Opinioni: Intervista a Voxtalle (marzo 2011)

Intervistiamo Voxtalle, uno scrittore che ha appena pubblicato 2012 La sindrome di Metatron, il primo di una serie di volumi del Progetto "Il Codice Metatron".

SPECCHIO- Parlaci un po' di te e dei tuoi esordi letterari.

VOXTALLE- Per circa 30 anni mi sono occupato d'informatica ai massimi livelli. Vuoi perché mi è capitato in sorte di essere assunto nel 1980 da una multinazionale americana del settore, vuoi perché nel 1999 a seguito di una esternalizzazione ho più o meno "dovuto" costituire una mia azienda d'informatica, anch'essa impegnata su clienti dotati di notevoli flotte informatiche (banche e pubbliche amministrazioni). Questo mi ha forse consentito, oppure obbligato, a profondere costantemente un grande impegno di "razionalità ed interpretazione" ogni singolo giorno della mia vita lavorativa. Quando infatti hai quotidianamente a che fare con congegni per loro stessa natura complicatissimi non c'è infatti possibilità alcuna di poter vivere di rendita su conoscenze tecniche e scientifiche acquisite in passato.
In conclusione per ognuno di quei 30 anni hanno corrisposto circa tre mesi di formazione ed aggiornamento tecnologica nei centri di formazione aziendale di mezzo mondo, in una sorta d'infinito corso di laurea finalizzato alla comprensione del concetto stesso di "Intelligenza artificiale ad immagine e somiglianza dell'uomo", che è poi la stessa informatica.
A questo interesse professionale ho poi aggiunto  altri interesse assolutamente personali, la meccanica quantistica e un'attrazione quasi viscerale a informatica quantistica e spintronica. Solo dopo parecchi anni ho fatto una pur semplice equazione tra i miei interessi tecnologici e il concetto di intelligenza immateriale e spiritualità. Accostamento solo apparentemente incoerente, dato che conscio e subconscio devono pur avere una loro... origine! Lo spunto finale alla scrittura è stata dovuta ad alcuni sogni che ho fatto. I quali pur apparentemente folli e sconclusionati sono anch'essi ricaduti all'interno della mia ormai ineludibile vocazione a... "Capire e Interpretare".

SPECCHIO- Ci racconti qualcosa sulla trama del tuo libro?

VOXTALLE- Non esiste una trama portante all'insieme dei testi della mia collana "Il codice Metatron", essi si pongono l'obbiettivo, magari anche troppo ambizioso, d'individuare una attendibile correlazione razionale tra conoscenze umane e sacre scritture delle maggiori famiglie religiose attualmente in culto. Tutto il resto è "consequenziale", e frutto d'interpretazione di una realtà universale che di fatto "esiste" e va compresa. A meno che non si voglia cadere nel misticismo più totale. Penso infatti che il misticismo sia solo uno spunto, una motivazione ad accettare l'incomprensibile solo nella misura in cui si accetti l'idea che esso debba infine essere compreso. Un po' come quando un matematico si avventura per la decifrazione di una nuova formula senza avere la certezza di riuscire a risolverla. L'unica certezza mai possibile è quella di sapere che questa "Magia" è spesso accaduta nel passato.

SPECCHIO- Come ti è venuta l'idea di questo progetto così lungo, impegnativo e complesso?

VOXTALLE- Non considero il mio progetto editoriale né lungo, né impegnativo e né complesso. Ma al limite sì e no adeguato alla sua missione. E ho l'umana certezza che esso non sia, e non potrà mai essere,  esaustivo, ma solo introduttivo a un nuovo modo d' intendere una nuova e ineludibile sinergia tra scienza e spiritualità.
Per sincerità devo anche dire che ho impiegato solo quattro mesi a scrivere l'intera collana, e quindi non potrò mai spacciarmi per un martire della letteratura. Ma devo però dire che sto impegnando molto più tempo a pubblicarla e a farla conoscere, per via di alcuni meccanismi dell'editoria italiana, che io non esito a definire "Lunari"... se non "marziani". Per questo motivo ho fatto la difficile scelta del self publishing, nonostante alcune proposte editoriali ricevute.

SPECCHIO- Ti ispiri  allo stile di qualche autore che ami particolarmente, a generi già noti, o preferisci nuovi linguaggi  espressivi?

VOXTALLE- Assolutamente no, non mi ispiro a niente ed a nessuno, anche perché non dispongo di una cultura letteraria di riferimento. Scrivo i miei testi in via spontanea, e l'unico criterio che mi impongo è quello della semplificazione dei concetti complessi. Concetto che è alla base di tutta l'informatica.

SPECCHIO- Che cosa ti dà la scrittura?

VOXTALLE- Serenità, e la speranza di aver detto qualcosa che possa risultare utile a delle persone che infine neanche incontrerò mai. Credo che solo questa situazione renda chiara l'idea del concetto di... comunicare!

SPECCHIO- I tuoi progetti per il futuro.

VOXTALLE- Far crescere mia figlia. Continuare a fare un lavoro che amo e che sento... utile. Finire di pubblicare questa collana di libri, che sarà sicuramente l'unica che scriverò nella mia vita.

 

Torna al titolo