Sono quelli
che trovate nel nostro elenco delle Case Editrici con la dicitura "possibile
richiesta di contributo". Sugli editori a pagamento, ed in
particolare su coloro che pubblicano qualsiasi cosa, di qualunque genere,
purché pagati per farlo, si è detto di tutto, e pochissimo di buono.
Leggetevi la
recensione di Editori a perdere di
Miriam Bendìa e capirete che cosa stiamo dicendo.
Poi andate
a farvi un giro su Internet, inserendo EDITORI A PAGAMENTO in un motore di
ricerca, e troverete commenti ed esperienze di tutti i generi. Troverete le voci di tanti aspiranti scrittori, delusi, furiosi, schifati, presi in
giro e spennati come i proverbiali polli da editori a pagamento e da agenzie
letterarie.
Noi preferiamo mettere la cosa come un monologo, di fantasia ma non troppo,
basato sulla nostra esperienza e su quella di tanti nostri lettori e amici.
Leggete e rifletteteci su, prima di firmare un contratto con un editore a
pagamento. Poi decidete, magari firmate anche, ma fatelo a ragion
veduta,
conoscendo i rischi a cui state andando incontro.
Supponiamo che
il giovane signor Mario Rossi, scrittore sconosciuto, ma di belle speranze,
abbia spedito il dattiloscritto di un suo saggio sulla vita di Mago Merlino a
trenta case editrici. Alcuni rifiuti cortesi, molte non–risposte da case
editrici famose che hanno altro a cui pensare invece di rispondere agli
esordienti, qualche sì, accompagnato da complimenti a profusione, da editori a pagamento. Mario viene invitato a
presentarsi nell'ufficio di uno di questi editori. Che cosa si sente dire?
Discorso Standard
Carissimo amico, appena ho avuto per le mani il suo libro, ho subito capito di avere
a che fare con il libro dell'anno. Per questo le ho scritto il giorno stesso del
ricevimento del suo libro. Che prosa potente! Che mirabile chiarezza! Che
lodevole e laboriosissima ricerca storica! Leggere il
suo libro, mi creda, è stato un onore e di questo io la ringrazio. Vorrei che
mi vedesse come un padre o un fratello maggiore. Siamo
stati fortunati a essere scelti da lei, ma anche lei è stato fortunato a
capitare con noi, con tutti i disonesti e gli incompetenti che ci sono in giro.
Pubblicheremo il suo saggio, lo presenteremo in una sede prestigiosa, lo
distribuiremo in tutte le librerie d'Italia, lo segnaleremo a tutte le TV, a
tutte le emittenti radiofoniche, a tutti i quotidiani ed a
tutti i periodici. Cominceremo con mille copie.
Purtroppo, come lei sa, per gli
esordienti pubblicare è tanto difficile. Sì, indigna anche noi questa
ingiustizia, ma questo è il mercato in Italia. Per cui siamo costretti a
chiederle un piccolo contributo, che ci aiuterà, ma certo non coprirà tutte le
spese. Ci occuperemo noi (gratuitamente, proprio per venirle incontro) dell'editing, perché,
ne converrà con noi, nel suo libro ci
sono parecchi errori e va rivisto. Ma noi abbiamo fiducia nelle sue capacità,
nel suo grande talento, e vogliamo rischiare su di lei, coprendo noi tutte le
altre spese.
Non le metteremo i bollini SIAE, perché dovrebbe pagarli lei e non
vogliamo farle carico di altre spese. Con qualche migliaio di euro le pubblicheremo il
libro; se rinuncia ai diritti d'autore per le prime mille copie, le daremo cento
copie omaggio del suo libro, contro le solite dieci. Vendendolo ad amici e
conoscenti, potrà ricavarne un guadagno in più. Proprio perché crediamo in
lei, nel contratto metteremo l'opzione per pubblicare anche il suo prossimo libro:
siamo certi che questo sia l'inizio di una lunghissima collaborazione, ricca
di successo per entrambi.
Traduzione
realistica del discorso standard
Caro ragazzo, appena ho avuto per le mani il tuo libro, ho subito capito di avere
a che fare con un altro merlo. Per questo ti ho scritto una e–mail il giorno stesso del
ricevimento del libro: non volevo che mi scappassi. Con un po' di complimenti mi sono assicurato che
mi telefonassi, a tue spese.
Io
ho appena dato un'occhiata al libro. Non è poi malaccio, ma come si fa a
pensare che questa roba possa vendere, se ci sono in giro altri otto libri, alcuni dei
quali scritti da famosi studiosi, sullo stesso argomento, che non hanno venduto
praticamente niente? Naturalmente pubblicheremo
il tuo saggio, siamo qui per questo, e se saremo fortunati magari riusciremo
anche a venderne qualche copia. Ci guarderemo bene dal presentarlo in una sede
prestigiosa, che costa un mucchio di soldi ed è riservata agli scrittori famosi; lo distribuiremo alle pochissime
librerie convenzionate con noi in Italia, lo segnaleremo via e–mail a tutte le
TV ed a tutti i giornali, giusto per la forma. E poi la posta elettronica costa poco. Cominceremo con mille copie,
teoriche. Ne bastano molte di meno, in verità. Cento saranno tue, ma per le
altre non si pone il problema: non avendo il bollino SIAE, che costa poco, ma la cui
presenza potrebbe causarci problemi, il nostro operato non sarà mai verificabile. Con
il tuo consistente contributo ci garantiremo la totale copertura delle spese e
anche un bel guadagno netto. L'editing va via veloce, con il correttore automatico. Inoltre ti legheremo con un
contratto esclusivo anche per il prossimo libro, così avremo, in caso di
eventuale successo (anche se molto improbabile, date le premesse), un guadagno extra.
Discorso Molto Onesto e
Molto Realistico
Caro amico, sono un piccolo editore. Pubblico con contributo da parte tua, ma
non ti chiedo cifre impossibili. Solo la garanzia di acquisto per le prime
due–trecento copie. Solo in casi rarissimi posso sostenere io tutti gli oneri.
Non posso permettermi una distribuzione
regolare, perché i distributori chiedono cifre altissime e noi piccoli editori non
possiamo farcela col 50–60% di provvigione al distributore. A malapena
copriamo le spese con il 30–40%
di sconto al libraio (se hai voglia di piangere, leggiti Distribuire libri
di Maddalena Giordani, editrice Bibliografica, Milano, e capirai quante poche
possibilità abbiamo noi piccoli editori, se messi a confronto con le grandi
case editrici, che possono contare su una loro distribuzione capillare e sulle
migliori posizioni nelle librerie).
Ti pubblico, ma solo se penso che ne valga la pena. Se penso che il tuo
libro faccia schifo, te lo dico; con tatto, per non offenderti, ma te lo dico. Se sono certo che sia invendibile,
per qualsiasi motivo, non mi ci metto nemmeno.
Ho esaminato bene il libro, l'ho letto e riletto e penso che
abbia parecchie possibilità. Se il libro venderà, guadagneremo entrambi, ma se io metto a disposizione le mie
capacità e le mia esperienza, anche tu ti devi dare da fare.
Ti metto il codice
ISBN e (se vuoi) il bollino SIAE, perché io sono un vero editore e ti considero un vero
scrittore, però dobbiamo lavorare insieme. Studieremo insieme la strategia più
giusta: cercheremo di vendere
tramite Internet, telefoneremo alle piccole TV locali per chiedere
un'intervista, ti organizzerò una presentazione in
qualche libreria amica. Tu andrai nei comuni limitrofi, ti proporrai gratis come conferenziere
nei circoli culturali, ti sbatterai per la tua parte.
Non cerco di legarti a vita con un contratto in esclusiva, ma spero che, se
sarai contento del mio lavoro e se scriverai altri libri, potremo collaborare
ancora.
Considerazioni
finali
A proposito della solita opzione che molti editori mettono sui contratti, per
fare chiarezza vorremmo citare il Codice dell'editore
di Achille Ormezzano, edito sempre dalla Bibliografica di Milano. A pagina 100 si legge:
*Articolo 120. Se il contratto ha per oggetto
opere che non sono state ancora create si devono osservare le norme seguenti:
"è nullo il contratto che abbia per oggetto tutte le opere o categorie
di opere che l'autore possa creare, senza limite di tempo "...
A pagina 103 troverete poi una norma del contratto stipulato tra AIE (Associazione
Italiana Editori) e sindacato
scrittori, che dice:
"Per opzione si intende l'obbligo dell'autore di sottoporre in prima
istanza all'editore verso il quale ha assunto tale impegno le opere non ancora
da lui create, o comunque successive a quella prevista dal contratto di edizione
in atto, per un periodo non superiore ad otto anni e non inferiore a quattro
anni... tutti i contratti contenenti una clausola di opzione debbono prevedere
la corresponsione di un importo a favore dell'autore".
In parole povere, è l'editore che paga per il privilegio di pubblicare altre
opere di un suo autore di successo. E paga in anticipo.
Ricordate queste
semplici regole:
– Un editore vero legge il vostro libro, lo esamina, lo valuta e se lo ritiene
opportuno vi propone un contratto di edizione, dandovi una percentuale su ogni
libro venduto: il diritto d'autore. Per valutare seriamente un libro ci vuole
tempo, per cui diffidate di chi apre il pacco del vostro libro e subito vi
contatta per esternarvi la sua ammirazione, dicendosi pronto a pubblicarvi.
– Un editore non è vostro padre, fratello, amico: un editore vende libri, che
per lui sono solo oggetti commerciali, sui quali guadagna e campa. Diffidate di chi,
al di là della simpatia personale, si
presenta come il vostro santo protettore.
– Non ci stancheremo mai di ripetere che gli scrittori esordienti fanno una
fatica micidiale per emergere e farsi conoscere: diffidate di chi vi promette
distribuzione a tappeto, apparizioni in televisione nei programmi di punta,
recensioni su tutti i giornali. Rendetevi conto che queste belle cose sono
riservate ai... soliti noti, cioè agli scrittori famosi delle grandi case
editrici. Meglio un discorso brutale, ma veritiero, che tante
promesse che non saranno mai mantenute e vi lasceranno amareggiati e delusi.
– Un editore vero vi corregge il libro per eliminare errori e refusi, senza
sovrapprezzo: si chiama editing e fa parte del suo lavoro.
– Un editore vero vi mette il codice ISBN (International Standard Book Number),
che identifica voi e la vostra opera nella produzione mondiale di libri.
– Un editore vero compra il bollino SIAE, che permette il controllo del numero
di copie vendute. Se vi fidate di lui, potete farne a meno.
– Un editore vero lavora nella sua casa editrice. Se sparisce e diventa
irreperibile dopo la pubblicazione, se non risponde al telefono, se lascia
sempre attaccata una segreteria telefonica della quale ignora i messaggi, se non vi da alcun resoconto sul venduto, se
non vi segue come autore, avete tutti i motivi per sentirvi fregati. E
probabilmente lo siete.