E'
possibile fare tutto da sé? Se siete proprio disperati,
esasperati, stanchi di girare da una casa editrice all'altra senza
cavare un ragno dal buco, se siete allergici agli agenti letterari e
non avete una montagna di soldi per farvi pubblicare a pagamento, vi
resta una sola soluzione: improvvisarvi editori di voi stessi.
Questa, naturalmente, è la soluzione più dura: siete certi di
volerla davvero scegliere? Per un autore alle prime armi improvvisarsi
anche editore, sempre alle prime armi, può rivelarsi un'esperienza
traumatica. Infatti uno scrittore sotto contratto con una casa
editrice se ne può andare in vacanza ai Tropici, può starsene in
poltrona a dormire sugli allori o cominciare a scrivere un nuovo
libro, dato che l'editore si fa carico di tutto, dalla stampa alla
promozione e alla distribuzione. Il povero scrittore-editore
fai–da–te deve invece occuparsi di persona di ogni problema,
rischiando di esserne sommerso.
Potete
diventare un vero editore, oppure semplicemente andare da un tipografo
o in un service letterario, e far stampare il vostro
libro, auto-producendolo. A
voi la scelta. In Italia la stragrande maggioranza delle case
editrici è
composta da ditte individuali e società di persone (in nome
collettivo o in accomandita semplice). Questo è dovuto ad un fatto
molto banale: per questi tipi di società sono richiesti investimenti
minimi di denaro e adempimenti burocratici molto semplici.
Ovviamente queste forme vanno bene per piccoli editori, con un
modestissimo giro d'affari e poco propensi al rischio. Case editrici
medio–grandi scelgono abitualmente le società di capitali.
Se vagheggiate di fare l'editore per trovare uno sbocco per i vostri
libri, prima leggetevi con grande attenzione questi indispensabili
libri:
-
Come si fa l'editore di Settimio Paolo Cavalli, editrice
Bibliografica, Milano; è la Bibbia dell'editore e anche una
lettura consigliata agli scrittori, almeno si fanno un'idea.
- Codice dell'editore di Achille Ormezzano, della stessa
editrice; una raccolta di leggi per chiarirsi le idee di fronte ai
molti dubbi.
- Editoria. Guida per chi vuol pubblicare di Alessandro
Gusmano, editrice Zanichelli, Bologna; consigli pratici e anche un po'
di grammatica...
Se
poi non ve la sentirete di compiere questo passo (piuttosto radicale e
con tutte le incognite dell'imprenditoria), un buon tipografo o un service
letterario faranno al caso vostro.
Facciamoci
stampare. Scegliete con oculatezza il tipografo, che non deve
essere il signore che stampa solo biglietti da visita, menù per
ristoranti e partecipazioni, ma qualcuno con esperienze di
fotocomposizione e grafica ben più complesse. Chiedetegli di mostrarvi qualche esempio dei libri che ha già stampato, per farvi
un'idea di come sarà il vostro, e fatevi fare un preventivo da più
tipografi. Se diventerà il vostro stampatore, sulla copertina
del libro dovrà comparire il nome della tipografia dove di solito si
mette il nome dell'editore.
Discorso diverso è il service per scrittori. Si tratta di un
servizio più completo, molto innovativo, che usa la stampa in
digitale, tiene i costi abbastanza bassi, funziona anche come casa
editrice, vi mette il codice ISBN, vi fa scegliere la tipologia del
libro, personalizzandolo a seconda dei vostri gusti. Inoltre, cosa
importantissima, vi permette di restare assoluti padroni dei vostri
diritti d'autore.
Se la vostra opera dovrà vivere una breve vita come regalo per
parenti e amici, potete scegliere poche copie con una rilegatura
prestigiosa, cartonata o addirittura telata (molto dispendiosa); se
invece avete ambizioni più vaste sarà meglio una copertina in
brossura, per stampare più copie spendendo di meno.
Chi ha scritto col computer presenterà un CD o uno zip; il testo deve
essere suddiviso in parti, capitoli, paragrafi, tutti con titoli ben
evidenziati per distinguere ogni pezzo dall'altro. Il testo deve
essere stato prima esaminato con pazienza da certosino per individuare
ogni errore (di battitura, di grammatica, ecc.) ed anche per vedere se
quello che si è detto fila logicamente. Fate attenzione a questo
passaggio, perché una ulteriore revisione da parte di chi dovrà
stamparvi farà alzare i prezzi. Anche aver scritto con la macchina per scrivere (o, peggio ancora, a
mano) e non col computer comporta una spesa elevata in più, per far
trasferire il testo su computer.
Il testo, nelle mani del foto–compositore, diventerà la prima bozza
stampata del libro, con l'aspetto che avrà una volta stampato in
forma definitiva. Chi dovrà stampare il vostro libro vi
consiglierà i caratteri, il corpo, la spaziatura dei fogli ed il
formato, oltre al tipo di carta. E ricordate che la prima promozione
verrà fatta dall'aspetto esteriore del libro, dalla copertina e
dall'immagine che vi comparirà, più o meno accattivante.
Vendere
il proprio libro. Per quel che riguarda la distribuzione e la
promozione, problemi di tutti gli scrittori e di tutti gli editori,
armatevi di coraggio e faccia tosta: prendete contatto con le maggiori
agenzie di distribuzione e negoziate, con lo spirito e l'insistenza di
un mercante levantino, perché il vostro libro sia presentato nelle più
importanti librerie italiane.
Tenete presente che i distributori prendono il 50–60% del prezzo di
copertina, mentre i librai si fanno fare uno sconto del 30–40%:
pensateci e, se è il caso, preferite la distribuzione on line. E
tempestate giornali, riviste, radio e televisioni di tutta Italia con
le segnalazioni del vostro libro.
Non ottenete niente? Allora mettetevi a vendere voi stessi il vostro
libro, dopo aver aperto una Partita IVA presso l'Agenzia delle Entrate
della vostra città, come "autori di opere di ingegno".
Questo vi permetterà di rilasciare regolare ricevuta ai compratori
del vostro libro.
Prendete contatto con centri culturali, biblioteche, aziende di
promozione turistica ed organizzate serate di presentazione del libro
con annessa conferenza–dibattito e, si spera, vendita ai presenti di
copie del vostro libro.
In parole povere, dovete trasformarvi nell'editore, nell'ufficio
stampa, nell'agente letterario, nell'editor e talvolta perfino nel
libraio di voi stessi, tutto in una volta: lavoro lungo, paziente,
difficile e ingrato.
Ma se siete arrivati fin qui, perché non tentare?