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File correlati

Nascita
dello spiritismo

Nel mondo delle fate

Le creature
del bosco fatato

Fate, folletti
e spiriti

 

SARAH E I FANTASMI
di Sergio Bissoli

La strana Casa del Mistero in San Josè, California USA, potrebbe essere descritta come un monumento alla morte.
Sarah Winchester, una delle donne più importanti nella storia dell’America del West, passò quasi 40 anni qui, sola, in questa casa che non smise mai di ingrandire.



 

Nell'immagine sopra, Winchester House


Sarah Winchester, che morì nel sonno nel 1922, era figlia del famoso fabbricante di fucili, e fece costruire una casa per gli spiriti, con lo scopo di evitare la vendetta degli indiani uccisi dai fucili di suo padre. Questa vedova e madre infelice, il cui unico figlio morì appena nato, acquistò una fattoria di otto stanze che poi seguitò a ricostruire e allargare.
Sarah incontrava gli spiriti tutte le notti, e sotto la loro guida fece aggiungere stanze, balconi, finestre, camini, scale. Ci sono moltissime porte finte, intercomunicanti, balconi, corridoi e scale cieche.

L’intero labirinto fu progettato dagli spiriti e doveva servire solo agli spiriti, così credeva Sarah Winchester.
I lavori procedettero per 38 anni, tutti i giorni comprese le domeniche e le feste nazionali, e si fermarono nel 1922, con la morte di Sarah.
Il risultato è una casa immensa e assurda, composta da 160 stanze collegate da chilometri di tortuosi corridoi. In questa casa ci sono botole, balconi interni ed esterni, corridoi che girano su se stessi, scale che non portano in nessun posto, porte murate, porte che si aprono sul vuoto.
Certamente dopo la morte di Sarah ci sono stati molti avvistamenti di spettri: passi, sussurri, rumori di catene, punti freddi, vento gelido, palle rosse di fuoco e forme di fantasmi. Tutti queste testimonianze sono state registrate anche negli anni recenti.



IL MISTERO DELLA TOMBA
di Sergio Bissoli

Nel 1989 morì Umbero di 23 anni e fu sepolto nella tomba di famiglia a San Bonifacio Verona. Due anni dopo la tomba fu aperta per seppellire un’altra salma e si scoprì una pianta ramificata all’interno del loculo. Nel marzo 1991 sono andato a vedere, con i familiari e l’autorizzazione del Municipio. I becchini hanno sollevato la botola, siamo scesi con la scala e le pile in una stanza sotterranea, fatta di cemento e completamente buia. Sulla parete si estendeva (e c’è ancora) una ramificazione color bronzo, senza spessore come se fosse fotografata sul cemento. Probabilmente è una specie vegetale rara. E’ stata provocata dal defunto per dare una sua manifestazione?

LE BAMBINE CHE VEDEVANO LE FATE 
di Sergio Bissoli

Questa è una vicenda che a quel tempo commosse l’Inghilterra e suscitò molto scalpore.
A Cottingley, nel 1920, due bambine, Elsie Wright e Francis Griffith, trascorrevano i pomeriggi nei prati di Cottingley per giocare.
Le due amiche raccontavano ai genitori che in quei posti si vedevano le fate: degli esserini alti 20 centimetri, con le ali.

Un giorno il padre di una delle due bambine le diede una macchina fotografica, invitandola a fotografare le fate. E la bambina scattò molte foto delle fate, tra cui quella che vedete qui a lato e quella più sotto.
Queste foto, che sono state esaminate da un tecnico della Kodak, sono arrivate fino a noi e compaiono in molti libri di parapsicologia.

Le spiegazioni possibili sono tre:
Prima: le bambine hanno ritagliato delle immagini dai loro libri di fate e si sono fotografate vicino a questi disegni di cartone.
Seconda: le bambine credevano nelle fate e riuscivano a oggettivare, cioè rendere visibili le loro fantasie.
Terza: le fate esistono realmente, in una dimensione parallela. Esse sono visibili solo in uno stato di coscienza differente dal normale.

Non sappiamo quale sia la spiegazione giusta. Notiamo però che nelle foto l’espressione delle bambine appare trasognata, in trance. Ricordiamo che i fenomeni psichici paranormali (veggenza, precognizione, avvistamenti di fantasmi, materializzazioni) avvengono solo se c’è una persona sensitiva che fa da medium. 
Il medium entra in uno stato di coscienza differente, che non è la veglia e neppure il sonno, e solo allora si producono questi fenomeni (file aggiornato nel Luglio 2006).


                                                  
                                          
Sergio Bissoli

 
Fotografie a cura dell'Autore.