Specchio Magico

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Speciale Halloween

Benvenuti
La festa
di Halloween

Le origini
Le tradizioni
Tra fate e folletti
Halloween in tavola
Halloween celtica
Halloween pagana
I rituali
Il sentiero
delle meraviglie

 

I RITI DELLA NOTTE DI HALLOWEEN
di Paola Mastrorilli

Le attività preposte alla festa di Samhain sono la Divinazione, l’Essiccazione delle erbe invernali, la Meditazione, il Richiamo di frammenti o personaggi della vita passata, i Contatti con gli spiriti (anche se quest’ultima attività la sconsiglio vivamente, poiché ritenuta pericolosissima, specie se fatta da persone inesperte).
Per la notte di Halloween vi darò un
piccolo grimorio con l’elenco delle erbe specifiche, la loro storia ed il loro utilizzo magico, ispirato alle tradizioni celtiche.

 

I colori associati alla festa e preferibili nella scelta di candele sono il nero – delle tenebre oscure che aprono il loro varco al mondo degli umani – e l’arancio – sicuramente più vivace, associato al colore della zucca, elemento simbolo della festività. Le pietre favorite sono la corniola, l’ossidiana, l’ambra nera, le bevande sono la birra chiara, il sidro e i tè preparati con le erbe sotto citate.
Gli incensi da utilizzare sono (su una base di incenso olibano) il legno di melo, l’eliotropio, la menta, la salvia, la noce moscata.
Gli oli che si possono preparare e poi consacrare a Samhain sono quello di canfora, l’olio di basilico, l’olio di chiodi di garofano, l’olio di millefoglie, l’olio di lillà.

Quercia e ghiande
Nome celtico: Duir (duir significa porta)
Nomi comuni: Quercia, Re del boschetto, Quercus
Nome latino: Quercus Alba
Parti utilizzate: ghiande, foglie, legno, corteccia
Erbario: le querce sono conosciute come tonici astringenti;  per questo il tè fatto con foglie di quercia è molto utile come rimedio vasocostrittore contro le infezioni o per sciogliere le congestioni. Le ghiande, invece, possono essere – una volta sbucciate e tritate – utilizzate nei rimedi omeopatici, per il trattamento di problemi respiratori o contro costipazioni di diversa natura.
Storia magica: la quercia rappresenta la settima Luna dell’anno celtico; è associata con l’elemento Fuoco ed è governata dal Sole. La quercia è strettamente collegata ai druidi poiché si dice che essi officiassero i loro riti preferibilmente in boschi di quercia e mangiassero ghiande, come parte fondamentale del loro rituale, al fine di interrogare il futuro. Presso i Celti, infatti, la quercia simboleggiava il “re” degli alberi in virtù delle sue grandi dimensioni, della sua longevità e delle energetiche ghiande. Sembra, inoltre, che druidi e sacerdotesse usassero mettersi in ascolto del fruscio prodotto dalle foglie dell’albero o dello  lo scricchiolio della corteccia per ricavarne messaggi divinatori.
Uso magico: bruciare foglie di quercia, colte da rami caduti al suolo, serve a purificare l’ambiente da eventuali energie negative. Le diverse parti dell’albero erano, infatti,  utilizzate dai Celti per riti finalizzati a garantire la protezione, la forza ed il successo. Uno dei riti consisteva nel porre le ghiande sul davanzale delle case, al fine di scacciare i fulmini e per placare la rabbia degli dei. Portare una foglia di quercia nella tasca servirebbe, quindi, a proteggere dal male e dalle malattie; indossare una ghianda al collo, invece, fungerebbe come portafortuna e favorirebbe il successo, la bellezza e la giovinezza; acconciare i capelli con ghiande di quercia consacrate alla luna piena, ogni mese, aiuterebbe a rinsaldare il fascino personale.

Melo   
Nome latino: Malus spp.
Parti utilizzate: frutto, corteccia
Erbario: lo sciroppo di mele è un ottimo succo per calmare le palpitazioni, nel trattemene degli stati melanconici e come rimedio contro gli svenimenti. Un infuso fatto con buccia di mele è una lavanda utile per le infezioni dell’occhio. Le mele sono fonte di vitamine (A, B1, C) e di minerali, quindi sono molto utili in casi di astenia e debolezza. Strofinare la buccia delle mele sui denti serve a mantenerne lucido lo smalto e a garantirne la bianchezza.
Storia magica: la mela è associata al pianeta Venere, al Sole e all’elemento Acqua. Nei cerchi pagani il frutto veniva chiamato “Frutto del sottosuolo”, “Ramo d’argento”, “Albero dell’amore”. Giochi divinatori con la mela erano frequenti e famosi durante Samhain. Si pensava che tirare un morso improvviso a una mela avrebbe portato fortuna ai giovani in età di matrimonio ed avrebbe assicurato loro le nozze entro l’anno. Inoltre, si pensava che la terra di Avalon fosse popolata da meli.
Uso magico: il sidro di mela è utilissimo negli incantesimi che richiamano il simbolo del sangue e quello del vino. La mela, infatti, rappresenta il libero arbitrio nella tradizione pagana e, quindi, sembra essere utilissima nei riti d’amore o di guarigione. Un antico rituale indica di seppellire una mela alla mezzanotte della vigilia di Samhain al fine di nutrire coloro che sono in procinto di reincarnarsi. Mangiare una mela a Samhain porterebbe fortuna per tutto l’anno a venire. In passato le mele erano utilizzate come strumenti divinatori: bisogna pelare una mela con movimento continuo, senza mai fermarsi, poi gettare la buccia che se ne ricava alle proprie spalle e, qualsiasi lettera essa formi, indicherà la lettera iniziale del nome del partner della propria vita.

Erica
Nome latino: Erica Multiflora
Nomi comuni: Erica arborea, Erica carnea, Erica da scope, Erica multiflora  
Parti utilizzate: sommità fiorite, foglioline racconte in agosto e settembre
Erbario:
l’erica è un ottimo antisettico delle vie urinarie; diuretica e antidiarroica.
Gli infusi e i decotti sono utili contro cistite e diarrea, favoriscono l'eliminazione degli acidi urici e, in genere, leniscono e purificano tutte le affezioni delle vie urinarie. Il decotto può essere utilizzato per gargarismi in caso di mucose infiammate e come rimedio per compresse di cotone utilizzate contro foruncoli ed infiammazioni cutanee. Preparati quali il decotto o l'infuso, aggiunti all'acqua del bagno, sono di sollievo in caso di reumatismi e aiutano a migliorare il tono muscolare.
Le sommità fiorite finemente tritate possono essere utilizzate per preparare una maschera decongestionante per il viso. Vista la sua capacità di resistere a fuochi di debole entità, il legno della pianta è stato spesso utilizzato dai montanari per la costruzione di pipe.
Storia magica: l'erica è associata al Sole e all’elemento Acqua. Conosciuta fin dall'antichità, era utilizzata per costruire sia le scope che servivano a pulire i templi degli Dei sia il forno in cui cuocere il pane.  Le leggende associano spesso l'erica alle fate, facendole dimorare fra i suoi rami e sconsigliando di sdraiarsi a dormire fra queste piantine, per non correre il rischio di essere rapiti. È pur vero che le stesse leggende vogliono che sia possibile accedere ai segreti dell'Aldilà dormendo su un letto di erica.
Utilizzo magico: l’erica sembra essere un’erba potentissima come portafortuna e per costruire amuleti e talismani. Le scope fatte con ramoscelli di erica purificano gli ambienti. Far bruciare l’erica essiccata in un incensiere servirebbe, inoltre, a tenere lontani spiriti maligni ed energie negative.

Belladonna
Nome latino: Solanum dulcamara, Solanum nigrum
Nomi comuni: solano, morella
Parti utilizzate: radici, foglie, sommità
Erbario: ATTENZIONE, LA BELLADONNA è velenosa e può essere utilizzata solo in soluzioni omeopatiche o in piccolissime quantità presenti nei medicinali; quindi non va mai utilizzata per esperimenti o senza il consiglio di un medico. La belladonna ha indubbi effetti sedativi, narcotizzanti ed antispasmodici. È uno dei principiali eccipienti dell’atropina ed è spesso utilizzata anche come antidoto all’oppio. Diluita in piccolissime quantità all’interno di medicinali specifici, essa cura una serie di disturbi: reumatismi, problemi della pelle, febbre, infiammazioni e affezioni ai bronchi.
Storia magica: la belladonna è associata a Saturno e a Marte e all’elemento Acqua ma ha anche una strettissimo collegamento con la figura di Lucifero. Si dice che il nome belladonna derivi dall’antica consuetudine di versare goccia a goccia il succo della pianta negli occhi, al fine di ottenere uno “sguardo sognante”, molto apprezzato in altri tempi, ma in realtà dovuto alla dilatazione delle pupille e alla paralisi dell’accomodazione. Le sue bacche erano spesso fonte di attrazione per i bambini, poiché sono facilmente confondibili coi frutti del sottobosco come i mirtilli, ma queste si rivelarono ben presto tossiche. Essa è inoltre associata ad Atropa, uno dei tre destini che maneggia la cesoia per tagliare il filo che tiene legato l’uomo alla vita.
Utilizzo magico: si dice che questa pianta sia benefica contro il malocchio. Nella tomba di Tutankhamon è stato trovato un laccio fatto con bacche di belladonna. I contadini spesso la utilizzano come talismano e l’appendono al collo degli animali che ritengono affetti da malocchio. La belladonna favorirebbe anche l’oblio e aiuterebbe gli amanti feriti a dimenticare le loro pene d’amore.

Verbasco
Nome latino: Verbascum thapsus
Nomi comuni: pianta di velluto, bastone del pastore
Parti utilizzate: fiori, foglie, semi
Erbario: le foglie di verbasco sono utili nel trattamento di fenomeni d’asma, fattore non trascurato dalle case farmaceutiche. Le foglie essiccate sono spesso bruciate in pipe da tabacco per calmare le irritazioni delle vie respiratorie. I fiori, messi in infusione nell’acqua bollente, erano spesso utilizzati dalle donne romane per imbiondire i loro capelli. In base ad una vecchia ricetta, inoltre, la cenere della pianta, impastata a formare un sapone liquido, ravviva il colore dei capelli e farebbe tornare quelli grigi al loro colore originario.
Storia magica: il verbasco è una pianta associata a Giove, a Saturno e all’elemento Fuoco. Ma è anche associata a Ulisse che ne portò una piccola quantità con sé al fine di proteggersi dagli inganni della maga Circe. Ma il verbasco è anche associato alle streghe poiché, nel Medioevo, si diceva che esse costruissero con la sua peluria gli stoppini per le loro candele.
Utilizzo magico: nelle pratiche magiche il verbasco, bruciato, è spesso utilizzato per spezzare incantesimi e scacciare spiriti malvagi. Amuleti costruiti con parti di verbasco sono utilissimi per dare coraggio e come protezione dalle energie negative.

Zucca
Nome latino: Cucurbita pepo
Nomi comuni: zucca melone
Parti utilizzate: semi, frutto
Erbario: la zucca è utilissima come vermicida. Un infuso di semi, preparato mescolando circa mezzo litro d’acqua bollente con circa 30g di semi di zucca, è stato spesso utilizzato nel trattamento di malattie urinarie. La polpa della zucca è, invece, molto versatile e può essere utilizzata nei dolci o nelle ricette più disparate, anche come semplice ornamento scenografico del piatto.
Storia magica: la zucca è sacra alla Luna. Ma è anche associata ai vampiri: gli zingari credono, infatti, che tenere troppo a lungo una zucca in casa sia pericoloso poiché rischia di trasformarsi in un vampiro.
Utilizzo magico: la zucca è generalmente utilizzata negli incantesimi pagani o nella magia lunare come rappresentativa dello spirito. Durante Samhain le zucche sono utilizzate in numerosi incantesimi e rituali ma anche semplicemente per decorare gli altari o per rappresentare la raccolta del grano, lo spirito e la Luna.

Salvia
Nome latino: Salvia Officinalis
Nomi comuni: salvia dei prati
Parti utilizzate: foglie, fiori
Erbario: la salvia è utilizzata come spezie in molte ricette. Un infuso di salvia è ottimo per favorire la digestione ma anche per abbassare la febbre o per alleviare gli attacchi di freddo. Una miscela di salvia e miele può essere utile per alleviare il dolore derivante da lesioni della bocca o della gola. Le foglie fresche di salvia, se strofinate sui denti, servono a risaltarne il bianco e a pulirli. La salvia è anche utilizzata per allontanare gli insetti dal giardino ma attira le api e, per questo, il risultato della sua presenza nell’orto è il dono di un aromaticissimo miele.
Storia magica: la salvia è associata a Venere, a Giove e all’elemento Aria.
Utilizzo magico: la salvia è solitamente utilizzata negli incantesimi per la fertilità, la longevità, la protezione, il danaro, la purificazione. Non va mai tagliata con un coltello di metallo. La leggenda dice che mangiare salvia favorisca la saggezza e renda immortali. Un amuleto di guarigione può essere costruito mettendo uno spicchio d’aglio, un po’ di eucalipto e cannella, due pizzichi di salvia ed un pizzico di zafferano dentro un piccolo sacchetto blu. La salvia messa nella scatola in cui vengono custoditi i Tarocchi o le Rune aiuterà a purificarli e a proteggerli dalle energie assorbite durante le divinazioni. Un modo per purificare la casa è di far bruciare qualche foglia di salvia essiccata in un incensiere e spargere, di stanza in stanza, il profumo con una penna che verrà utilizzata a mo’ di ventaglio.

Assenzio
Nome latino: Artemisia Absinthium
Nomi comuni: assenzio, zenzero verde, corona del re
Erbario: il tè d’assenzio è utilizzato come rimedio contro l’itterizia e per rimuovere i sintomi della depressione e della malinconia. ATTENZIONE però, perché alcune varietà d’assenzio, assunte in grandi dosi, non solo sono tossici ma causano anormalità nel feto. Quindi anche quest’erba non va mai utilizzata senza aver prima interpellato un medico o un naturopata, soprattutto durante la gravidanza o da persone con problemi cardiaci.
Storia magica: l'assenzio appartiene alla famiglia delle Artemisie, ed è quindi associato alla dea Artemide, dea preposta alla maternità e all’elemento Aria. Il nome di queste piante, infatti, allude all'uso che se ne faceva in campo ginecologico. L'assenzio era già conosciuto col nome di absinthion nell'antichità greca ed è nominato nel papiro Ebers dell'antico Egitto (1600 a. c.). Gli vennero subito attribuite proprietà terapeutiche grazie, anche, al caratteristico ed inconfondibile odore.
Utilizzo magico: l’assenzio può essere utilizzato negli incantesimi associati alle forze psichiche, alla protezione, all’amore e al richiamo degli spiriti. Come elemento protettivo, esso può essere bruciato in un incensiere o anche utilizzato in vere e proprie pozioni. Un rito officiabile durante Samhain consiste nel gettare l’assenzio o spruzzarne l’essenza sul fuoco, al fine di ottenere protezione dagli spiriti maligni.

E per finire, eccovi una antica preghiera celtica dedicata alla notte di Samhain, per quanti volessero omaggiare questa festività celtica nel migliore dei modi.

 

  Possa la strada venirti incontro,
possa il vento sospingerti dolcemente,
possa il mare lambire la tua Terra e il Cielo coprirti di benedizioni.

Possa il sole illuminare il tuo volto
e la pioggia scendere lieve sul tuo tempo.
Possa Iddio tenerti sul palmo della Sua mano
fino al nostro prossimo incontro.

 

                                                      Paola Mastrorilli