aprile 2006. Il testo è un estratto del libro I
Giardini Incantati. Le piante e la Magia Lunare di Devon Scott,
Venexia Edizioni, 2006.
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