Specchio Magico

Home     Chi siamo     Scrivici     Mappa del sito
Lo Scrittore Esordiente     Agenda     Nuovi Autori     Interviste
 I nostri scrittori     Pubblica con noi     Spaziofatato     Archivio     Link


 

 


INTERVISTA A MARIELLA SCIANCALEPORE,
VICEPRESIDENTE DI KORA
(agosto 2006)

Kora è una piccola, ma solida, cooperativa pugliese (ha sede a Bari), nata nel 2003 come “Progetto Levante” su iniziativa di Sinnos, una cooperativa sociale che da quasi quindici anni opera nel campo del sociale e della cultura a Roma. Mariella Sciancalepore, vicepresidente e redattrice di KORA, la sa lunga sulle sfide e sulle difficoltà che questo affascinante quanto complesso settore nasconde. Il suo curriculum, infatti, contempla numerose collaborazioni sia con case editrici pugliesi e non solo, sia con diverse agenzie letterarie. Ciliegina sulla torta, Mariella è anche scrittrice – o meglio, poetessa – e ha pubblicato due raccolte, Ali di cera (edizioni la meridiana, 1996) e Canto e disincanto (Stilo Editrice, 2003). Le abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza editoriale dal duplice punto di vista di redattrice e scrittrice.

SPECCHIO – L’attività di KORA è varia e articolata poiché si svolge su due direttrici: quella di casa editrice e quella di service editoriale. Vi è poi una terza direttrice, rappresentata dalla formazione: cos’è che tiene insieme tante “anime”?

MARIELLA – Sicuramente l’amore per i libri belli. Noi siamo nati come casa editrice specializzata sull’intercultura e cerchiamo di conservare questa specificità pur allargando i nostri interessi. Fin da subito ci siamo però resi conto della difficoltà di stare sul mercato, come si dice, e quindi della necessità di allargare lo spettro delle nostre attività mettendo a disposizione di terzi la nostra passione e le nostre competenze. Di qui è nata l’idea del service editoriale, ci occupiamo cioè di una o più fasi della lavorazione per conto di altri editori: dalla “semplice” correzione di bozze all’impaginazione.Da due anni, poi, abbiamo cominciato a organizzare corsi di formazione un po’ per venire incontro alle numerose richieste un po’ per sperimentarci in qualcosa di nuovo.

SPECCHIO – Diffondere una cultura del mondo dell’editoria fornendo, a quanti vogliano cimentarsi nell’intricato mondo dell’industria libraria, l’esperienza e le conoscenze tecniche di questo settore, è un compito non facile che lo staff di KORA porta avanti da alcuni anni. Attività particolarmente apprezzabile se si pensa che arriva da una realtà editoriale relativamente recente e si radica in un territorio, quello pugliese, che purtroppo offre ben poche opportunità di formazione editoriale.

MARIELLA – In effetti è così. Il territorio non offre molto da questo punto di vista e c’è invece una richiesta fortissima. Devo dire che l’esperienza dei corsi è molto importante dal punto di vista professionale e umano. Con tutti i corsisti si instaura un rapporto di stima che va aldilà del corso stesso. Io la vedo come una possibilità per trasmettere quello che ho imparato in oltre dieci anni di attività in ambito editoriale, loro la vivono come un’opportunità non tanto o non solo per imparare un mestiere quanto per conoscere un mondo, quello dei libri e di chi ci lavora, che affascina un po’ tutti.

SPECCHIO – Mariella, leggendo la tua biografia, non può non saltare all’occhio ciò che arricchisce la tua attività di redattrice e di editrice di un quid in più che ti differenzia da tanti altri editori: l’esperienza personale come scrittrice. Avrai dovuto seguire anche tu le solite trafile per riuscire a veder pubblicati i tuoi libri e avrai toccato con mano il mondo di “chi sta dall’altra parte”, di chi, spesso, dopo aver trascorso tanto tempo dinnanzi a una pagina bianca e avendola finalmente “dipinta” con parole,idee, ricordi o sentimenti, ripone i propri sogni nel fatidico “sì” di un editore. Ti va di raccontarci la tua esperienza personale?

MARIELLA – Sono stata fortunata, in un certo senso, perché lavorando a contatto con gli editori ho avuto più possibilità di far conoscere il mio lavoro. Ed è stato più facile trovare l’editore, seppur piccolo, disposto a investire su di me. Anzi, diciamo che l’investimento è stato reciproco. Però conosco bene la trafila faticosa e spesso frustrante che accompagna ogni tentativo di far pubblicare la propria opera. Ma la cosa più difficile, secondo me, non è pubblicare ma, una volta pubblicato, farsi leggere…

SPECCHIO – Da editrice, perché non ci sveli qualche piccolo segreto utile allo scrittore esordiente? Per esempio, cosa deve – e/o NON deve – fare uno scrittore nella stesura di un’opera finalizzata a un’eventuale pubblicazione? Insomma, qual è il libro e/o l’autore ideale per un editore, colui che con un lavoro preventivo possa risparmiargli del tempo inutile?

MARIELLA – Innanzitutto presentarsi bene. Un autore che mandi un qualsiasi testo per una valutazione deve come minimo preoccuparsi che la sua lettura sia agevole. A un buon redattore basta leggere le prime pagine di un manoscritto per capire se è il caso di continuare la lettura o di cestinarlo. L’incipit quindi è fondamentale. Inoltre il testo va ripulito il più possibile prima di inviarlo perché se è pieno di strafalcioni e di refusi o di ripetizioni  la voglia di continuare a leggerlo passa subito. Se il romanzo o il saggio è molto lungo conviene anche inviare una scheda che dia il quadro d’insieme.
Il mio consiglio in sintesi è quello di mettersi dalla parte del lettore (del resto un buon scrittore non è tale se prima non è buon lettore), che sia il redattore o il destinatario finale del libro. Bisogna cioè chiedersi: ma questa cosa che ho scritto può interessare al lettore? E questa frase che ho scritto è davvero utile ai fini della trama?

SPECCHIO – Mettiamo il caso che uno scrittore esordiente abbia avuto la fortuna di trovare una casa editrice che voglia pubblicare la sua opera. Cosa può metterci, di suo, per aiutare la casa editrice (specie se piccola) nella promozione del suo stesso libro? In altre parole, dato che la pubblicazione di un’opera non ne sancisce il successo e la promozione è un momento fondamentale, quali sono i canali a cui deve rivolgersi lo scrittore per aprirsi un varco in questo senso?

MARIELLA – Il libro non si vende da solo e l’autore deve sicuramente metterci l’impegno a promuovere la sua opera e attivarsi per presentare il più possibile il suo libro. Soprattutto quando la casa editrice è piccola tutti devono fare la loro parte e impegnarsi al massimo per garantire un risultato minimo. Noi come Kora abbiamo fatto un esperimento bellissimo un anno e mezzo fa pubblicando Qualcosa da dire, una raccolta di brevi racconti e poesie che raccontassero aspetti poco scontati della nostra Puglia. Il libro non solo si è venduto bene ma ha raccolto molti consensi. È stata un faticaccia andare per mesi a presentarlo nelle librerie insieme agli autori ma ne è valsa la pena anche come esperienza umana.

SPECCHIO – Cosa ne pensi delle case editrici che pubblicano autori esordienti chiedendo loro un contributo?

MARIELLA – Dipende. Quando la casa editrice non ce la fa a sostenere le spese è plausibile che chieda un contributo economico all’autore. Però la cifra chiesta deve essere ragionevole e soprattutto proporzionata al servizio che realmente si offre. È importante che ci sia chiarezza fin dall’inizio. Sono molti gli pseudo-editori che, invece, speculano sulle ambizioni artistiche di tanti giovani e meno giovani e questo è poco corretto, oltre che poco professionale. Ma è anche vero che spesso gli scrittori in erba vogliono pubblicare per forza e non accettano rifiuti, si sentono geni incompresi. E’ su questa debolezza che alcuni fanno leva con risultati disastrosi per tutti.

SPECCHIO – Alcuni dati ISTAT del 2004, pubblicati su Repubblica.it, presentano uno spaccato dell’editoria nostrana non poco allarmante: rispetto al 2003 gli operatori del settore editoriale sarebbero calati del 2,3 per cento; dall’altro lato, gli editori che hanno tenuto duro e sono “rimasti a galla” hanno visto un aumento della percentuale di tiratura complessiva, anche se, purtroppo, questa ha a che fare soprattutto con la traduzione di testi stranieri. In un panorama così ostico, quali sono – se ci sono – le iniziative, da parte della Regione e/o dello Stato, a sostegno dell’editoria e qual è la loro effettiva validità?

MARIELLA – Non mi preoccupa il dato che vede in calo gli editori, ce ne sono pure troppi, ma il fatto che i giovani leggano pochissimo e male. Io credo che le istituzioni, la scuola in primis, debbano impegnarsi per promuovere la lettura. Perché un giovane che legge è un giovane capace di immaginare un proprio futuro e quindi di costruirselo e non di subirlo passivamente.

SPECCHIO – Scendiamo un po’ sul personale… Qual è il libro che hai letto e che, come casa editrice, ti sarebbe piaciuto pubblicare?

MARIELLA – Non saprei, non mi pongo in quest’ottica con i libri che leggo. Se dovessi voler pubblicare tutti i libri che mi piacciono, non dormirei più…

SPECCHIO – Immagino sia troppo chiederti l’esatto contrario: ovvero, il libro che, come casa editrice, non avresti pubblicato mai…

MARIELLA – Anche qui non è facile rispondere. Ne dico uno per tutti: Il Codice da Vinci. Certo, avrei perso l’occasione per diventare miliardaria… ma a parte questo trovo che sia un libro brutto, scritto male e poco corretto nei confronti del lettore. Insomma un bluff.

SPECCHIO – Questa tua intervista sarà letta da molti lettori di Specchio Magico e aspiranti “scrittori famosi”. In base alla tua esperienza, quali sono i generi letterari che “tirano” di più, al momento? E, dovendo fare una sorta di “predizione”, quali credi saranno i generi letterari che invece, nel futuro, attireranno sempre più l’attenzione da parte del pubblico italiano?

MARIELLA – Non ho la sfera magica, ma è evidente che è finita l’epoca del “bello scrivere” fine a se stesso e c’è un ritorno a raccontare storie che hanno attinenza con la realtà, che non tentano di edulcorarla. E questa è una tendenza che sta cominciando a permeare un po’ tutti i generi. Credo che il futuro della letteratura sia proprio questo e chi vuole fare lo scrittore dovrà tenerne necessariamente conto.

SPECCHIO – Infine, Mariella, toglimi una piccola curiosità: la KORA deriva il suo nome da un antico strumento utilizzato dalle popolazioni dell’Africa occidentale per cantare le gesta di antichi eroi e per tramandare oralmente le loro tradizioni. Un detto famoso recita: “verba volant scripta manent”. Come mai avete scelto un nome che identifica una tradizione orale – e, quindi, contrapposta a quella scritta – proprio per una casa editrice, in cui la scrittura la fa da padrona?

MARIELLA – La “kora” è uno strumento che accompagna il racconto. Ci è subito piaciuta quest’idea di sostenere i passi di chi ha qualcosa da raccontare. È la nostra idea di casa editrice.

KORA- Casa editrice e service editoriale www.koracoop.it

Kora non esisterebbe senza...

- Rosanna Labalestra, Presidente della cooperativa, responsabile dell’amministrazione e dei contatti esterni
r.labalestra@koracoop.it

- Mariella Sciancalepore, Vicepresidente, responsabile della redazione e dei corsi di formazione
m.sciancalepore@koracoop.it

- Francesca Mongelli, Redattrice
f.mongelli@koracoop.it

... e senza questi preziosi collaboratori

- Massimo Lafronza, Impaginatore, responsabile del settore grafico
m.lafronza@koracoop.it

- Marilena Martino, Segretaria di redazione, responsabile dei corsi on-line
m.martino@koracoop.it