Il simbolo del
labirinto compare fin dai tempi più remoti della storia umana ed è
molto comune in Europa e in Asia. Già nelle pitture rupestri si trovano
spirali, cerchi concentrici intervallati da linee e perfino labirinti a
forma di ellisse che dovrebbero rappresentare il moto dei pianeti.
Il più famoso è il labirinto di Cnosso, fatto costruire dal re
Minosse come prigione per il Minotauro, mostro mezzo uomo e mezzo toro.
Secondo il mito, il Minotauro riceveva un tributo periodico di sangue da
Atene: alcuni giovinetti ateniesi venivano rinchiusi nel labirinto per
servire da pasto al mostro. Questi fu ucciso dall’eroe Teseo, che si
sostituì ad una delle vittime sacrificali. Egli ritrovò la strada
verso l'uscita grazie ad Arianna, figlia di Minosse, che gli aveva dato
un grosso gomitolo di filo da svolgere durante il percorso di andata.
Dedalo, l’ingegnere ateniese che era il costruttore del labirinto e
che aveva dato ad Arianna il consiglio del filo, per punizione vi venne
rinchiuso da Minosse col figlio Icaro; riuscirono a fuggire per mezzo di
ali di cera, ma Icaro volò troppo in alto, il calore del sole fuse la
cera ed il ragazzo precipitò a terra.
Il labirinto più
antico che si conosca nell’area mediterranea è quello vicino al lago
Moeris, in Egitto, costruito parzialmente sotto il lago, che è un
bacino artificiale alimentato dalle acque del Nilo. Scrittori classici,
come Erodoto, Diodoro Siculo, Plinio e Strabone, lo descrivono immenso,
con un piano sotto e due sopra la terra, con aree riservate agli
iniziati di un rito non ben specificato.
Secondo Platone, il primo labirinto della storia umana sarebbe quello di
Atlantide, fatto di cerchi concentrici alternati di terra e di
mare, con la parte di terra unita da ponti. In Italia il più noto è
quello attribuito a Porsenna, che si troverebbe nei sotterranei della
città di Chiusi.
Da sempre il
labirinto simboleggia un percorso interiore attraverso il quale lo
spirito si può evolvere e innalzare ad un livello superiore; il centro
del labirinto, secondo Mircea Eliade, rappresenterebbe la sacralità.
Il cammino tortuoso per arrivarci assumerebbe quindi una funzione di
protezione del sacro nei confronti dei profani, essendone riservato
l’accesso ai soli iniziati: la difesa di un luogo sacro, di un tesoro
molto prosaico (fatto di denaro o di beni materiali) o spirituale
(immortalità, virtù, elevazione al divino, conoscenza di sé).
Il labirinto è stato utilizzato anche come sistema di difesa alle porte
delle città fortificate; per esempio, era tracciato sulle piante delle
antiche città greche. Voleva simboleggiare la difesa della città o
della casa che si considerava al centro del mondo. La difesa era rivolta
sia verso gli avversari umani, sia contro le influenze malefiche.
Nell'immagine
a lato,
la cattedrale di Chartres
Nel Medioevo le più
famose rappresentazioni del labirinto si trovano sul pavimento delle
cattedrali gotiche, tra cui quella di Chartres.
I percorsi del labirinto delle cattedrali, chiamati anche Chemins à
Jérusalem, erano sostituti del pellegrinaggio in Terra Santa;
bisognava percorrerli in ginocchio, con un rosario al collo, pregando
per la salvezza della propria anima.
Un canonico della cattedrale di Chartres, Jean Baptiste Souchet, vissuto
nel 1600, era convinto che il labirinto non fosse altro che "un
gioco senza senso, una perdita di tempo".
Invece il labirinto è uno dei simboli più antichi e profondi che si
conoscano ed in particolare i labirinti cristiani vogliono significare
che la morte non costituisce la fine, ma la porta attraverso la quale
l'uomo può giungere alla contemplazione della Gerusalemme Celeste.
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Il labirinto di
Chartres è uno dei meglio conservati ed è il più grande giunto
dall'epoca medievale ai nostri giorni.
Complessivamente raggiunge il diametro di 12,87 metri, mentre il suo
percorso interno è di 261,5 metri. Il suo classico disegno circolare ha
un'entrata, un percorso ed un punto di arrivo al centro.

Nell'immagine a
lato,
il labirinto di Chartres
Proprio al centro
c'era una placca di bronzo, rimossa e fusa nel 1702 durante le guerre
napoleoniche. Secondo ciò che affermano gli esperti, questa placca
avrebbe rappresentato Teseo che combatteva contro il Minotauro ed alle
spalle dei combattenti Arianna con in mano il famoso gomitolo di filo.
La lotta tra Teseo e il Minotauro simboleggia la lotta tra bene e male:
una lotta che si compie nella
nostra anima, lungo il percorso che costituisce il labirinto della
nostra vita. Una
lotta che ha avuto inizio con il peccato originale di Adamo
ed Eva, riprodotto in una vetrata posta nell'abside
meridionale della cattedrale, proprio al di sopra del labirinto.
Il centro del labirinto verrà raggiunto da colui che è iniziato, colui
che, attraverso le prove, avrà dimostrato di essere degno di accedere
alla rivelazione misteriosa.
Il labirinto ha
anche un significato solare. Nella
tradizione cabalistica ha una funzione magica ed è uno dei segreti
attribuiti a Salomone; nella Bibbia ne viene descritto uno nel cortile
davanti al Tempio di Salomone. Per questo motivo alcuni labirinti
presenti nelle cattedrali, fatti da una serie di cerchi concentrici
interrotti in alcuni punti, sono chiamati "Nodi (o labirinti) di
Salomone". Secondo
gli alchimisti il percorso conduce all'interno di se stessi , verso una
specie di santuario interiore e nascosto. L'arrivo al centro introduce
in una dimora invisibile, che ciascuno può immaginare secondo
il proprio intuito. All'interno
di questo centro si opera una vera e propria trasformazione
dell'io, che si afferma sulla via del ritorno, nel passaggio dalle
tenebre alla luce.
La cattedrale di
Chartres è una delle più belle della Francia ed anche
una delle più ricche di simbolismo, in particolare di quello legato al
culto della Vergine. Nella sua cripta si trova la famosa Notre-Dame-de-sous-Terre,
che ha una storia antichissima.
Nell'immagine a
lato,
Portale dei Re della cattedrale
La cattedrale fu eretta su di un poggio, dove si trovavano le vestigia
di un antico tempio, a sua volta costruito sul perimetro di un bosco
sacro druidico. Nella cripta c’è la statuetta della Vergine nera col
bambino, trovata in una caverna detta “grotta del druido”, scolpita
in legno di pero, con una scritta latina sul basamento: Virgini
pariturae (alla vergine che partorirà), risalente ad almeno un
secolo prima di Cristo.
I piedi della statua poggiano su di un serpente. Nel simbolismo
cristiano il serpente rappresenta il Diavolo e la tentazione, ma presso
i Celti era l’incarnazione della wouivre, la corrente
tellurica che serpeggia nel sottosuolo. Secondo alcuni, una serie di
"linee sacre" collega i luoghi di culto, che sarebbero stati
tutti costruiti tenendo conto delle correnti magnetiche che passano
proprio nei luoghi scelti.
Dal punto di vista
del simbolismo delle cattedrali gotiche, il Portale dei Re è il più
importante. Vi si esalta la maestà del Cristo, che viene celebrato in
una costruzione piena di luce e svettante verso il cielo,
simbolo
di vicinanza a Dio e di resurrezione spirituale. Le cattedrali gotiche
sono state costruite per celebrare la gloria divina in modo sontuoso.
Nell'immagine a
lato,
timpano del Portale dei Re
A differenza delle
chiese romaniche, quelle gotiche si ergono altissime, con torri e
guglie, luminose, piene di colore nelle stupende vetrate, ampie, fatte
per contenere innumerevoli fedeli, per le processioni solenni.
Le cattedrali gotiche, in genere costruite proprio nei luoghi ritenuti
sacri nel passato e legati al culto della Grande Madre, hanno l'abside
rivolto verso sud-est e la facciata rivolta a nord-ovest, mentre i
transetti del braccio trasversale sono orientati lungo l'asse nord-est/
sud-ovest in modo che il fedele entrando possa guardare verso l'Oriente,
la Terra Santa, luogo di nascita del Cristianesimo.
Fulcanelli, studioso di architettura antica e di alchimia, afferma che
proprio a causa di questa disposizione si verifica un gioco di luci ed
ombre sui rosoni. Il rosone a Nord non è mai illuminato dal sole,
quello a Sud prende luce a mezzogiorno, il rosone principale del Portale
dei Re, volto a Ovest, riceve i raggi del sole al tramonto, cosicché
nelle cattedrali gotiche si succedono i colori della Grande Opera
alchemica, secondo un cammino che va dalle tenebre alla luce. Ed il
giorno del Solstizio d'Estate un raggio di sole entra da un piccolo
spazio vuoto nella vetrata di Saint Apollinaire e va a colpire una
pietra bianca, incastrata di sbieco rispetto alle altre del pavimento (file aggiornato nel
Dicembre 2005).
Emanuela
Cella Ferrari e Devon
Scott
Le immagini
dell'articolo (ad esclusione della prima) sono tratte dalla brochure Chartres,
edita a cura dell'Ufficio del Turismo di Chartres, Parvis de la Cathédrale,
28005 Chartres.
La cattedrale è visitabile tutti i giorni, dalle 7.30 alle 19, orario
continuato. L'illuminazione notturna va da Pasqua ad Ottobre.