SPECCHIO MAGICO
Sito per Scrittori Esordienti di Esoterismo, Mistero e Spiritualità
Opinioni: Intervista a Daniele Doglioli (dicembre 2003)
Daniele Doglioli era
un agente letterario pavese, che si occupava di rappresentare case
editrici, autori, anche esordienti, agenzie e illustratori italiani ed
esteri. Era anche specializzato in esoterismo e proprio per questo gli
avevamo richiesto un'intervista.
Purtroppo Daniele ci ha lasciati all'inizio di giugno del 2005.
Questo è il testo della chiacchierata che avevamo fatto tra noi: tanti
preziosi consigli, dati per aiutarci, di cui faremo tesoro.
SPECCHIO– Dott. Doglioli, lei è uno dei rarissimi agenti letterari per gli autori di esoterismo. Anzi, è l'unico che si trova negli elenchi degli Agenti Italiani. Una nostra curiosità: la scelta è stata fatta per suo particolare interesse circa l'esoterismo o per colmare una vistosa lacuna nel mercato?
DANIELE DOGLIOLI–
No, non è vero che sono l'unico agente specializzato in esoterismo.
Esistono altri colleghi che, oltre ad essere specializzati, sono anche
appassionati di arti esoteriche. Da parte mia, ammetto di essere
incompetente in molti argomenti del settore.
La mia agenzia è nata, all'inizio, come specialista di libri per
ragazzi. L'approccio con l'esoterismo avvenne una decina di anni fa,
quando fui contattato da uno dei migliori editori in questo campo,
operante in Italia: Il Punto d'Incontro.
Mi comprò alcuni libri per ragazzi di contenuto spirituale. Da lì
imparai a conoscere il loro catalogo e capii che l'esoterismo (allora
chiamato ancora trendisticamente con il termine generico e nello stesso
tempo riduttivo di New Age), era un mercato editoriale interessante, che
permetteva di realizzare buoni profitti.
Mi misi quindi alla ricerca di contatti con editori e autori esoterici
stranieri e cominciai ad orientare i miei interessi anche verso quelle
case editrici italiane che pubblicavano testi di spiritualità.
Conclusi con queste contratti interessanti. E così, pian piano, l'esoterismo
divenne un altro polo di specializzazione della mia agenzia.
Come ripeto, devo ringraziare Il Punto d'Incontro per questo.
Senza nulla togliere ad altri editori validi, mi sento molto legato
affettivamente a loro. Siamo grandi amici e, si può dire, siamo cresciuti
insieme. Quando li conobbi, avevo iniziato da pochi anni la mia attività
di agente, e anche loro erano ancora un piccolo editore. Ora hanno un
catalogo vasto e stupendo. E molti dei testi pubblicati, modestamente,
sono stati comprati da me.
SPECCHIO– Gli autori italiani di romanzi "esoterici" sono pochissimi: in libreria si trovano i soliti Coelho, Redfield, Zimmer Bradley. Per non parlare del genere fantasy, tutto anglo–americano. Un esordiente ha qualche possibilità di essere pubblicato, se presenta un romanzo?
DANIELE DOGLIOLI– Io non parlerei tanto di romanzieri esoterici, in quanto l'esoterismo deve il 90% della sua popolarità e del suo successo ai testi di non–fiction. Lasciando da parte la saggistica e la manualistica, diciamo che, nel campo esoterico, i generi "romanzati" che vanno per la maggiore sono il fantasy oppure l'autobiografia spirituale. In entrambi i casi, gli autori americani la fanno da padroni non solo in Italia, ma anche nella stragrande maggioranza degli altri paesi. Gli autori italiani sono un po' snobbati, in quanto gli editori si sentono istintivamente orientati verso gli anglo–americani, affascinati dal successo che questi riscuotono in ambito internazionale. Quindi, rispondendo in specifico alla domanda, direi che gli autori esordienti dovrebbero presentarsi con qualcosa di veramente innovativo: qualcosa che non faccia uscire dalle labbra degli editor delle case editrici il commento: "Ci troviamo di fronte a una volgare imitazione degli anglo–americani...".
SPECCHIO– Allora ci dia un consiglio spassionato per non illuderci e sperare invano: meglio saggi o narrativa? E su quali argomenti specifici?
DANIELE DOGLIOLI–
Meglio la saggistica, indubbiamente.
Su quali argomenti? Certamente non su quelli di cui il mercato è già
saturo: reiki, fiori di Bach, chiromanzia, Tarocchi, etc.
Fino all'anno scorso andava molto di moda la Magia Bianca, ma anche di
questa, ormai, esistono in commercio libri a vagoni. Perciò gli editori
sentono la necessità di cambiare. Non che siano passati alla Magia
Nera... Piuttosto, ho constatato che ora mi chiedono una Magia Bianca un
po' meno soft e un po' più incisiva.
Un altro argomento che attualmente mi viene richiesto a destra e a
sinistra è la podomanzia, ovvero... la lettura del piede. Appunto perché
sulla chiromanzia (la lettura della mano) si trova già in commercio di
tutto e di più.
Per quanto riguarda la saggistica di carattere religioso, diciamo che il
Buddhismo (il trend degli anni '80 e '90) ormai è diventato troppo
commerciale, addirittura irriverente. Verso il Sufismo, invece, ho notato
molto interesse da parte degli editori; e anche verso la religione
islamica in generale... un argomento oggi molto attuale (negativamente,
purtroppo).
SPECCHIO– Gli autori statunitensi hanno spesso contratti a pagina: più scrivono, più guadagnano, come Grisham. In Italia come vanno le cose?
DANIELE DOGLIOLI– Sapete che questa cosa non la sapevo? Che cos'è, una frecciata contro lo strapotere degli autori in lingua inglese?
SPECCHIO– Purtroppo no. La cosa giustifica le inutili e assurde lungaggini, che non hanno proprio motivo di essere, che rallentano il ritmo di certi romanzi di autori davvero buoni, ma influenzati da questo tipo di contratto.
DANIELE DOGLIOLI–
Parlando di esoterismo e di editori esoterici, diciamo che i libri brevi,
sintetici e incisivi sono i più richiesti e i più apprezzati,
soprattutto se possono essere venduti ad un prezzo economico o in edizione
simpatica di libro–dono.
Nel fantasy, invece, è essenziale che ci siano tre o quattro volumi
pronti, perché il fantasy è, prima di tutto, sinonimo di saga.
Anche qui, breve o lungo? L'importante è che sia pieno d'azione e di
suspense.
SPECCHIO– I poeti, gli scrittori di racconti e di fiabe hanno qualche chance?
DANIELE DOGLIOLI–
La poesia no, non è un genere richiesto. Gli unici autori di poesia a
essere continuamente ristampati sono i classici. Neanche i racconti hanno
fortuna. Spesso nemmeno si riesce a pubblicare quelli di autori noti.
Le fiabe? Se di contenuto molto spirituale e con una morale sottintesa, ma
non troppo accademica. In questo caso l'importante sono le illustrazioni.
A un autore di fiabe consiglio di presentare il testo già illustrato, in
quanto la valutazione che dà l'editore è sempre globale. La collana
"Semi di luce", delle edizioni Il Punto d'Incontro, offre molti
spunti interessanti. Non perché l'editore sia mio grande amico, ma
veramente io trovo i suoi testi per bambini stupendi e di ottimo gusto.
Quando ne regalo qualcuno, ricevo sempre molti complimenti.
SPECCHIO– Un'ultima domanda cattiva: consiglierebbe un editore a pagamento a un esordiente di esoterismo rifiutato ripetutamente da case editrici "normali", cioè senza contributo? Non è meglio accontentarsi del Web?
DANIELE DOGLIOLI– Per carità! Cave, giovane autore! Stai molto attento a non cadere nella trappola degli editori che pubblicano a pagamento. Infatti, quando ti hanno pubblicato (dopo aver ricevuto il proprio obolo), nemmeno pensano a distribuirti. Sei tu che devi preoccuparti della distribuzione. E visto che, bene o male, le persone a cui vuoi far leggere i tuoi testi sono i parenti, gli amici e i conoscenti, allora tanto vale che tu investa il tuo denaro in un sito web, da gestire e curare graficamente come meglio credi. Proprio come se fosse un libro, che i tuoi lettori possono leggere navigando in Internet.