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INTERVISTA A FERNANDA CARINCIA
(novembre 2005)

Fernanda Carincia, la nuova portavoce italiana dell’autosostegno - conosciuto in inglese con il termine “self-help” -, si presenta per la prima volta al pubblico con l’opera Riscoprire la bellezza della vita: guida pratica, di cui potete leggere la recensione.
Tanti anni fa, Fernanda stava attraversando un periodo molto particolare della sua vita; un giorno, stanca e frustrata sia dal punto di vista professionale che personale, all'improvviso capì che era arrivato il momento di dare una svolta, di cambiare radicalmente e “di voltare pagina”... 

SPECCHIO- Fernanda, stanca della tua vita, un giorno hai deciso di dare un taglio a tutto e sei partita per l'Inghilterra: vuoi raccontarci di questa tua esperienza e di come sei diventata una scrittrice?

FERNANDA- Era il 1994 e avevo raggiunto un tale livello di esasperazione che decisi di emigrare per dare a me stessa un’altra possibilità. Cercando di ricostruirmi una vita in un paese straniero, come immagino succeda a molti, ho trovato tantissimi ostacoli. Nonostante parlassi e scrivessi abbastanza bene la lingua inglese, ho dovuto ricominciare “dalla gavetta” perché sfortunatamente, almeno a quei tempi, i titoli di studio e l’esperienza lavorativa fatta in Italia non erano presi in considerazione.
Dopo lunghe e affannose ricerche, trovai lavoro presso un fast-food, che per merito degli orari flessibili mi permise di studiare e frequentare dei corsi statali che fossero riconosciuti. I soldi che guadagnavo erano appena sufficienti per “sbarcare il lunario”, ma ho tirato la cinghia, come si suol dire, e sono andata avanti nonostante tutto. Tutto questo, però, mi creò ulteriori insoddisfazioni e frustrazioni. Non facevo altro che lavorare e studiare, non c’era più nulla che mi desse gioia o piacere, mi sembrava di non avere più vie d’uscita.
Dopo quasi due anni di studi e di duro lavoro, trovai finalmente un impiego come Assistente di Direzione in una ditta italiana, per cui ho lavorato per circa due anni e mezzo; da allora ho continuato a fare lo stesso lavoro presso altre compagnie internazionali.
Un giorno - mentre continuavo a visitare dottori e ospedali regolarmente, perché tra le altre cose mi ammalai anche di malattie psicosomatiche -, trovai una rivista che conteneva un invito ad un seminario di autosostegno. Inizialmente ero molto scettica, perché non avevo mai partecipato ad iniziative del genere e non avevo mai letto libri inerenti all’argomento. Ci riflettei a lungo, lessi il libro su cui si basava il seminario e mi convinsi a partecipare.

SPECCHIO- Un vero "colpo di fulmine"!

FERNANDA- Sì, il seminario fu il punto di partenza che mi ha portato a continuare a studiare, ad ampliare le mie vedute, a leggere libri di psicologia, di filosofia e di metafisica e a capire che avevo bisogno di aiuto professionale e perciò intrapresi un lungo ciclo di sedute di psicoterapia di gruppo che mi hanno aiutato (insieme all’autosostegno, alla metafisica, a molti corsi a cui ho partecipato, alla pratica di alcune tecniche e all’uso della medicina alternativa) a raggiungere degli ottimi risultati e a trovare una soluzione alla maggior parte dei miei problemi.

SPECCHIO- Come sei riuscita a conciliare due idee tanto lontane come la metafisica e la psicoterapia?

FERNANDA- In Inghilterra, proprio perché la metafisica e l’autosostegno sono molto popolari, non ho avuto problemi a parlarne con la mia terapista, che era al corrente di quello che facevo. Nel nostro gruppo c’era addirittura un’insegnante di yoga!
Il mio amore per la scrittura, è uno dei piaceri che ho riscoperto proprio facendo questo “lavoro” su me stessa. In questo modo, non ho solo riscoperto il piacere di scrivere poesie, ma anche il canto e la scrittura di canzoni. Scrivevo poesie sin da bambina, anche se periodicamente e per il semplice gusto di farlo, ma non ho mai sentito il desiderio di pubblicarle.
Avendo ottenuto dei risultati che oserei definire sorprendenti, sono tornata in Italia piena di entusiasmo con questo progetto in mente e ho scritto questo libro con l’intento di aiutare la mia gente a riscoprire la bellezza della vita.

SPECCHIO-  Puoi spiegarci in breve che cos’è l’autosostegno e in che modo può aiutare le persone a riscoprire la bellezza della vita?

FERNANDA- Lo stile di vita frenetico e caotico, che conduciamo al giorno d’oggi, tende a farci trascurare dei lati di noi stessi e delle cose che consideriamo marginali, ma che in realtà sono molto importanti. L’autosostegno, come dice la parola stessa, è un metodo che incoraggia a “fermarsi un attimo”, a riflettere, a fare introspettiva per capire e analizzare le cause delle nostre insoddisfazioni, dei nostri problemi e a prendere provvedimenti per porvi rimedio. L’autosostegno, associato all’aiuto di uno specialista quando necessario, con dei suggerimenti, la spiegazione e l’utilizzo di varie metodologie, indirizza il lettore, se e dove utile, a riorganizzare la propria vita in modo armonioso, a rivedere le proprie priorità per raggiungere equilibrio e conseguentemente benessere fisico, spirituale ed emotivo.

SPECCHIO- Una domanda pratica: che cosa stai facendo per promuovere il libro?

FERNANDA- Il mio libro è stato pubblicato in giugno e distribuito nelle migliori librerie italiane dalla casa editrice Editoriale Pantheon, a cui sono molto grata per avermi dato fiducia e offerto questa possibilità. Trattandosi di una piccola casa editrice, non dispone di molti mezzi e perciò sto facendo tutto quanto mi è possibile per contribuire a pubblicizzare e promuovere il libro. Come prima cosa, ho fatto fare il mio sito web, che è in continuo aggiornamento e che (a mio parere) è uno dei metodi migliori per pubblicizzare il libro, considerando l’enorme incremento dell’utilizzo del computer negli ultimi anni. Ho informato la maggioranza dei media italiani - emittenti radio, reti televisive pubbliche e private, testate giornalistiche tra cui quotidiani e riviste anche on line - della pubblicazione del mio libro invitandoli successivamente alla presentazione ufficiale che ho organizzato e che si è tenuta a Roma nel mese di ottobre.

SPECCHIO- Bravissima! Noi consigliamo sempre, a chi è stato pubblicato da un piccolo editore, di darsi da fare in prima persona per autopromuoversi.

FERNANDA- Infatti in questo modo ho avuto la fortuna e il piacere di essere intervistata da Radio 2 RAI e da un’emittente televisiva privata che ha trasmesso la mia intervista su SKY TV e su altre emittenti regionali. Un’altra attività molto utile, credo sia anche il volantinaggio che organizzo e faccio fare con regolarità.

SPECCHIO-  Come pensi che sarà accolto il tuo messaggio in una società che pensa solo ai soldi e al disimpegno?

FERNANDA- In questo momento storico, e specialmente nel nostro paese, credo ci sia molto bisogno di supporto, di aiuto e di incoraggiamento e mi auguro che un libro positivo quale è il mio, che mira a diffondere un messaggio d’amore, fiducia e speranza, sarà recepito con entusiasmo. Mi piace essere ottimista e sono assolutamente convinta che imparando a volerci più bene, possiamo migliorare la nostra vita e di conseguenza, con un approccio olistico, vivere più in armonia con noi stessi, con gli altri, con tutto ciò che ci circonda inclusa la nostra vita quotidiana, prendendoci maggiormente cura del nostro pianeta e dei nostri bambini.

SPECCHIO-  C’è un consiglio o un suggerimento che ti piacerebbe dare gli aspiranti scrittori e agli scrittori esordienti come te?

FERNANDA- Il coraggio, la tenacia e la determinazione sono delle qualità indispensabili e, a mio parere, è così che si raggiungono risultati concreti. Non bisogna mai perdere di vista il proprio obiettivo, mai arrendersi o scoraggiarsi nonostante la concorrenza e gli ostacoli che si incontrano lungo il percorso, che è molto lungo e tortuoso, ma soprattutto, mai accettare un no come risposta. Se leggerete il mio libro, capirete come ho fatto io e sono sicura che, lavorando sodo, anche voi avrete delle ottime possibilità. Dio vi benedica.