Nuovi Autori: Emiliano D'Alessandro

La collina dei fuochi fatui di EMILIANO D'ALESSANDRO
Edizioni Solfanelli, Chieti, 2008, 160 pagine, Euro 12,00
Copertina di Tanino Liberatore
Per comprare il libro www.edizionisolfanelli.it

Emiliano D’Alessandro, attraverso una narrazione concreta, racconta l’oscura tragedia che ha visto come protagonisti dodicimila ragazzi del nostro regio esercito, i “figli di mamma” della Divisione Acqui del generale Antonio Gandin stanziata sull’isola di Cefalonia in Grecia.
Era il mese di settembre del 1943 quando si doveva decidere se cedere le armi ai tedeschi o “resistere” per onorare la Patria: prevalse l’idea che “sull’arma si cade ma non si cede”, e così avvenne!

Un affascinante reportage sul nostro passato, un’utile retrospettiva per mettere a fuoco un avvenimento che attende ancora di definire il proprio ruolo nella storia di quegli anni, ma anche la vicenda personale e umana di Salvatore Di Rado, ancora troppo giovane per morire, forse l’unico “superstite fucilato” della seconda guerra mondiale, testimone della propria odissea illuminata da un imprevisto amore tormentato, da un’amicizia che si consolida giorno dopo giorno e dalla visione di luoghi incantati.

Attraverso il protagonista, simbolo della gioventù sacrificata, abbandonata e infine dimenticata, il romanzo rievoca la storia italiana e una guerra sciagurata che il mondo sembra aver voluto dimenticare. Una singolare narrazione dove ogni vicenda ne ingoia un’altra, per poi precipitare e ribollire tutte insieme nel calderone caricaturale della storia ormai defraudata da un qualunquismo dilagante. Un testo coinvolgente, che risveglia la coscienza civile, a tratti brillante e ironico, ma soprattutto un atto di verità che ricostruisce da un’angolazione inedita una tragedia mai abbastanza indagata.


Emiliano D'Alessandro (1973), giornalista e scrittore. Vive in Abruzzo, a metà tra il mare Adriatico e la maestosa Maiella. Collabora con riviste e quotidiani ove ha pubblicato centinaia di articoli di denuncia e insegna Lingua e Cultura Italiana agli stranieri.
In una sorta di discontinua routine, condivide i suoi spazi con pile di libri distribuite alla rinfusa, foto di scrittori appese alle pareti e cani rigorosamente meticci che raccoglie dalla strada. Predilige la cinematografia neorealista, gli anni Settanta, la letteratura italiana e quella del periodo beat, il jazz, le sue clark beige, il pianoforte che suona con gli amici musicisti e colleziona penne stilografiche.

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