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IL LIBRO DELLE OMBRE
di Devon Scott

  • La festa di Beltane

  • I Riti di Beltane



 

La festa di Beltane

E' Primavera, svegliatevi bambine,
alle Cascine Calendimaggio fa' il rubacuor...

Vi ricordate questa vecchia canzoncina, che inneggiava all'arrivo della bella stagione e dei nuovi amori?
Bene, se avete fatto la vostra preparazione a Calendimaggio, ora siete pronti per coglierne i frutti.
Calendimaggio prende il nome dalle Calende, la prima giornata del mese presso i Romani, e da Maia, la terra, la dea alla quale era dedicato il mese di maggio. Figlia di Atlante, la bella Maia destò in Zeus una folle passione; il padre degli dei la sedusse e la rese madre di Hermes, il dio patrono delle conoscenze magiche (dette appunto "ermetiche"). I Romani ripresero il mito greco e Maia divenne la Grande Madre Terra. Il primo di maggio si svolgevano le feste in suo onore, ma i cinque giorni a cavallo di aprile e maggio erano dedicati anche a Flora, dea dei fiori e degli alberi da frutto, ed a Fauna (detta anche Bona Dea), protettrice dei boschi e dei serpenti.

Per i Celti il primo di maggio era Beltane, la festa dei fuochi di Bel, dedicata a Belenos, il "dio splendente di luce".
Per tutti, Greci, Celti e Romani, era la festa della luce, durante la quale il popolo si riuniva per celebrare con danze e canti la bella stagione. Riti propiziatori benedivano le case per favorire ricchezza, prosperità, salute e felicità. Era un giorno dedicato alle previsioni del futuro ed alla divinazione, alle formule magiche fatte con l'acqua e col fuoco; all'alba le donne si riunivano per la raccolta di piante atte a scongiurare i malefici (l'altra giornata delle erbe magiche era il 24 giugno).

Ma non ci sarebbe Calendimaggio se prima non ci fosse stata la notte di Valpurga.
La notte delle streghe, delle fate e degli spettri.
La notte in cui venivano evocate le forze germinatrici della natura, che dovevano portare fertilità ai campi, e gli spettri dei defunti si accostavano ai viventi per rubare loro il soffio vitale.
Le fate uscivano dal folto dei boschi per ammaliare i mortali, le streghe lasciavano loro antri per catturare qualche vittima da immolare a Satana. Ma la luce dei fuochi faceva fuggire fate e streghe, e ricacciava i morti nell'aldilà.
Un albero, detto "albero di maggio" o semplicemente "il Maggio", veniva poi portato in piazza la mattina, ornato con fiori e focacce dolci, simbolo del trionfo della vita sulla morte, del bene sul male, della comunione dell'uomo col principio divino. Le feste, le danze, i giochi, le rappresentazioni teatrali ed i banchetti proseguivano fino a notte, prendendo sovente una piega piuttosto sfrenata: si sapeva che Calendimaggio favoriva l'innalzamento del tasso di natalità.

La Chiesa non accettò queste feste. Per renderle innocue, il 30 di aprile venne dedicato a Valpurga, una monaca inglese (710-778) che aveva lasciato la sua terra per assumere l'incarico di badessa del monastero tedesco di Heidenheim; divenuta santa, la si invocava per allontanare streghe e demoni.
Il mese in cui si onorava la Grande Madre Maia divenne il mese mariano per eccellenza, dedicato alla Madonna. Le rose care a Flora divennero le rose mistiche della Vergine, i canti licenziosi si trasformarono in Cantiche Sacre per la madre di Gesù.

Riti di Beltane
I riti di Calendimaggio sono molto solenni e collettivi, per cui vi darò soltanto un rituale molto semplice di propiziazione.
Su un panno giallo di tela nuovo mettete a triangolo (con la punta in alto verso EST) tre candele rosse; al centro del triangolo una ciotola piena di petali freschi di rosa rossa; di lato, a destra, un piattino o un incensiere con un carboncino e dell'incenso mescolato a foglie di mirto e di ruta seccate ed a fiori di verbena (si compra tutto in erboristeria).
Tra la mezzanotte e le sei di mattina del primo di maggio (scegliete l'ora che preferite) mettetevi davanti al tavolo con sopra il panno ed il resto, accendete le tre candele, il carboncino con l'incenso e le erbe, e pronunciate questa invocazione:

Ascoltate la parola della Grande Madre.
Nei tempi antichi fu chiamata con molti nomi.
Ogni uomo ed ogni donna le rendevano omaggio.
Onoratela con la luna piena.
Adorate la Madre Terra.
Adorate la Regina della Magia.
Adorate colei che da gioia.
Adorate la Madre di tutto ciò che vive.
Adorate colei che tutto illumina.
Adorate la dea della luce.
Ella ci dà nutrimento.
Ella ci soccorre nel bisogno.
Ella ci conforta nel dolore.
Ella sostiene i cuori sinceri.
Ella ascolta le nostre suppliche.
Ella ci indica la strada del bene.
Adorate, ora e sempre, la Madre Terra.

 Lasciate candele e incenso a consumarsi completamente, poi buttate in acqua corrente tutti gli avanzi.

                                                               Devon Scott

File aggiornato nell'Aprile 2006. Il testo è un estratto del libro I Giardini Incantati. Le piante e la Magia Lunare di Devon Scott, Venexia Edizioni, 2006.
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