Qui
tutti rimanevano fino al mattino,
danzando tutta la notte intorno al
fuoco, mascherati con pelli di animali e maschere orrende per spaventare
gli spiriti. Al mattino portavano le ceneri, ancora
ardenti, presso ogni famiglia per riaccendere il focolare
domestico. L’usanza moderna di travestirsi, questa notte, deriva proprio dai
Celti: il travestimento sarebbe un mezzo per evitare di essere catturati
dalle creature della notte: spiriti, fantasmi, fate, folletti ed elfi.
Nella tradizione dei Celti non vi sono angeli e demoni, ma sono presenti spesso gli appartenenti al Piccolo Popolo, formato da Fate,
Gnomi, Folletti ed Elfi. Ciò che conosciamo di queste creature ci è stato tramandato di
generazione in generazione ed ha costituito, spesso, l’argomento
principale di leggende e fiabe. Ciò che sappiamo di loro, in realtà,
è piuttosto poco.
I folletti sono di origine antichissima. Sono gli spiriti della
natura, gentili con chi li tratta bene, dispettosi nei confronti di chi li maltratta.
Sono geni domestici che appaiono, con nomi diversi, in tutte le
mitologie popolari. In Francia sono i butins, in Germania i
poltergeister, in Inghilterra i goblins. Nella provincia di La Spezia viene chiamato
foetto, a Ginevra foele,
a Montreaux è il foulot. In realtà i veri conoscitori di queste
creature sono gli Irlandesi e gli Scozzesi. Essi li hanno classificati,
sanno come tenerli lontani e come farseli amici.
La loro raffigurazione tipica è quella di un piccolo uomo dal viso
fanciullesco, la capigliatura ricciuta coperta da un berretto rosso, per
vestito una tunica scarlatta. I folletti non sono
malvagi, ma maliziosi e burloni; amano fare i
dispetti tirando le coperte ai dormienti, o intrecciando i capelli delle
fanciulle. A volte, però, hanno dei
comportamenti malvagi: provocano
danni gravi alle persone, come per esempio appiccare incendi. In questo
caso il folletto viene rappresentato in forma demoniaca con il piede
biforcuto.
Il loro nome deriva dalla radice “fol” e dal latino “flatus”;
ciò starebbe ad indicare il soffio d’aria, perché, anticamente si pensava che i folletti potessero provocare piccoli
vortici di vento e passare dal buco della serratura. A proposito, se volete ingraziarvi un folletto dovete
prenderlo per la gola, facendogli trovare dei buoni dolci. Loro
prediligono i biscotti farciti con farina fresca, cotti sulla brace e
cosparsi di miele; altrimenti, se non sapete cucinare dolci, vanno bene
le focaccine d’orzo.
Fra gli appartenenti al popolo fatato vi sono i BROWNIE (folletti
gentili), i mostruosi TROLL, gli oscuri COBOLDI, e i BOOGAN che sono velocissimi.
Gli Elfi sono creature dalle sembianze umane,esseri intermedi tra gli
dei e gli uomini. Abitatori della luce e dell’aria, vivono nei fiori,
nelle piante e nelle acque.
Nella mitologia celtica la razza degli elfi non comprende solo
creature buone e belle, ma anche esseri grotteschi e cattivi. Alcuni di
loro sono molto dispettosi e si divertono a far smarrire la strada ai
viandanti.
Gli Gnomi sono di origine nordica; sono molto piccoli, sono alti poco
più di un palmo. Vivono in grotte, in miniere d’oro e d’argento e
in tronchi cavi. Sono molto avidi e fanno da guardiani ai tesori.
I maschi sono brutti e deformi, le femmine, invece, sono molto belle
ed hanno una voce angelica. Sono abili orafi e minatori.
Il vocabolo Fata deriva da “fanuoe” che significa creatura
selvatica, colei che abita il mondo naturale. Ma deriva anche dal latino
Fatum, che significa destino. Sono esseri soprannaturali, dotati di poteri magici; possono cambiare
aspetto e lo fanno cambiare anche agli altri. In genere vengono
descritte come creature alate e leggiadre.
Ma esistono molte varietà di fate, anche quelle orribili. Di solito
sono pronte ad intervenire in aiuto degli innocenti perseguitati ma,
attenzione, non è sempre così: alcune di loro sono di natura cattive e
sono pericolose perché, grazie alla loro bellezza, adescano gli uomini,
ignari di andare incontro ad una morte orribile.
Secondo antiche tradizioni sono presenti al momento della nascita
degli uomini per dare loro doti particolari ed influenzare la loro vita
in modo benevolo o malevolo. Non provano sentimenti e per questo invidiano
il genere umano. Come gnomi e folletti, anche le fate custodiscono delle
ricchezze
incredibili. Esse possiedono un’abilità particolare: sanno suonare
vari strumenti come il violino, l’arpa, il cembalo. Spesso danzano sull’erba e formano i
cosiddetti “Cerchi delle Fate”. Le loro melodie sono belle e tristi, ma anche capricciose e selvagge.
Esercitano un fascino fatale sull’uomo che entra nel loro cerchio,
lo riducono in schiavitù eterna nel loro mondo.
Le fate vivono in mezzo alla natura; nei boschi, sulle rocce, nei
fiori e nelle fontane. Le troveremo, spesso, nei cespugli di
biancospino: sono i loro prediletti. E’ pericoloso costruire la
propria casa sul terreno delle fate: loro sono un grado di spostarle.
Esistono vari tipi di fate: le SILFIDI, vivono nell’aria, le
ONDINE, abitano nell’acqua, sono molto belle e malefiche. Offrono il loro aiuto ai viandanti per attraversare paludi e foreste,
in realtà, poi li annegano.
Vi è una credenza secondo la quale il piccolo popolo ha origine
dagli angeli sconfitti scacciati dal Paradiso, e pare che siano caduti
nel mondo degli uomini. Alcuni di loro si sono adattati alla nuova vita, per altri, invece,
non è stato così. Questi ultimi considerano gli esseri umani
responsabili della loro caduta e questo spiega la loro avversione nei
nostri confronti. Quindi fate attenzione a non avvicinarvi a nessun
essere fatato, la notte di Halloween, per evitare di essere sua vittima.
Emanuela Cella Ferrari